EUROPA ANTICRISTANA E ACEFALA… ADDIO!

Ofifreddi e il peccato b (2) (1)L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Qui vorrei parlare dell’Europa delle seconde generazioni, poi ramificate nel mondo: In questo senso è interessante citare uno studio pubblicato sul «Coetus Internationalis Patrum» e il Vaticano 2 di Philippe ROY-LYSENCOURT, pubblicato dal «Institut d’Études du Chistianisme», Strasbourg, 2015. Esso versa sui «Vota» preconciliari dei principali vescovi del futuro «Coetus», richiesto da Roma, per orientare i lavori del Concilio che era in preparazione.

L’autore, “docteur en Histoire et docteur en Sciences des religions”, ha lavorato sui «Vota» di cinque vescovi, Mgr Marcel Lefebvre, Mons. Luigi Maria Carli, Dom Jean Piou, Mons. Geraldo de Proença Sigaud e Mons. Antonio de Castro Mayer, il cui latino ha tradotto, sintetizzandone le idee, indicazioni e richieste al futuro Concilio.

L’interesse di questo studio oggi è di far conoscere i problemi e la situazione della Chiesa e della Cristianità alla fine degli anni Cinquanta, quello che i più lucidi e fedeli presuli richiedevano nelle diverse materie per migliorare la vita spirituale e quindi civile dei popoli e la risposta a tali quesiti da parte del Vaticano 2. Ebbene, rimane chiaro che in esso le risposte a tutti quei punti, dal pensiero filosofico, alla morale, al culto, sono stati rovesciati in senso progressista e ecumenista. Quei vescovi furono poi emarginati quali «profeti di disgrazie»!

Su tutto questo, molto si è parlato nei mezzi tradizionalisti cattolici, forse meno sulle conseguenze nel declino dei capi. Di modo che qui, insieme alle visioni sui destini della nuova Europa, legate alla questione centrale della Famiglia, sistematicamente auto-demolita dall’aborto legale, e altre infamie che sono negazione d’ogni civiltà, è bene parlare le declino della «materia prima» riguardante le guida, i capi.

Infatti, la sequenza è presto esemplificata dal passaggio dell’ieratico e rigoroso Pio XII ai «papi conciliari» a partire del burlesco infido Roncalli al presente Bergoglio; di Mgr Lefebvre a mgr Fellay; de Mons. Castro Mayer a mgr Rifan. E poi tra i sacerdoti più attivi, di don Putti al seguito di de Taveau e simili; di don Villa alla direzione attuale; de l’abbé de Nantes a frère Bruno che esalta Bergoglio. E mi fermo qui, lasciando ai lettori la propria visione in questo senso. Sembra proprio che la situazione umana serva a illustrare il contrario della teoria evolutiva!

Per ripetere un esempio all’infuori di quello dei «papi» e vescovi; Il noto accusatore delle eresie conciliari, l’Abbé Georges de Nantes, venuto tre volte a Roma col gruppo della Contro Riforma Cattolica per portare dei «Liber accusationis» contro, prima Paolo 6º e poi Giovanni Paolo 2º, per eresia, scisma e scandalo pubblico, oggi è succeduto da chi esalta Bergoglio che, non solo professa, ma va oltre quanto detto da quei «anticristi in Vaticano». Questi avevano superato Giovanni 23, «prophète de bonheur»! che poi il valente sacerdote ha deciso di accusare nelle otto principali eresie del suo discorso, con cui aprì il Vaticano 2 (http://crc-resurrection.org/toute-notre-doctrine/contre-reforme-catholique/concile-vatican-ii/discours-ouverture/le-discours-douverture-du-concile-les-huit-heresies-de-jean-xxiii/).

Ma si può essere tranquilli che le nuove generazioni – dei successori – non dirà mai di scostarsi dei loro maestri. No, diranno che li continuano, così come sul Vaticano 2 si dice che continua il Concilio Vaticano primo e unico e Trento. Sì, secondo la loro ermeneutica della continuità … del relativismo ecumenista.

