INVASORI IN FRANCIA

 

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Quando Hollande proclama che la Francia è in guerra, e trova pressoché l’unanimità di consensi per collaborare ad essa, ci sarebbe da domandare se l’attentato di Parigi ha veramente portato nuovi elementi sui conflitti internazionali in giro.

Non erano forse francesi i principali attentatori? In tal caso non si tratterebbe di una guerra interna, contra un terrorismo «vernacolo» di giovani refrattari ad ogni multiculturalismo e esasperati da condizioni di vita che detestano da sempre?

Certamente la lotta per lo stato islamico può fare proseliti disposti a grandi bravate che portano al caos nazionale e alla propria morte, ma questi sentimenti covavano in Francia e altrove da tempo, come potenziale esplosivo di nocività misurata ma non affrontata. Del resto il problema si ripete sa noi, in Germania, in Belgio, in Inghilterra, ecc. Ora, in Germania la reazione popolare comincia a manifestarsi come reazione all’accrescere del pericolo di un terrorismo potenziale, che è taciuto, se non falsato dalle autorità. Vediamo le radici del problema in tutta Europa.

L’attentato di Parigi, come prima quello di Londra e altri, dimostrano, che è proprio il guaio dell’inculturazione islamica, difficile da una parte ma impossibile da un’altra, anche nella seconda generazione. Tanti immigranti rimangono aggrumati come corpi estranei nelle società che li ospita. Non si tratta qui di sapere di chi è la colpa ma ora di vagliare il problema che può essere esasperato in proporzioni disastrose a causa della migrazione biblica in atto. Essa è piuttosto formata da vittime innocenti di dissennate guerre scatenate dai «grandi», sulla testa dei «piccoli», come sempre. Ma c’è una grossa parte di questi ultimi che, sia per la giovane età, sia per la loro fede islamica, costituisce un vero esercito di gente che si troverà senza lavoro ed esposta a ogni tentazione ribelle. Questa è ora indotta dallo stato islamico, rifornito pure di banche e di potere finanziario.

Qui, parliamo di cause prossime di future sommosse, in seno a paesi della Comunità europea, riguardo a queste masse di giovani, che possono fare causa comune con quelli che oggi le polizie europee cercano di scovare in casa, trovandoli armati e aggressivi. Il grosso dubbio per le popolazioni autoctone è sapere se i loro governanti lo capiscono.

La Merkel, Hollande, ecc., hanno una politica a proposito?

Il dubbio diventa allarme: chi governa è cosciente delle conseguenza di quanto dice?

  • “Germany now is at the edge of anarchy and sliding towards civil war, or to become a “banana republic without any government,”

says Hansjoerg Mueller (Alternative for Germany party).”

  • “Bavarian official Peter Dreier called German Chancellor Angela Merkel to tell her personally that if Germany welcomes a million refugees, his town of Landshut will only take in around 1,800.

Any extra will be put on buses and sent to her Chancellery in Berlin.»

  • RT: He says he’s going to send them to Berlin, but does he have the power? Hansjoerg Mueller: The person who wants to send them to Berlin is Mr. Dreier. He is the district head of Landshut, a town close to Munich. Usually he does not have the power, but we are not living in usual times. What we are now looking at is more and more Germany sliding towards anarchy. In this situation I think less and less is determined by law, more and more is determined by who acts.

And the person who acts in fact has the power. So if he sends …

refugees to Berlin, he sends them!

  • RT: Do you think Bavaria will be the only region that says something like this, or do you expect other regions to follow? «HM:

Yes, of course, Bavaria is the first region because we are affected the most – we are living on the border to Austria where the influx of refugees stems from. But the second regions of Germany where this happens are Saxony and Thuringia. First of all, they have also borders to the Czech Republic, that’s the first reason. And the second reason is that in former Eastern Germany people are still aware of what it is living in a dictatorship. They are feeling quite well that our so-called democracy is sliding more and more towards a totalitarian state. This is my personal explanation why… the demonstrations in Thuringia and in Saxony are so fierce in their movements.

  • RT: Only allowing 1,800 desperate refugees to stay when more than a million are expected nationally, doesn’t seem all that fair does it. Surely the region should do its bit? HM: No, this number of

1,800 refugees does not affect only Bavaria. Bavaria can take much more. It affects only the district around the town of Landshut, and the town of Landshut has more or less 50,000 inhabitants and having nearly 2,000 refugees to meddle with the original population – this is quite a big burden. So Bavaria can take more, but not towns like Landshut.»

La migrazione e la guerra allo «stato islamico»

Una volta dimostrato che il guaio è nella difficile inculturazione islamica che rende pure la seconda generazione d’immigranti, rimasti estranei nelle società europee, capaci di attentati (come quelli di Parigi, Londra, Madrid e altri), allora l’influenza della guerra lontana è diversa. Certamente spinge queste masse a cercare rifugio, prima in Turchia e poi in Europa, ma all’inizio si aveva notizia di uomini che una volta messi moglie e figli a sicuro, ripartivano per far fronte ai nemici in patria.

Come sarà ora, si può immaginare dagli sviluppi di una guerra demenziale, dove non si sa più da che parte stare, in mezzo alle confusioni e menzogne importate. Il fatto è che sul terreno i siriani sono ridotti al decimato esercito di Assad da un lato, contro le milizie ribelli rifornite dai «grandi» e in buona parte di origine straniera. Sono i kurdi quelli che continuano a lottare in difesa della loro terra contro uno strano stato islamico, nutrito dai poteri internazionali, oggi nemici di Assad sostenuto ai russi. Insomma, non ci vuole molto per capire che la vera guerra in Siria degli USA, NATO e di una succube europa, è in fondo contro il potere della Russia, che con le basi locali può controllare il Mediterraneo orientale. E si capisce che lo farà sempre, perché si tratta della sua uscita unica alle “acque calde” che la collegano con questa parte del mondo.

Al contrario, la potenza americana, presente in tutte le acque del globo, vorrebbe, per conto proprio e altrui, controllare anche questa parte del Mediterraneo. In quest’ora, deve però piegarsi alla realtà del potere russo, al quale si aggiunge ora la Francia col suo portaerei de Gaulle. Si sono parzialmente acoordati per bombardare lo «stato islamico», rifornito da altri, secondo quella politica scellerata che ha fatto crescere segretamente un potere islamico per destabilizzare la Siria di Assad, alleata di Putin.

Il controllo della menzogna per destabilizzare il mondo

È qui il disastro pilotato che, se si vuole riassumere in breve, si tratta della guerra mossa dal «nuovo ordine globale» contro l’ordine delle Nazioni, dove resiste ancora un aspetto cristiano, spesso in modo inconsapevole. Sì, perché in tal senso sembrerà paradossale che le sinistre anticristiane siano ora consapevoli di come il «nuovo ordine» sia fondato su una serie di menzogne di portata internazionale in tutti i campi, che esplodono nelle occasioni degli attentati. Come questo ora di Parigi.

Come mai i detti dittatori, con cui si aveva rapporti normali sono diventati nemici da eliminare con guerre devastanti. Lo stesso Assad, non fu elogiato da Napolitano?

(https://www.youtube.com/watch?v=kh453Ilh19Q). Che cosa è cambiato d’allora?

È cambiata la strategia del consorzio segreto per il «nuovo ordine» che ha capito essere Putin d’ostacolo ad esso e alla sua «morale» stravolta. Ed ecco scatenarsi il «quarto potere della stampa», che è 96 % in mano a sei compagnie ebree del consorzio apatride

(http://tapnewswire.com/2015/10/six-jewish-companies-control-96-of-the-worlds-media/)

“The power of lies, deceptions and disinformation as Americans pay the price of collective stupidity; “You know very well, and the stupid Americans know equally well, that we control their government, irrespective of who sits in the White House. You see, I know it and you know it that no American president can be in a position to challenge us even if we do the unthinkable. What can they (Americans) do to us? We control congress, we control the media, we control show biz, and we control everything in America. In America you can criticize God, but you can’t criticize Israel…” Israeli spokeswoman, Tzipora Menache

Quello che qui si attribuisce al popolo americano, va esteso ai popoli del mondo intero. A questo punto, sono di sollievo le parole di Mgr Lefebvre in quella data di Fatima.

