CRISI DI VALORI O SCELLERATA INVERSIONE DEI PRINCÌPI CRISTIANI?

Risultati immagini per crisi di valoriL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Nella profonda crisi del mondo contemporaneo, in cui declina il senso del male, si smarrisce la capacità di avvertire le cause della desolazione universale che incombe. Si cercano i valori che dovrebbero reggere un ordine mondiale, ma non ci si accorge della scalata di mali travestiti da valori che, svincolati dai veri princìpi, sono miasmi letali.

Ecco descritto in breve le infide tirate bergoglionesche, accolte come richiamo ai valori cristiani da un mondo rimbecillito, mentre non ci sono più voci o poteri umani capaci di richiamare all’ordine, per contenere disordini nazionali e massacri internazionali.

Quando la voce di Dio è silente, tutto è permesso – L’essere umano, sviato dal principio del bene e ignaro del rapporto causa-effetto tra fede e ordine, perde il suo discernimento tra bene e male; è irretito in un misero disordine morale e mentale.

Nell’articolo «Devastante Populismo di Bergoglio si contrappone alla saggezza della Chiesa Cattolica, Antonio Socci il 30 ago, 2015 fa vedere come La Chiesa Cattolica e il “partito di Bergoglio” si contrappongono anche sul tema dell’immigrazione. Sì perché il valore dell’ospitalità – “non se ne può dedurre – se si vuol essere davvero ‘laici’ – che una nazione non abbia il diritto di gestire e regolare l’afflusso di gente che vuol entrare a ogni costo. Tanto meno se ne può dedurre che abbia il dovere di aprire le proprie frontiere indiscriminatamente”. Infatti il valore dell’ospitalità dipende da certi principi.

Siccome tutto ciò segue il rifiuto dei principi cristiani nella guida dei popoli, è ora di rivedere le sue risposte alle questioni essenziali della vita sociale, e per contro, l’esito di questo rifiuto nel corso storico e ora, nel caso dell’immigrazione biblica programmata da poteri satanicamente anticristiani. Solo così si può capire che la presente decadenza non si deve a nessuna carenza dell’ordine cristiano, ma proprio dal suo stravolgimento da parte di un mondo in comunella con i successivi anticristi in Vaticano.

Sul rapporto tra la fede cattolica e bene sociale, si ricordi che essendo il bene, la perfezione dell’essere, il bene dell’uomo deriva dalla sua ragion d’essere: dal suo fine ultimo. E poiché l’uomo nulla conosce da sé sul fine della propria vita, all’infuori di quanto gli è rivelato, per conoscere il suo fine ultimo e il suo bene durevole si deve rifare al Principio del bene e di ogni sapere. Questa conoscenza, essendo la condizione perché l’essere umano, in qualsiasi tempo e circostanza, permanga centrato nel bene e resistente al male, è la base d’ogni ordine, e perciò della giustizia che deve reggere le società. L’uomo può distinguere un bene da un male immediato, ma, ignorando il fine della sua vita, non può conoscere il suo bene perenne. E poiché il bene della società umana non è altro che il bene dell’uomo, anch’essa deve essere ordinata al fine ultimo dell’essere umano, europeo, americano, asiatico o africano che sia.

Questa è la società in cui il cristiano vuole vivere con i suoi ed elevarsi spiritualmente, coltivando pure il valore dell’accoglienza, ma nella proporzione del bene comune. È questo equilibrio ad essere infranto nella situazione dell’immigrazione invasiva, che si rivela provocata da forze esterne giustamente per alterare la rimanente identità cristiana dei popoli europei. Eppure, quando si cerca di ricordare quest’ordine universale del «bene», che è l’ordine della Carità, quella vera e unica, ciò è bollato come estremismo, oscurantismo, egoismo di voler preservare un’identità, una cultura propria, in una patria la cui storia è stata modellata da una religione.

È allora il caso di capire la differenza tra il principio della vera carità e i valori fatui di un buonismo d’accatto; tra il Principio dell’Idea cristiana e le ideologie dell’uguaglianza e della fratellanza contraffate a causa dell’assenza di veri giudici e di un Padre comune.

