I conciliari sdoganano la sodomia

sodomia

di Matteo Castagna

Un alto “prelato” della neo-Chiesa modernista si dichiara sodomita pubblicamente col suo “compagno” alla vigilia del “sinodo” sulla famiglia. La reazione del portavoce della Sala Stampa vaticana, Lombardi è tiepidissima: “deve lasciare gli incarichi”. Perché mai, vien da chiedersi, dal momento che Bergoglio ha dichiarato di non essere nessuno per giudicare un gay? L’effetto mediatico è dirompente e fa il giro del mondo. Charamsa passa per vittima dell’omofobia ed è già icona della galassia Lgbt. Leggere questa intervista fa capire tante cose. Probabilmente il “sinodo” non arriverà al riconoscimento de iure delle coppie omosessuali, ma i conciliari ci hanno abituato ai piccoli passi, alle aperture, ai riconoscimenti de facto… Le parole, gli incontri pseudo-privati di Bergoglio negli USA, il discorso sulla “chiesa che include tutti” nel sermone di ieri sono segnali inequivocabili di indirizzo. Il “monsignore” kamikaze non potrà passare inosservato ed ha già fatto breccia. I conciliari, di fatto, hanno già sdoganato la sodomia.

«Voglio che la Chiesa e la mia comunità sappiano chi sono: un sacerdote omosessuale, felice e orgoglioso della propria identità. Sono pronto a pagarne le conseguenze, ma è il momento che la Chiesa apra gli occhi di fronte ai gay credenti e capisca che la soluzione che propone loro, l’astinenza totale dalla vita d’amore, è disumana».

“Monsignor” Krzysztof Charamsa, 43 anni, polacco da 17 anni residente a Roma, lo dice con un sorriso serio e pacato. Non è un sacerdote qualunque: ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede dal 2003, è segretario aggiunto della Commissione Teologica Internazionale vaticana e insegna teologia alla Pontificia Università Gregoriana e al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum a Roma. Mai prima d’ora un religioso con un ruolo attivo in Vaticano aveva fatto una dichiarazione del genere. Oggi monsignor Charamsa sarà a Roma alla prima assemblea internazionale dei cattolici lgbt organizzata dal Global Network of Rainbow Catholics alla vigilia del Sinodo sulla famiglia, per sostenere il dialogo sui gay cattolici. Prosegui la lettura su: http://www.corriere.it/cronache/15_ottobre_02/confessione-monsignore-sono-gay-ho-compagno-13a47834-6950-11e5-a7ad-17c7443382c3.shtml

Una Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *