Possiamo andare alla Messa una cum in stato di emergenza?

SACERDOTE NON UNA CUM

Molti cattolici sono arrivati a capire che la partecipazioni attiva ad una Messa che sia una cum, cioè quella in cui il nome del “papa” modernista è citato nel canone, è un peccato.

Padre Cekada ha scritto l’articolo definitivo sul soggetto qualche anno fa, delineando tutti i punti teologici sul perché un tale atto sia contrario al Primo Comandamento.

In sostanza tutto si può riassumere nel principio dell’offrire una falsa adorazione a Dio. Affinché una Messa sia cattolica, e quindi accettabile a Dio come vera adorazione, essa deve essere offerta in persona Ecclesiae (in persona della Chiesa) dal sacerdote che la sta celebrando. Questo significa che il suo atto di offerta della Messa deve essere in unione con la Chiesa Cattolica, che è il Corpo Mistico di Cristo, del quale Cristo è il Capo.

Quindi le Messe, qualunque sia la loro validità, che sono offerte al di fuori della Chiesa, e cioè da preti che non sono in comunione con la Chiesa Cattolica Romana, costituiscono una falsa adorazione. Per questa ragione, non siamo liberi di assistere alla Messa dei greci ortodossi, non per motivi di validità, ma a causa della mancata unione con il Corpo Mistico, la Chiesa Cattolica Romana.

I sedevacantisti ritengono che i “papi” del Vaticano II non siano veri papi cattolici perché (1) intendono imporre una nuova religione alla Chiesa Cattolica Romana; (2) sono eretici pubblici. Come risultato, sono incapaci di agire in nome di Cristo, il Capo della Chiesa Cattolica, e soprattutto sono incapaci di offrire a Dio un sacrificio accettabile in nome di Cristo e come rappresentanti nel sacerdozio della Chiesa Cattolica Romana.

Quindi, essi sono intrinsecamente incapaci di offrire la Messa in persona della Chiesa, e questo per il motivo stesso che sono falsi papi. Infatti, nessuno potrebbe essere meno incapace di rappresentare Cristo il Capo della Chiesa di qualcuno che è un falso capo della Chiesa. Per un vero papa c’è il principio dell’unità dell’intera Chiesa Cattolica. Quindi un falso papa è il primo ad essere tagliato fuori dalla Chiesa Cattolica Romana e da Cristo come Capo della Chiesa. Di conseguenza, una Messa di un sacerdote, che sia in unione con un falso papa, è una Messa che è tagliata fuori dall’unità della Chiesa Cattolica Romana e da Cristo il Capo della Chiesa e Sommo Sacerdote, e Principale Celebrante di ogni Messa.

Quindi chiunque sarà d’accordo che dobbiamo stare lontani da queste Messe. Ma se siamo in una situazione d’emergenza? Cosa fare se non ci sono delle Messe senza Francesco nelle nostre prossimità? possiamo andare alla Messa una cum come eccezione, visto che abbiamo necessità dei sacramenti?
La risposta è no. La ragione è ovvia: quello che rovina la Messa una cum è qualcosa di intrinseco, cioè il fatto che la Messa è offerta in unione con un falso papa, che quindi rende la Messa inaccettabile a Dio per le ragioni esplicitate prima.

Quando qualsiasi atto è intrinsecamente sbagliato, allora è sempre proibito. Ciò non ammette eccezioni. Infatti, dovremmo accettare la morte piuttosto che mettere in opera tale atto. Un esempio è l’aborto.

Quando qualcosa è sbagliato meramente per questione di circostanza, comunque, ammette eccezione per una ragione proporzionata. Un esempio potrebbe essere lavare l’automobile di Domenica. Sebbene lavare l’automobile sia un atto buono, se viene compiuto di Domenica, quando il lavoro servile non necessario è proibito, sarebbe un peccato. Se, comunque, c’è una ragione proporzionata per cui dobbiamo lavare l’automobile di Domenica, allora la legge ammette l’eccezione.

Quelli che permettono l’eccezione nel caso della partecipazione attiva in una Messa una cum, stanno dicendo implicitamente che la Messa una cum non è cattiva intrinsecamente, ma solo per circostanza. Quindi la Messa una cum secondo loro sarebbe intrinsecamente buona. Sappiamo, comunque, che essa non è intrinsecamente buona, ma intrinsecamente cattiva.

Infatti, se la Messa una cum fosse intrinsecamente buona, ma sbagliata solo per circostanza, allora dovremmo concludere che Francesco è il vero Papa, e da lì dovremmo concludere poi che il nuovo rito, il Vaticano II e tutte le sue riforme sono in accordo con la Fede Cattolica. Questo perché i veri pontefici non possono insegnare false dottrine e prescrivere leggi cattive per la Chiesa universale. Dovremmo quindi concludere naturalmente che ogni Messa detta senza l’autorizzazione di Bergoglio sarebbe una Messa celebrata al di fuori della Chiesa (quindi le Messe della FSSPX e di ex sacerdoti della FSSPX sarebbe Messe celebrate al di fuori della Chiesa).

