“Cibo scadente”?

cibo

 

Senalazione di Maurizio Ruggiero

 

http://m.mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2015/07/29/news/cibo-scadente-ecco-cosa-mangiano-i-profughi-a-este-1.11853366 – Il Mattino di Padova – 29 luglio 2015

“Cibo scadente”? Ecco cosa mangiano i profughi a Este

di Nicola Cesaro

Abbiamo “testato” la loro mensa all’istituto Salesiano: riso al pomodoro, chele di granchio, tris di contorni e frutta. Tutto di buona qualità. E abbondante

ESTE. Riso al pomodoro, chele di granchio, un tris di piselli, carote e patate e della frutta. Porzioni abbondanti, cibo ben cotto, pane e acqua senza limiti. È questo il pranzo offerto dalla cooperativa Ecofficina alla stampa che, dopo la protesta plateale di lunedì scorso da parte di alcuni ospiti, chiedeva spiegazioni in merito alle lamentele dei profughi sistemati al Manfredini di Este. Il pasto concesso ai media era lo stesso che, da lì a pochi minuti, sarebbe toccato ai quaranta migranti di stanza nell’istituto salesiano. Un pasto simile a quello di qualsiasi altro giorno, come assicura la cooperativa di Battaglia Terme che in giro per il Veneto gestisce almeno altri otto centri per profughi.

Este, Un pasto simile a quello di qualsiasi altro giorno, come assicura la cooperativa di Battaglia Terme che in giro per il Veneto gestisce almeno altri otto centri per profughi.

Il primo di oggi: riso al pomodoro

Il secondo: chele di granchio e tris di contorni

Il pane

Tabelloni

Dispenser dell’acqua

Gli orari della mensa

Raccolta differenziata

«Il cibo viene preparato dalla cooperativa Riesco ed è cotto o a Monselice o a Saccolongo, anche da un cuoco africano» spiega Gaetano Battocchio, vicepresidente di Ecofficina. «Cerchiamo di proporre cibi consoni alle abitudini dei nostri ospiti, avvezzi per esempio a mangiare piatti meno salati dei nostri, pane morbido, pietanze senza funghi o maiale. Vanno matti per il riso e per il pollo, per i fritti e per la frutta, per le spezie e il peperoncino in particolare, e solo pochissimi mangiano piatti come il cous cous. Non hanno la tradizione delle diverse portate e spesso riuniscono tutti i piatti in un unico pastone».

Ecofficina assicura, e il pranzo di oggi ne è conferma: la qualità è buona, la varietà pure. Certo, non siamo in uno stellato Michelin ma esistono mense aziendali e scolastiche ben più desolanti. «In fatto di quantità, poi, questi ragazzi mangiano porzioni clamorose» mostra, bolle alla mano, Battocchio. «Si parla di 230 grammi di pasta e riso (il peso è inteso a cottura avvenuta): oggi siamo in 43 e tra pranzo e cena abbiamo ordinato 10 chili di riso pilaf e altri 10 di penne. Al di là delle porzioni, i nostri ospiti hanno una colazione – latte, pane, marmellata e crema di nocciole – e la possibilità di fare uno spuntino durante il giorno con pane e frutta. Ognuno di loro, infine, ha diritto al pocket money di 2,50 euro al giorno, che può essere utilizzato anche per togliersi eventuali sfizi alimentari». In sala mensa, dove è presente un erogatore di acqua fresca e un televisore, i ragazzi ospiti sono autonomi nel servirsi e nel provvedere alla pulizia dei tavoli, mentre la manipolazione del cibo è affidata ad un’operatrice. Eppure lunedì mattina 19 di questi migranti protestavano, tra le altre cose, per il cibo poco soddisfacente servito a tavola: «L’alimentazione era un pretesto» è sicuro Battocchio. «La protesta è stata animata da tre ospiti difficili in ansia per l’attribuzione del permesso. Tre elementi che, giustamente, sono stati allontanati, e che hanno coinvolto altri compagni a mio dire inconsapevoli del perché di quella mobilitazione». Chiude Battocchio: «Quell’episodio è stato comunque un sintomo da non trascurare: già da martedì i ragazzi ospiti a Este sono stati ascoltati da una psicologa. Non è facile nemmeno per noi comprendere fino in fondo le esigenze di queste persone».

Qui il video della protesta:

http://video.gelocal.it/mattinopadova/locale/il-profugo-vogliamo-buon-cibo-e-posti-meno-caldi-per-dormire/44398/44513

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