Nessuno meglio dello storico cattolico Christopher DAWSON può parlare dell’Europa. Basta leggere i titoli dei suoi molti libri: The Age of Gods (1928). Reissued by the Catholic University of America Press (2012); Christianity and the New Age (1931); The Making of Europe: An Introduction to the History of European Unity; The Spirit of the Oxford Movement (1933); Enquiries into Religion and Culture (1933). Medieval Religion and Other Essays (1935); Religion and the Modern State (1936); The Judgment of the Nations (1942); Religion and Culture (1948);  Religion and the Rise of Western Culture (1950); Understanding Europe (1952); Dynamics of World History (1957); The Movement of World Revolution (1959); Progress and Religion: An Historical Enquiry (1960); The Historic Reality of Christian Culture (1960); The Crisis of Western Education: With Specific Programs for the Study of Christian Culture (1961); The Dividing of Christendom (1965); The Formation of Christendom (1967); The Gods of Revolution (1972); Christianity and European Culture: Selections from the Work of Christopher Dawson edited by Gerald J. Russello Reissued by the Catholic University of America Press (1998).

Nel suo celebre «The Making of Europe» (1932), prima dell’ultimo mezzo secolo affermava, senza rischio di grandi controversie, che l’Europa deve la sua esistenza politica all’Impero Romano e la sua cultura e unità spirituale alla Chiesa cattolica. Affermazione accompagnata da una nota d’implicito riconoscimento che la politica, la cultura e l’unità che animavano tanti, se non tutti i popoli dell’Occidente, erano le stesse dell’Europa, la cui forza espansiva era nelle sue idee sul palcoscenico globale. Allora l’eurocentrismo era un modello quasi inevitabile in scala planetaria; modello ora abortito? Ecco la domanda attuale.

Nel 1959, nelle pagine del The Movement of World Revolution, Charles DAWSON accusava una tendenza dei pensatori del suo tempo a respingere il ruolo espansivo dell’anima dell’Europa di prima – questione d’importanza centrale per capire la civiltà moderna. L’Autore associava la nuova inclinazione al disprezzo per il ruolo dell’Europa al declino dell’espansione missionaria del Cristianesimo, e la riduzione della Chiesa alle sacrestie, tanto quanto all’obbedienza servile allo strisciante totalitarismo statale, che comportava grave minaccia alla libertà a livelli mai prima minacciati. Si era nel tempo di degradazione iniziato da Giovanni 23. Oggi?

https://www.creators.com/read/pat-buchanan/11/15/will-europe-man-up

La minaccia intravista dal tempo del Vaticano 2 diventa realtà

Parla un giudice brasiliano: «Così, parlare del decostruzionismo delle radici europee è riconoscere il negativo della sua radicalità cristiana, cioè, il rifiuto di ammettere che la storia d’Europa – la storia della sua politica, del suo diritto, della sua etica, del suo linguaggio, del suo spirito è una storia cristiana. Anche geograficamente, la storia di ogni parte d’Europa è storia della cristianità dei popoli ispanici. Tale decostruzionismo che importa, in modo immediato, il rifiuto del senso cristiano del passato, proietta, inoltre, un orientamento futuro divorziato dalle radici spirituali, politiche e culturali di quanto allora è stato, a volte più, a volte meno adeguato alla cultura teocentrica e teotropica dell’Europa.

