TTP-NorthWaziristan-HakimullahMehsud

Segnalazione di Federico Prati

Dall’intervento russo in Siria al TTIP, dalla strage di Kunduz alla nuova

Intifada: un giro d’orizzonte sulla situazione internazionale attuale.

di Paolo G.

Ormai in preda ad una evidente crisi di nervi, Stati Uniti e supini alleati- servi di mezzo mondo starnazzano come oche impazzite di fronte alla sana sfrontatezza dello Zar Putin, che ormai da un paio di settimane sta facendo “pulizia” in Siria, grazie agli attacchi mirati con le proprie unità aereo- navali contro le roccaforti dell’ISIS, l’ennesimo prodotto da laboratorio “made in Usa”, e dei fantomatici “ribelli moderati”, nient’altro che guerriglieri addestrati dalla Cia, dal Mossad e da altri servizi segreti e militari occidentali (Francia) e filo-occidentali (Turchia, Arabia Saudita), tra le cui fila militano anche migliaia mercenari ed estremisti wahabiti e takfiri, adeguatamente sostenuti e finanziati, provenienti dai paesi filo-Usa dell’area mediorientale[1].

A completare l’azione russa, forniture militari d’avanguardia alla Siria, consiglieri militari in loco e combattenti iraniani e libanesi di Hezbollah a sostegno. In tal modo l’esercito siriano, dopo una strenua resistenza che dura da anni, può finalmente passare al contrattacco con nuovi mezzi e nuove leve, opportunamente addestrate, che costituiscono il IV° corpo d’armata, una delle principali formazioni per condurre la lotta anti-terrorista.

Inoltre, poiché il controspionaggio di Mosca ha scoperto l’esistenza di un piano segreto che prevede di destabilizzare la Russia dall’interno, mediante rivolte intestine ed attentati terroristici, la Russia cercherà di catturare o comunque di neutralizzare circa 2000 miliziani ceceni che operano sul territorio siriano mescolati con gli altri terroristi, al fine di evitare che i servizi segreti nemici li utilizzino per scatenare i primi attentati nel Caucaso russo[2].

Dinnanzi a tutto ciò, i poveri ipocriti per antonomasia, da zio Obama al belloccio Manuel Valls, degno braccio destro del mistificatore Hollande, dal servo dei servi Erdogan (umiliato da Putin: aerei russi sono entrati nello spazio aereo turco per un chiarissimo “avvertimento”, e diversi ufficiali turchi presenti illegalmente sul territorio siriano sono morti sotto i bombardamenti) fino a Jens Stoltenberg, ennesimo fantoccio messo sulla poltroncina teleguidata di segretario generale della Nato, passando ovviamente per l’italietta serva fedele (che, da “prima della classe”, aveva cominciato ad intrecciare le solite “trattative serrate” col padrone per rendere disponibile qualche nostro caccia al fine di scaricare dai cieli mediorientali qualche bombetta nella serratissima “lotta al terrorismo internazionale”…), si lamentano e battono i piedi, parlano “preoccupati” del tentativo russo di rovesciare le sorti della guerra di “liberazione” (!) in Siria e piangono le “vittime civili” degli attacchi … il tutto proprio mentre:

1) Due aerei F16 americani, che volavano a bassa quota attraverso la frontiera con la Turchia e la Siria, hanno bombardato la centrale di energia termica, un trasformatore e la zona residenziale di Aleppo, in Siria, causando oltre a morti e feriti, anche l’interruzione dell’alimentazione elettrica per circa 2,5 milioni di cittadini siriani. Alle proteste russe, è seguito il consueto silenzio d’ordinanza degli americani e quello di ossequio della stampa asservita. Diversi analisti internazionali seri ritengono più che probabile che l’obiettivo di tali “azioni” sia quello di distruggere le infrastrutture civili siriane in modo da far precipitare la situazione, creare sofferenza nella popolazione al fine di far crescere il malcontento contro il governo ed il caos nel paese … ci ricorda qualcosa questa tecnica? Settant’anni fa, in Italia, in Germania e in Giappone, i “liberators” giocarono a distruggere e ad arrostire persone e cose, scaricando la loro meschinità dal cielo, in nome della libertà …[3]

2) alcuni giorni prima, con l’ennesima perfetta “azione chirurgica” (durata circa mezz’ora, nonostante le segnalazioni!), i caccia-bombardieri americani avevano colpito un ospedale di Medici Senza Frontiere a Kunduz, in Afghanistan, che è rimasto quasi del tutto distrutto, con morti e feriti. Gli americani hanno fornito ben quattro versioni diverse dell’accaduto nel giro di pochi giorni, e a tutt’oggi non si sa nulla di questa “strana” operazione : piccolo danno collaterale, come sempre giustificato perché quando si combatte per esportare la democrazia ed i diritti nel mondo tutto è concesso e perdonato, oppure … l’ennesimo vile atto di ritorsione o di avvertimento per chi non si allinea ai dettami dei padroni?

