LA SOMMA MISERICORDIA DIVINA OSCURATA DA SIMULACRI PAPALI

bergoglio abissaleDomenica 10 Gennaio 2016 dalle 6.00 alle 9.00 del mattino il nostro Responsabile Nazionale di “Christus Rex” Matteo Castagna sarà ospite della trasmissione “Notizie Oggi” su Canale Italia. Saranno possibili telefonate in diretta al numero in sovrimpressione.

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

L’Amore di Dio per la creatura umana si è manifestato in modo supremo nel Sacrificio di Cristo Crocifisso – figura dell’infinita Misericordia del Padre. Esso è celebrato nella Santa Messa, Sacrificio incruento. Ma fu alterato dal NOM conciliare.
Dove è il Sacrificio che invoca penitenza nella bolla d’indizione del «Giubileo della Misericordia», o altrove nella facondia bergogliona? Non c’è.

Dove Bergoglio, rappresentando la sequenza dei «papi conciliari», ricorda l’Atto fondante della Chiesa? Da nessuna parte perché ciò non appartiene alla «cultura modernista» protestantizzante del Vaticano 2, festosamente celebrato ricordando piuttosto una misericordia umana, che interpreta a suo modo la frase di Gesù: “Misericordia Io voglio e non sacrificio…” (Mt 9,13). Ma queste parole si riferiscono al sacrificio imperfetto dei Giudei, specialmente quando serviva di scusa per omettere atti di misericordia verso il prossimo. Eppure, serviva anche a capire che solo il Figlio di Dio poteva offrite il Sacrificio perfetto voluto dal Padre misericordioso.

E il Figlio, per misericordia, istituì la Chiesa, dove sarebbe rappresentato da un uomo per confermare la Sua Parola infallibile, consegnata agli Apostoli. Per i protestanti, però, sia la realtà del Sacrificio, sia l’idea di un solo apostolo con potere infallibile per confermare la Dottrina di Gesù Cristo erano travisate; tutto era già nelle lettere delle Scritture, che avrebbero sostituito la Tradizione orale con le sue idee sacrificali!

Ecco un’infame contraddizione anche nel piano logico, poiché la Tradizione orale precede la scritta, e le stesse Scritture parlano del potere divino trasmesso a inviati che a questo fine sono unti e consacrati per confermare quanto scritto successivamente sulla Fede e trasmetterla integra e pura. Eppure, il Vaticano 2, si è aperto a protestanti, ebrei, miscredenti e nemici della Fede, come se fosse misericordia cancellare il Sacrificio redentore alla cui visione tutti gli uomini si devono convertire per salvarsi.

E siamo arrivati all’8 dicembre scorso, da quando c’è il «giubileo della misericordia» di stampo conciliare e ecumenista, per celebrare il “cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II. Sì, la chiesa conciliare pensieri e sente il bisogno di mantenere vivo quell’evento (eretizzante) per iniziare un nuovo percorso della storia”… da quando i Padri conciliari radunati percepirono il soffio della nuova Pentecoste! Era l’“esigenza di parlare di Dio agli uomini del loro tempo in modo più comprensibile”, cioè, “abbattendo le muraglie che per troppo tempo avevano rinchiuso la Chiesa in una cittadella privilegiata”. Era giunto per loro il tempo di annunciare un nuovo Vangelo di modo che la Parola di Dio si adeguasse ai bisogni contingenti e pensieri d’ogni tempo (vedi dialogo Scal.

Quindi, non vi era sorpresa, anche l’8 dicembre, data carica di significato per la Chiesa del Santo Sacrificio e dell’Immacolata Concezione, Madre di Misericordia, doveva cedere posto alle novità per mantenere vivo il Vaticano 2. Questa sarebbe la base del «pensiero» da dove abbattere la privilegiata Cittadella della Chiesa di Dio, per giungere al nuovo modo d’evangelizzare, secondo le filosofie del mondo.

Non importava riconoscere i micidiali esiti di eresie, scismi e apostasie, sorte in questo mezzo secolo in cui pure il mondo si è degradato, immerso in crisi e conflitti politici e morali, ormai senza controllo. Il rapporto di tale degrado, ora avviato verso l’abisso spirituale, con l’assenza dell’Autorità che porti gli uomini a riconoscere l’ordine terreno in cui Dio li creò, appare svanito!

