Fatima Papa secretoL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Il termine rete in pratica oggi sta per «internet» e perciò ipotizzare un mondo senza rete è già stato associato a un preludio all’apocalisse. Ma è la «rete», in tal caso, vero elemento per la protezione e sicurezza generale?

Qui non intendo parlare di questa «rete», che oggi collega bene o male gli uomini, ma di quella del Vangelo di Gesù, riguardante la Verità, la cui mancanza causa i grandi «guai» descritti nel libro dell’Apocalisse.

«Il regno dei cieli è simile a una rete gettata in mare, la quale ha raccolto ogni genere di pesci. Una volta piena, i pescatori la traggono a riva e, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nelle sporte e buttano via quelli cattivi. Così avverrà alla fine del mondo: verranno gli angeli e separeranno i malvagi dai giusti e li getteranno nella fornace ardente. Là sarà pianto e stridore di denti». (Mt 13, 47-50)

Quando Gesù affidò a Pietro un speciale uso delle reti, quindi per diventare pescatore di uomini, il termine «rete» prese senso come mezzo di salvezza nella Verità del Signore.

Pure la «rete internet» potrebbe allora diventare mezzo di salvezza, tramite contatti e conoscenze di quanto conta per la purificazione ed elevazione delle anime nella verità.

Sarebbe, infatti, bello se, a questo fine «ogni scriba istruito nel regno dei cieli, simile a un padre di famiglia, – traesse – fuori dal suo scrigno cose nuove e antiche» per spiegare le sante parole di Gesù applicate ai nostri tempi d’inganni. Eppure, quest’altra rete è incerta perché in mano al mondo. E oggi, proprio come colmo del ribaltamento del compito della Rete di Pietro, abbiamo chi, dalla la Sede della Verità, diffonde con ogni mezzo, idee tipo Bergoglio-Scalfari, per oscurare le coscienza con idee deliranti sulla propria libertà di rifiutare perfino l’idea di regno della Verità.

“Badate che nessuno v’inganni… ”: i demolitori della Cristianità

Chi scivola nell’apostasia sarà forse scusato per aver seguito nella caduta i falsi pastori, rifiutando la Rete del Signore? L’avvertimento per discernere su ogni inganno degradante non è forse evangelico? San Paolo ammonisce i Colossesi: “Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vani raggiri ispirati alle tradizioni degli uomini, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo”(ib. 2, 8). Il contrario sarebbe ritornare agli errori antichi che è la ricaduta in schiavitù (Gl 4,8s; 5,1).

Nella sua “Fides et Ratio” Giovanni Paolo 2 ricorda l’avviso apostolico indirizzandolo alla gnosi: “Quanto mai attuali si presentano le parole dell’Apostolo, se le riferiamo alle diverse forme di esoterismo che dilagano oggi anche presso alcuni credenti, privi del dovuto senso critico.” È vero, ma l’avviso più grave è quello dato da Gesù per i tempi escatologici: “Badate che nessuno vi inganni; molti verranno nel Mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno.” (Mt 24, 4). Quindi, falsari che in nome di Dio, del Suo Cristo e degli apostoli, assumono la Sua autorità per ingannare.

Questo è il pericolo principale, se costoro sono accolti e ascoltati; per esempio, in quel che dice Giovanni Paolo, come se fosse alieno a «diverse forme di esoterismo» lui stesso il promotore di Assisi e della fratellanza ecumenista con i tanti culti gnostici e esoterici. O poi, Ratzinger, che metteva in guardia contro il relativismo, come se non fosse lui stesso ad aprire ad altri culti e a scrivere testi che relativizzano la Dottrina con la sua «nuova teologia conciliare» del relativismo tra religioni, che porta a una sola – più universale!

La distruzione della Cristianità e l’ascesa dell’Anticristo sono conseguenza di tale “avvilimento” dell’autorità cattolica e del Papato, fatta in nome di Cristo con il sovvertimento della Fede attraverso gli inganni che arrivano a giustificare i precedenti. Per esempio quelli della falsa Riforma, per cui il papa era segnalato come l’Anticristo. Poi della Rivoluzione «illuminista», messa in atto da allora in Europa col Bonaparte che ha trascinato prigioniero il papa Pio VI fino alla sua morte in Francia e in seguito ha messo Pio VII sotto l’arbitrio di Napoleone.