ISIS PAGATI DA USA

Infatti, a prescindere dai dubbi che si possono legittimamente avere sull’operato di Medici senza Frontiere come di altre ONG “umanitarie”, dietro cui si nascondono notoriamente altri interessi e biechi personaggi del calibro di George Soros o simili (all’epoca dell’allarme Ebola, nel 2014, il comportamento proprio di Msf fu piuttosto ondivago e di difficile interpretazione), bisogna ricordare che proprio Medici senza Frontiere da diversi mesi stava criticando aspramente l’accordo di partnership trans-pacifica (TPP), nello specifico per i risvolti che potrebbe avere sul costo dei farmaci e sui vantaggi per i grandi gruppi farmaceutici[4].

Il TPP, manco a dirlo, è stato fortemente voluto dagli Stati Uniti per imbrigliare l’economia cinese:“Dobbiamo assicurarci che l’America scriva le regole dell’economia globale, e dovremmo farlo oggi mentre la nostra economia è in una posizione di forza. Se non scriviamo le regole del commercio mondiale, indovinate un po’, lo farà la Cina. E le scriverà in modo da far prevalere i lavoratori e le imprese cinesi.” Queste le parole sfacciate dello zio Obama lo scorso maggio, che non lasciano spazio a dubbi. Ma non è solo questo il problema, anzi: di fatto, questo accordo e altri partenariati ad esso collegati (il TTIP, Partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti, che riguarderà presto l’Europa, ed il TISA, l’Accordo sul Commercio di Servizi) sono funzionali all’attribuzione alle grandi corporations ed alle multinazionali globalizzatrici di un potere smisurato nei confronti dei governi e dei parlamenti nazionali, il tutto sempre in vista, ovviamente, della materiale realizzazione del Nuovo Ordine Mondiale in cui il governo unico globale sarà in mano alla grande finanza ed ai grandi centri di potere apolidi, senza patria, etnia né storia, vera incarnazione demoniaca di quest’éra[5].

Le negoziazioni per concludere il TTP con 12 paesi che rappresentano complessivamente 800 milioni di persone e il 40% del Pil mondiale (Stati Uniti, Canada, Giappone, Australia, Perù, Cile, Nuova Zelanda, Messico, Malesia, Vietnam, Singapore e Brunei) si sono concluse proprio due giorni dopo la strage di Kunduz (guarda caso …). Ora saranno necessarie le ratifiche da parte dei parlamenti nazionali.

Ufficialmente questo accordo, così come gli altri collegati, dovrebbero essere un’ulteriore garanzia per realizzare in modo compiuto il favoloso ideale del “libero scambio” su scala planetaria: abbattimento delle barriere doganali per le merci e i servizi, facilitazioni per le delocalizzazioni industriali e standardizzazione delle legislazioni in materia tra l’altro di lavoro e ambiente, e così via, a descrivere i tratti di uno splendido Eldorado dalle tinte liberal … in realtà, dietro alla consueta mascherina per gli sprovveduti, si nasconde ben altro.

TTIP

 Innanzitutto, i testi normativi che costruiscono la struttura di questi accordi sono preparati nei dettagli dai diretti interessati: negli Stati Uniti, che, essendo la longa manus per antonomasia dei poteri mondialisti, sono ovviamente il vero motore di questi trattati internazionali, è stato istituito l’Ufficio del Rappresentante per il Commercio (un fantoccio nelle mani delle compagnie private, pagato fino a un milione di dollari l’anno) proprio per permettere alle compagnie di scrivere leggi che servono solo i loro interessi; e così è avvenuto per il TTP e gli accordi connessi. Il Congresso americano deve solo limitarsi a “ratificare” (con speciali procedure accelerate) quanto viene sottoposto al suo (puramente formale) voto. D’altronde, il Congresso (come tutti i parlamenti) è espressione di lobbies e gruppi di potere (oltre a rappresentare la “élite dei mediocri”) e pertanto il gioco è fatto. Sembra peraltro che le grandi corporations mondialiste abbiano facilmente corrotto i membri del Congresso americano ed i dirigenti politici di diversi paesi per ottenere la cessione della sovranità nazionale[6]: nulla di nuovo sotto il sole.

