bergoglio ecumenista

L’EDITORIALE DEL VENERDI di Arai Daniele

A descrivere i mali dell’ora presente, molti sono bravi, qualcuno bravissimo, come Maurizio Blondet. A segnalarne l’origine, però, affinché possano essere sanati, quasi nessuno. E qui abbiamo già un grave male segnalato dall’assenza di chi possa guidare a illuminare una soluzione, riconoscendo che si tratta del male di una intera generazione umana, che a partire dell’uomo – detto occidentale – ex cristiano, si è avviato verso il peggiore dei vuoti, perché si tratta di un vuoto spirituale.

Sarebbe questo un «vuoto» storico passeggero o terminale? Perfino il «catechismo conciliare» (n.675) descrive la somma impostura religiosa che porta alla grande apostasia, ma guai a dire che è in atto a parttire dal Vaticano! Eppure, capita in pieno nell’interregno del Segreto di Fatima (1917-2017) con i suoi segni di guerre e rivoluzioni, culminanti nel mistero d’iniquità visibile a Roma.

L’ingovernabilità «metafisica» nella Sede Santa

Quante volte abbiamo visto avverarsi quanto era immaginario in certi film; del papa venuto dall’Est che si fa prendere di simpatia per le malefiche fantasie di Teilhard de Chardin (I sandali del Pescatore); del presidente afro-americano che cambia i destini dell’America e del mondo… Eppure, chi oggi scrive su tale ingovernabilità programmata in Italia, in Europa, nel mondo, non lo fa nel piano immaginario, ma di fronte a una spaventosa realtà contemporanea; discerne una crisi religiosa inaudita perché manca l’Autorità di Dio in terra! Come conseguenza manca il principio stesso dell’autorità umana.

Infatti, oggi, in ogni famiglia del detto Occidente – e il processo si allarga al mondo moderno – c’è un giovane portatore, volente o nolente, della mentalità che si può classificare come quella della “rivoluzione del ’68”. Essa infonde nel fondo dell’anima un odio viscerale per la stessa «autorità»; coltiva un rifiuto della «governabilità» anarcoide dell’immaginazione al potere. E se l’Italia non va mai più governata, anzi va strapazzata da un’infida Europa disunita, lo stesso vale per ogni altra nazione, anche quelle contate tra le maggiori potenze, perché vige ovunque la mentalità che intende cancellare, non solo il ricordo del fascismo (o la mano dura dei «rais»), ma specialmente la direzione morale cattolica tipo Pio XII. Si va verso una ribellione contro l’ultimo capo, l’ultimo padre, l’ultimo papa, in nome della dignità umana!

Intanto, spuntano l’ISIS e congeneri, per fare con che nessuno in terra abbia infallibili certezze sulle verità riguardanti il bene e il male; lo stato attuale e il fine ultimo dell’uomo. Saranno loro il nuovo «bene»; il male, tutte le altre idee. Si può dire trattarsi di una guerra terminale intorno alla Verità stessa, che sembra indifesa e abusata dai briganti, poiché la sua Sede è scandalosamente vuota.

Eppure, non vi è riscossa senza tornare alla voce della Verità che insegna:

«Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv. 8, 31).

La libertà ha per oggetto il bene conforme alla ragione. La libertà di errare «dimostra che siamo liberi, come la malattia, che siamo vivi, ma dell’umana libertà non è che difetto»; «Il poter peccare non è libertà, ma schiavitù», insegna san Tommaso.

Per risolvere un enigma storico si deve arrivare a delle vere risposte in un mondo infettato da libertà di errare e di mentire, ai più alti livelli civili e clericali. Come mai si è arrivati a tale pestilenza spirituale in terra? Sì, perché il guaio coinvolge un mondo irretito nell’enorme tela d’insidie e inganni odierni, legati a menzogne inaudite con conseguenze senza fine con per l’intera sorte della vita umana in terra. E il cattolico dovrebbe sapere che quando la Sede della Verità è in causa: vuota od occupata da gente deviata dalla mentalità mondana, allora la crisi è universale; manca proprio chi ha la Voce per frenare gli umani deliri.

E dobbiamo risalire all’enigma del «papa buono», che pare spuntare quale segno isolato tra le nubi come un piccolo vertice, ma che è stato in realtà come la punta di un iceberg di una colossale piramide di poteri terreni nel mare di piani segreti. Poteri venuti dal mare per mutare la vita degli uomini con violenze in nome della «libertà di coscienza» e ogni altra, per l’erezione di un «nuovo ordine mondiale»: processo per svincolare le anime dall’Ordine della Verità»!

Per difendere l’Ordine cristiano – della Verità incarnata nel mondo – esiste la Chiesa e il Papa. Eppure, da quell’ora storica apparve Roncalli che, eletto «papa buono», divenne l’araldo proprio della falsa «libertà di coscienza», quella vista dal Papa Gregorio XVI, come l’«apertura del pozzo dell’abisso».