I cattolici sapevano che questa vera Autorità in terra è quella del Papa, unica voce che può rappresentare infallibilmente la guida del Signore alla Verità che libera e alla Giustizia che edifica il Regno di Dio in terra, secondo la lezione nel Vangelo di San Matteo: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia e tutto il resto vi sarà dato per giunta”… misericordia che segue quella prima – del Regno di Dio e della sua Giustizia.

Da questa lezione fondamentale già si capisce quale sia la vera misericordia predicata dall’Alto che manca. Infatti, poiché l’infinita Misericordia del Padre si è manifestata in modo supremo nel Sacrificio del Figlio, misura dell’Amore per l’essere umano, esiste la Chiesa, guidata dal Suo Vicario. La sua presenza è, quindi, nel predicare il Vangelo, pegno di giustizia e di salvezza. Per contro, la sua assenza è causa di disordine e di castighi. Quale cattolico può non desiderare allora la presenza continua del Papa?

Oggi, basterebbe considerare il disordine crescente nel mondo, in mezzo a una mai vista decadenza morale e spirituale dei popoli, per capire che questa voce è del tutto assente. Anzi, dalla sua Sede procedono solo inviti a iniziative che in fondo non sono altro che varianti della crescente miscredenza diffusa riguardo al Regno e alla Giustizia divina. Domina l’idea del diritto umano a elargire e ricevere un’ampia, nuova misericordia legata alla buona volontà ecumenista, uguali per ogni credenza. La Giustizia divina, dei principi base per la giustizia umana fu accantonata a causa della nuova misericordia. Lo dice Bergoglio stesso nella sua bolla per il giubileo:

«Tornano alla mente le parole cariche di significato che san Giovanni XXIII pronunciò all’apertura del Concilio per indicare il sentiero da seguire: « Ora la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore … ».Sullo stesso orizzonte, si poneva anche il beato Paolo VI, che si esprimeva così a conclusione del Concilio: «Vogliamo piuttosto notare come la religione del nostro Concilio sia stata principalmente la carità … L’antica storia del Samaritano è stata il paradigma della spiritualità del Concilio … Una corrente di affetto e di ammirazione si è riversata dal Concilio sul mondo umano moderno… invece di funesti presagi, messaggi di fiducia sono partiti dal Concilio verso il mondo contemporaneo: i suoi valori sono stati non solo rispettati, ma onorati, i suoi sforzi sostenuti, le sue aspirazioni purificate e benedette…» [discorso sul culto dell’uomo, alla chiusura del V2].

Il caso del «papa eretico»

L’intenzione del Vaticano 2 di aprire la Chiesa al mondo e censurare i «profeti di sventure» (Fatima!), per rendersi più «credibile», è ripresa da questa bolla che dimostra la continuità iniqua del processo rivoluzionario di ribaltamento della Chiesa. Si tratta del «processo modernista» di adattamento ai tempi iniziato da Giovanni 23.

Tale bolla segna, quindi, un’ora gravissima contro la preservazione della Fede nella Santa Chiesa e in questo senso, è giusto considerare l’accaduto in altri terribili momenti della sua storia, di modo a poter capire meglio i disegni della Divina Provvidenza in difesa della Fede. Infatti, tornando al caso di Papa Onorio I e le circostanze che coinvolsero il suo pontificato (Vedi: promariana.wordpress.com/…/03/un-papa-excomulgado), è allucinante per un Cattolico voler fare un paragone tra la sua eresia per ambiguità e queste inaudite secondo la fede della nuova «chiesa conciliare ecumenista» che da più di mezzo secolo contamina il mondo, disonora la Chiesa del Signore.

La questione – ancora controversa su alcuni punti – dell’eresia di papa Onorio, insegna soprattutto l’attenzione della Chiesa a non lasciare il minimo spazio all’eresia in qualsiasi situazione storica. Nel caso di Onorio, è sottintesa la sua intenzione di giungere a una pacificazione per cui forse valeva la pena far silenzio su una questione controversa di fede, di modo a facilitare la politica unitaria (ecumenista) dell’imperatore Eraclio.