Il conciliare cardinale Biffi, morto lo scorso luglio, aveva da pensionato provato a far capire certe inversioni dottrinali, ma come se ciò non fosse frutto già del Vaticano 2, la cui inversione dei principi cattolici rende inutile la resistenza sui valori.

“Qualche volta mi sorprendo a immaginare, per mio personale divertimento, come sarebbe stata la lettera ai Romani se, invece che da quell’uomo difficile e sdegnoso che era l’apostolo Paolo, fosse stata stesa da qualche commissione ecclesiale o da qualche gruppo di lavoro dei nostri giorni [ignora la Nae del V2?]. L’epistola avrebbe cominciato a notare nel primo capitolo col dovuto risalto tutte le ricchezze spirituali e culturali espresse dal mondo pagano: le altezze sublimi raggiunte dalla filosofia greca; la sete del trascendente e il naturale senso religioso rivelati dalla molteplicità dei culti mediterranei; gli esempi di onestà morale, di correttezza civica, di abnegazione disinteressata, offerte dalle vicende edificanti della storia romana che una volta si insegnavano al ginnasio. Senza dubbio se la litanìa immisericorde dei vizi e delle aberrazioni mondane contenuta nell’attuale pagina ispirata, fosse suggerita oggi come contributo al testo da qualche incauto collaboratore, susciterebbe una concorde indignazione. E in realtà il giudizio di Paolo suona alle nostre orecchie insopportabilmente sgradevole: per lui gli uomini senza Cristo sono “colmi di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia” (Rm 1, 29-31). Messi in bella evidenza i pregi del paganesimo, la nuova lettera ai Romani passerebbe poi a esaltare le prerogative dell’ebraismo e la funzione già incoattivamente salvifica della Legge mosaica, della circoncisione, delle prescrizioni rituali…!

Chi conosceva il nuovo vangelo ecumenista in atto, steso da qualche commissione o gruppo di lavoro conciliare (vedi conciliabolo e sinodi), poteva illudersi di essere ancora inteso invocando questioni cattoliche nel mondo mutato da tale stravolgimento? Vediamo cosa dichiarava il card. Biffi a suo tempo e le ripercussioni alle sue posizioni.

Il cardinale Biffi: più immigrati cattolici, meno musulmani – salviamo l’identità della nazione. Coro di critiche. Il ministro Turco: incredula!

«L’arcivescovo di Bologna: sono integralisti, l’Europa perde se non ridiventa cristiana. Insorgono le comunità islamiche Biffi: più immigrati cattolici, meno musulmani. Il cardinale: salviamo l’ identità della nazione. Coro di critiche. Il ministro Turco: incredula ROMA – Sono troppo diversi da noi: mangiano in modo diverso, hanno un diritto di famiglia «incompatibile con il nostro», ma soprattutto «una visione integralista della vita pubblica, con la perfetta immedesimazione tra religione e politica». E, dunque, per salvare «l’identità della Nazione», bisognerebbe favorire «l’afflusso degli immigrati cattolici» rispetto a quelli musulmani.

Così il cardinal Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, nella sua dodicesima nota pastorale. E le reazioni non si sono fatte attendere: cattolici e sinistra compatti contro l’«anatema» piovuto da Bologna, ministri che si dicono «increduli», associazioni del volontariato che alzano barricate. Dall’altra parte il plauso compiaciuto della Lega e di qualche cattolico. Tutte reazioni che il cardinale aveva sicuramente messo nel conto. Del resto quella di favorire l’ immigrazione dei cattolici è una sua vecchia idea, che aveva già espresso in passato. Una volta, ha raccontato ieri, ne aveva parlato anche con un ministro: «Se voi volete il vero bene dell’Italia e risparmiare tante sofferenze – gli aveva detto – dovete gestire l immigrazione privilegiando l’ afflusso dei cattolici che non mancano». Ma, aveva concluso, «poi noi vescovi probabilmente prenderemo posizione contro di voi, dicendo che non siete aperti, ma se siete laici dovete infischiarvene». Stavolta però niente paradossi, solo parole forti: «I cristiani devono piantarla di dire che bisogna andare d’accordo con tutte le idee. E’ così per chi non ha nessuna idea». E ancora: le aggregazioni religiose «non devono sentirsi in colpa di fronte ad emergenze imperiose che con le loro forze non riescono ad affrontare, perché non è compito della Chiesa risolvere ogni problema sociale che di volta in volta si presenta». E’ lo Stato che deve farlo, lo Stato che «può far entrare chi vuole». Avendo però ben chiaro un concetto: «O l’Europa ridiventerà cristiana, o l’Islam vincerà».