La persecuzione non si è più fermata con la fine dell’Imperatore, poiché doveva colpire a morte, non la figura umana, ma l’autorità divina del pontefice cattolico romano, che doveva essere asservita a un’apertura ecumenista per la «religione più universale».

Ciò non l’hanno ottenuto. Basta l’enciclica «Mortalium animos» di Pio XI per capire come tale apertura à stata non solo rifiutata, mas considerata distruttiva la sua idea di una riunione tra «religioni»! Eppure, morto di Pio XII, i modernisti sono passati proprio a questo scempio con l’elezione del loro Giovanni 23 e il Vaticano 2, ordinato dalla Massoneria e dintorni.

I «papi conciliari» che hanno portato avanti tale perfidia ecumenista pianificata dalle logge, sono per la ragione stessa di questa connivenza con quanti avevano tali piani, non cattolici e perciò antipapi che occuparono la Sede di Pietro: un supremo inganno che per le sue dimensioni demolitrici della Chiesa, sono all’apice di quanto predetto de Gesù.

Si tratta di una «liquidazione» dell’autorità apostolica, rappresentata simbolicamente in quell’ eccidio papale, figurato nella visione del Terzo Segreto di Fatima che, guarda caso, è stata da loro stessi sistematicamente censurata, occultata e poi manipolata.

Poiché a Fatima la Misericordia divina offriva ai Papi cattolici, da Benedetto XV a Pio XI e Pio XII, i mezzi per difendere la Cristianità dai mali rivoluzionari del mondo e dagli errori della Russia, era la loro responsabilità accogliere l’aiuto divino. Non lo fecero e perciò quei mali si sono sparsi paurosamente con inaudite guerre mondiali e i loro deleteri seguiti contro la Cristianità.

Quale il rapporto di questo corso della persecuzione rivoluzionaria contro la Chiesa dai sui primi tempi, con i suoi eventi passati e la Profezia di Fatima per il nostro secolo? Ecco le questioni essenziali nel campo spirituale, divenute realtà nel campo storico, che sono riemerse nel tempo di questa Profezia inascoltata. Ciò attraverso la comunicazione intima del Signore a Suor Lucia di Fatima, che scrisse al suo Vescovo nell’agosto del 1931: “Fa sapere ai miei ministri che siccome essi hanno seguito l’esempio del Re di Francia nel ritardare l’esecuzione della mia domanda, lo seguiranno nella disgrazia. Mai sarà tardi per ricorrere a Gesù e Maria”! (FAE p. 97). Ciò perché la richiesta divina inoltrata a Pio XI nel 1929/30, affinché la Russia fosse consacrata all’Immacolato Cuore di Maria rimaneva allora inascoltata.

La comunicazione lamentava l’omissione della Gerarchia nell’eseguire la domanda del Signore attraverso la Pastorella di Fatima. Essa propone ai cattolici un paragone tra alcuni re del passato – i Borboni di Francia – e i loro ministri cristiani e i papi del nostro tempo; autorità che avrebbero dovuto eseguire i disegni di Dio per preservare i loro sudditi dai grandi mali rivoluzionari. Eppure quel segno non fu riconosciuto allora dal re, anche se riguardava il bene della Francia, preservandola dalla rivoluzione, così come per i Papi di Fatima, riguardava il bene della Cristianità e la salvezza di molte anime.

La Misericordia divina aveva voluto preservare la Francia dalla disgrazia rivoluzionaria, ma non fu ascoltata. Forse la richiesta fu considerata inverosimile dal confessore del Re, un gesuita Père La Chaise, celebrato da una Corte festosa.

Come oggi si sa, il Signore si manifestò allora con il suo Sacro Cuore per prevenire ed evitare lo svilupparsi delle nefaste idee illuministe che minacciavano la Cristianità e sarebbero il lievito per i lamentabili eventi di persecuzioni contro la Chiesa e i fedeli rimasti senza la «Rete evangelica».

Era il 1689 e già cominciava la diffusione delle idee che avrebbero acceso il fuoco della Rivoluzione in Europa. Ebbene, esattamente cento anni dopo, il 17 giugno 1789, festa del Sacro Cuore, il “Terzo Stato” spogliava la Monarchia borbonica dei suoi poteri. Il Re Luigi XVI, discendente di Luigi XIV, e perciò custode della richiesta, cercò, quando già prigioniero, di compiere la consacrazione, ma per il Regno era troppo tardi!