Questi “partenariati” renderanno di fatto le compagnie private immuni alle leggi dei paesi sovrani, secondo il principio secondo il quale le leggi nazionali hanno sostanzialmente un impatto negativo sui profitti aziendali e costituiscono “restrizioni al libero scambio”: pertanto le grandi compagnie, attivando specifiche cause legali contro i governi nazionali per “mancata implementazione”, potranno rifiutarsi di rispettare le leggi nazionali che regolano l’inquinamento, la sicurezza alimentare, gli OGM, il salario minimo, ecc. in quanto “paletti” all’esercizio della loro attività in un quadro di “libero mercato mondiale”, e quindi in grado di interferire con la loro capacità di fare profitti.

Quando i vari “partenariati” saranno pienamente efficaci, dunque, nessun paese firmatario avrà più alcun potere di legiferare o far rispettare una legge che una qualsiasi compagnia consideri svantaggiosa. Qualche esempio: si è osservato che con il TTIP, il Partenariato Transatlantico che riguarda l’Europa, le leggi (ad esempio francesi) contro gli OGM sarebbero oggetto di potenziali cause legali intentate da multinazionali come la Monsanto, in quanto “restrizioni al libero scambio”; i paesi che prevedono esami sul cibo importato, sarebbero soggetti a cause da parte delle multinazionali interessate, perché tali norme aumentano il costo delle importazioni; stessa sorte per i paesi che non garantiscono il monopolio ai prodotti farmaceutici e chimici di marca, e consentono la vendita al loro posto dei farmaci generici; e così via.

A proposito del TTIP Europeo, ovviamente l’UE, con il super-premier Matteo Renzi nei panni di grande mattatore (“Il Ttip ha l’appoggio totale e incondizionato del governo Italiano”[7]), sta stringendo i tempi per arrivare alla sua approvazione (la commissaria Cecilia Malmstroem faceva trapelare l’idea di proporre l’eliminazione del 97% delle tariffe doganali tra Europa e Stati Uniti ai prossimi negoziati di Miami, dal 19 al 23 ottobre, pur di non far fallire le trattative!), nonostante in diverse piazze d’Europa siano fioccate le manifestazioni di protesta[8].

terza intifada palestina israele hamas

Nell’ambito di questo quadretto poco edificante, ovviamente i media nostrani, con servizietti giornalistici di quart’ordine, ripetono a pappagallo, sempre più penosamente, le favolette filoamericane e antirusse in ogni contesto (dalla Siria all’Ucraina, relativamente alla quale in questi giorni si sta riproponendo la noiosa storiella del “missile russo” che avrebbe colpito il famoso aereo malese nel 2014), glissando con maestria sulle bombe terroristiche (quelle sì) americane in Afghanistan ed in Siria, esaltando i pregi dei “partenariati” internazionali (quando se ne parla) e deviando ad arte l’attenzione dell’opinione pubblica con uno dei “pezzi forti” dell’informazione asservita, e cioè l’ennesima “tragedia” in terra d’Israele (ovviamente solo per gli israeliani), dove la situazione sta precipitando e già si parla di “Terza Intifada”.

Dall’inizio di ottobre, una serie crescente di attacchi all’”arma bianca” da parte soprattutto di giovani palestinesi contro civili e militari israeliani, ha portato alla morte e al ferimento di decine di persone, cui è corrisposta l’uccisione da parte della polizia di quasi tutti gli assalitori. Inoltre, decine di palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane durante svariate manifestazioni di protesta nella Cisgiordania occupata e a Gaza, dove l’aviazione ha anche provveduto a sganciare qualche bomba, tanto per gradire. Ma anche in zone più interne, come nelle città di Jaffa e Lod, le proteste sono incontenibili.

Cosa sta realmente succedendo? Ovviamente, i mezzi d’informazione disegnano il consueto scenario di comodo: gli israeliani sono “aggrediti a casa propria”, minacciati da una nuova ondata di “terrorismo”, come al solito apparentemente senza un vero e proprio perché.

In realtà, il livello critico cui è giunta la situazione ha un suo fondamento ben preciso, e si riallaccia a quanto da noi commentato di recente in un articolo, a cui facciamo rinvio[9], circa il cd. “attivismo del Tempio” e l’intenzione di matrice israeliana di modificare progressivamente lo status giuridico della Spianata delle Moschee: una vera e propria “trappola” in cui purtroppo i palestinesi stanno cadendo. Il rogo che ha causato ingenti danni alla tomba di Giuseppe a Nablus nel cd. “venerdì della collera” indetto da Hamas lo scorso 16 ottobre ne è un chiaro, lampante esempio: ora Israele sta riprendendo il coltello dalla parte del manico, sta provocando e ottenendo ciò che voleva, cioè azioni da parte palestinese che causino danni, uccisioni e ferimenti, al fine di avere la necessaria “copertura” per ulteriori interventi, militari e giuridici, finalizzati al raggiungimento di scopi ben precisi. Tanto per cominciare, il governo Netanyahu ha immediatamente proibito l’accesso alla Spianata delle Moschea a tutti coloro che abbiano meno di 40 anni.

