Più di 1991 bambini palestinesi uccisi dai sionisti dal 2000 ad oggi

BIMBO PALESTINESE

Segnalazione di Federico Prati

19/9/2015

Betlemme-Ma’an. Secondo i dati pubblicati giovedì 17 settembre da un’organizzazione internazionale in difesa dei diritti umani, dal 2000 sono stati uccisi dalle forze armate israeliane e dagli estremisti più di 1991 bambini palestinesi.

Una ricerca condotta dalla Defense for Children International – Palestina (DCIP) ha riferito che la continua costruzione di insediamenti a Gerusalemme Est e in Cisgiordania sta portando i minorenni palestinesi e le loro famiglie contro “le comunità coloniali israeliane, spesso violente, che si stanno espandendo”.

A causa di questa espansione i bambini palestinesi si trovano sempre più in un “ambiente iper-militarizzato”, dove affrontano episodi di violenza, spesso sproporzionata, perpetrati dalle forze armate israeliane a protezione dei coloni, e dai coloni stessi.

Nella Cisgiordania occupata e a Gerusalemme Est, nel 2014 12 bambini palestinesi sono stati uccisi dalle forze armate israeliane, la maggior parte dei quali sono morti a causa di munizioni vere, secondo quanto riportato dal DCIP.

In ogni caso, la ricerca del DCIP non ha trovato “prove che tutti i bambini uccisi in Cisgiordania rappresentassero una vera e propria minaccia per le truppe o per i coloni israeliani”, aggiungendo che in uno dei 12 casi è stata condotta un’indagine che si è conclusa con una condanna.

Il DCIP ha inoltre rivelato che 553 delle persone uccise dal 2000 sono morte come conseguenza diretta degli attacchi israeliani durante l’offensiva nella Striscia di Gaza, e circa il 68% di loro aveva meno di 12 anni.

Peggioramento significativo

Il DCIP ha dichiarato che la sicurezza dei bambini palestinesi – i quali rappresentano il 42,6% degli oltre 4,5 milioni di palestinesi che vivono nei territori occupati, è “peggiorato significativamente” nel 2014, denunciando la violazione dei diritti primari da parte delle forze armate e del tribunale militare israeliano.

Il rapporto di giovedì ha inoltre documentato violazioni dei diritti dei minori sotto la giurisdizione palestinese – in particolare si parla di abusi durante gli arresti e gli interrogatori – criticando la mancanza di una legge minorile unificata usata dalle autorità palestinesi.

L’Autorità palestinese, con sede in Cisgiordania, utilizza una legge giordana risalente al 1954, mentre il governo di Hamas, nella Striscia di Gaza, utilizza una legge varata nel 1937 durante il mandato britannico.

“Queste leggi sono precedenti rispetto agli standard internazionali moderni per la salvaguardia dei diritti dei minori”, si afferma nel rapporto, facendo presente che l’Autorità Palestinese ha preso provvedimenti per salvaguardare i diritti legali dei minori.

Inoltre, più della metà dei bambini palestinesi subiscono abusi domestici, e la crescente povertà nei territori occupati ha costretto circa 73.000 bambini a lavorare, secondo il DCIP.

L’organizzazione in difesa dei diritti ha documentato bambini palestinesi – alcuni dei quali avevano solo 11 anni – che lavoravano 12 ore al giorno nei campi agricoli degli insediamenti palestinesi.

“I datori di lavoro li pagano in contanti, il che non lascia traccia del loro lavoro negli insediamenti, negandogli così lo status di impiegati, l’assicurazione sanitaria e ogni tipo di diritto”.

Il governo palestinese non ha autorità giudiziaria sugli insediamenti in Cisgiordania, ma il DCIP ha fatto notare la necessità di riformare le leggi locali sul lavoro.

L’organizzazione ha inoltre sottolineato che le vite dei bambini palestinesi non miglioreranno se l’attuale occupazione militare israeliana non finirà.

Traduzione di Giovanna Niro

© Agenzia stampa Infopal

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