Usuraio, l’unica ‘professione’ che non sente crisi

SCHEI ROBAI

Segnalazione Quelsi

by Valeria Gliaschera

L’usura è un fenomeno al quale il nostro caro Belpaese è affezionato, come dimostrato da alcuni dati: aumenta del 5,4 la percentuale attesa di vittime di usura stimate da EURISPES a inizio anno, percentuale in difetto se pensiamo che non tutti espongono la loro situazione di usurati. Operai, commercianti, pensionati, impiegati e liberi professionisti si rivolgono agli usurai per far fronte alla crisi economica (negli ultimi 5 anni ben il 52% di persone con un reddito fisso ha cercato un “prestito illegale” presso privati, sempre secondo Eurispes). Ad affiancare gli strozzini di professione, a quanto pare, c’è una nuova categoria: L’usuraio della scrivania accanto. Secondo Eurispes sono anche i colletti bianchi a prestare denaro ai colleghi in difficoltà, ma persino i vicini di casa o addirittura non sono mancati i casi di strozzinaggio parentale in alcuni fatti di cronaca.

Facciamo chiarezza: che cos’è l’usura? Secondo il dizionario “l’attività di chi presta denaro a un interesse eccessivo, oltre il limite usuale o stabilito dalla legge: esercitare l’usura | (dir.) delitto contro il patrimonio commesso da chi, approfittando dello stato di bisogno di una persona, si fa dare o promettere da questa interessi o vantaggi sproporzionati come corrispettivo di una determinata prestazione di denaro o altro bene mobile”. Partendo dal principio della definizione “chi presta denaro a un interesse eccessivo” ci poniamo la prima domanda: Quale sarebbe l’interesse eccessivo? Chi lo decide?  Chiaramente su questo non abbiamo dubbi, il tasso di interesse è usurario quando è superiore in modo sproporzionato ai tassi medi praticati da banche e intermediari finanziari, rilevati trimestralmente dal Ministro del Tesoro (legge 7 marzo 1996, n. 108). In ogni caso si considerano usurari i tassi che superano del 50% i saggi pubblicati.

Per capirci qualcosa è giusto intendere come è calcolato il tasso soglia a cui ci riferiamo. Dal sito Banca di Italia ci spiegano che dal 14 maggio 2011 il limite oltre il quale gli interessi sono ritenuti usurari è calcolato aumentando il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali (vedi Comunicato del Dipartimento del Tesoro del 18 maggio 2011).

Il TEGM risulta dalla rilevazione effettuata ogni tre mesi dalla Banca d’Italia per conto del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Per come è calcolato il tasso soglia è più alto dei tassi applicati dalle banche e quindi è ovvio che non avrà mai un tasso che lo superi (ma qui ci andrebbe un articolo a parte). Per contrastare questo fenomeno sono stati istituiti due fondi, Il fondo anti-usura e quello di solidarietà per le vittime di usura. Il fondo di solidarietà si basa sull’articolo 14 della legge 108/96. Si tratta di mutui al massimo di 10 anni che non prevedono interesse, l’ammontare è stimato in base al danno subito dalla vittima e possono essere concessi ad imprenditori, commercianti, artigiani, professionisti o comunque soggetti che intraprendono un’attività economica che siano già vittime denuncianti. L’erogazione di questi mutui deve essere subordinata a due condizioni: che ci sia un piano di investimento della somma erogata e un piano di rimborso del prestito. Generalmente i fondi si alimentano grazie a beni sequestrati agli usurai e a donazioni.

Attraverso il fondo di prevenzione dell’usura vengono messi a disposizione di Confidi, Fondazioni e Associazioni riconosciute dei contributi da utilizzare per garantire i finanziamenti che banche e intermediari finanziari concedono a soggetti e imprese in difficoltà economica e a rischio usura. La Direzione del Fondo però non eroga contributi direttamente ai privati o imprese.

A questo punto la domanda lecita che ci poniamo è quanto possa convenire a una famiglia denunciare l’usuraio. Poco, molto poco, infatti potrebbe aggravare addirittura la propria situazione, visti i tempi di intervento da parte della legge e la grossa somma da sostenere per le spese legali. Non potendo godere dell’aiuto dello Stato può solo affidarsi agli interventi di solidarietà che le Fondazioni con propri fondi cercano faticosamente di supportare erogando a titolo di beneficienza somme per le esigenze primarie come le spese legali. Vista la grande crescita del numero di privati che si rivolgono agli usurai, il legislatore dovrebbe essere motivato, soprattutto in questo momento di crisi, a cambiamenti innovativi andando incontro a famiglie e privati cittadini. Sono oltre due milioni e cinquecentomila le famiglie a rischio usura a causa della difficoltà di accesso a prestiti legali e una misura presa nell’ottica sopra delineata avrebbe un reale effetto di contrasto al fenomeno dell’usura.

Valeria Gliaschera | settembre 1, 2015 alle 12:38 pm | Etichette: fondo anti-usurausura,vittime di usura | Categorie: ItaliaPolitica ed Economia | URL: http://wp.me/p3RTK9-9R1

 

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