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„Per contrastare le infiltrazioni mafiose, il prefetto Mulas ha emanato 2 provvedimenti, di cui uno per il gestore dell’hotel Sporting di Malga San Giorgio. Ora parlano i suoi soci“

Interdittive Antimafia per un imprenditore in Lessinia: soci raccontano un’altra versione dei fatti

Dopo la notizia della firma di due interdittive antimafia da parte del prefetto di Verona, uno degli imprenditori colpiti dai provvedimenti si è subito difeso, sostenendo di essere pulito. Tuttavia, i legali difensori dei soci in affari di Francesco Piserà, gestore dell’Hotel Sporting di Malga San Giorgio, hanno presentato un documento con la propria versione dei fatti. Infatti, a carico dell’imprenditore calabrese era già scattata una denuncia da parte dei soci di Bintar Snea Srl, la società che ha gestito gli impianti di risalita della malga per due anni. Il presidente del Consiglio d’Amministrazione era Francesco Piserà. Sollecitato dai soci di Bintar Snea, l’imprenditore Alessandro Bellamoli, con i suoi avvocati, aveva portato il socio calabrese davanti al Tribunale di Venezia.

 

L’Arena riporta le motivazioni di tale azione, spinta dai presunti gravi fatti inerenti la gestione della società stessa “nella quale figurano soci imprenditori veronesi ma anche persone di specchiata onestà, tutti interessati al risanamento dell’impresa e al rilancio delle attività turistiche e sportive dell’area, più che a un tornaconto personale. Fin dal suo insediamento nel gennaio del 2014, Piserà ha manifestato comportamenti che nulla hanno a che vedere con l’interesse societario, ma finalizzati piuttosto a interesse personale: tra i più gravi, il tentativo di farsi eleggere amministratore unico e la firma su contratti mai decisi dall’assemblea”. Già nel marzo del 2014, dopo il presunto rifiuto da parte di Piserà di rispettare il codice societario, i consiglieri di amministrazione e Bellamoli decisero di rivolgersi al tribunale per revocare la carica di presidente all’imprenditore e per escluderlo come socio. A settembre 2015, la richiesta è stata parzialmente accolta; infatti, Piserà ha dovuto lasciare il ruolo di presidente, ma non quello di socio; inoltre, è stato condannato a pagare le spese legalo.

In questo modo, però, il consiglio non poteva più deliberare perchè era venuta a mancare la maggioranza, perciò i membri del cda di Bintar Snea sono dovuti ricorrere alla nomina di un liquidatore giudiziale, nonostante il bilancio della società fosse solido. A tal proposito, gli avvocati di Bellamoli su L’Arena controbattono all’imprenditore calabrese: “È falso pertanto quanto dichiarato da Piserà, che la società fosse già in liquidazione prima dell’ordinanza cautelare di revoca verso la quale, è bene ricordarlo. Piserà non ha presentato impugnazione entro i termini previsti.

In tutto questo, il comune di Bosco Chiesanuova aveva già provveduto a far chiudere l’hotel Sporting. Su L’Arena ne spiega la motivazione il sindaco Claudio Melotti: “Avevamo chiesto, come si fa con ogni impresa che apre, la presentazione del certificato antimafia e ci ha sorpreso molto il ritardo con cui la prefettura rispondeva. Ma appena abbiamo avuto la documentazione in mano, non abbiamo potuto far altro che chiudere l’albergo, perché conteneva dei rilievi su Francesco Piserà che comportavano per legge tale obbligo”.

Fonte: http://m.veronasera.it/cronaca/interdittive-antimafia-verona-francesco-pisera-hotel-sporting-2-dicembre-2015.html