riforma anglicana

Segnalazione di Federico Prati

di Stefano Arnoldi

Nell’introduzione al libro di Michael Davies “La riforma liturgica anglicana”

viene in sintesi riportata un’analisi storica su quanto accaduto nell’Inghilterra nel 1509, anno della salita al trono del re Enrico VIII:

“L’Inghilterra conosce in quei tempi un’epoca di rinnovamento religioso, malgrado inevitabili abusi qua e là. Poi il demone si impadronisce del cuore del re che per soddisfare i propri istinti lussuriosi si allontana dalla madre Chiesa di Roma. Nel 1559, sotto il regno di sua figlia Elisabetta, quando fu votata la legge d’uniformità, il cattolicesimo è definitivamente distrutto. Una nuova forma di “cristianesimo”, l’anglicanesimo, lo ha rimpiazzato, prima di diffondersi in tutto il mondo anglosassone.

 

Questo cambiamento in massa di tutto un popolo non ha avuto come causa principale la predicazione di un riformatore, come fu il caso di Lutero in Germania o di Calvino in Svizzera. Esso fu l’abilissima opera dell’arcivescovo di Canterbury, Thomas Cranmer. Quest’ultimo, già segretamente protestante, concepì un astuto disegno di modifica radicale della fede del popolo inglese unicamente trasformandone la liturgia. Cranmer stimò che, attraverso la liturgia vissuta ogni giorno, avrebbe raggiunto con più certezza le mentalità che non attraverso qualsiasi discorso. […] Spesso, la vicenda dell’instaurazione del protestantesimo in Inghilterra viene indicata come paradigma tipico di ogni rivolta eretica, anche se essa ripeté, nelle strutture, i mezzi impiegati da sempre nello smantellamento della cattolicità.

Nel libro di Michael Davies si vedrà chiaramente come tali mezzi siano stati sostanzialmente tre: 1. l’abolizione del latino e l’uso della lingua volgare; 2. la sostituzione dell’altare con una tavola; 3. i cambiamenti nel Canone della Messa. Da questi tre principali sovvertimenti derivano altre non meno gravi distruzioni e scardinamenti (la comunione nella mano, l’episcopalità…).

[…] Il dato impressionante rimane la ripetizione esatta e puntuale nella storia dei fenomeni che spingono avanti l’eresia. Sono sempre identici. Il lettore di questo fondamentale libro potrà facilmente costatare come la rivoluzione liturgica di Cranmer sia stata oggi accettata e adottata dalle gerarchie moderniste attraverso il Novus Ordo Missae e le relative disposizioni. […] Esattamente ciò che avvenne in Inghilterra”. (1)

Ora, il Novus Ordo Missae, che ha soppiantato la Messa romana di Tradizione apostolica, è nato dalla teologia del Concilio Vaticano II che è sbandierato e promosso dalla maggior parte del clero di oggi come un nuovo inizio della Chiesa (2), adesso sì, aperta al mondo e misericordiosa (termine usato a sproposito, visto l’andazzo, per celare in realtà ben altra idea: quella di una chiesa finalmente lassista).

Del resto, citando Maurizio Blondet, la politica della manica larga è stata annunciata ufficialmente già da Papa Giovanni XXIII nel discorso di apertura del Concilio Vaticano II: da oggi, “la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore”. Ora vediamo che questa rinuncia all’autorità coercitiva e alla disciplina punitiva è servita soprattutto a liberare loro, gli ecclesiastici, dai rigori del dogma e dalle punizioni che spettano loro quando diventano eretici. Ora si possono sparare eresie spaventose senza temere il rogo, ma anzi riscuotere le lodi di gran teologi papali. La medicina della misericordia se la applicano a se stessi!”.

Non c’è che dire, quello che si è consumato è un vero e proprio colpo da maestro da parte del demonio: introdursi come cavallo di Troia nella tanto odiata Chiesa cattolica per mezzo di sacerdoti traditori infatuati di modernità e corromperla dall’interno, trasformandola, snaturandola, sfigurandola, strappando quante più anime al Creatore per destinarle alla perdizione eterna.

Ecco quello che si è compiuto per mezzo del Concilio pastorale!

