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Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Mauro Faverzani

Facciano e dicano quel che vogliono, i pro-life: il presidente Obama, l’abortista numero 1 degli Stati Uniti, pare proprio deciso ad andar dritto per la sua strada, infischiandosene del voto della Camera dei Rappresentanti previsto per venerdì. Voto, che dovrebbe provvidenzialmente decretare il definitivo taglio per l’intero anno dei fondi pubblici destinati alle cliniche associate a Planned Parenthood. In Senato non si prevedono sorprese, l’iniziativa non dovrebbe incontrare ostacoli. Dove, invece, l’agenzia InfoCatolica preannuncia che possa fermarsi è di fronte al più che probabile veto proprio dell’inquilino della Casa Bianca, deciso a far sì che la multinazionale dell’aborto, anche illegittimo (come han dimostrato gli ultimi video usciti), continui a ricevere fiumi di denaro pubblico per uccidere nascituri.

«In questo momento, Planned Parenthood si accaparra un terzo del mercato totale dell’aborto– ha spiegato Carol Tobias, al vertice dell’organizzazione pro-life National Right to Life – Per troppo tempo, i fondi federali dei contribuenti sono stati qui incanalati, è ora di fermare tutto questo. Plaudiamo all’approvazione di questa legge e chiediamo al Senato di agire in fretta».

Secondo l’ultimo rapporto annuale, Planned Parenthood avrebbe ricevuto almeno 528 milioni di dollari dal Governo Usa, nonché dai governi dei singoli Stati dell’Unione. Al momento, del resto, solo il Texas ha preso la coraggiosa decisione di azzerarle i contributi.

La Camera dei Rappresentanti ha anche creato una nuova commissione d’inchiesta, per indagare sulle attività svolte dalla multinazionale dell’aborto. Commissione, presieduta da Marsha Blackburn, membro del Congresso del Tennessee, e da altri sette legislatori repubblicani. I democratici han preferito non nominare alcuno nel gruppo di lavoro, astenendosi dal parteciparvi. Vogliono evidentemente avere le mani libere, per poterne attaccare un domani i risultati.

Se il veto di Obama giungesse, ciò renderebbe il presidente degli Stati Uniti ancor più scandalosamente di quanto già non sia complice di un’organizzazione, dedita ad uccidere “legalmente” i figli nel ventre delle loro madri, nonché pluri-indagata per un traffico illegale di organi fetali, partito proprio dai suoi centri.