Il 13 ottobre 1974, anniversario del Miracolo del sole a Fatima, l’Arcivescovo scrive: “Satana è un omicida nelle persecuzioni san­guinose, padre della menzogna nelle eresie, nelle false filosofie e nei discorsi equivoci che sono alla base delle rivoluzioni, delle guerre mondiali e di quelle civili. Di continuo attacca Nostro Signore nel Suo Corpo Mistico: la Chiesa. Nel corso della storia si è servito di tutti i mezzi, di cui uno degli ultimi e più terribili è stata l’apostasia ufficiale delle società civili. Il laicismo degli Stati era e continua a essere scandalo incommensurabile per gli animi dei cittadini. Con tale sotterfugio è riuscito, poco a poco, a laicizzare e a far perdere la fede a parecchi membri della Chiesa, al punto che i falsi princìpi di separazione della Chiesa dallo Stato, di libertà delle religioni, di ateismo politico e dell’autorità che ha la sua origine dai singoli, hanno finito per invadere i seminari e i presbiteri, i vescovadi e perfino il Vaticano II. Per far ciò Satana ha inventato delle parole-chiave che hanno permesso la penetrazione nel Concilio degli errori moderni e modernisti”. Sono le “bombe a scoppio ritardato”, della «liberté, éga­lité, fraternité» della rivoluzione francese, ideologia per la distruzione dell’autorità di Dio, nella Sua stessa Chiesa, e allora tutto il male è possibile sotto la veste dei nuovi valori. “Ammettere la libertà delle religioni equivale a dare identico diritto alla verità e all’errore. Questo è impossibile. Mai la Chiesa potrà dire una cosa simile. Per me, chi osa dire questo bestemmia; si oppone, cioè, alla gloria di Dio. Dio è la verità, Gesù Cristo è la verità. Mettere Gesù Cristo sullo stesso piano di Maometto, di Lutero, che cos’è se non una bestemmia? Se crediamo, non ci sono consentite queste ammissioni. Sarebbe l’errore del diritto comune, condannato da Pio IX e da tutti i Papi.

“L’ecumenismo è l’ultima bomba a scoppio ritardato. Lo osservino e vedranno che corrisponde alla «fraternità». Fratelli gli eretici, i protestanti; ‘fratelli separati’, si dice ormai, Ed ecco la fraternité. Con l’ecumenismo ci siamo in pieno (la mano tesa a ogni nemico della Chiesa): è la fraternità con i comunisti”…

“Il colpo da maestro di Satana sarà dunque la diffusione dei princìpi rivoluzionari, introdotti nella Chiesa dall’autorità della Chiesa stessa, ponendo quest’autorità in una situazione d’incoerenza e di contraddizione permanente. Fino a quando questo equivoco non sarà chiarito, i disastri si moltiplicheranno in seno alla Chiesa…

“Bisogna riconoscere che l’inganno è stato ben architettato e la menzogna di Satana utilizzata in modo straordinario. Attraverso l’obbedienza la “Chiesa” si sta distruggendo con le sue stesse mani e si convertirà al mondo eretico, giudeo e pagano, per mezzo di una Liturgia equivoca, di un catechismo ambiguo, pieno di omissioni e di nuove istituzioni, basate su principi democratici…Bisogna obbedire, salvo diventare protestanti, marxisti, atei, buddisti, indifferentisti, poco importa: bisogna obbedire, fra l’apostasia dei preti, l’assenteismo dei vescovi, tranne che per condannare quelli che vogliono conservare la Fede, il matrimonio dei consacrati a Dio, la comunione dei divorziati, l’intercomunio­ne con gli eretici, ecc. ecc.

“È giunto il momento di ritrovare il comune senso della Fede, la vera obbedienza alla vera Chiesa, nascosta sotto la maschera dell’equivoco e della menzogna. La vera Chiesa, la vera Santa Sede, il Successore di Pietro, i vescovi, in quanto si sottomettono alla Tradizione della Chiesa, non ci chiedono e non possono chiederci di diventare protestanti, marxisti o comunisti.

“Dopo dodici anni di periodo postconciliare è più facile sintetizzare i gravi errori che, sia durante il Concilio che dopo, hanno invaso e invadono la Chiesa condizionando l’atteggiamento di coloro che in seno alla Chiesa hanno le maggior responsabilità, a tal punto che, per un buon numero di essi, ci si può chiedere legittimamente se hanno ancora la Fede cattolica e, di conseguenza, conser­vano la loro giurisdizione” (Ecône, 20.6.77; Colpo di Satana, p. 66). E oggi si vedono i risultati: Laddove c’era Cattedra della Verità per illuminare i popoli, lì hanno stabilito il trono abominevole delle loro empietà e menzogne, affinché colpito il pastore, il gregge si disperda nel caos. Nel Messaggio profetico di Fatima, però, Nostra Signora promette la riscossa con la consacrazione al Suo Cuore Immacolato della Russia per la sua conversione alla Chiesa. E oggi, cent’anni dopo, si può notare come le parole per dissipare le menzogne vengono piuttosto da quella parte. Non sarà che il Papa che compirà la Sua richiesta, che è quella del Signore, non salirà da quei popoli vittime d’inique menzogne ideologiche, superate solo da quelle perfide del disordine caotico presente! Sia fatta la santa volontà di Dio!