Don-Dolindo-Ruotolo-01

Segnalazione di Federico Prati

di Stefano Arnoldi

Don Dolindo Ruotolo, nel commento alla seconda lettera di San Paolo ai Romani, scrive che “un sacerdote o un religioso indegno è causa di disonore a Dio”, infatti “il popolo si lascia trascinare dall’esempio di quelli che lo guidano, e se il loro modo di vivere è in contraddizione con quello che insegnano, il popolo perde la luce della Fede e bestemmia il nome adorabile di Dio sia con le parole empie sia con la vita scellerata. Lo stato miserando di un popolo […] è un indice sicuro dello stato del clero e degli Ordini religiosi”.

E che la società (compresa la maggior parte di coloro che si professano

cattolici) viva in uno “stato miserando” è fuor di dubbio: si è giunti persino ad accogliere leggi contro natura come una conquista di civiltà! Non si chiamano più le cose col loro nome: depravazione… Ora il male e il peccato vengono definiti conquiste di civiltà!

Il bene troppo spesso sembra soccombere perché è rimasto soltanto uno sparuto numero di veri sacerdoti a combattere per la salvezza del gregge a loro affidato. Questo è il cuore del problema: ci sono sempre meno sacerdoti degni di questo nome, e sempre più Giuda e pastori che fanno della tiepidezza il loro sistema di vita.

Invece di convertire il mondo, ne sono caduti vittime, attratti dall’agiatezza e dai falsi piaceri di una vita mondana piuttosto che una vita ascetica e di preghiera, attratti dalla conquista del potere piuttosto che dalla testimonianza di una vita umile e al servizio delle anime bisognose di cure per la loro salvezza eterna, attratti da una condotta di vita improntata ad una falsa devozione piuttosto che alla ricerca e alla difesa della Fede… sicché oggi, appare del tutto normale ciò che in realtà dovrebbe essere anormale: un sacerdote che per evitarsi fastidi, si allinea a quel linguaggio politicamente corretto che è falso, ambiguo, vergognoso… È assai raro imbattersi in un sacerdote che coraggiosamente fa proprio il monito evangelico “Il vostro parlare sia sì sì no no, il di più viene dal maligno” (Mt5,37): quella chiarezza espositiva gli provocherebbe guai e persecuzioni persino dalle stesse autorità vaticane! La Verità è odiata dal Male e questo si trova dappertutto, fin anche nei più alti vertici della Chiesa: è bene rendersene conto e guardare in faccia la realtà: il Corpo Mistico di Cristo è oltraggiato ogni misura dalla maggior parte del clero che ha tradito e che non crede più… non crede più!

E senza Fede non c’è più speranza: Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, vescovo cattolico e Dottore della Chiesa, ha scritto a proposito dei sacerdoti e religiosi tiepidi e traditori che “Dio minaccia a questi tali di vomitarli e abbandonarli, se non si emendano. […] Misero quel religioso che chiamato alla perfezione, fa pace coi difetti!”[1]. E ancora: “Oimè, piange la Chiesa perché vede nei religiosi un comune rilassamento di spirito, unito ad una gran freddezza nel divino servizio! Non si nega che vi sono i buoni fra tanti i quali vivono da veri religiosi, separati dagli attacchi mondani, e che attendono a farsi santi ed a portare anime a Dio. Vi sono questi, ch’io chiamo giudici, che un giorno serviranno per giudicare i loro compagni nella valle di Giosafat; ma questi buoni religiosi, questi giudici, quanti sono? Oh, Dio! Son troppo pochi, come si vede; e perciò piange la Chiesa con tutti coloro che amano la gloria divina”.[2] Oggi le autorità vaticane perseguitano e sopprimono i religiosi che intendono testimoniare con i fatti la bellezza e la necessità di una vista spesa nel nome di Gesù (si pensi ai Francescani dell’Immacolata: una rosa mariana recisa proprio mentre stava sbocciando!) e i sacerdoti che non si allineano al diktat del Vaticano II (sebbene il male sia stato ed è veicolato per mezzo di quel

Concilio) devono essere imbavagliati e ridotti in stato di non nuocere alla grande apostasia dei tempi nostri!

Di questi tempi il messaggio è “vivete come voi ritenete giusto” perché “ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce. Basterebbe questo per migliorare il mondo”[3]: parole del vescovo di Roma Bergoglio. In un amen si è sovvertita la morale cattolica: non esiste più una verità oggettiva ma tutto è soggettivo, cioè relativo. Persino il messaggio di Cristo!

C’è qualcosa che non va, evidentemente, perché Sant’Agostino ripeteva l’esatto

contrario: “[…] MAI DUNQUE SUCCEDA CHE VENIAMO A DIRVI: “Vivete come vi pare!