Il caso di Onorio fa capire il danno immenso causato da qualsiasi ambiguità clericale, passata o presente, in questioni di fede, per cui un’eresia può generare inganni di esiti spaventosi a causa dell’apparenza del suo sigillo papale, che compromette la Fede. Oggi, questo avviene in proporzioni senza precedenti, anche per quanto riguarda le sue conseguenze nel piano sociale.

Al Papa è dato il potere dell’infallibilità giustamente per risolvere sempre i problemi di fede. Se, invece, introduce un’ambiguità in questioni sacre, pur senza incorrere in eresia, è riprovevole per la portata universale d’ogni parola emanata dal sommo ufficio magisteriale!

Ora, come traspare, Onorio pensava di essere in grado di raggiungere un’unità spuria di pace, voluta dall’imperatore e dal patriarca Sergio di Costantinopoli. Approfittando di un equivoco verbale che si è rivelato deliberato nelle sue Lettere al Patriarca, impose silenzio sulla questione. Ciò alimentava contraddizioni dottrinali. Più tardi, papa Giovanni IV, che aveva collaborato con Onorio, cercò di spiegare quelle lettere prive di definizioni dottrinali. Ma l’intenzione di accantonare la difesa della Fede, richiesta dalla presenza dell’eresia monotelita, indicava lo smacco meritevole dell’accusa futura di “tradimento sacrilego” di Onorio. Ciò ha rinforzato l’idea che Onorio sia stato condannato, dopo la morte, a causa della stessa eresia del Patriarca Sergio. In verità, Onorio, pare che nella sua lettera a Sergio – non magisteriale – solo lasciasse capire ambiguamente una volontà in Cristo, a dispetto della vera fede sulle due volontà professata e ricordatagli da San Sofronio, Patriarca di Gerusalemme, in un testo di limpida dottrina inviatagli attraverso i suoi inviati a Roma.

l’ambiguità di Onorio aveva solo dimostrato complicità con l’eretico per cui è stato condannato, insieme a lui e ad altri, come eretico, non per aver compromesso il magistero pontificale. Eppure, oggi vi sono quelli che vedono in queste «Lettere sospette» una dimostrazione dell’errore possibile nel Magistero ordinario… da paragonare a quello dei «papi conciliari»! Come se questo non fosse improntato in un processo di ampia e decisa mutazione attraverso il presunto «concilio ecumenico» Vaticano 2, processo portato avanti per più di mezzo secolo con testi, riunioni, sinodi, gesti e parole, canonizzazioni; ora perfino con un giubileo ecumenista.

L’ambiguità coprì per molto tempo il fatto di Onorio aver favorito l’eresia, per cui solo dopo morto fu condannato da Papa Leone II: “Anatemizziamo Onorio, che non illustrò questa Chiesa Apostolica con la dottrina della Tradizione apostolica, ma permise con un tradimento sacrilego che fosse macchiata la Fede immacolata (…) ricevuta dai suoi predecessori (…) Non estinse, come conveniva alla sua Autorità Apostolica, la fiamma incipiente dell’eresia, ma la fomentò con la sua negligenza” (Denz.-Sch. 563 e 561). Parimenti, il VI Concilio Ecumenico rigettò in modo assoluto ed esecrò come nocive alle anime (sic) le lettere del Papa Onorio, a causa di aver “verificato che esse erano in intero disaccordo con la Tradizione”. Eppure Onorio era noto per le sue lotte contro gli intrighi dei giudei per il cui ardore nella fede meritò l’epitaffio: ‘Judaicae gentis sub te est perfidia victa Sic unum Domini reddis ovile pium’.

Ecco che San Roberto Bellarmino dedica alla difesa di Onorio molte pagine del suo ‘Controversiarum de Summo Pontifice’ (vedi tomo II degli Opera Omnia, edizioni Vives, in 8º pp. 101ª, 108)». Eppure, lo stesso San Roberto Bellarmino afferma: «L’VIII Concilio Ecumenico per intero era del parere che in caso di eresia il Papa poteva essere giudicato». Infatti, le condanne di Papa Onorio sono pubbliche e risultano pure nel Breviario Romano, dove sono rimaste durante almeno duecento anni, tanto il suo delitto – di non aver difeso la Fede integra e pura come Papa – fu da esecrare.