Che cosa dire della richiesta di Fatima ai papi cattolici? Forse anche questa domanda di consacrazione della Russia fu considerata inverosimile e perciò incompiuta nei termini richiesti, né da Pio XI, né da Pio XII nei suoi termini di testimonianza di tutta la Chiesa. Come il Re di Francia il loro Papato finì in disgrazia. Non fu allora una ghigliottina che entrò in Vaticano, ma un male infinitamente peggiore: una serie di «falsi cristi» a soldo delle logge e sinagoghe del mondo, per liquidare il Papato voluto da Dio.

Se si considera il Magistero dei papi cattolici, per esempio quello di Papa Pio VII, si capisce dov’era il tarlo per rodere la rete di sicurezza. Il Papa scriveva che la religione cattolica in Francia era ferita dalla Costituzione per cui “si permette la libertà di culto e di coscienza…; per ciò stesso si confonde la verità con l’errore, e si pone al pari delle sètte, eretiche, e anche della perfidia giudaica, la Sposa santa e immacolata di Cristo, la Chiesa, fuori della quale non vi è salvezza. Inoltre, promettendo favore e appoggio alle sètte eretiche e ai loro ministri, si tollerano e favoriscono non solo le persone, ma anche i loro errori. E implicitamente la disastrosa e deplorevolissima eresia che S. Agostino ricorda con queste parole: “Afferma che tutti gli eretici sono nella buona via e dicono il vero, assurdità tanto mostruosa che non posso credere che qualche sètta la professi realmente” … “Sotto l’uguale protezione d’ogni culto, si nasconde la più pericolosa persecuzione, la più astuta che sia possibile immaginare contro la Chiesa di Gesù Cristo, e, purtroppo, la meglio attrezzata per lanciarvi la confusione e anche distruggerla, se fosse possibile, con il prevalere delle forze dell’inferno contro la Chiesa”.

Per la Tradizione e i suoi fedeli fu preparato un mattatoio virtuale, nella scia di Napoleone che ha stabilito ovunque l’uguaglianza tra i culti, cacciando religiosi, imponendo la spartizione forzata perfino di chiese, abolendo corporazioni, rovesciando voti e l’uso di beni ecclesiastici; in una parola, distruggendo l’antico ordine e dandosi da fare per sostituire la Civiltà cristiana con una civiltà i cui principi e fondamenti sarebbero stati i dogmi rivoluzionari della libertà, uguaglianza e fraternità ecumenista.

Questo programma fu nei nostri tempi eseguito, senza bisogno della violenza. dai «papi conciliari», occupanti del Papato finito in disgrazia! Il Papa Pio VII e successori parlavano delle sovversioni eretiche e ecumeniacali d’ogni tempo; esse sono ora il succo velenoso dei documenti conciliari, dalla “Lumen gentium” alla “Dignitatis humanae”, dalla “Gaudium et Spes” alla “Nostra aetate”, e tutte le loro conseguenze messe in atto.

Pendono da allora mali interni alla vita ecclesiale, che si sarebbero in breve manifestato, come ben videro i Papi a conoscenza del Segreto di La Salette: Pio IX e specialmente Leone XIII, che stabilì esorcismi contro i poteri di Satana. Eccone un brano soppresso ma attualissimo: “Le orde astuziosissime hanno riempito di amarezza la Chiesa, Sposa Immacolata dell’Agnello, e l’hanno inebriata con l’assenzio; si sono messi in opera per realizzare tutti i loro empi disegni. Là, dove è costituita la Sede del Beatissimo Pietro e Cattedra della Verità per illuminare i popoli, là, hanno collocato il trono dell’abominazione della loro empietà, affinché, ferito il Pastore, le pecore fossero disperse!”… siamo rimasti dispersi e senza rete di sicurezza nelle nostre cadute.

Perciò il sincero augurio al nostro mondo cattolico – rimasto senza rete – in questo 2016, in cui si commemora il centenario delle apparizioni dell’Angelo per preparare le apparizioni di Maria Santissima a Fatima, è augurio per il ritorno del Pastore con la sua Rete di salvezza.

Ó Maria Santissima, prega per noi poveri peccatori, affinché si arrivi a essere un po’degli delle adorabili promesse del Signore. Gesù, ascolta la nostra preghiera!