TORTELLINI FINI

Dopo la sfilza di alberghi che la scorsa estate si sono strasformati in centri d’accoglienza, ecco che la storia si ripete anche in inverno. A Roma, per volontà del prefetto, l’hotel Roma Point da hub diventerà centro d’accoglienza permanente

Lun, 30/11/2015

Gianfranco Fini sbugiardato dai fatti. Solo pochi giorni fa, nel corso di un convegno all’Università Guglielmo Marconi di Roma, parlando di immigrazione, aveva avuto parole poco tenere nei confronti di un ragazzo che sosteneva che i profughi alloggiassero negli hotel. L’ex leader di AN, dopo avergli detto di non rompergli i c…, domanda: “Ma quali hotel, hai mai visto un centro d’accoglienza?”.

Ecco, la risposta ce la dà oggi il viceprefetto di Roma Maria Gabriella Casaccio che, nel corso di una riunione del tavolo sulla sicurezza nel XV municipio della Capitale, annuncia: “L’hotel Roma point è stato trasformato da hub in centro d’accoglienza“. Si tratta di un ex albergo sulla Flaminia dove da questa estate si trovano circa 50 migranti ma che, ora, “con il nuovo bando è stato trasformato in centro d’accoglienza e quindi con ospiti sempre uguali”. E questo non è il primo caso. Sempre questa estate aveva destato polemiche hotel Bellevue di Cosio Valtellino di proprietà di Guido Salvi che su richiesta della Prefettura di Sondrio ha dato ospitalità a un gruppo di profughi scatenando come reazione l’approvazione da parte della Regione Lombardia di una norma che escludeva dai finanziamenti regionali le strutture alberghiere che venivano meno alla propria missione turistica. Ma ripercorrendo la rassegna stampa di questa estate sono molti i casi di hotel trasformati, di fatto, in centri d’accoglienza con il beneplacito degli albergatori. Giancarlo ‘Caco’ Pari, gestore dell’hotel Gelso di Igea Marina, per esempio, era arrivato a lamentarsi degli scarsi incassi per mancanza di immigrati: “Ospitando i profughi, e ne ho avuti fino a 42, incassavo più o meno 1.500 euro al giorno. Arrivavo anche a 45mila euro al mese”.

Altre volte, invece, ospitare i profughi ha fatto calare la reputazione del locale sui social network come Tripadvisor. È successo ai proprietari dell’albergo Tre Lampione di Toscolano, in provincia di Brescia, a quelli del Nigahotel di Azzano e ad Aldo Nicoli, imprenditore che ha ospitato 80 profughi tra Lonato, Gambara e Montichiari, e che a Libero spiegava:“Abbiamo dovuto chiudere il ristorante dell’Alligalli di Lonato perché la voce sui migranti si è sparsa e non veniva più nessuno”. Ma hotel che questa estate hanno svolto la funzione di centri d’accoglienza se ne potevano trovare tanti sparsi da Nord a Sud. A Pisa tredici profughi hanno alloggiato all’hotel «La Rosa dei venti», con piscina e anche Montecatini Terme e Pescia sono stati gli albergatori ad offrire i loro hotel. Ben 93, inoltre, sono stati gli hotel messi a disposizione dalla Prefettura, da Santa Margherita a Ventimiglia , abbandonati o dismessi, che potevano diventare strutture turistiche. L’hotel Di Francia di Giugliano in Campania è noto alle cronache perché 300 immigrati l’avevano devastato lamentando la mancanza di wi-fi e soldi in contanti. Nella Riviera Romagnola sono sbarcati a decine tra gli alberghi di Miramare e Rimini Sud, occupando anche tante ex colonie estive risalenti all’epoca fascista, da Cattolica a Ravenna. Salendo al Nord lo sguardo si sofferma su Sulzano , 1.969 abitanti in provincia di Brescia: hotel Alpino, vista lago. In settembre, poi la Federalberghi provinciale di Udine ha dato libertà alle imprese “di decidere se partecipare o meno all’accoglienza dei richiedenti asilo”, “fermo restando, però, il rispetto dei limiti numerici fissati dal piano regionale e dell’opportunità di prevedere la presenza dei profughi negli hotel del territorio nella sola stagione invernale”.

 

 

 

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2015/11/30/fini-sbugiardato-ecco-tutti-gli-hotel-che-ospitano-profughi/1200062/