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Lo sapete già. A San Donà di Piave un insegnante di fisica, Fabio Bianco, si presenta in classe travestito da donna, parrucca bionda, minigonna. “Erano cinque anni che pensavo di farlo”. I media sono dalla sua parte, povero trans su cui una assessora retriva ha invocato provvedimenti disciplinari. Provvedimenti che comunque non arriveranno: né dall’istituto tecnico dove insegna il trans pubblico, né dall’Ufficio scolastico provinciale: dove si proclama, fanno sapere ai giornali, “il della professoressa (è subito “professoressa”, ndr.) di indossare i vestiti che desidera e manifestare la propria identità di genere”.

Può travestirsi come vuole: ha il Potere.
Può travestirsi come vuole: ha il Potere.

Vorrei esaminare la questione da un altro lato: quello del potere. Voi che lavorate nel settore privato, avete questo potere? Voglio dire: un giorno vi viene voglia di esibire la vostra natura di trans e vi presentate di punto in bianco in minigonna e parrucca bionda all’ufficio, che so, nell’officina meccanica dove lavorate ad aggiustare le auto, nella banca dove lavorate allo sportello, alla concessionaria Fiat dove cercate di vendere la nuova Punto…che ne dite, lo fareste? Senza temere conseguenze? Non avreste paura di essere licenziati, messi da parte, boicottati dai colleghi stessi?

Insomma: credete che nel privato possiate farlo? No. Nel “privato” dove galoppa la disoccupazione perchè c’è la crisi dal 2008, dove bisogna sfiancarsi per salvare voi e l’azienda dal fallimento, dove siete esposti alla competizione globale, non avete questo potere. Non potete vestirvi come cavolo vi salta l’uzzolo. Non volete rischiare di essere messi alla porta o comunque emarginati dai colleghi che si affannano sgobbare perché c’è il rischio che la fabbrica, la ditta, il negozio chiudano come è avvenuto al 25% delle attività economiche private italiane. Che non torneranno più.

E’ questo il punto: gli statali hanno il potere e lo esercitano senza alcun limite, a loro totale arbitrio, come gli salta; e come al solito, nel più totale ed aperto disprezzo per “gli utenti”, che poi siamo noi che gli paghiamo lo stipendio. Il culattone di San Donà ha sbattuto in faccia il suo gender ad alunni e famiglie senza alcun riguardo, infischiandosene del “servizio educativo” per il quale è pagato, perché come statale può fare quel che vuole. Ha il potere. Anzi adesso due: il potere di cui gode come statale, e quello di cui gode come transessuale,, potente lobby intoccabile – se la toccate urla alla discriminazione, e tutti i media la difendono.

La divisa dei nostri dittatori
La divisa dei nostri dittatori

Statali licenziabili? No, tranquilli.

Contrariamente a voi, essi hanno il potere.

Difatti hanno preteso di non essere licenziabili, e l’hanno imposto ai politici tremebondi o complici. Fino al punto che l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, il mostro sacro dei sindacati, è stato modificato sì in modo da rendere più facili i licenziamenti: ma esclusivamente ai privati. Nel settore pubblico – si sono affrettati ad assicurare i politici – non si applica la “riforma Fornero”. Ora, questa è lesione di un principio basilare del diritto: l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.

Gli statali hanno questo potere: di non essere eguali ai miserabili che gli pagano lo stipendio. Se lo sono preso, ce l’hanno e se lo tengono con gli artigli adunchi, protetti dai sindacati e dal governo stesso.

Adesso è accaduto un fatto. La Cassazione, in una sentenza contro un licenziamento di un fancazzista pubblico (di Agrigento: reintegrato, e ti pareva, per vizio di forma), ha tuttavia ammesso che “è innegabile” che l’articolo 18, che facilita i licenziamenti, si applica anche alla pubblica amministrazione.

Quale migliore occasione, per un governo che vuole “fare le riforme”, per cominciare davvero a licenziare il buon terzo di fankazzisti che rubano il posto e lo stipendio all’Italia impoverita? Perché nemmeno quelli del comune di Sanremo che timbravano il cartellino per i colleghi, anche in mutande, sono stati licenziati…Invece:

“No, no, stiano tranquilli!”, s’è precipitata a dichiarare la ministra competente: “No. Riformuleremo la norma in modo che non si applichi ai pubblici dipendenti”.

http://economia.ilmessaggero.it/economia_e_finanza/statali_licenziabili_cassazione_pa-1391842.html

Cioè, la lesione del diritto a loro vantaggio deve restare. Questo è potere, signori. E che potere. I politici stessi, che hanno ricevuto istruzioni dall’estero per essere “riformisti” ossia tagliare le inefficienze pubbliche, ne hanno paura: è il potere, tanto da essere temibili..

Voi siete temibili, nel settore privato? Potete esigere che a voi una legge – che si applica agli altri – non venga applicata? Voi potete far paura ai politici?

Voi non avete potere. Voi pagate, con le tasse, non solo gli stipendi, ma anche gli sprechi e le corruzioni di cui questi si rimpinzano, e dovete tacere e subire. Loro vi sbattono in faccia il loro potere. Sono la Casta.

La prova ultima è che tre milioni di dipendenti pubblici “sono in agitazione”: da tre anni senza rinnovo contrattuale! Che scandalo! Poverini!, urla la Cigl-Cisl-Uil! Vogliono gli aumenti!

Il lavoro all'ANAS
Il lavoro all’ANAS

“Volemo l’aumento!”