La maggior parte delle reazioni sono d’indignazione. Come quella dell’Unione delle comunità islamiche in Italia: «Le radici delle discriminazioni antisemite stavano in Europa, e non vorremmo che si ripetesse ai danni dei musulmani quello che è accaduto con gli ebrei». Molti, definiscono «inquietante» il discorso del cardinale, mentre Rifondazione comunista parla di «oscurantismo miope che cozza con la realtà». Anche tra i cattolici si raccolgono commenti severi. Don Mazzi, fondatore delle comunità Exodus, parla di «decadenza trasversale che coinvolge anche i vescovi», il ministro Turco si dice incredula e, da ‘cattolica’, ricorda al cardinale papa Wojtyla, «che ha compiuto l’atto straordinario di inchinarsi di fronte al muro del pianto di Gerusalemme». Altro ministro ‘cattolico’, definisce quelle del cardinale «parole che dividono», altri rammentano all’arcivescovo che «i fenomeni migratori sono regolati da necessità e geopolitica, non dalla fede». Mentre la Caritas esorta a non alzare steccati. «Perché gli immigrati, da qualsiasi paese arrivino, con le loro capacità possono ravvivare e rinnovare le nostre a volte assopite potenzialità». Anche il vescovo di Caltanissetta, monsignor Mario Garsia, non è del tutto d’accordo con il cardinale: «I musulmani pongono problemi indubbi. Ma il cristiano deve essere samaritano e quindi deve accogliere tutti: questo non è in discussione». Mentre il ministro della Pubblica Istruzione, si chiama fuori: «Le dichiarazioni del cardinale si riferiscono a discussioni interne della Chiesa cattolica e della sua gerarchia»!

Una società che cerca il bene dell’ordine, non può ritenere che il disordine spirituale sia questione astratta. Perciò non può ignorare che i mali umani hanno origine in confusioni d’ordine religioso e mentale, quella che fa a meno della logica, dell’ordine e di una fede.

Ecco la mentalità modernista che ama l’Umanità, concetto astratto che pare superiore a ogni persona concreta. Così il principio dell’amore a delle persone concrete, come Dio le ha create, con anima e corpo, sembrerà riduttivo in rapporto all’idealizzazione di un nuovo «valore superiore» – l’Umanità: numero indefinito di persone, che induce più a considerare il loro numero che la loro status umano. Allora subentra la «filantropia», “quel sentimento laico di matrice liberale che costituisce un surrogato della carità cristiana”. Il grosso inganno è che nella sua astrazione possono essere inclusi sia tutti gli immigrati che invadono l’Europa oggi, sia i vari piani di riduzione della popolazione mondiale, secondo il piano umanitario dei «centri di pensiero» per un «bene superiore»!

Ciò avviene perché delle confusioni d’ordine religioso e mentale, come quelle dovute al Vaticano 2, portarono a fare a meno della logica, dell’ordine e della Fede. Questa regge l’Ordine della Carità, dalla quale non può essere dissociata la Società Cristiana.

L’ordine della carità è ordinata a un’amicizia nella beatitudine soprannaturale che parte e giunge a Dio. «È necessario che l’affetto umano sia ordinato dalla Carità che è prima di tutto amore a Dio, Quindi, amare a Dio sopra ogni cosa e al prossimo come se stessi. Alcuni prossimi devono essere amati più di altri: i consanguinei più dei non parenti, perché i legami di sangue sono naturali, fissi e sostanziali. Secondo la legge naturale, un amore di predilezione è dovuto al paese in cui siamo nati e cresciuti. (Cf. Léon XIII, Sapientiae Christianae, 10 gennaio 1890). I popoli non sono uguali e vanno amati secondo il criterio di amicizia a Dio Uno e Trino.