State tranquilli! Dio non condannerà nessuno: basta che conserviate la fede cristiana. Egli vi ha redenti, ha sparso per voi il sangue: quindi non vi dannerà. Che se vi viene la voglia d’andarvi a deliziare con gli spettacoli, andateci pure! Alla fin fine che male c’è? E queste feste che si celebrano nell’

intera città, con grande tripudio di gente che banchetta e – come essa crede – si esilara, mentre in realtà si rovina, alle mense pubbliche… andateci pure, celebratele tranquilli: tanto la misericordia di Dio è senza limiti e tutto lascerà correre! Coronatevi di rose prima che marciscano (Cf. Sap 2, 8)! E anche dentro la casa del vostro Dio, quando ve ne venisse la voglia, banchettate pure! Rimpinzatevi di cibi e bevande insieme con i vostri amici.

Queste creature, infatti, ci sono state date proprio affinché ne godiate. O che Dio le avrebbe mai date agli empi e ai pagani, negandole poi a voi?.

Se vi facessimo di questi discorsi, forse raduneremmo attorno a noi folle più numerose; e, se pur ci fossero alcuni che si accorgessero come nel nostro parlare diciamo delle cose inesatte, ci inimicheremmo questi pochi, ma guadagneremmo il favore della stragrande maggioranza. Tuttavia, comportandoci in questa maniera, vi annunzieremmo non le parole di Dio o di Cristo, ma le nostre parole; e saremmo pastori che pascono se stessi, non le pecore.

[…] Pecore viziate si trovano infatti per ogni dove, mentre sono pochissime le pecore sane e grasse, cioè nutrite del solido cibo della verità e capaci, per dono di Dio, di cibarsi in buoni pascoli. Ora i cattivi pastori non risparmiano nemmeno queste. Non basta loro trascurare le prime, cioè le malate, le deboli, le fuorviate, le sperdute; per quanto sta in loro, essi ammazzano anche le forti e le grasse. Eppure esse vivono: vivono per un dono della misericordia di Dio, ma, per quel che dipende dai pastori cattivi, essi le uccidono. In che modo, mi chiederai, le uccidono? Vivendo male, dando cattivo esempio. […] Come giudicare allora quei pastori che, per timore di dispiacere a chi li ascolta, non solo non premuniscono i fedeli contro le tentazioni che li sovrastano ma anche promettono una felicità temporale che Dio in nessun modo ha promessa allo stesso mondo?”[4].

Di uomini di Fede abbiamo bisogno, di nient’altro! Difatti, quando si ha la fortuna di incontrare un sacerdote che fa il suo mestiere, quando ci si imbatte in un uomo consacrato e timorato di Dio, quando ci si pone all’ascolto di un prete o religioso col cuore colmo di Fede, subito ci si accorge di trovarsi davanti un uomo santo, che attira a sé, che con amorevole cura ci richiama al nostro dovere cristiano, che ci vuole bene perché in lui scorgiamo il riflesso per noi dell’amore di Cristo che ci vuole salvi e attorno a Lui per l’eternità.

Si, un sacerdote santo stimola il desiderio di emularlo, di essere e vivere come lui…

La Fede compie miracoli! Il vero sacerdote sta lì a ricordarcelo e a rammentarci infaticabilmente che vivere significa conquistare il Paradiso ed evitare l’Inferno.

San Crisostomo spiegava che “l’anima del sacerdote dev’essere più pura dei raggi del sole, affinché lo Spirito Santo non lo abbandoni e affinché possa dire – Vivo non già io, ma Cristo vive in me (Gal2,20)”.

Basta confrontare queste parole con lo stato in cui versa la maggior parte del clero di oggi (dai cardinali e vescovi tronfi dall’alto del loro scranno, ai sacerdoti imborghesiti e meschini di parrocchia…) per rendersi conto di quanto è opportuno pregare affinché il Signore doni al mondo sacerdoti santi, fedeli al Suo insegnamento e alla Tradizione custodita dalla Sua Chiesa, ora spaventosamente occupata dal clero di Giuda.

[1] Sant’Alfonso Maria de’Liguori – Considerazioni per coloro che sono chiamati allo stato religioso.

[2] Sant’Alfonso Maria de’Liguori – Stimoli a’religiosi per avanzarsi nella perfezione del loro stato.

[3] Intervista concessa da Papa Bergoglio a Scalfari.

[4] Sant’Agostino – Sermone n. 46.

[5] San Giovanni Crisostomo – De Sacerdotio

http://www.corsiadeiservi.it/it/default1.asp?page_id=1337