ultima cena

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Nel largo volo di questi articoli s’intende vagliare, secondo la visione cristiana del bene terreno, le posizioni dei tanti governi del mondo attuale, che sembrano convergere verso un immane caos comune. Situazione paradossale perché al presente avanzo tecnologico dei sistemi per il controllo dell’ordine civile e delle capacità militari, corrisponde proprio l’inverso, cioè, un evidente degrado delle idee di governo.
Infatti, da decenni non c’è governo nel mondo capace di evitare disordini nazionali e internazionali. Anzi, il potere sembra atto a provocarli. Così si diffonde un grave stato d’insicurezza nell’intera umanità, vista come diffusa crisi dei «valori occidentalisti», mentre si tratta di un’inversione di principi, vitali per l’ordine terreno, poiché legati alla stessa natura umana.
Non siamo forse all’abbandono dei principi cristiani che, malamente avversati, lasciano un incolmabile vuoto? Sì, perché la profonda crisi del mondo contemporaneo avviene per il declino proprio del senso del male, facendo perdere la capacità di avvertire le vere cause della desolazione che incombe. 
Sarà forse impossibile capire che ciò deriva dall’illusione dei «valori illuministici» presentati per reggere un nuovo ordine radicalmente alieno alla distinzione tra bene e male, essendo queste legate alla ragione esistenziale dell’uomo, come Dio l’ha creato?
Tale mancata distinzione è nefasta specialmente se riguarda la moralità concernente l’attività riproduttiva dell’uomo, come sia l’attitudine favorevole all’aborto e all’esaltazione dell’omosessualità. Ciò implica, oltre al degrado morale personale, l’inesorabile decadenza demografica dei popoli caduti in tali pratiche. Infatti, per i popoli occidentali, le statistiche segnalano una tragica decrescita, implicante una serie montante di guai; guai moltiplicati da contraddizioni e confusioni, sempre più irrisolte a causa della mancanza di guide che richiamino i popoli a quell’ordine sociale – cristiano – fondante della grande civiltà ora smarrita. Usare il termine «smarrita», mai distrutta, per confrontare la civiltà dei «principi cristiani» con quella moderna, dei «valori illuministici», è essenziale! Saranno i fatti a svelarlo a suo tempo!

Di fronte al presente stato di cose, sembra ovvio che gran parte dei prelati e preti si sono imbarcati nel corso moderno dei tali «valori illuministici»; moto per decattolicizzare i popoli attraverso una liberazione morale con cui credono di rendere accettabile la «chiesa conciliare» in opposizione diametrale a quella della Tradizione civilizzatrice del Cristianesimo.
Descritto in breve le infide degenerazioni dei governi, anche clericali, quando i più potenti arrivano al punto di ordire mezzi terroristici per implementare orientamenti massonici, si arriva alle loro nefaste conseguenze in forma di scellerate rivoluzioni e guerre in paesi mediterranei e nel Medio Oriente, che molto in breve minacceranno il nuovo ordine europeo e non solo con le ondate migratorie selvatiche.

In queste circostanze il cristiano capisce che ciò non avviene per caso, ma perché la voce di Dio, ormai inascoltata dai grandi dei popoli, è silente; allora tutto diviene permesso e i governi, sviati dal principio del bene e ignari del rapporto causa-effetto tra la retta fede e l’ordine, sono privi del vero discernimento tra bene e male, divengono irretiti da miseri disordini morali, per cui sprofondano in moti confusionali e di fronte a questioni gravissime fanno l’opposto di quel che farebbero i loro maggiori.
Vediamo i casi abnormi di questo procedere vile e volutamente cieco.

Sulle sanzioni europee alla Siria

Il S. B. Patriarca Ignatius Joseph III Younan, Patriarca della Chiesa siro-cattolica, il 20 ottobre 2015 accusa l’Europa e gli americani di aver tradito e abbandonato i cristiani mediorientali e di “essersi inginocchiati agli emiri”. Parlando nel convegno «La Jihad da Oriente a casa nostra», tenutosi a Roma su iniziativa di Umanitaria Padana Onlus e dell’associazione Pakistani Cristiani in Italia.

