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Segnalazione di Fedrico Prati

Un nostro interlocutore neocatecumenale ci scriveva: “sono conscio che se si privilegia troppo l’aspetto della mensa rischia di venir meno la percezione del sacrificio sull’altare, l’ho sperimentato sulla mia pelle, anche se devo dire che ultimamente dai miei ‘catechisti’ è stato ripetuto più volte che la messa è un sacrificio“… Notare: lo dicono “ultimamente”; il che significa che prima non avveniva, ammesso che lo dicano effettivamente e, comunque, se anche lo dicono e poi non “si vive” né nella celebrazione né conseguentemente nella vita, non è la stessa cosa che dice e fa la Chiesa.

Riprendo in proposito il testo di un precedente confronto, che è un documento, per mettere in risalto cos’è che si vive nel cammino e alcuni dei numerosi elementi che provano la giudaizzazione e, quindi, la deformazione della nostra fede, proprio in rapporto all’Eucaristia.

Dice Emanuele:

Nei seminari di Kiko c’è

sempre una Bimah ebraica…

…e quando mai il cammino ha svilito la Nuova Alleanza? dai ragazzi ma credete davvero in quello che scrivete? Vorrei far riflettere su uno dei primi canti in uso nel cammino. Un canto che sciaguratamente usa un termine ebraico, e una modalità ebraica per ringraziare Dio nel giorno di Pasqua: enumerare i suoi prodigi. Vorrei far notare come finisce il canto. Ora se c’è del male in questo….

DAJENU

Di quanti beni ci ha colmato il Signore [3 volte] Se Cristo ci avesse fatto uscire dall’ Egitto e non avesse fatto giustizia del faraone :

Rit.: Questo ci sarebbe bastato, ci sarebbe bastato dajenù, dajenù, dajenù.

Se avesse fatto giustizia del Faraone

e non ci avesse liberato da tutti gli idoli:

Rit……..

…….omissis…

Tanto più dobbiamo ringraziare il Signore![3 volte] Che ci ha fatto uscire dall’ Egitto Che ha fatto giustizia del faraone Che ci ha liberato da tutti i nemici Che ci ha dato le loro ricchezze… Che ha aperto il mare per noi… Che vi ha affondato i nostri oppressori… Che ci ha donato un cammino nel deserto… Che ci ha nutrito con il pane della vita… Che ci ha dato il giorno del Signore… Che ci ha donato la Nuova Alleanza… Che ci ha fatto entrare nella Chiesa… Che ha costruito in noi il suo tempio… e lo ha riempito del suo spirito Santo nel perdono dei peccati.

Cristo nostra Pasqua

è risorto per noi!

Alleluia, alleluia, alleluia

ecco questo è il senso del patrimonio ebraico in questo canto: semplicemente un incipit in una lista di ringraziamenti…”

Caro Emanuele, vedi che avvalori il mio discorso? Il canto può essere bello e trascinare e svegliare l’emotività quanto ti pare e, ne convengo, è anche in tema con la Pasqua: ma con la Pasqua ebraica.

Pagliacciate neocatecumenali:

celebrano una “cena ebraica”!

Ma che ci azzecca Daienu, con tutti i prodigi del Signore nella Pasqua degli Ebrei, quando abbiamo il Prodigio dei Prodigi, il nostro Signore Gesù Cristo Nato Morto e Risorto per noi?

Tra le cose che enumera sulla Nuova Alleanza il canto non dice “è salito sulla Croce ed è morto per noi“. Non ti sembra una dimenticanza grave? Eppure è solo attraverso il Suo Sacrificio che accadono tutte le altre cose enumerate dalla Nuova Alleanza in poi, Risurrezione compresa.

Non dimenticare che nel Suo c’è anche il nostro sacrificio (implica l’offerta e la vittima in espiazione per il peccato, e sono parole dure ma VERE che danno fastidio ai modernisti e ai falsi cristiani), altrimenti non siamo cristiani, siamo rimasti “ebrei” nonostante tutte le parole cristiane usate come specchietti per le allodole!