Hanan Ashrawi, storica attivista dell’Olp, cristiana e medievalista, una delle protagoniste della prima Intifada, ha esposto in un’intervista all’Espresso[10] le ragioni della nuova crisi, parlando del “continuo aumento di demolizioni di proprietà palestinesi, di arresti, di uccisioni e del numero di colonie israeliane”, e soprattutto, di “deliberata escalation provocata da Israele con gli attacchi a Gerusalemme est e alla Moschea di Al-Aqsa, che ha fatto salire la tensione oltre la linea di sopportazione”. In settembre, si sottolinea nell’

articolo di commento, in concomitanza con le feste religiose ebraiche, il governo israeliano ha proibito numerose volte l’accesso alla Spianata, per consentirlo a gruppi estremisti di religiosi-nazionalisti ebrei. Inoltre, le autorità israeliane hanno messo fuori legge i Mourabiteen, i guardiani della Moschea di Al-Aqsa, provocando per diverse settimane scontri tra religiosi e la polizia di confine israeliana. Il tutto conferma purtroppo quanto da noi esposto. “È sconcertante la maniera nella quale gli israeliani riescono a plasmare la loro versione della realtà. Creano delle menzogne e cercano di convincere tutti delle loro bugie. Hanno apertamente bollato tutti palestinesi come terroristi. Mentre sono loro che hanno creato un sistema terroristico con il movimento dei coloni nei Territori e a Gerusalemme est. Uccidono famiglie intere, bruciano raccolti e proprietà palestinesi quotidianamente, sempre al di sopra della legge. Israele è la forza occupante, non una piccola vittima senza potere. Ha trasformato la sua popolazione in vigilantes, uccidere i palestinesi è diventato normale”, ha chiosato la signora Ashrawi. Parole che ben si potrebbero applicare agli Stati Uniti ed ai loro alleati-servi, sul cui modello si fonda, d’altronde, anche il modo altrettanto criminale di fare informazione. Ma tutto questo è frutto di un’unica, grande regia occulta, che si sta scatenando su tutti i fronti possibili, più o meno palesi, più o meno tracciabili, in questo periodo storico di accelerata decadenza. Il fronte geopolitico è, ovviamente, uno di questi.

[1] http://www.controinformazione.info/sempre-piu-evidente-il-fallimento-della-

politica-usa-e-nato-in-medio-oriente-nonostante-la-falsa-propaganda-dei-media-

occidentali/

[2] http://www.controinformazione.info/inizia-la-resa-dei-conti-per-i-

terroristi-takfiri-putin-ordina-catturate-vivi-o-morti-i-miliziani-ceceni/

[3] http://www.controinformazione.info/putin-ha-chiesto-ufficialmente-

spiegazioni-agli-usa-circa-il-bombardamento-effettuato-da-aerei-usa-contro-la-

centrale-elettrica-di-aleppo/

[4] http://www.ilprimatonazionale.it/esteri/gli-americani-bombardato-

deliberatamente-lospedale-medici-senza-frontiere-31877/

 

 

[5] Cfr. in materia, tra i tanti articoli disponibili on line, ad es. http:

//www.informarexresistere.fr/2015/03/06/ttip-10-motivi-per-non-volere-la-nato-

economica/; http://www.controinformazione.info/ttip-la-legge-che-da-il-potere-

alle-grandi-compagnie/ ; http://www.controinformazione.info/il-mito-del-libero-

commercio-globale/, da cui si sono tratte buona parte delle informazioni suesposte.

 

 

[6] The Guardian.com/corporations paid us-senators fast track tpp

 

 

[7] http://www.eunews.it/2014/10/14/renzi-il-ttip-ha-lappoggio-totale-e-

incondizionato-del-governo-italiano/23167

 

 

[8] http://www.repubblica.it/economia/2015/10/11/news/ttip_manifestazione-

124842074/

 

 

[9] http://www.azionetradizionale.com/2015/10/04/lanticristo-siedera-presto-

nel-tempio-di-gerusalemme/

 

 

[10] http://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2015/10/13/news/le-ragioni-

della-terza-intifada-parla-ashrawi-1.234243

 

 

 

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