Che cosa sostiene la squadra dei fallibilisti

Ora, il noto studioso della materia, il dottor Arnaldo Xavier da Silveira, autore del saggio, scritto insieme a Mons. Castro Mayer sulla possibilità del «Papa eretico», in un nostro recente dibattito sul magistero ordinario della Chiesa, disse che questo caso di Onorio dimostra la possibilità di errore in questo magistero: – o quello di cui il Papa Onorio è stato accusato, o in quest’accusa che sarebbe falsa; uno o l’altro conterebbe errore. Poiché l’Autore del dubbio è del gruppo TFP, del fu Plinio Correa de Oliveira, che tanta influenza ha anche in Italia e sugli scritti di Roberto De Mattei, si può pensare che sia lui il gran padrino del «fallibilismo» attuale.

In realtà, sono i Papi a garantire che il magistero ordinario, anche senza essere coperto dalla nota dell’infallibilità, non insegna errori, come ricordato in molti documenti papali citati in diversi studi. Pertanto, se la Provvidenza divina ha consentito il dubbio sul caso Onorio è perché questo contiene lezioni per la Chiesa di tutti i tempi.

Qui, come lavoro serio sulla materia, libero da tesi o da soluzioni preconfezionate, c’è da citare la recente pubblicazione di “Il Magistero e l’autorità della Chiesa e del Papa”, pubblicato con lo pseudonimo di Fra Leone a Bagnoregio (“agerecontra.it” e “L’Inter Multiplices Una Vox”) tra maggio e giugno.

Tornando al Dr. Arnaldo Xavier da Silveira, si dica che considera l’insegnamento del Vaticano 2 «eretizante», per cui tutto il magistero ordinario sarebbe sempre soggetto a errori – come ha detto sopra per quanto riguarda la condanna di Papa Onorio. A questo punto i «papi conciliari» avrebbero «solo» incorso in errori dimostrabili nel loro magistero ordinario. Quindi, i papi potrebbero indurre il mondo a errori senza che questo metta in discussione la legittimità della loro autorità apostolica. Ecco questo «fallibilismo» devastante per la Chiesa di Dio!

Naturalmente si tratta di posizione contraria a quanto sempre creduto e insegnato dalla Chiesa, che perciò decreta la decadenza o nullità di un’autorità apostolica coinvolta in deviazioni nella fede. Ma vi sono quelli che negano perfino quanto stabilito a proposito dal Codice canonico, che si rifà alla Bolla «Cum ex» di Papa Paolo IV, mai citata in molti studi che pretendono aver coperto la materia, coi termini di «papa materialiter».

Un punto importante sulla questione, spesso dimenticato, penso vada ricordato sul caso Onorio: la ragione di fede per cui San Roberto Bellarmino nega, come documentato sopra, la condanna di tale Papa, ricordando quanto Gesù disse a Pietro: (Lc 22, 32) “Io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno”. Come potrebbe la preghiera del Signore non assicurare la fede a Pietro e successori? Perciò è più che lecito credere che i Papi non possano perdere la fede, del resto condizione della loro elezione alla carica. Onorio non avrebbe, quindi, per san Roberto, perso mai la fede.

Sì, ma tradirla con uno scritto ambiguo non implica necessariamente la perdita della fede. Papa Onorio può perciò essere stato condannato per non aver illustrato, come doveva, la fede, senza però averla persa. Anzi, è ancora più colpevole per la negligenza nella difesa di questo bene inestimabile, assicurato con la preghiera di Gesù per la fedeltà dei Suoi Vicari.

Al contrario, «la fede dei papi conciliari» è un’altra; è ecumenista, indifferentista, del culto dell’uomo che rivendica il diritto a una propria fede perché la giustificazione è ormai assicurata perfino a chi non crede nella necessità della conversione alla Fede per salvarsi. Perfino il tradimento ereticale contro la Fede (Lutero…) sarebbe idiozia da dimenticare; costoro vanno modernisticamente oltre l’eresia in nome della dignità umana. Di cattolico hanno solo il nome. Eppure, avrebbero diritto esclusivo alla carica di papi se eletti da un conclave, che non può errare. Esso avrebbe potere assoluto secondo la confusione «materialiter», che vorrebbe cancellare il Magistero della «Cum ex», proprio sui conclavi annullati dall’eresia occulta dell’eletto. Per chi si ostina a riconoscerli papi, c’è pure l’esempio di Giovanni Paolo 2º, un «santo materialiter», che da «papa» sarebbe insostituibile come gli altri eletti simulacri pontifici.