Inequivocabili le parole di monsignor Antonio de Castro Mayer il quale etichettò come “follie del cosiddetto spirito del Concilio” le deviazioni del Concilio Vaticano II ; e che dire del Breve esame critico del Novus Ordo Missæ presentato al Pontefice Paolo VI dai Cardinali Ottaviani e Bacci secondo cui “il Novu Ordo Missæ, considerati gli elementi nuovi, suscettibili di pur diversa valutazione, che vi appaiono sottesi ed implicati, rappresenta, sia nel suo insieme come nei particolari, un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa…”

Ma senza andare troppo lontano, ecco le riflessioni, pesanti come un macigno, di “un certo” card. Joseph Ratzinger secondo cui “si ha l’impressione che dopo il Vaticano II tutto sia cambiato e tutto quanto lo precede non sia più valido o lo sia solo alla luce del Vaticano II. … Ci domandiamo se la Chiesa di oggi sia davvero ancora la Chiesa di ieri, oppure se sotto di essa non sia stata fatta scivolare un’altra Chiesa, senza nemmeno chiederglielo”. (3)

Alla luce dei fatti, si è perseguito un preciso obiettivo: allontanare i fedeli dalla Tradizione, col risultato di impedire alle parole di Cristo di giungere alle loro orecchie, se non, al massimo, che tramite un flebile eco.

Ma come sosteneva mons. Lefebvre (sacerdote dalla Fede troppo ingombrante e pericoloso per i piani della nuova chiesa modernista) “allontanarsi dalla Tradizione vuol dire allontanarsi dalla Chiesa, perché è nella natura della Chiesa di essere una tradizione che ha avuto sempre istintivamente orrore delle novità, del cambiamento, del mutamento, sotto qualsiasi pretesto: Gregorio XVI, nella sua enciclica “Miravi vos”, afferma: “Poiché, per usare le parole dei Padri del Concilio di Trento, è certo che la Chiesa è stata istituita da Gesù Cristo e dai suoi apostoli e che lo Spirito Santo con un’assistenza di tutti i giorni non manca mai di insegnare ad essa ogni Verità, – “è il colmo dell’assurdità e dell’oltraggio” – verso la Chiesa sostenere che una restaurazione e una rigenerazione siano divenute necessarie per assicurare la sua esistenza e i suoi progressi”. (4)

Da qui la certezza. Che alla chiesa contemporanea, avendo abbracciato il modernismo, dia tremendamente fastidio l’espressione della memoria, specialmente quando cozza con le forme imposte dalla mondanità e dal politicamente corretto di questi tempi marci. Che ad essa stia in odio la Tradizione che non si lascia irretire nel gioco dell’ambiguità linguistica appartenente ad una società intrisa di falsità, superbia e depravazione.

La Tradizione diviene perciò l’ostacolo da abbattere, a costo di qualsiasi prezzo. E qual è questo prezzo? Come aveva colto Marcel De Corte: “il prezzo da pagare al mondo è l’identificazione del cristianesimo con la democrazia moderna, con il liberalismo, con il socialismo, con il culto dell’Uomo, con la Rivoluzione. Così il Vangelo secolarizzato si trasforma in teologia della liberazione o in strumento di Sovversione” (5).

Analisi drammatica, ma di un’evidenza ormai inconfutabile: vi è un grande terremoto nella Chiesa di oggi, coinvolti fedeli e (mai come ora) sacerdoti, religiosi e religiose, vescovi e cardinali… si tratta di un’apostasia di dimensioni spaventose.

Cosa dire del resto di un Papa che sta smantellando pezzo per pezzo la Liturgia e la dottrina cattolica con una dedizione e un’energia tali che hanno persino dell’incredibile per un uomo (e per di più malato) della sua età? Che dire dei suoi pronunciamenti (di cui ormai si è perso il conto) e dei suoi atti dal contenuto a dir poco sbalorditivo per un Pontefice di santa Romana Chiesa?

Per chi volesse farsi del male, vada a rileggere i dialoghi con Eugenio Scalfari che contengono una sorta di sintesi del pensiero bergogliano: c’è da rimanere allibiti! Verrebbe da dire: ma in che razza di incubo siamo piombati?

E invece è l’amara e dolorosa realtà della Chiesa di Cristo sbeffeggiata e oltraggiata oltre ogni misura dalla maggior parte di un clero divenuto un branco di lupi rapaci e da fedeli irretiti o, peggio ancora, complici più o meno consapevoli, tutti dediti alla demolizione quotidiana di quel poco che di cattolico ancora è rimasto in vita per creare una nuova religione su misura del proprio io e delle proprie voglie.