Dite voi, nel privato, se avete avuto aumenti negli ultimi non dico tre, ma cinque – anzi sette anni.

Nel privato, ringraziate Dio se dopo tutti questi anni avete ancora un posto. I giornali sono pieni di titoli tipo: “Frena la crescita, frena il lavoro”, la crisi morde. La disoccupazione è altissima – nel privato. Nel pubblico, però, se ne fregano se il paese intero (quello che li paga) scende nella miseria: loro vogliono l’aumento, son già tre anni che non glielo diamo.

Loro hanno stipendi medi del 15% superiori ai nostri; i loro dirigenti sono pagati come il presidente degli Stati Uniti, anzi di più. Invece, milioni di dipendenti privati l’hanno perso e campano scendendo nella fossa della miseria, mese dopo mese, affossati dalla burocrazia pubblica più costosa, spoliatrice ed ostile del mondo. Ostile, anzitutto, al lavoro onesto; non ci credono che lavorate onestamente – non possono crederci, giudicando da se stessi. Sicuramente state nascondendo dei soldi al Fisco, ossia a loro, che “vonno l’aumento”!

Senza contropartita. Questo è Potere, ragazzi. Potere assoluto, totale, dispotico. M’è già capitato di riferire che se le ASL delle altre regioni adottassero i costi standard della Lombardia, lo stato avrebbe 80 miliardi di euro in più. Forse che Renzi non vuole avere 80 miliardi extra da spendere in qualche bonus a pioggia? o per rispettare il Patto di Stabilità (e Crescita!) come gli ordinano gli euro-oligarchi? Non gli farebbe comodo? Eccome se gli farebbe comodo. In teoria, basta che ordini per legge o decreto: da domani,, tutte le Regioni adottino gli stessi costi standard della Lombardia – la Lombardia dove si ruba, stiano tranquilli, non si fanno mancare nessun lusso di sardanapali regionali –

ma almeno mostrano che si può, rubacchiando, offrire un servizio decente ai malati.

Niente. Impossibile. Le altre Regioni nemmeno hanno preso atto . I loro fancazzisti della locale Sanità continuano a rubare e malversare sugli acquisti delle siringhe e delle lavanderie, come se niente fosse, intascando e dilapidando 80 miliiardi. Ogni anno. E questo solo nella Sanità. Pensate solo quanto rubano negli altri settori, e sono almeno il doppio. Vogliamo azzardare? I fancazzisti come ente collettivo si intascano in malversazioni, sprechi inefficienze, 150 miliardi di euro. E non si può farli smettere.

Questo è Potere. Potere totalitario. Potere maligno e insieme stupido.

Perché se fossero in grado, se volessero,se si degnassero di tagliare i costi- diciamo la metà – che sono i costi delle loro inefficienze, disonestà e incompetenze, l’Italia sarebbe una potenza economica. Avrebbe i soldi anche per pagare quei “precari” che aumentano nel settore pubblico, anche nella Sanità e nella scuola – e sono assunti perchè? Per fare il lavoro che i fissi stipendiatissimi non fanno, che lavorano per un boccone di pane e che in certe Regioni nemmeno ricevono lo stipendio – perché tutto il denaro va a pagare

gli stipendi ai fancazzisti fissi e privilegiati. Avremmo i soldi per pagare aumenti ed addestramenti ai poliziotti, che sono i più sacrificati nel settore pubblico. Potremmo pagare un’integrazione ai milioni di pensionati con 500 euro mensili, che potrebbero pagare le bollette – potrebbero aumentare i famosi consumi da cui, ormai, dipende la “crescita”…niente, non si può. Il Corpo collettivo dei parassiti inadempienti s’incamera 150 miliardi annui, o li spreca e li malversa, e non ci si può fare niente: invece, il tizio che Renzi ha messo all’INPS sta ingegnandosi e spremendosi per inventare un modo di tagliare le pensioni. Private, ovvio.

Questo è il potere. Potere Totale.

Loro chiudono i musei, e vanno a discutere “l’agitazione”. Si presentano agli studenti travestiti da troie. All’ATAC stampano biglietti falsi. A Roma, i tecnici addetti alle concessioni edilizie: “Si presentano e spaventano con ipotesi di abuso”, per farsi pagare mazzette: come quelli della Ndrangheta.- A Sanremo vanno a timbrare in mutande e poi scappano a fare shopping. Vigili urbani, al 60 per cento si dichiarano inabili al servizio in strada, con tanto di certificato medico, e sono pagati per far niente (Napoli): potrebbero morire, hanno contratto malattie tremende. I loro dirigenti comunali inseriscono apposta errori nei bandi di gara, per lucrare e far lucrare con il successivo contenzioso. Fanno quello che vogliono, hanno l’avanzamento automatico, sono del tutto insindacabili, inamovibili, illicenziabili. E si lamentano.

Sento ad una radio una telefonata: è uno del Corpo Forestale dello Stato. “Ci vogliono militarizzare! E nessuno ci difende!”. Che tragedia, li vogliono trattare come trattano i Carabinieri. E loro soffrono. Si ribellano. Scenderanno in agitazione. Bruceranno i boschi…

Questo è Potere. Siamo sotto un regime totalitario, malvagio e distruttivo. E stupido. Che ci sta facendo scendere nella fossa.

 

 

 

 

Fonte: http://www.maurizioblondet.it/la-dittatura-totalitaria-dei-parassiti-in-mutande/