Che il Signore nella Sua misericordia infinita liberi la Chiesa dalle imposture conciliari, perpetuate dalle profonde confusioni, anche dei suoi figli più dotati.

34 Risposte

  • Voler a tutti i costi dire che il conclave ha sempre ragione nella designazione di un eletto è già di per sè contraddetto da vari fattori, quali una materia assente di cattolico non verificata dal conclave(caso Bergoglio), una rinuncia su cui si vorrebbe sapere del card.Siri eletto e accettante… senza poi parlare del fatto che ormai gli ultimi conclavi non sono tenuti neanche da persone cattoliche, non solo non vescovi validi ecc. .Anche la posizione dell’IMBC è molto dubbia perciò..( VALIDO il non una cum comunque per il fedele). E’ tutta una sporcizia che necessita di essere valutata da chi cattolico è rimasto in quanto si arrogano costoro di essere ciò che non sono, occupano cattedre che loro non appartengono sia papali che vescovili. Quanto a Onorio mi pare che servirsi del caso per dire che un papa può errare (e quindi ciò significa diventar scismatici in quanto mettersi contro l’infallibilità dogma) è RIDICOLO: se fu condannato post mortem significa che fu dichiarato colpevole di qualcosa, e fu dichiarato anatema. Iniziamo noi a dichiarare Roncalli,Montini ,GPI e GPII, post mortem, come fecero i concilii e i papi di allora, a dichiararli anatemi, e dichiaramo tali anche gli attuali sedenti in coppia biancovestita. Questo è il dovere della Chiesa infallibile, non trastullarsi come fa la FSSPIOX nel gallicamnesimo pratico.

  • Il commento di Cattolico con le conclusioni finali mi sembra ottimo corollario all’ottimo articolo. La FSSPX e l’IMBC si risolvano ad anatemizzare gli ultimi cosiddetti 6 papi. I tempi sono maturi. Certamente ora lo farebbe anche Mons. Lefebvre, che a quel tempo non disponeva di tutti quegli elementi chiarificatori che abbiamo noi. Ostinarsi sul concetto di “materialiter” significa credere che l’eletto, sempre più eretico e perfino apostata, eletto invalidamente da elettori invalidamente scelti e appositamente selezionati per la loro garanzia di eterodossia crescente, possa un giorno restaurare la santa fede cattolica. Sarebbe come attendersi che una pianta di fragole produca domani un bel mazzo di banane. Don Ricossa: Sveglia! Mons. Fellay: Una scintilla di onestà!

  • Non avrei mai pensato che FSSPX e l’IMBC mi deludessero in questa maniera . Sono veramente tempi duri .

  • Io credo che Papa Onorio debba essere accomunato all’eresia. Il suo ambiguoe vile comportamento è contrario al comandamento di Gesù che impone il si-si e il no-no. La chiesa di Laodicea, per la sua tiepidezza, fu vomitata dal Signore e, tra l’alto, come sempre comanda Gesù, non si può servire a due padroni, dando loro torto e ragione contemporaneamente. Il Papa deve essere sempre chiaro e mai tentennante perché in tal caso fa il gioco dell’avversario.

  • Mah ! Paragonare la comunità Fsspx con Imbc mi sembra una stortura bell’e grossa ! Vero che entrambe le strutture continuano a tuonre controgli errori ecclesiali attuali, ma con la grande differenza che gli uni sono sotto l’ala protettrice di Bergoglio & c, che astutamente validano in Buenos Aires la fraternità lefebvriana. Gli altri non ritengono validi i papi attuali e valutano tale invalidità su di una teoria di un valentissimo teologo che ,allora, non poteva che enunciare questa teoria. Il fatto di restare aderenti a questa teoria non rende vuota la loro missione faticosa nel distribuire la vera messa in Italia.
    Nè rende tali sacerdoti assimilabili ai lefebvriani anche per una profonda differenza di introiti economici…
    Che poi mons Fellay possa anatemizzare il papa che considera ad ogni effetto, papa, mi sembra veramente assurdo. E’ molto più comodo parlar male ma rimanere nell’orbita, per ottenerne benefici (tra i quali poter confessare nell’anno misericordino bergogliesco)piuttosto che tirarsi fuori completamente come fece l’Imbc con tutte le conseguenze economiche e “parrocchiali” del caso.
    Insomma, non seguiamo l’esempio bergogliesco di accomunare tutti nel NWO…