Lo sviamento dal Vero e dal Bene si manifesta con l’incredulità, ma anche con una ‘fede ecumenista’ per cui si crede che l’uomo possa, col suo sapere, stabilire una fede più proprio di ‘bene’ e di ‘verità’. Ecco il tentativo, velato quanto superbo di rimuovere la coscienza della propria ignoranza di essere umano che, se non crede nel Verbo di Dio, non potendo ignorare l’esistenza di un potere a sé superiore, accoglie nel suo animo la ‘fede’ in un potere occulto contrario a Dio: “Chi non è con me è contro di me” (Mt 12, 30). È chiamato non serviam; lo spirito maligno descritto dalla Bibbia.

Se volete il vero bene dell’Italia, tornate ai principi cristiani

Ma per in nuovo ordine di Bergoglio la difesa della nostra civiltà cristiana e la difesa dell’Italia da un’interminabile immigrazione selvaggia a rischio, dove prevalgono giovani mussulmani, non conta, così come la difesa dei bambini da perversioni Lgbt (senza escludere adozioni gay); c’è l’omissione in tutto, e quando s’invocano valori è sempre a scapito dei principi della carità cristiana; vera inversione dei valori reali.

Il Principio e il Fine di ogni creatura non possono essere alienati da nessuna società. L’uomo, l’essere più complesso di questo mondo, per conoscersi e realizzarsi, deve volgersi verso Chi l’ha creato per un fine. Ciò vale per la sua società. E il Cristianesimo che suscita nella mente dell’uomo la sete del sapere infinito, dei principi della Legge naturale e divina non può essere messo in dubbio. È la sua Carità che suscita nelle coscienze il desiderio di unione divina nella dimensione del proprio essere: l’amore (… ordo est amoris, di S. Agostino): principio dell’anima umana, come la gravità è legge dei corpi. In termini semplici, senza preservare l’amore per quello che l’uomo è, pure nella sua identità terrena, come può una società sopravvivere? Ciò vale per quelli che immigrano e per quelli che li ricevono, per cui si sa che l’immigrazione è inconveniente anche se per volta necessaria, ma da contenere. Se ora non lo è, a causa di manovre esterne, si capisce che esse mirano proprio a diluire le identità nazionali; a deviare le coscienze dalle loro naturali aspirazioni d’identità, e le coscienze, perdendo il loro stabile senso comune perdono pure la capacità di giudizio che fa discernere il bene dal male; rimangono aperte a ogni «nuovo ordine», civile o religioso. È questo il disordine esistenziale programmato per il controllo delle masse? Sembra proprio che è così.

In questo senso l’allora arcivescovo di Bologna, Mons. Biffi, dichiarava nel 2000 : «Il diritto all’invasione non esiste (…) Niente impedisce allo Stato italiano di governare l’immigrazione in modo da salvaguardare la sua identità nazionale.»

Ora è il vescovo Laszlo Kiss-Rigo, responsabile di una diocesi dell’Ungheria meridionale a criticare la linea di Bergoglio spiegando che, coloro che arrivano in Europa, “non sono rifugiati”. “È un’invasione, vengono qui al grido di Allahu Akbar (Allah è il più Grande), ci vogliono conquistare”, accusa l’alto prelato intervistato dal Washington Post. Il prelato Kiss-Rigo si schiera con Orban, perché il suo papa “non conosce la situazione”; i rifugiati minacciano i “valori universali, cristiani” dell’Europa.

Se volete il vero bene degli uomini, tornate ai principi cattolici

Perché cito questi vescovi che ora come ieri dicono quel che i loro papi contraddicono? Per la semplice ragione che pure loro in queste materie gravi raggirano il vero problema che è quello della voce principale della Chiesa che non solo manca, ma nel suo posto si sente un’alta predica distruttiva dei principi fondanti della società cristiana.

