Mendicante cieca, olio su tela di James Flewitt Mullock (secolo XIX) Mendicante cieco. Olio su tela del 1771 di Gaetano Gandolfi (S. Matteo di Decima, 1734 - Bologna, 1802) Mendicante. Dipinto di Rosa Gozzini (anno 2010)

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Mendicante cieco, dipinto nel 1771 da Gaetano Gandolfi, pittore operante fra Bologna e Venezia. Si noti che persino il mendicante stava relativamente bene nell’ancien Régime, si trattasse degli Stati della Chiesa o della Serenissima o di altri ancora. Il dipinto è conservato nelle collezioni museali bolognesi.

Il mendicante godeva, infatti, previo rilascio del bollone da parte delle autorità, di poter accattonare in determinati luoghi e orari. Il bollone era un attestato che certificava l’impossibilità di lavorare e di procurarsi il sostentamento in altro modo, attestato incedibile ad altri sotto gravi pene e da rinnovare periodicamente o sostituire, se lacerato. Sicché la carità poteva esercitarsi liberamente nei confronti del povero, senza tema di truffe, visto come personificazione del Cristo e dell’umanità dolente su questa terra (alter Christus).

Nel secolo successivo (cfr. le altre due opere) o l’accattone viene eliminato dalle strade e confinato in determinati istituti per non disturbare l’occhio (così farà Bonaparte e così i fascismi) o riappare in condizioni stavolta ben più pietose: un po’ per il gusto romantico, molto di più a causa delle rivoluzioni, a cominciare da quella francese e quella industriale. Ed ecco che cominciano allora i ritratti angosciati e angoscianti degli accattoni, che non sono più clochard, ma sono divenuti un’umanità miserabile, disperata e senza Dio.