E quando poi l’iniziatore del cammino dice alla stampa (13 giugno 2008):

“… Nelle comunità portiamo avanti infatti una catechesi basata sulla Pasqua ebrea, con il pane azzimo a significare la schiavitù e l’uscita dall’Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa”

Capito? Questo non solo non è la Messa cattolica, non è nemmeno un rito

cristiano: è un rito EBREO!!! La nostra Terra Promessa, la nostra Pasqua è Cristo. La nostra salvezza è il Suo Corpo Offerto, il Suo Sangue versato “in Sacrificio” per noi… È vero che Gesù nella Cena pasquale con i suoi discepoli probabilmente ha pronunciato la benedizione finale sulla quarta coppa; ma ha dato a tutto un significato NUOVO, quello che hanno vissuto e vivono i cristiani da sempre… Il cosiddetto ritorno alle origini di Kiko non è un ritorno alle nostre origini ebraiche, è un ritorno all’ebraismo tout court!

La parodia della cena ebraica la fanno usando i calici della Messa… Se la Messa è un Sacrificio è un sacrificio, non è solo il memoriale della Cena… Kiko nega l’«espiazione» (è scritto nero su bianco nei “mamotreti” del Direttorio)… Ebbene, cosa viene detto nella formula di Consacrazione? «…versato in sacrificio per voi…». Sapete che parola usano gli ebrei cristiani per indicare questo termine? “kippur”… e allora? Agnus Dei qui tollit peccata

mundi: ma in latino “tollit” non significa propriamente “togliere”, bensì “prendere su di Sé”… dunque il capro espiatorio, quindi l’espiazione, il Kippur… ricorda niente?

Strano che la giudaizzazione, così spinta nel Cammino, non sia arrivata almeno ad ammettere questo… Addirittura la Carmen Hernàndez (nella Convivenza a Porto San Giorgio di settembre 2008) va blaterando che:

…Allora Gesù Cristo arriva a Cesarea di Filippo e lì celebra il giorno dello Yom Kippur. “E cosa succede lì? “Chi dice la gente che io sia?”, chiede Cristo.

E Pietro risponde: “Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivo”, nomina Dio!

Nello stesso momento in cui il sommo sacerdote Caifa – Caifa e Cefa sono lo stesso nome – sta pronunciando il nome di Dio nel tempio, sta celebrando Yom Kippur a Gerusalemme, ossia Cristo sta celebrando Yom Kippur fuori del tempio, e formerà la nuova Chiesa: “Tu sei Pietro – Cefa – e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”.

È la prima volta che nel Cammino si annuncia questo episodio (cioè l’

istituzione della Chiesa), ma in maniera del tutto fuorviante, dal momento che la fondazione della Chiesa non può essere identificata con lo Yom Kippur: il vero Kippur, cioè la vera espiazione avviene ad opera di Cristo sulla Croce! E la fondazione della Chiesa avviene dopo il riconoscimento della Divinità di nostro Signore da parte di Pietro. Mentre l’istituzione del Sacerdozio e dell’

Eucaristia avviene nell’Ultima Cena, completamente “reinterpretata” dagli iniziatori del Cammino…

Nella Domus di Kiko c’è

sempre simbolismo ebraico…

Se siete arrivati a riscrivere il Vangelo secondo la pseudo-teologia del Cammino, non è che si possa rimanere indifferenti allo scempio che viene fatto della vera Chiesa!

In questo esame siamo andati già un po’ in profondità, attraverso insegnamenti, noti, degli iniziatori del Cammino. Proseguiremo poi con l’

approfondimento delle altre incongruenze del rito anche in relazione allo Statuto, che è il documento ufficiale al momento maggiormente rivelatore di questa problematica realtà.

http://neocatecumenali.blogspot.it/2014/11/il-cammino-e-la-giudaizzazione-del.

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Maurizio Blondet 9 ottobre 2015

http://www.maurizioblondet.it/i-neocatecumenali-da-cristo-al-giudaismo/