Così i vescovi migliori parlano da semplici cittadini, senza vincoli al principio dell’unità della Chiesa. Si fa a meno del principio di tale unità che è il Pontefice apostolico con autorità divina. Ricordano valori, ma dimenticano il vero principio che manca per autenticarli in modo universale; in pratica, possono ricordare cose importanti, ma d’effetto locale, che vengono presto contraddette e disperse. In breve, senza il vero Papa la Cristianità è già mezza sconfitta. Se per giunta si prende per papa un anticristo, allora l’ordine della Carità, principio sul quale la Chiesa è retta, è sovvertita e la Cristianità e i vescovi cattolici sono sconfitti! Cosa è mancato e continua a mancare? Manca l’Ordine nella Carità, che è gerarchizzata, come da sempre spiegato dai Padri e dai teologi.

Poiché L’ordine della Carità è ordinata a un’amicizia nella beatitudine soprannaturale, che parte e giunge a Dio, quale affetto ordinato prima di tutto all’amore di Dio, può non avere in primo posto l’amore per la Sua Chiesa, la società in cui la Sua Voce ci arriva  impersonata nel Pontefice Suo Vicario? Se questa società è stata occupata e ribaltata, a che altra difesa ci dobbiamo dedicare prima. La difesa della Cristianità non dipende della Chiesa? Quindi, amare a Dio sopra ogni cosa e al prossimo come se stessi è amare la Sua Chiesa, nostra Casa e Patria con a capo un Papa Cattolico. Con Cristo, in Cristo, per Cristo e Maria SS. Omnia Pro Restitutione Sanctae Catholicae Ecclesiae !

 

 

12 Risposte

  • Caro Daniele: non credo che l’Europa, né tanto meno l’Italia, ma dico la Gerarchia possa e voglia tornare ai princìpi dell’eterna Tradizione. Il Kathechon di cui parla s. Paolo – Tess. 2, 6 – è destinato a cedere. Motus in fine velocior: e di questa massima vedremo l’inveramento nel prossimo sinodo ove non solo gli iota o gli apici verranno fatti cadere, ma l’essenza stessa della parola di Cristo. E tutto, sotto il pretesto della misericordia, quella che intende il mondo.

  • Caro amico, la sua descrizione sul “motus in fine velocitor” è la realtà impressionante vista con Bergoglio dai veri cattolici. Ma in verità, il suo – inveramento nel “prossimo sinodo ove non solo gli iota o gli apici verranno fatti cadere, ma l’essenza stessa della parola di Cristo” – è solo l’ora finale del processo iniziato nel 1958 con l’elezione del modernista massone Roncalli. Quell’atto fu l’eccidio del Papato insieme al suo seguito fedele (3º Segreto) – nullo di fronte a Dio poiché nullo per la vera Chiesa – essendo ordinato a ribaltarLa. Tutto affinché il «papa buono» lanciasse un’altra chiesa «sotto il pretesto della misericordia, quella che intende il mondo»… in comunella con tutti gli anticristi in Vaticano.

  • Non ne possiamo più , siamo cattolici senza un Papa Cattolico che dalla cattedra che fu di Pitro gridi al mondo queste sacrosante verità e invece da cinquant’anni i papi e gran parte della gerarchia ecclesiastica non fanno che ricevere plausi da comunisti, liberali, radicali musulmani, ebrei, ecc. ecc. , anti cristiani e eretici che producono leggi amorali e ora insegnare ai nostri figli una sessualità malvagia privandoci della potestà genitoriale. Si commettono peccati che gridano vendetta al cospetto di DIO senza alcuna vera azione di contrasto a tanto disordine. Dal popolo Cristiano Cattolico parti il grido ” VOGLIAMO UN PAPÀ E UNA CHIESA CATTOLICA APOSTOLICA ROMANA “. Prima che arrivi il castigo del terzo segreto di Fatima.

  • Il castigo arriverà .Ed è a questo punto necessario perché finché la responsabilità è di pochi si può derogare in altra maniera , ma qui abbiamo un mondo cattolico che tutto sta facendo per attirare l’Ira Divina.Non è giustificabile che si sia solo una minoranza di credenti ad accorgersi della anticristicità di bergoglio. I server di siti come questo dovrebbero andare in crash per i tanti credenti che dovrebbero venire a discutere, leggere informarsi.Parte questo , basta guardare la messa come fatta qui nella bassa trai i conciliaristi: bambini che schiamazzano durante la funzione , acqua santa fuori dall’acqua santiera come se la gente ci si lavasse le mani.Chi gli casca la roba dalla borsa come le pastiglie medicinali e manco le raccoglie, chi viene con la minigonna da esame ginecologico.Se vuoi accendere un cero a Gesù o Maria , devi districarti tra chi occupa militarmente l’area, perché al credente 2.0 non basta sedersi , devo proprio piazzarsi davanti alla statua e parlare dei suoi problemi che son sicuramente più gravi degli altri frequentatori, mentre lui è un santo e quindi può tranquillamente colloquiare con Dio come con gli amici al bar.Gli altri aspetteranno.

  • l’acume di Arai sta nel comprendere che, per l’appunto, la valanga odierna non si è formata in blocco, magari a cento metri dal villaggio, ma molto in alto, distante, dove una modesta quantità di neve cadendo ne ha smosso altra, e avanti così. Ridicolmente patetici risultano i tentativi di nascondersi dietro un Ratzinger o Wojtyla (o addirittura “Paola Sesta” e l’inverecondo ciccione), diretti responsabili di ciò che oggi è un disastro allucinante. Se non ci si rifà addirittura a Gregorio XVI e ai suoi strali antimassonici, non si capirà perché Pio IX abbia scritto il Syllabus, né tantomeno perché San Pio X abbia mitragliato il modernismo, modernismo che si installa INCONTESTABILMENTE all’apice del simulacro scimmiesco di Santa Romana Chiesa con il liberal filomassone Roncalli.

  • Concordo pienamente con arai e con Riccardo. Vado ripetendo da tempo che il disastro è iniziato con la conquista del ponte di comando della barca di Pietro, quel 26 ottobre 1958. Una volta prese in mano le redini, i modernisti non se le sono fatte più scappare ed hanno imposto le loro eresie, con le buone o con le cattive (vedi Mons Léfèbvre e Mons. Guerard de Lisiers). Purtroppo la battagli combattuta da s. Pio X non ha risolto la guerra: già con Benedetto XV (filmodernista) gli eretici sono tornati all’attacco, riammessi nei loro incarichi, oi hanno complottato in modo carbonaresco fino al 19578; da allora giocano alo scoperto. Ma mal glie ne incoglierà, stiamoe certi. Laudetur Jesus Cristus

  • La mia sensazione è che finchè la disperazione e la tragedia non arriveranno in Europa, solo pochi grideranno al Signore ed il Signore tacerà perchè non è invocato dalla maggior parte.
    Quando la disperazione e le tragedie arriveranno al colmo forse allora tutti i cattolici annebbiati ora cominceranno a gridare ed a chiedere un papa ed una chiesa veramente cattolica.
    Ma quando succederà, saremo ancora vivi noi che già ora vediamo il disastro incombente ?
    Questi vescovi che lottano da soli, si rendono conto che non c’è un vero papa ? No ! Non si rendono conto, quindi la loro voce è solo una voce lontana e limitata alla loro diocesi. Solo quando le voci si alzeranno come un tuono ,solo allora potrà essere rovesciato il falso papa sedente a Roma. Ma prima vi sarà la tragedia immane dell’umanità devastata da guerre ?

  • https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/le-bestemmie-di-padre-bianchi

    Il vero “nemico” di padre Bianchi, però, è la Chiesa. “Si dice sbrigativamente che certi musulmani siano ancora nel medioevo – tuona – ma il velo completo per le suore di clausura è stato abolito solo nel 1982. È molto recente la presa di coscienza della pari dignità della donna e dell’uomo nel cristianesimo, che non ha ancora nemmeno il linguaggio per esprimerla. La soggezione delle donne agli uomini è un retaggio scritturale nell’islam, ma è presente anche nelle nostre scritture: san Paolo afferma che le donne non devono assolutamente parlare nell’assemblea della chiesa e devono stare a capo coperto”. Poi la stoccata finale contro la Vergine: “Nella chiesa c’è buona volontà ma poi della donna si hanno immagini irreali: il modello di Maria, vergine e madre, che non può essere il riferimento per una promozione della donna nella chiesa; l’idea, insinuata per moda, che la Madonna sia più importante di San Pietro, idea insipiente come dire che la ruota in un carro è più importante del volano”.