– C’era una volta il Mare Nostrum, “che collegava l’Europa al Medio Oriente”. Di quel corridoio attraverso cui transitavano cultura e scambi commerciali è rimasta oggi solo l’espressione geografica; in Europa vige l’apatia (suicida).

«Sono dure come macigni le critiche che il Patriarca muove all’Occidente e all’Europa. Quest’ultima – ha esclamato – “ci ha abbandonati e traditi”, poiché “ha lasciato che nel Mediterraneo fossero gli americani a prendere iniziativa, non per difendere i diritti delle minoranze ma per andarsi ad inginocchiare agli emiri per il petrolio”. Ne deriva la “grave situazione” in cui versano i cristiani. Oltre un terzo della comunità siro-cattolica ha dovuto lasciare i propri villaggi d’appartenenza a causa delle offensive dei terroristi islamici. E in Europa – ricorda il Patriarca – per lungo tempo “i Governi hanno dato una ‘falsa lettura’ di quegli eventi”, rendendosi così “complici della distruzione di un popolo e di una civiltà”. Il Patriarca Younan invita allora ad abbandonare il linguaggio “politicamente corretto”, che gli americani esportano nel mondo “insieme alle bombe”. Il suo appello è invece ad affermare “la verità con carità”. Entrando nel merito, spiega che sente spesso parlare di “islamofobia”. Concetto che tuttavia stride con una realtà, in Medio Oriente, in cui quotidianamente i cristiani vengono massacrati dai più aggressivi aderenti “all’Islam politico”. Islam politico che si è potuto sviluppare grazie all’ingenuità occidentale.

«Il Patriarca ricorda che nel maggio 2011, a Parigi, incontrò l’allora ministro degli Esteri francese Alain Juppé che, appena tornato da un viaggio in Egitto, gli parlò dei Fratelli Musulmani come di un gruppo “moderato”. “Ebbene – la riflessione del capo dei siro-cattolici – questa organizzazione politico-religiosa si fonda su cinque colonne, di cui la quarta è espressamente il jihad”.

«Intervistato da ZENIT a margine della conferenza, il Patriarca Younan è quindi tornato a parlare dell’intervento russo in Siria. Si è detto a tal riguardo “molto ottimista” e ha riconosciuto che la Russia ha “intenzioni serie”, in quanto “si coordina sul terreno con l’esercito regolare siriano”. Questo modo di agire – ha proseguito – “limita anche i danni collaterali, che invece sono inevitabili quando si bombarda e basta, come stanno facendo gli americani”. Agli americani e ad altri Paesi occidentali il Patriarca Younan imputa anche altro: “Le sanzioni rivolte alla Siria sono una tragedia per il suo popolo, lo affamano e lo rendono più vulnerabile agli attacchi dei terroristi”. Questo sistema di sanzioni nei confronti del Governo di Bashar al-Assad – ha concluso il Patriarca – “è peggio della guerra stessa”. »

In Europa i governi non hanno ancora capito l’ovvio, cioè che quel che resta della Siria e del Medio Oriente ancora cristiano è l’avanguardia di fronte all’assalto dell’Europa stessa; quel che succede lì è un provino del «prossimamente» da noi, se non ora, fra non molto. In questo senso si hanno già diverse testimonianze di come procede l’inizio di quella migrazione biblica che il capo del governo ungherese ha qualificato si invasione, perché si tratta di una stragrande maggioranza di giovanti aggressivi, arrivati senza condizioni e prospettive di lavoro, ma non senza pretese, che accrescono a dismisura la popolazione già molto numerosa di giovani locali senza lavoro. Se riguardo a questi c’era la paura di un’inevitabile ribellione in base al costituzionale «diritto al lavoro», cosa accadrà in breve con il grave problema che vi aggiunge cifre esplosive? Sentiamo chi ha fatto l’esperienza di questa nuova condizione.

