CHI COMBATTE DAVVERO CONTRO LO STATO ISLAMICO

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Gli aerei russi mettono in fuga le milizie del califfato che hanno occupato la Siria. In pochi giorni le uscite dei Sukhoi di Mosca hanno colpito più bersagli di quanti non ne fossero stati precedentemente individuati, ma solo sulla carta, dalle forze della coalizione occidentale, le cui sortite dall’aria restano sparute ed inefficaci. Sono stati gli stessi piloti Usa a denunciare la lentezza del loro comando nel favorire l’individuazione degli obiettivi e lo stanamento degli islamisti dai loro santuari in Iraq e Siria.

L’Occidente a guida americana vuole colpire l’IS, ma non troppo, nella speranza che i tagliagole, prima di farsi l’ugola a vicenda, si decidano a coalizzarsi per abbattere il “tiranno” Assad, alleato di Putin e cliente scomodo per la Casa Bianca nell’area. Ma i combattenti di Daesh non sono così motivati e preparati come poteva apparire dalla loro propaganda. Il rumore dei jet di Putin e quello degli scarponi di Hezbollah sul terreno li ha storditi a sufficienza. Vengono smontati i set cinematografici allestiti dai terroristi per spaventare le casalinghe del mondo libero. Nella ritirata gli islamisti in fuga abbattono altri monumenti millenari e così esauriscono la loro fantasia che ha una regia (esterna) catastrofica.

Tutto lo Stato Islamico è una pessima scenografia che inizia a cadere a pezzi. I “micidiali” uomini del califfato scappano come conigli dalle zone di guerre e ritornano a casa a sfogare la loro frustrazione, con le tasche pieni di dollari americani. Rientrano anche in Europa, mescolati tra i profughi ad aumentare i rischi in casa nostra. L’ennesima allucinazione collettiva hollywoodiana si frantuma, i nemici immaginari della Nato scompaiono lasciando il posto ad avversari in carne ed ossa: russi, iraniani, siriani, libanesi ecc. ecc. Infatti, Obama ha immediatamente definito l’intervento del Cremlino in Siria un disastro, perché sono stati uccisi civili inermi ed è stato puntellato il vecchio potere dittatoriale, sostenuto però dalla maggioranza dei siriani. Ma l’amministrazione Usa non è preoccupata per la sorte dei cittadini, in realtà è in ambasce per i ribelli addestrati dalla Cia contro i quali Putin non dimostra alcun indugio. Sono state immediatamente diffuse delle foto a sostegno della versione obamiana, cioè dei danni fatti dai raid di Mosca sulle città e sugli innocenti. Naturalmente erano false, come ogni parola pronunciata dal Presidente Usa. Mentre in Afghanistan il Presidente Premio Nobel per la Pace se la prende con gli Ospedali dei Medici senza Frontiere, facendo strage di personale e pazienti, inclusi i bambini. Questo non è un disastro ma una vergogna, come tutta la politica estera di Obama e soci. Però i macellai sono Assad e Putin, perché così scrive la disinformazione giornalistica europea e americana che non vede la scia di sangue lasciata da Washington al suo passaggio.

Francesi e inglesi vedono come fumo negli il sostegno russo a Damasco che mette Parigi e Londra di fronte alle proprie responsabilità nella destabilizzazione del governo siriano. L’unica ad essersi smarcata da questo circolo di guerrafondai è la Merkel, la quale ha riconosciuto il ruolo fondamentale di Mosca in Medio-oriente ed ha invocato un processo politico serio per arrivare ad un compromesso in Siria, mettendo intorno ad uno stesso tavolo Russia, Stati Uniti, Arabia Saudita, Iran, Germania, Francia e Gran Bretagna. Non l’Italia che non conta niente, nonostante il “Caro Lider” Renzi amico di tutti i (pre)potenti del pianeta.

Anche nelle recenti faccende ucraine, che toccano da vicino l’Eu, Berlino si è dimostrata la più ragionevole nel percorrere le vie diplomatiche e quelle del dialogo con Mosca, contro la quale non vuole ergere nuovi muri come ai tempi della guerra fredda. Eppure, per tutti la Germania resta la cattiva d’Europa, quella che vuole rifondare il IV Reich e sottomettere gli altri membri dell’Unione. Chiacchiere sesquipedali alimentate dalla strategia americana che punta ad isolare la Russia ed impedire la formazione di un asse Mosca-Berlino. Quest’ultimo sarebbe ferale per Washington che perderebbe il controllo sul Vecchio Continente. Vallo a spiegare agli antitedeschi da “tolcsciò” italiani che blaterano senza collegare mai la lingua al cervello, siano filosofi, giornalisti o politici, tutti accomunati da un odio viscerale verso i teutonici ben remunerato dalla televisione, dall’editoria e da altri finanziatori interessati. Sono viscidi servi del sistema mascherati da rivoluzionari.

 

 

 

Fonte: http://www.conflittiestrategie.it/chi-combatte-davvero-contro-lo-stato-isalmico

 

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