Risultati immagini per confessioni 2000di Matteo Castagna

In principio fu Anzini!” Così titola il capitolo dedicato ai Cattolici tradizionalisti del lungo, lacunoso, a tratti farsesco e a tratti completamente falso dossier anonimo, scritto da un sedicente Kollettivo veronese contro tutto ciò che non è sinistro nella nostra città. Vengono citate date con abbinati fatti di cronaca e parti di fantasia, vengono messe fotografie e rassegne stampa degli ultimi 20-25 anni di politica scaligera, che subiscono correzioni ed aggiunte nel corso del tempo, con denominatore comune la cosiddetta“trama nera” che unirebbe, nella capoccia degli autori buontemponi, ogni accadimento in riva all’Adige. Vengono abbinate persone, poi movimenti, gruppi e partiti che nell’immaginario dei centri (a)sociali sarebbero uniti dal razzismo, dall’odio del diverso, dalla xenofobia, poi dall’ “omofobia”, dal fascismo e dall’integralismo cattolico. Un apparato, insomma, che dietro le quinte di non si sa qual teatro, muoverebbe le fila della vita civile, nella nostra bella città.

Accade che il 31 Ottobre 2015 il Prof. Manfredo Anzini partecipa all’inaugurazione pubblica di “Traditio”, il locale di servizi d’area tradizionalista e identitaria in Via Galvani 31 e la sua presenza viene notata da alcuni solerti e noti personaggi. Dopo pochi giorni esce su internet l’ultima revisione del poderoso quanto inutile e grottesco Pdf in stile sovietico del Kollettivo che si ricorda e scrive (con errori clamorosi e la consueta faziosità) del Prof. Anzini, ripercorrendone la storia di preside al Liceo Scientifico Fracastoro, ove a causa della sua avversione per i dis-valori sessantottardi e per il suo conseguente rfiuto del comunismo marxista venne attaccato e perseguitato dalle “generazioni rosse” che si ammantavano di democrazia e andavano cianciando di libertà, ma a senso unico, per il pensiero unico e massificatore, cui il preside Anzini opponeva il rigore, la ricerca della verità, la lealtà, l’educazione, il rispetto, il senso del dovere, l’ordine contro il caos. Lo chiamavano “Preside fascista” perché non consentiva occupazioni, scioperi, indisciplina. Era “nero” perché voleva premiare gli alunni meritevoli e bocciare gli scansafatiche, mentre il sistema desiderava promuovere tutti, in nome della comune ignoranza. Era “integralista” perché aveva fondato una casa editrice ed una rivista fedeli ad una linea di pensiero che si discostava totalmente dal social-comunismo imperante.

Fatalità, dopo pochi giorni, il suo sito: www.confessioni2000.it, ricco di pensieri e di riflessioni sulla vita, sul mondo, su Dio e sull’umanità, sull’amore, sulla scuola, sugli abbagli e le falsità del pensiero unico “impegnato”, sugli interrogativi esistenziali di ogni essere pensante e delle sue  aspettative, sito certamente controcorrente, improvvisamente diventa inaccessibile sulla rete. E lo rimane per almeno una ventina di giorni, fino al ripristino da parte dei tecnici informatici incaricati dal Professore.

Strana coincidenza! Non sarà stato il solito, inquietante modus operandi tipicamente sinistrorso, finalizzato a tacitare chiunque non la pensi come la loro parte politica? Tacitare, infangare, delegittimare, screditare, odiare l’avversario, che diventa un nemico da abbattere, che non ha il diritto di esistere, neppure virtualmente. Oggi come ieri, la storia non cambia, perché la verità scotta. Ma noi tireremo dritto – direbbe il Prof. Anzini – perché la verità ha bisogno di testimonianza e non sta mai alla sinistra del Padre…