Storicità dei Vangeli: una “diretta TV”…

Risultati immagini per I quattro evangelistidi Padre Romualdo Maria Lafitte

Documenti storici, scritti pochi anni dopo la morte di Cristo.
I testimoni erano vivi e potevano smentirli, ma non l’hanno fatto.

San Marco, San Matteo, San Luca, scrissero nelle anni dei fatti che raccontano, quando i contemporanei vivi potevano smentire, schiacciando come un uovo la neonata Religione.                                                               Questo, però, non è successo, nonostante l’odio contro la Fede. Chi scrisse i Vangeli sapeva che diceva cose vere e non temeva di essere sbugiardato. La datazione dei frammenti mostra come la vera Scienza non contraddica mai la Fede, e renda innegabile l’attendibilità storica di tali scritti.

San Marco. Fu ritrovato, nelle Grotte di Qumran, un Frammento di papiro con 20 lettere in greco, catalogato  “7Q5”, datato dal 50, che è un brano di San Marco 6, 52-53. Ne consegue che 17 anni dopo la morte di Gesù, il Vangelo di Marco era gia ricopiato. Dunque l’originale, in greco, fu redatto fra il 34 e il 49 d.C. San Marco ha scritto in epoca cosi vicina ai fatti da rendere impossibile inventare miracoli e dati. Il pericolo di essere smentito da testimoni era grande. Una vera cronaca Tv, quella di San Marco.

San Matteo. Tre frammenti di papiro, custoditi ad Oxford, datati dal 60 / 70 d.C., contengono versetti del Vangelo di San Matteo. Sono in greco, mentre il santo scrisse in aramaico. Ne consegue che San Matteo ha scritto insieme al suo collega San Marco, anch’egli senza timore di essere smentito da testimoni ancora vivi.   

San Giovanni. Persino questo Vangelo che si faceva risalire al 95, sembra vada corretta. Il santo, al capitolo 5, dice che a Gerusalemme c’è la Piscina di Betsaida, con cinque portici, e che sia in funzione. Ma dopo il 70, causa la totale distruzione della città da parte di Tito e Vespasia-no, questo non sarebbe stato possibile. E’ dunque probabile che anche San Giovanni abbia scritto il suo Vangelo poco dopo la morte di Nostro Signore.

San Luca: Fu segretario di San Paolo, decapitato a Roma Tre Fontane il 29 Giugno 67. Orbene Luca scrisse ascoltando le prediche del santo apostolo.

E gli scrittori pagani?

. Cesare. Egli scrisse il “De bello gallico” nel 52 prima di Gesù Cristo; la copia più antica che ne possediamo è del Secolo X. 1000 anni dopo! E nessun mette in dubbio il De Bello Gallico.

. Tacito e Seneca. Lo stesso dei loro scritti, base della Storia ufficiale di Roma…che nessun “ateo” o “laico” osa mettere in dubbio.

. Flavio Giuseppe. Quasi contemporaneo di Nostro Signore. Testimone oculare dell’assedio di Gerusalemme. Base della storia della Palestina e della conquista romana. Copie? Secoli dopo.

. Gli autori dell’antichità greca o latina. Le copie le più vicine agli originali sono di 10 secoli dopo. Or nessuno mette in dubbio questi scritti.

Due pesi, due misure? Di tutti gli scritti antichi conservati, i 4 vangeli sono certi e gli unici dall’assoluta innegabilità storica. Chi sostiene il contrario è un ignorante o un disonesto.

 

3 Risposte

  • E’ da tempo che si dice che i Vangeli siano stati scritti prima del ’70. Se fosse diversamente, noi avremmo la cronaca o, quanto meno, dei cenni sulla distruzione della città. Chi sostiene il contrario è, senza dubbio, un disonesto sapendo di esserlo.

  • Immaginiamo poi degli ex israeliti che all’inizio del cristianesimo devono convincere degli altri israeliti pragmatici e razionali.sulla vericidità dei fatti di allora.Gli Apostoli e chi con loro hanno descritto dei fatti e cosa impotantissima innumerevoli miracoli che solo Dio poteva compiere così come li avevano visti e hanno riportato le Parole di Nostro Signore Gesù Cristo così come le avevano udite.Avrebbero potuto raccontare parzialmente la Verità per essere più convincenti ma non l’hanno fatto .Sono stati Integrali !La Verità va detta ,anche se da scandalo !

  • Vi ricordate San Pietro apostolo che per essere più convincente verso i giudei si sbilanciò dalla Verità e fù preso per le orecchie (nel senso buono) da San Paolo e riportato sulla retta via? Oltre a dimostrare la vericidità del Nuovo Testamento questo fatto evidenzia che San Paolo sottoposto a San Pietro (primo papa)lo ha ripreso in pubblico. Un papa si può e si deve riprendere se devia dalla Fede.Defensor Fidei

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