  • Mardunolbo concordo col Suo pensiero, assolutamente non si possono accomunare. La tesi è valida , non lo è più dall’era bergogliare o forse prima: se i sacramenti sono invalidi e le consacrazioni episcopali una farsa, ormai siamo a farse romane senza un minimo giurisdizionale materiale. Ma se tutta questa gente non si mette insieme per affrontare il problema la farsa continua.. I fedeli dovrebbero porre un aut aut alla FSSPIOX perchè ormai come don Nitoglia sono in caduta rapida. I fedeli chiedano a questa gente tutta di unirsi a pregare innnanzittutto per capire cosa Dio ci chiede e poi non si può continuare a stare con la FSSPIOX se questa vuole usufruire dei benefici della misericordina, a meno di tradire Cristo. E’ tempo di scelte dolorose se si vuole conservare la vera fede. Mons Lefevbre si rivolta davanti a questo ed anche Mons.Guerard.

  • Veramente io non ho accumunato la FSSPX e l’IMBC sotto un unico errore: se si rilegge il mio precedente intervento ho individuato per ciascuno dei due “movimenti” (mi si passi il termine di fretta) uno specifico errore a cui dovrebbe, in teoria, seguire un atto di riparazione. Entrambi dovrebbero anatemizzare Bergoglio, come ha fatto di recente il gruppo dei tradizionalisti cattolici di rito bizantino in ucraina, autocostituitosi in Patriarcato, di cui qualche volta si è occupato anche Agerecontra. So bene però che, è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, ma quel che è doveroso e giusto va detto comunque.

  • Come la FSSPIOX dopo aver ingoiato il moscerino ora ingoia il cammello senza battere ciglio,( e pure i successori di mons Castro ) è meglio avvisare l’IMBC onde provveda ad analizzare se è ancora valida la tesi, perchè non abbia a fare la fine dei successori dei santi vari monsignori, è la prossima in lista a poter cascare se si ostina nel proprio orticello. Purtroppo. E’ un richiamo amorevole affinchè chi crede di stare in piedi veda di non cadere. Che i Santi Monsignori che hanno combattuto la buona battaglia preghino per noi. Temo che ci fossero degli infiltrati delle logge che hanno agito ad hoc per frenare le buone volontà dei monsignori e gli esiti ora si vedono bene. Mons.Tuc però fece la dichiarazione di Monaco, perchè è stata ignorata?

  • MONS. CASTRO MAYER non ha avuto SUCCESSORE e oggi la sua opera e pensiero sono traditi da quasi tutti i preti di allora a Campos.
    Riguardo al paragone discusso nei commenti sopra tra la FSSPioX e il IMBC, penso che si limiti a ben poco riguardo all’autorità nella Chiesa. Ad ogni modo, entrambi non riescono a risalire al momento iniziale del crollo cattolico, che è l’elezione di Roncalli. Prova è che don Ricossa ha fatto un gran lavoro per dire peste e corna di questo massone modernista, che rimane però un suo «papa». Penso che per questo i suoi amici mi censurano pure nel voler risalire a questo evidente tabu – del conclave assoluto – con un libro sull’argomento G23!

  • Concordo che il problema inizia nel 1958. Direi la data del conclave fu la data della nascita della nuova religione mondiale di misericordia e non di sventura come ben profetizzò il massone Roncalli:un massone NON POTEVA essere papa materialiter manco. La storia Siri ha da essere chiarita una volta per tutte-

  • Arai sembra avere centrato il punto della situazione e la sua vera relazione con entrambi i cosiddetti tradizionalismi anche questa volta. Certamente è strano che sia mons. Fellay, sia don Ricossa non vogliano riprendere in considerazione l’esame del famigerato conclave del 1958. A questo proposito il Cattolico insinua che ci siano stati degli infiltrati per frenare le buone volontà dei Monsignori. Anch’io lo penso; anzi di uno in particolare conosco anche il nome, che tuttora vive ed opera con discrezione nella penombra… ma in questa sede non si può nominare. Voglio aggiungere però che sia la FSSPX, sia l’IMBC dimostrano di avere perso completamente il senso cristiano della storia e la lettura dei segni dei tempi, che sono apocalittici e non per modo di dire. La cecità spirituale sta cadendo come neve, con impalpabile leggerezza, su quasi tutta la cristianità, cancellando profili, dimensioni e distanze reali sotto il bianco manto della menzogna.