Per non dire di quei tali (tra cui alcuni pseudo/intellettuali pieni di sè) che credono di darsi un tono sottolineando lo scempio che si sta consumando in questa chiesa bergogliana, salvo poi tacciare di lefebvrismo quanti difendono la Tradizione e non intendono venire a compromessi: la demenza non ha confini!

Ma del resto questa è la confusione mentale di chi ha prima respirato e poi incamerato le esalazioni del Vaticano II: un’utopia pretendere di scremare dagli atti di quel concilio ciò che è cattolico da ciò che non lo è, perché è impossibile bere acqua avvelenata convincendosi di non assorbire il veleno che contiene. La verità o è integra o non è che falsità mascherata. Che offusca le menti.

E il clero mondano e traditore questo lo sa bene, come sa bene la potenza del linguaggio fumoso e mai chiaro nel far presa sulla semplicità delle menti di molti fedeli, come sa bene la devastazione dell’anima provocata da una Liturgia guasta perché sabotata da mani umane, come sa bene l’ambiguità che intercorre nel sostenere la differenza tra pastorale e dottrina, come sa bene, infine, la scelta che è stata compiuta: utilizzare la menzogna per coprire il loro vile tradimento a Cristo e portare quante più anime dal loro padrone reale che li tieni stretti a sé dando loro in cambio potere, agiatezza e persino in alcuni casi depravazione.

E ancora c’è chi crede che le parrocchie siano luoghi sani dove si è conservata la fede! Ma quale fede! Non c’è più niente, tutto è stato contaminato da pretacci (quelli avanti negli anni divenuti codardi, quelli giovani intrisi di veleno in quantità industriale) che eseguono alla lettera il compitino a loro assegnato nel loro arruolamento in seminari protestanti e rahneriani o nelle curie progressiste e staliniane che con furore lavorano per zittire e perseguitare i dissidenti del pensiero massonico dominante: a morte quanti vogliono essere cattolici nei fatti e soppressione senza pietà per sacerdoti e religiosi che intendono fare ciò che la Chiesa ha sempre fatto (il caso dei Francescani dell’Immacolata docet)…

Non c’è niente di peggio al mondo che un sacerdote che lavora al contrario:

portare alla perdizione anime invece che Lassù, in Paradiso. E nulla è più sofferente che assistere al tradimento di chi è stato scelto dall’Alto per combattere il Male e costatare invece che proprio con il Nemico ha stretto un patto segreto.

Dinanzi a questo sconcertante tradimento, come non ricordare gli ammonimenti nelle apparizioni della Madonna a La Salette, già nel 1846: “Melania quello che sto per dirti ora, non sarà sempre un segreto: lo puoi pubblicare nel 1858. I sacerdoti, i ministri di mio Figlio con la loro vita cattiva, con le loro irriverenze e le loro empietà nel celebrare i santi Misteri, con l’amore per il denaro, l’amore per gli onori ed i piaceri, i sacerdoti sono diventati cloache di impurità. Si, i preti provocano la vendetta e vendetta pende sulle loro teste. Guai ai preti ed alle persone consacrate a Dio che, con la loro infedeltà e la loro vita cattiva crocifiggono di nuovo mio Figlio! […] Guai agli abitanti della terra! Dio vuoterà la sua ira e nessuno sarà in grado di sfuggire a così tanti mali tutti in una volta. I capi, i condottieri del popolo di Dio, hanno dimenticato la preghiera e la penitenza, e il demonio ha ottenebrato le loro menti; esse sono divenute quelle stelle erranti che l’antico diavolo con la sua coda trascinerà alla rovina.

[…] Nell’anno 1864, Lucifero, insieme ad un gran numero di demoni saranno sciolti dall’inferno; a poco a poco essi aboliranno la fede, e questo anche in persone consacrate a Dio; essi li accecheranno al punto tale che senza una grazia speciale, queste persone prenderanno lo spirito di questi angeli cattivi; un numero di case religiose perderanno completamente la fede e causeranno la dannazione di molte anime. Libri cattivi abbonderanno sulla terra e gli spiriti di oscurità spargeranno da ogni parte un universale rilassamento in tutto ciò che concerne il servizio di Dio. Essi avranno un grandissimo potere sulla natura; ci saranno chiese per servire questi spiriti. La gente sarà trasportata da un posto all’altro da questi spiriti cattivi, e persino i sacerdoti, perché essi non avranno vissuto secondo lo spirito buono del Vangelo, che è spirito di umiltà, carità e zelo per la gloria di Dio”.