«Oktoberfest» di Monaco di Baviera in questi tempi

«Per chi ha cercato notizie sulla tradizionale «Oktoberfest» di quest’anno, tra il 19 settembre e il 4 ottobre, quando allo stesso tempo lì arrivavano ogni giorno, 10.000 rifugiati nella stazione ferroviaria centrale, non trova notizie da nessuna parte. Però c’è il testo di una lettera che una medica anestesista ceca, che lavora in un ospedale di Monaco, ha scritto a un amico su quanto accade nell’ambiente multiculturale tedesco: “Ieri abbiamo avuto un incontro sulla situazione qui e in altri ospedali di Monaco di Baviera, diventata insostenibile. Le cliniche non possono far fronte alle emergenze e così iniziano a inviare tutti agli ospedali. Molti musulmani si rifiutano di essere trattati da dipendenti di sesso femminile, e noi donne, ci rifiutiamo di lavorare tra loro, soprattutto africani. I rapporti tra il personale e i migranti stanno andando di male in peggio. Dallo scorso fine settimana, i migranti che si recano negli ospedali devono essere accompagnati dalla polizia. Molti migranti hanno l’AIDS, sifilide, tubercolosi e altre tante malattie esotiche che, qui in Europa, non sappiamo come trattare. Se ricevono prescrizioni e alla farmacia sentono di dover pagare, esplodono con insulti incredibili, soprattutto quando si tratta di farmaci per i bambini. Allora abbandonano i bambini con il personale della farmacia dicendo: allora curateli voi! Così la polizia non deve proteggere solo cliniche e ospedali, ma anche le grandi farmacie. Possiamo solo chiedere: Dove sono tutti quelli che, nelle stazioni ferroviarie e di fronte alle telecamere, mostrano segni di benvenuto? Sì, per ora le frontiere sono state chiuse, ma un milione di loro è già qui e sicuramente non saremmo in grado di sistemarli. Finora, il numero dei disoccupati in Germania è stato di 2,2 milioni, saranno ora 3,5 milioni. La maggior parte di queste persone completamente non impiegabili. Pochi tra loro hanno istruzione. E le loro donne non fanno nulla. Stimo che una su dieci è in stato di gravidanza. Centinaia di migliaia di persone hanno portato neonati e bambini dai sei anni, malnutriti e trascurati. Se continua così, e la Germania riapre i confini, tornerò a casa nella Repubblica Ceca. Nessuno mi potrà trattenere qui, né con doppio stipendio. Sono venuta in Germania non in Africa o il Medio Oriente. Anche nel nostro reparto si parla della tristezza nel vedere la donna delle pulizie che fa il suo servizio per 800 euro, trovare giovani arrivati che vogliono tutto gratis. Ma temo di trovare lo stesso da noi. Se i tedeschi, con le loro risorse, non possono far fronte a questo, ci sarebbe il caos totale. Nessuno che non abbia avuto contatti con loro, soprattutto gli africani, può avere un’idea di che tipo sono; se musulmani, agiscono con orgoglio religioso. Per ora, il nostro personale non è ancora ridotto in seguito alle malattie portate qui, ma con centinaia di pazienti ogni giorno, è solo una questione di tempo. In un ospedale vicino al Reno, i migranti hanno attaccato il personale con un coltello, dopo aver portato un neonato di otto mesi, che era sul punto di morte, trascinato attraverso mezza Europa per tre mesi. Il bambino è morto dopo due giorni, pur avendo ricevuto le migliori cure, in una delle migliori cliniche pediatriche in Germania. Il medico ha dovuto subire un intervento chirurgico e due infermiere andarono in terapia intensiva. Nessuno è stato punito. Ai media locali è vietata ogni segnalazione. L’abbiamo saputo via e-mail. Cosa sarebbe successo a un tedesco se avesse accoltellato un medico e due infermieri? O se avesse giocato la propria urina, infettata sull’infermiera?» Ma su questi problemi non si deve discutere!
È lo sfogo di una professionista che dà un’idea di cosa aspettarsi in futuro dal piano multiculturale ed ecumenista, rifilato alle popolazioni del vecchio continente in nome della «civiltà illuminista».