  • dimostrano di aver perso…. sotto il bianco manto della menzogna…anche splendidamente poetico oltre che vero. Grazie.

  • https://forum.termometropolitico.it/302458-s-e-r-monsignor-ngo-dinh-thuc-miles-christi.html
    Forse non è ben fatta? O è meglio per la falsa gerarchia ignorare tutto, fare il muro di gomma contro cui rimbalza tutto ignorandolo? Dato che i mass media li comandano a bacchetta..
    Inoltre non ho capito il tabù del concilio assoluto col libro su G23 e il motivo della censura,non forniscono dati di cui sono a conoscenza? sarebbe molto utile invece perchè ho l’impressione di una doppia linea partita da lì

  • Davvero interessante quest’ultimo stringato commento. Non so se è fatto apposta per confermare quanto dico. Ma il fatto è che viene classificato di «conclavista» chi scrive che il conclave elettore di massoni modernisti è incorso in errore sull’eletto. Ciò, d’accordo con la legge della Chiesa, per cui il «papabile» deve essere un cattolico, lo rende nullo. Quindi c’è la necessirtà di una nuova elezione. Elementare, caro amico. Quindi, l’uso della parola accusatoria di «conclavista», va piuttosto a chi fa del conclave, riunione umana, un ente infallibile. Se l’eletto è un eretico occulto – che si riconoscerà dalle sue opere successive – allora non era canonico per vizio sul candidato. Quale cattolico oserebbe dire che anche in questo caso ha il vaglio dello Spirito Santo? Su questi punti sono graditi tutti i commenti. Grazie

  • Il Tempo è denaro e la pecunia non olet … così dissero quelli del Circolo Trenta Denari …

  • Incomprensibile come al solito questo Silvano: deve essere un genio incompreso.

  • Anche un genio incomprensibile può fare un favore senza volerlo: confermare quanto avevo scritto. Perciò meritava, malgrado lui, una buona risposta, che spero gli possa essere d’aiuto.

  • Non è solo un genio incompreso. E’ un provocatore di professione. Alle volte le sue uscite sono così infantili che fanno persino tenerezza. Alle volte usa la dialettica per cercare di punzecchiare su tematiche che non conosce, se non per sentito dire da qualche suo mentore. Prendetelo per quello che è. Si qualifica da solo.

  • Concordo con Arai al 100%: un eletto non cattolico non può essere eletto, se è stato eletto va annullata l’elezione in quanto nullo come un matrimonio che è nullo, di cui si DEVE solo PRENDERE ATTO quando se ne viene a conoscenza e DICHIARARLO tale. La tesi di Cassiciacum ha fatto il suo tempo ed è ora di dichiarare che NON è più lecito propugnarla per mancanza totale di materia cattolica precedente in Bergoglio, in Ratzinger, in….Inoltre sarebbe ora di dichiarare anche che sono scomunicati nella maggioranza del conclave e quindi NON POSSONO VOTARE validamente. Ancora con la consacrazione episcopale nulla (e gli ordini forse pure) questi hanno NESSUN diritto nella Chiesa Corpo Mistico di Cristo in quanto ne sono esclusi, autoesclusi. Che ll’IMBC dimostri di avere il coraggio che hanno avuto i vari Santi Monsignori bloccati dal lor clero tra cui infiltrati . Ed oggi si ripete la scena dei 30 denari continuando a propugnare una tesi che ORMAI non regge più. Lo vogliono i Santi Monsignori dal Cielo e lo vogliamo noi dalla terra. E’ ora di dir basta ai propri orticelli e di fare la Volontà di Dio.