  • E’ il continuo di don Tonino Bello – La Vergine come una donna tra le tante a cui andrebbe tolta l’aureola per farla sentire meno lontana e più “quotidiana – ed il finale di Bergoglio che sospetta che in Maria, donna come noi, bollì, sotto la Croce, una sorda delusione per le “promesse mancate”, una altrettanto sorda ribellione per essere stata illusa dalle parole dell’angelo. Vedrete che fra poco anche Ella sarà detronizzata, al pari del Figlio Eucaristia già decentrato dalle chiese e relegato negli angoli delle navate.

  • Giustamente Arai: “Manca l’Ordine nella Carità… gerarchizzata”. Vale la pena ricordare che la Carità, intesa non come filantropia o solidarietà laica, ma come virtù teologale, deve necessariamente fondarsi sulla Fede e sulla Speranza, come insegna san Paolo (1Cor 13,7: Tutto contiene, tutto crede, tutto spera, tutto affronta). Perciò quando sant’Ireneo di Lione (I-II sec.) dice che la Chiesa di Roma presiede tutte le Chiese nella Carità, non intende parlare di iniziative di amore solidaristico qualsiasi, ma di amore soprannaturale che comprende anzitutto la Fede e la Speranza. La Chiesa di Roma deve dunque presiedere anzitutto la Fede integra e la Speranza escatologica, non economica o di benessere naturale. Ma se la Chiesa di Roma perde la Fede, a cominciare dal suo primo pastore, allora quella non è certamente la vera Chiesa di Roma fondata su Pietro.

  • Così è. Nell’uomo decaduto resta per la sua salvezza la capacità di amare il Bene; la Carità nel suo ordine, che scende da Dio a sé e agli altri: è, con la Fede e la Speranza la ragione fondante della Chiesa, fino al martirio. “Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simone Pietro: “Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro? Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che io ti amo”. Gli disse: “Pasci i miei agnelli”. Gli disse di nuovo: “Simone di Giovanni, mi ami tu?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti amo! Gli disse: “Pasci i miei agnelli”. Gli disse per la terza volta: “Simone di Giovanni, mi ami tu? Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: “Mi ami tu?”. E gli disse: “Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti amo”. Gli rispose Gesù: “Pasci le mie pecore”. In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi, ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi. Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe reso gloria a Dio. E detto questo disse: “Seguimi”. (Gv 21, 15-19)

  • Rispondendo ancora all’amico Luciano Pranzetti su: «non credo che l’Europa, né tanto meno l’Italia, ma dico la Gerarchia possa e voglia tornare ai princìpi dell’eterna Tradizione», torniamo sul declino spaventoso del principio stesso della Carità in Europa. Si pensi solo a questo: se la (mezzo democristiana) Merkel tornasse ad avere un minimo d’amore autentico per la Germania cristiana, userebbe il suo potere per assistere ai rifugiati siriani secondo i principi universali del diritto alla propria terra; appoggerebbe Putin e non Obama, né altre pupazzi del giro, affinché la Siria tornasse ad essere un paese integro dove far tornare i rifugiati come essi vorrebbero. Quel che manca, quindi, è quella Voce suprema che ricordi «l’Ordine della Carità» nelle cose di questo mondo. Allora anch’io posso non credere «che l’Europa, né tanto meno l’Italia»… La ragione è che con la Sede della Verità vacante, ma occupata dai servi della menzogna, e l’attuale gerarchia allo sbaraglio, «possa e voglia tornare ai princìpi dell’eterna Tradizione».
    Il rapporto causa-effetto è l’esempio di un principio perso perfino in religione. Il conciliarpensier si occupa piuttosto degli effetti e con Bergoglio, nemmeno quelli razionali; figuriamoci la Tradizione! Cerchiamo pure noi di non cadere nel tranello conciliare: la putrefazione religiosa ha una causa, così come il pesce puzza dalla testa!

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