Inoltre, quali circostanze renderebbero sbagliata la Messa una cum? L’ora del giorno? Il luogo? Non c’è ovviamente circostanza che la renderebbe sbagliata.

Riassumendo, la Messa una cum è intrinsecamente giusta o intrinsecamente sbagliata. Se fosse intrinsecamente giusta, allora dovremmo frequentare solo quelle Messe autorizzate da “Papa Francesco”. Dovremmo quindi evitare le Messe della FSSPX e della cosiddetta “resistenza della FSSPX”, perché sono non autorizzate. Se la Messa una cum è intrinsecamente sbagliata, invece, dobbiamo evitarla e perfino accettare ogni inconveniente, ogni privazione di sacramenti, perfino la morte, prima di acconsentire di parteciparvi attivamente. Dobbiamo quindi evitare le Messe della FSSPX e della FSSPX “resistente”, perché esse sono in unione con un falso pontefice.

Non importa come la mettiate, quindi: dovete in ogni caso evitare le messe della Fraternità e le messe della frangia “resistente” della Fraternità.

S.E.R. Monsignor Donald J. Sanborn

 

 

 

Fonte: http://www.cattolicesimo.com/2014/12/03/possiamo-andare-alla-messa-non-una-cum-in-stato-di-emergenza/

 

6 Risposte

  • «Può accadere che dei fedeli non abbiano praticamente altro mezzo di comunicare che assi­stendo ad una Messa una cum. Ora, se è possibile vivere e progredire nello stato di grazia senza comunicare, questa privazione non va esente da difficoltà e talvolta da pericoli. E, come la Chiesa ha sempre ammesso che in pericolo di morte si possa ricorrere ad un confessore anche scomunicato, non conviene forse di ricorrere ad una Messa una cum per partecipare al Sacrificio e comunicarvi? Pio XII l’ha ricordato con autorità: nella Chiesa militante, è la salvezza delle anime che costituisce la finalità delle finalità. L’assistenza alla “Messa una cum” può essere quindi oggetto di un “caso di Coscienza”. Ogni caso è un caso : e deve essere risolto in definitiva dalla coscienza dell’interessato, ma non senza i consigli e le direttive comunicati da un Sacerdote “non una cum“. Né rigorismo univoco, che non tiene conto della coscienza di ciascuno; né lassismo sentimentale : per esempio, una persona che può comunicare ogni quindici giorni ad una Messa “non una cum”, non ha alcuna ragione e NON DEVE QUINDI, nell’intervallo assistere ad una “Messa una cum”, ancor meno comunicarvi» (Michel Guérard des Lauriers, Il problema dell’Autorità e dell’espiscopato nella Chiesa [riedizione di: Sodalitium n° 13, Maggio 1987]) , CLS, Verrua Savoia 2005, p. 42). «Mons. Guérard sostiene che egli, in questa materia, esprime unicamente la sua opinione, ed ammette i buoni diritti dell’altra opinione, secondo cui non è lecito neanche per motivi pastorali (il desiderio dei Sacramenti) assistere e comunicare ad una “Messa una cum”» (Ib., nota 5 [al testo medesimo], pp. 55-56).

  • penso che l’articolo sia sufficientemente chiaro, ovviamente per chi vuol comprendere…

  • In effetti io non riesco più ad andare all’una cum, è istintivamente repellente, non chè per ragione , il solo pensare di assistere ad “una cum un eretico dimostrato”. Una mancanza verso Dio.

  • “Cattolico”, evidentemente sei davvero un cattolico !
    Condivido lo stesso ragionamento e sensazioni…

  • perfetto! manca solo un dettaglio: chi decreta il fatto che i “Papi” successivi a Pio XII non sono veri Papi cattolici?
    Se la Chiesa continua ad essere quella di Piazza S Pietro, chi ha l’autorità per decretare l’eresia di un Papa? E questo da un punto di vista del diritto canonico.
    Occorrerebbe allora che qualcuno avesse il coraggio di dire: “Noi siamo oggi la Chiesa, e quella di Piazza S Pietro non lo è più”.
    Senza questo passaggio tutto questo rimane solo un’opinione.

  • in pratica, la frase dalla quale promana tutta la debolezza delle affermazioni di padre Cekada, che peraltro conosco bene per averle lette e apprezzate a suo tempo, è questa: «I sedevacantisti ritengono che i “papi” del Vaticano II non siano veri papi cattolici perché…… »
    Manca un decreto formalmente valido, purtroppo!

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