  • Infatti, tale tesi è stata tessuta per fare il vestitino a Paolo 6º. Non era ragionamento che potesse servire ad altro e tanto meno a una «successione materiale». In questo «finto rebus» è andato in pallone don Nitoglia, mentre gli altri sono continuati imperterriti per non doversi ricredere su materia tanto grave. Poi sono stati «premiati» da «papi» divenuti santi e beati «materialiter». E oggi? Se nemmeno la visione bergogliona li fa tornare in sé, l’ostinazione si fa terminale. Almeno hanno in piacere di aver fatto scuola e isolato vecchi amici contraddittori, a cui affibbiano la qualifica (spregevole!) di «conclavisti» (portoghesi, tanto per non fare nomi!).

  • Ridicoli certi commenti incapaci di trovarsi una minima autogiustificazione cerebrale… Mi è stato fatto notare e concordo pienamente che non può esistere il papato materiale, il papato o è o non è, come un matrimonio o è o non è, un re o è o non è (finchè solo designato non è), un vestito o è o non è e qua l’imperatore è nudo. In modo lampante e vergognosamente nudo di materialità pure non solo di forma. La designazione di un uomo cattolico disposto a ricevere la consacrazione episcopale è la materia indispensabile per avere il papato ma non esiste come papa materia ma solo come uomo materia individuato e designato. SOLO nell’istante in cui il designato accetta come VIcario di Cristo, scatta il papato e l’uomo diventa Papa fino a pazzia, rinuncia, morte o eresia. Quindi NON PUO’ ESISTERE un papa MATERIALE, o lo è o non lo è. Ipocrisia affermare un papato materiale separato da uno formale.

  • IInfatti, per la Chiesa papa in potenza – materia per la carica -, è qualsiasi maschio lucido e di fede cattolica (non modernista o altro). La forma a questa persona è conferita immediatamente da Dio stesso, non dalla Chiesa, né dai cardinali, e nemmeno dalla persona stessa. Ma poiché l’atto divino non è visibile, i teologi convengono che il segno della sua occorrenza sia il sì dell’eletto e posteriormente accettazione di tutta la Chiesa. Questi sono i segni per cui l’elezione sia riconosciuta avvenuta e legittima. Sono questioni chiarite in una Bolla di un santo Papa. Perciò è il documento che ricorda la decadenza «ipso facto» di un eretico in qualsiasi circostanza. Ma la condizione basilare – che sia un cattolico – le precede e se si dimostra ingannevole perché l’eletto ha un’altra fede, anche se la scoperta accade molto dopo – dalle sue opere – il «papa eletto» e rispettivo conclave sono nulli.

  • Don Nitoglia ha affermato in un suo articolo ultimamente ( o forse in una risposta alle domande su Chiesa e postconcilio) che la Chiesa ha accettato universalmente tutti i papi da GXXIII a Bergoglio, il che purtroppo NON è veritiero. Bergoglio NON è accettato anche da certi tradizionalisti modernisti, ma comunque da Paolo VI in poi non ci fu l’accettazione universale.Vedasi sedeprivazionisti, sedevacantisti, mons. Lefevbre (che lui dice avrebbe accettato ma ci sono dichiarazioni di sede vacante del monsignore) e gli altri…PRIMO mons.Tuc CHE FECE la dichiarazione di SEDE VACANTE. Più evidente di ciò che non ci fu un’accettazione universale. Per il massone Roncalli forse… a parte che non aveva la materia cattolica in quanto massone e quindi scomunicato. Anche Ratzinger non essendo cattolico per quanto scritto nei suoi libri non aveva la materia necessaria di uomo cattolico a priori di ciò. La sede è vacante dal 1958 a meno che abbia ragione Chiesa viva. Ma deve dimostrarlo.

  • Mi sembra di assistere più che ad un dialogo sulla Vera Fede, ad una commedia all’italiana. Altro che Quo Vado!

  • dai commenti dei vari pini…direi che il problema è stato centrato in modo esatto.

  • Digeriamo benissimo. Figuriamoci se ci impressioniamo per qualche sciocco e non argomentato commento…Peraltro Andrea, Pino, Silvano scrivono dallo stesso indirizzo IP dimostrando che il provocatore è uno solo con tre nomi… quindi la sua commedia può anche chiudere qui il siparietto…

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