Per decifrare un enigma di portata terminale occorre seguire le tappe secolari della ribellione umana divenuta poi rivoluzione a partire dalla trasgressione primordiale riguardo alla scienza assoluta del bene e del male.

L’enigma storico riguarda il processo secolare d’adulterazioni dei termini della «libertà delle coscienze» di fronte alla Verità divina in «libertà di coscienza» autonoma, nata da condannati i pensieri erratici ed eretici – dallo gnosticismo al modernismo – che non esclude col suo deismo nemmeno un po’ di misticismo esoterico e ecumenista, aperto a ogni idea religiosa.

Quindi, la prima questione per decifrare l’enigma Roncalli riguarda il come e il quando questa “malattia” cominciò a infettare gli uomini della Chiesa confrontati con la confusione sul rapporto vitale per l’uomo tra la verità e la libertà. Ciò nei tempi moderni, raggiunse dimensioni sociali e religiose impressionanti che richiamano la descrizione menzionata nel libro dell’Apocalisse.

La direzione del «roncalpensiero»: un enigma storico?

Poiché tale mutazione per la liberazione religiosa delle coscienze iniziò a venir insinuata come dottrina proprio da questo «papa buono», dimostratosi così un pastore scellerato, in ciò risiede l’aspetto allucinante dell’enigma storico: il volto del neotentatore viene a coincidere con quello apparentemente bonario di Giovanni 23 e adesso Bergoglio, che propina la libertà di coscienza conciliare perfino nelle pagine della Repubblica di Scalfari,

Potevano costoro ignorare il rapporto di tale «libertà di coscienza» emancipata dalla Verità, con l’apertura degli abissi sigillati dal Sangue del Salvatore?

Il percorso di tale mutazione pareva mascherata, in materia religiosa, dai due termini della vita politica moderna: destra e sinistra. Che male ci sarebbe di nuovo un altro «papa buono» volesse la sterzata a sinistra? Non starebbero da questa parte i poveri, gli umili, quelli che accettano tutto quanto i grandi delle repubbliche li propinano, anche in materia di pensieri religiosi e politici?

Quale è la direzione del «roncalpensiero», ora di Bergoglio? Nella direzione del pensiero cristiano, si vive come si pensa e si pensa come si crede, secondo la fede. Nel secondo caso si crede come si pensa e si pensa come si vive; la vita presente, con i suoi bisogni e preferenze determinerebbe il vero e il giusto per quel momento, del resto il bene sarebbe in via di evoluzione verso un futuro, perché tutto cambia, spesso in meglio, secondo il credo rivoluzionario che è il nuovo potere mondiale. Tale pensiero in religione è il modernismo, a cui Roncalli e successori aderirono, senza escludere le fonti oscure delle idee umanitariste degli ecumenisti e massoni iniziati all’esoterismo illuminista.

Perché associare qui la direzione del «roncalpensiero», ora di Bergoglio, alla paurosa crisi del mondo contemporaneo, se non per capire le opere prodotte?

Per Giovanni 23 non importava sapere da dove si viene, il passato – ma dove si va – il futuro, come se princìpi e fini non fossero legati all’inizio, quindi al passato trasmesso dalla Tradizione. E l’autorità di questa passò ad essere raggirata nel mondo a favore del continuo cambiamento verso un nuovo ignoto. Un futuro slegato da essa si nutre solo di utopie. Ma per i modernisti la realizzazione di questi sogni chimerici, come descritti da San Pio X, sono l’obiettivo della vita sociale, quel «fine» che giustifica i mezzi, come siano le alleanze pericolose con ogni utopismo materialista o gnostico; quel «fine» così accarezzato dalle proprie idee, pure religiose, da giustificare perfino, l’arbitrio che colpisce un mondo clericale fondato sulla Tradizione.

Sarebbe questa la direzione seguita dal «roncalpensiero» ora di Bergoglio?

È quanto importa conoscere, ma a partire della certezza che Angelo Roncalli ha fatto il giuramento antimodernista. Seguiva forse un piano così importante e «buono» da meritare ogni rischio di condanna secondo la legge della Chiesa? Roncalli ha inteso, infatti, invertire la direzione del pensare cattolico – in cui la verità ha priorità assoluta su ogni libertà – per passare al modernismo del diritto alla libertà del pensiero di verità illuministiche, democratiche, gnostiche d’ogni tempo. È la priorità della imperante mentalità massonica per deviare le coscienze dalla direzione cristiana che orientava il mondo secondo la Chiesa, ma che ora ha nella sua Sede dei «papi buoni» per rovesciarla. Il pensiero modernista, invertendo il senso della fede, segue la direzione gnostica. Era l’ora in cui Roma perdeva la fede per diventare la Sede dell’Anticristo?

Il modernista che conforma il suo pensiero alla vita, tanto più vorrà che la vita sociale e politica si conformi alla prevalente mentalità del mondo moderno. Così fu chiara l’inversione roncalliana in politica: mentre il Papa Pio XI insegnava che col comunismo, intrinsecamente perverso, nessuna collaborazione è possibile, il «Papa buono» invitava i cattolici nelle sue encicliche a cooperare con i regimi comunisti, il che rese sempre più difficile la governabilità in Italia e nel mondo.