E Ripercorrendo le visioni di alcune veggenti non troviamo che conferme:

– dalla beata Emmerich: “Vedo il Santo Padre in grande angoscia. Egli vive in un palazzo diverso da quello di prima e vi ammette solo un numero limitato di amici a lui vicini. Temo che il Santo Padre soffrirà molte altre prove prima di morire. Vedo che la falsa chiesa delle tenebre sta facendo progressi, e vedo la tremenda influenza che essa ha sulla gente”. “Poi vidi che tutto ciò che riguardava il protestantesimo stava prendendo gradualmente il sopravvento e la religione cattolica stava precipitando in una completa decadenza. La maggior parte dei sacerdoti erano attratti dalle dottrine seducenti ma false di giovani insegnanti, e tutti loro contribuivano all’opera di distruzione. In quei giorni, la Fede cadrà molto in basso, e sarà preservata solo in alcuni posti, in poche case e in poche famiglie che Dio ha protetto dai disastri e dalle guerre”. “Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la chiesa. Stavano costruendo una chiesa grande, strana, e stravagante … Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti e avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione, una vera comunione di profani, vi sarebbe stato un solo pastore e un solo gregge. Doveva anche esserci un Papa, ma che non possedesse nulla… Così doveva essere la nuova chiesa … Ma Dio aveva altri progetti”. (6)

– da Maria Valtorta: “Dice Gesù: Guai ai pastori i quali pascono se stessi.

Pastori d’anime e pastori di uomini. Miei sacerdoti e capi di nazioni. La responsabilità tremenda di essere amministratori di vite non può essere esplicata in santità e giustizia altro che se restate nella mia Santità e nella mia Giustizia. Non ve ne sono altre. Fuori di Dio e della sua Legge non vi è onestà continua di opere. Potrete reggere per qualche tempo, ma poi decadete e siete la rovina vostra e altrui. Svisate la vostra missione; vi pascete in luogo di pascere. Non vi esaurite nel compito santo e soave di irrobustire e guarire le anime […] Avete perseguitato o trascurato. Avete condannato o ucciso. O tremendo giudizio che vi aspetta!” (7)

– da santa Brigida di Svezia: “La vera Fede è credere che, malgrado i numerosi peccati che il Papa possa commettere, egli abbia comunque la piena facoltà e autorità di unire e assolvere le anime, poiché tale potere gli è stato dato da San Pietro e affidato da Dio… Similmente affermo che, malgrado i loro peccati li rendano indegni davanti al Dio di gloria, i sacerdoti sono veri sacerdoti – e quindi consacrano, somministrano l’Eucarestia e gli altri Sacramenti ai fedeli – purché non siano eretici”. (8)

Dunque è assai prudente stare in guardia, in questi tempi tanto bui per il cattolicesimo, perché “gli scismi più insidiosi e deleteri – troviamo negli scritti di Mons. Luigi Maria Carli (9) – rimangono quelli negati a parole ma esistenti nei fatti. La conclamata volontà di certi novatori di “andare avanti restando nella Chiesa” potrebbe anche significare il deliberato proposito di giuocare allo svuotamento del cristianesimo dal di dentro, di “portare l’

infedeltà nel cuore stesso della Chiesa”. L’obiettivo meschino: rimanere dentro le strutture, non solo per reinterpretare più facilmente la realtà della Chiesa, ma persino per cambiarla, dandole il colpo di grazia.

“Questo fenomeno — continuava il Monsignore — non avveniva dopo i Concili del passato, quando i contestatori del magistero ecclesiastico se ne separavano apertamente. Così, almeno, la nettezza delle posizioni assicurava la purezza della fede dei cattolici!”. Oggi non è così, per mezzo del Concilio Vaticano II il male è divenuto ben più insidioso e pericoloso e i suoi adepti eretici all’interno della Chiesa sono cresciuti di numero in maniera esponenziale.

