Alcuni ufficiali contattati dal Washington Post protestano contro le manovre russe in Siria, accusando Putin di bombardare i ribelli anti-Assad

L’America teme l’intervento russo in Siria. Il motivo? L’ingresso nello scacchiere mediorientale di Putin potrebbe minare l’opera di destabilizzazione portata avanti dall’amministrazione Obama. Secondo quanto riferito dal Washington Post, gli aerei russi avrebbero bombardato – oltre alle roccaforti dello Stato islamico – anche alcune postazioni dei ribelli moderati addestrati dalla Cia.

Gli aerei russi, infatti, avrebbero bombardato anche la zona attorno alla città di Ḥamā, nella Siria centrale. Secondo la ricostruzione fornita dal quotidiano americano, lì si troverebbe il gruppo ribelle Tajammu al-Aaza. Ed è proprio il leader di questo gruppo a raccontare che i raid russi hanno colpito anche la sua organizzazione a Lataminah, sempre nel governatorato di Ḥamā e a 30 miglia a nord di Homs.

E l’operato russo, forse, non può essere che questo. Come ha notato Gian Micalessin, infatti, molti analisti hanno notato “come gli obbiettivi colpiti dai russi non appartengano soltanto allo Stato Islamico. Guardandosi bene, però, dal ricordare che appartengono ad Al Nusra, ovvero ad Al Qaida. Confermando così la sottile ipocrisia di quanti, pur di abbattere Bashar Assad, hanno chiuso gli occhi per quattro anni sulle atrocità commesse in Siria dallo Stato Islamico, ma anche da tutti i gruppi jiahdisti“.

 

 

 

Fonte:

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