Tale risultato, legato agli “errori sparsi dalla Russia”, come profetizzato a Fatima, non era forse un «segno dei tempi», certo, non nel modo come lo intende il mondo o lo intese Giovanni 23, ma alla luce dei disegni divini per guidare gli uomini nei labirinti di questa vita?  Sì perché, quando nel secolo XX imperversarono guerre e rivoluzioni rovinose, ma principalmente si profilava la devastatrice demolizione della Cristianità in seguito all’avanzata delle libertà di rovina, tempestivamente, nel 1917, la Vergine Maria appariva a Fatima, in risposta ad un appello del Papa Benedetto XV, con un messaggio per la pace nel mondo e la promessa che la Fede trionferà alla fine per mezzo dell’Immacolato Cuore di Maria.

Allora già si manifestava la difficoltà degli uomini di Chiesa di accogliere questo intervento divino. Infatti, nel messaggio è detto che il cammino sarà lungo attraverso un tetro interregno. Ciò era nel Segreto, la cui terza parte, ancora segreta, sarebbe stata più chiara nel 1960. Essa è stata censurarla da Giovanni 23, che voleva il Vaticano 2 per l’apertura al mondo, anche del comunismo.

Ecco il grande enigma per cui il così detto «papa buono» sarà per sempre ricordato nella storia della Chiesa. La visione del Segreto raffigura l’ora della persecuzione estrema: l’eccidio virtuale del Papa cattolico col suo intero seguito fedele, che sarebbe più chiaro precisamente negli anni di Giovanni 23. Non è forse quel che accade a tutt’oggi col Terzo Segreto di Fatima? Il fatto è che fu censurato proprio allora e da lui quando si iniziava nell’ambito della stessa Chiesa quella persecuzione finale contro la Fede, avvolta nella falsità di «nuove Pentecosti» e riciclate «misericordie» capaci d’irretire gli eletti stessi.

L’esito della rivoluzione religiosa sotto il nome di aggiornamento della coscienza della Chiesa sembra oggi un nuovo dogma nel presente mondo scristianizzato. Eppure è clamorosa nella sfera spirituale come autentica perversione della coscienza umana in rapporto a Dio. Infatti, prima l’essere umano cercava il vero e il bene e i segni divini mediante una coscienza formata nella fede, sapendo che non poteva attingere a queste verità da sé. Oggi l’uomo, con una coscienza deformata dal modernismo, si sente libero di giudicare Dio e censurare un segno dei Suoi disegni per il nostro tempo, perfino nel suo stesso Nome.

Giovanni 23 con la sua censura a quella visione, che non negava fosse di origine divina, non svelava forse il suo enigma storico; di quello che contrastava la dottrina dei 260 Papi e 20 Concili ecumenici precedenti sulla libertà cattolica d’insegnare il vero?

Cosa Bergoglio, imbevuto di idee moderniste, nega oggi? Nega la ripresa della Cristianità! Nell’articolo «Vergogna nella vergogna: un’alienazione sciagurata» (http://www.agerecontra.it/?p=15800), si considera il risultato nefasto dell’esternazione bergogliosa a Lampedusa. Sì, perché il «pensiero» da esprimere, se volesse essere davvero misericordioso, dovrebbe essere di finirla con queste traversate che mettono in rischio tante vite e portano solo disordine. Ma no. Si trattava di un’altra «misericordia», per sua vergogna; un’altra del tutto aliena ai veri interessi dei popoli, legati al ristabilimento di Nazioni cristiane. Queste, se salde nei valori evangelici, potrebbero andare o ricevere gente di altri popoli e pure di altre credenze, ma con l’idea missionaria di conversione, che è quella di Nostro Signore Gesù Cristo. Invece, si fa l’opposto, con gesti contrari all’Unicità della Chiesa di Cristo e in comunione  con quanti la negano.

“Inaspettata benedizione” di Bergoglio impartita insieme all’“arcivescovo” Moxon e al metropolita ortodosso Gennadios, arcivescovo d’Italia e Malta ed esarca per l’Europa meridionale del Patriarcato ecumenista, nei vespri a San Paolo – (2016-01-27, L’OR): «Un “segno molto toccante e incredibilmente commovente!” Così, Moxon, rappresentante a Roma dell’“arcivescovo” di Canterbury e direttore del centro anglicano, definisce quest’altro gesto della celebrazione dei vespri che, nel pomeriggio di lunedì 25, solennità della Conversione di san Paolo, suggella presso la Basilica Ostiense l’ottavario di preghiera ecumenista per l’unità delle religioni.

Atti enormemente scandalosi e offensivi al Papato, che il Signore volle rappresentato da un Suo Vicario in Una Sua Chiesa, per la Sua Fede. Come fa questa chiesa che celebra Lutero a pretendere di essere la Sua?

Che Gesù, sempre più offeso, sia sempre più amato dai Suo piccolo resto!