Perciò, non c’è che un solo rimedio per non rischiare di cadere vittime di questi lupi travestiti da agnelli: stiamo alla larga da questi assassini della Sacra Liturgia, da questi macellai del Corpo Mistico di Cristo (10), da questi presuntuosi traditori che occupano il Tempio di Dio come se fosse casa loro, da questi arroganti faccendieri tutti operosi nella distruzione del loro Ministero e della vera dottrina, da questi artisti del camuffamento tutti proni al loro puzzolente padrone, da questi infidi serpenti che ci vogliono far intendere di essere persone buone, umili, generose… salvo poi condurci nel gelido vuoto di una vita eterna di rimpianti e sofferenze.

Stiamo alla larga da questi vili e falsi pastori privi di Fede: è il clero di Giuda e Satana è entrato in loro.

1 – Michael Davies – La riforma liturgica anglicana – editrice Ichthys.

2 – “Che il Vaticano II sia stato una rivoluzione nella Chiesa lo proclamano alcuni degli stessi suoi promotori. Così il cardinale Suenens fece un parallelo tra il Concilio e la Rivoluzione francese, dicendo che il Vaticano II era stato “il 1789 nella Chiesa”. Don Matthias Gaudron – Catechismo della crisi nella Chiesa – editrice Ichthys.

3 – Santiago del Cile, 1988, discorso ai vescovi cileni.

4 – Marcel Lefebvre – Accuso il Concilio – editrice Ichthys

5 – Marcel de Corte – La grande eresia – Giovanni Volpe Editore

6 – Anna Katharina Emmerick(1774 –1824), monaca agostiniana tedesca, beata della Chiesa cattolica. Visioni dell’agosto 1820 e dell’aprile 1823.

7 – Maria Valtorta (1897 – 1961), mistica cattolica italiana. – Quaderni del 1943, 28 ottobre.

8 – Santa Brigida di Svezia (1303 – 1373), religiosa e mistica svedese.

 9 – Mons. Luigi Maria Carli, Vescovo di Segni 1957-1973, Arcivescovo di Gaeta 1973-1986.

10 – Padre Pio, confessava nelle sue lettere al suo direttore spirituale, alcune esperienze: nella lettera a Padre Agostino del 7 aprile 1913 scrisse : “Mio carissimo Padre, venerdì mattina ero ancora a letto, quando mi apparve Gesù. Era tutto malconcio e sfigurato. Egli mi mostrò una grande moltitudine di sacerdoti regolari e secolari, fra i quali diversi dignitari ecclesiastici, di questi chi stava celebrando, chi si stava parando e chi si stava svestendo dalle sacre vesti. La vista di Gesù in angustie mi dava molta pena, perciò volli domandargli perché soffrisse tanto. Nessuna risposta n’ebbi. Però il suo sguardo mi portò verso quei sacerdoti; ma poco dopo, quasi inorridito e come se fosse stanco di guardare, ritirò lo sguardo ed allorché lo rialzò verso di me, con grande mio orrore, osservai due lagrime che gli solcavano le gote. Si allontanò da quella turba di sacerdoti con una grande espressione di disgusto sul volto, gridando: “Macellai! E rivolto a me disse”: “Figlio mio, non credere che la mia agonia sia stata di tre ore, no; io sarò per cagione delle anime da me più beneficiate, in agonia sino alla fine del mondo. Durante il tempo dell’agonia, figlio mio, non bisogna dormire. L’anima mia va in cerca di qualche goccia di pietà umana, ma ahimè mi lasciano solo sotto il peso della indifferenza. L’ingratitudine ed il sonno dei miei ministri mi rendono più gravosa l’agonia. Ahimè come corrispondono male al mio amore! Ciò che più mi affligge e che costoro al loro indifferentismo, aggiungono il loro disprezzo, l’incredulità. Quante volte ero li per li per fulminarli, se non fossi stato trattenuto dagli angioli e dalle anime di me innamorate… Scrivi al padre tuo e narragli ciò che hai visto ed hai sentito da me questa mattina. Digli che mostrasse la tua lettera al padre provinciale…” Gesù continuò ancora, ma quello che disse non potrò giammai rivelarlo a creatura alcuna di questo mondo”. (PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I° (1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni – Edizioni “Padre Pio da Pietrelcina” Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo – FG)