Perché parlare di Cristianesimo «resiliente»?

Abbiamo visto che la «chiesa conciliare», in opposizione diametrale alla tradizionale, del Cristianesimo civilizzatore, vuole decattolicizzare i popoli attraverso liberazioni religiose, dal dogma, dalla morale e nei rapporti ecumenistici con le altre credenze; credono di rendere la nuova «pastorale» più consona e accettabile ai tempi moderni. Si tratta dell’idea modernista – condannata dai Papi – di adeguamento ai tempi e alle elucubrazioni cultuali umane. Per sintetizzare questa vecchia tentazione del pensiero umano di liberarsi da ogni principio vincolante – e quello religioso è il più alto – si può riassumere tutto nel confronto tra «pistis» e «gnose», cioè, tra Fede e gnosticismo. Il pensiero applicato alla vita segue una delle due direzioni: – della Fede, per cui si deve vivere conforme si pensa e pensare conforme si crede; – dello gnosticismo, per cui si crede conforme si pensa e pensare conforme si vive, secondo le tendenze generali del «pensiero aggiornato» ai tempi! Quale la questione profonda che deriva da queste due vie? Per la Fede rivelata l’uomo sa di trovare in sé stesso l’errore, la tendenza al male, per cui deve impegnarsi a seguire i dettami rivelati sul bene. Per lo gnosticismo, di cui si nutre l’illuminismo e i suoi ultimi prodotti, il modernismo, ecc. il male è fuori dell’uomo, nei sistemi sociali, nei comandamenti religiosi, piuttosto nei tabù di cui l’essere umano si deve liberare. Quindi, la necessità di rivoluzioni liberatorie in ogni campo per rivendicare cambiamenti fondati su diritti naturali dell’uomo, nato buono, ma vittima di strutture sociali cattive perché vincolate a credenze superate in ogni tempo. Non devo andare oltre per distinguere il pensiero e l’uomo nuovo cristiano da quello con aspiarazioni moderne, che ora arriva pure in migliaia all’Europa per richiedere, se non imporre la piena applicazione dei diritti secondo il «pensiero illuminista» che ha diffuso nel mondo. Per esso gli uomini devono rivendicare diritti che gli sono dovuti come esseri umani, anche se tali diritti rappresentano un grande problema per i diritti delle popolazioni europee, che già da più d due secoli rivendicano diritti che ora possono essere drasticamente ridotti da altre rivendicazioni importate.

Perché sarebbe basilare usare il termine «smarrita», mai distrutta, confrontando la civiltà dei «principi cristiani» con quella moderna, che rivendica «diritti illuministici»? Ora, la nozione di «diritto» dipende dal rapporto tra chi richiede e chi concede: per il Cristiano è Dio, mentre per il laicista è lo Stato e il suo governo umano. Il Cristiano lo chiede da creatura come una grazia al Creatore della vita stessa, mentre l’uomo moderno lo rivendica da altri uomini.
La Fede del Cristiano è nel Diritto divino, che precede quelli umani e poiché non decade né manca è «resiliente», permane nel tempo, come causa dell’inizio e della fine della vita umana. Mentre il «diritto umano», che dovrebbe essere dovuto per nascita, secondo la mentalità moderna, varia e decade conforme ai tempi e le fugaci ideologi dei potenti. Intanto, per questa mentalità, non esiste il diritto alla vita del non ancora nato in confronto al diritto al benessere e al piacere di spensierati fornicatori già esistenti!
Ebbene, si avvicina l’ora che tale «diritto» dovrà fare i conti con moltitudini che arrivano in ondate per rivendicare l’altro verso della stessa moneta falsa del diritto alla felicità disseminata nel mondo; non sarà più tema di costituzioni nate dagli abbagli illuministici delle rivoluzioni senza fine, ma di questione su cui soffrire o morire, senza poter vantare alcun diritto a nessun governo, da una certa ora in poi. Mentre il «resto» dei Cristiani resilienti si affida al Diritto misericordioso di Dio, che non manca né finisce mai.