«Joseph WEILER, professore di Diritto Internazionale ed Europeo presso la New York University Law School, vede pure che l’attuale decostruzionismo storico in Europa configura una delle manifestazioni sintomatiche della «Christian Foby» – espressione che potrebbe tradursi sia in cristofobia, come, cristianofobia, cristianesimofobia o cristanitàfobia. Per questo pensatore ebreo, l’ideologia «cristofobica» corrente è riuscita a impostar, al di fuori dell’Europa, un marchio potente contro i loro avversari: il vero Cristianesimo (o, più precisamente, la Cristianità), ha l’etichetta dell’intolleranza – la Fede, la dottrina, la cultura, la civiltà cristiana sarebbero xenofobi, razzisti, fanatici, fondamentalisti. E ciò porta alla deduzione che tutto è suscettibile di critica o di rifiuto, e il cristiano diviene, ipso facto, vittima dell’intransigenza, bersaglio della «irrazionale intolleranza al Cristianesimo»!

«Il tema è divenuto oggetto di frequenti meditazioni, per esempio, in Francia con Michel DE JAEGHERE (Enquête sur la christianophobie. 2006) e René GUITTON (Ces chrétiens qu’on assassine, 2009), in Italia con Mario MAURO, Vittoria VENEZIA e Matteo FORTE (Guerra ai Cristiani. 2010), e negli Stati Uniti con George WEIGEL (The Cube and the Cathedral. 2005) e Thomas WOODS JR. (How the Catholic Church Built Western. 2001). Non manca nemmeno un riconoscimento, quasi pacifico già ora, che l’attuale decostruzione europea abbia colpito l’identità dei popoli occidentali – non solo degli europei della cartografia, fino al punto di buttarli in una “avventura senza fine” (espressione di Zigmunt BAUMAN) di una nuova identità nel tentativo di sostituire la sua fisionomia e psicologia storiche».

L’illustre Giudice brasiliano segue approfondendo i termini della «logos fobia» e della «christian foby », per rilevare una procedura metodica che porta a fare vittime con il nuovo “preconcetto”; che rende tale «decostruzionismo» ragione anche di delitti. L’Autore fa vedere che è impossibile un dialogo sul bene e sul male del Cristianesimo per arrivare a un punto di «equilibrio» quando al punto di partenza si applica alla Fede, all’Etica e a tutta la cultura cristiana un’etichetta d’irrazionalismo … roba da sacristie! Quale neutralità tra Cristo e la dea ragione? (v. il tentativo illuministico di Ratzinger con il «relativismo ecumenista»!)

«Facciamo un esempio, lo scopo dell’istituzione del “matrimonio”. Qualunque siano le sentenze-ivi compresi lo scopo, che vogliono pensare per il matrimonio, saranno, sicuramente, proposte etiche (e, in una data sequenza, legali). Allo stesso modo, se si afferma, per esempio, qualcosa su “2+2″, sia per rispondere che corrisponde a 4, 8 o a 12, non importa, la formulazione sarà aritmetica. Bene o male la risposta non cambia: si tratta di aritmetica. Così anche per quanto riguarda le proposizioni sul “matrimonio”. Non è ammesso, a questo riguardo, l’adozione di un neutralismo etico, perché, come ha ben notato Robert P. GEORGE, in The Clash of Orthodoxies (lo scontro delle ortodossie), neutralità tra neutro e non neutro etico è un’impossibilità logica. Il problema, si capisce, non è di etica, ma di logica:“It is obvious that neutrality between and non-neutrality is logically impossible” (R. George). Quindi, è chiaro che non si può essere neutrale tra proposizioni contraddittorie sul “matrimonio”.

«Altri grandi temi del dibattito politico attuale: i “nuovi modelli di famiglia”, dell’”aborto” della “eutanasia” delle “unioni di fatto”, ecc.  – soffrono della stessa impossibilità logica; non è razionale essere neutrali nello scontro neutralità vs. non neutralità… Infatti, la ripresa dell’idea di una necessità di dialogo ragionevole elimina, d’acchito, un autismo discorsivo che si presenta col non senso del soggettivismo etico. La morale ha solo senso quando si considera la natura sociale dell’uomo: perfino i doveri monastici si destinano alla soddisfazione degli scopi dell’animale politico…

Sono dati universali, “costanti” appresi nella natura delle cose, che mettono in luce le grandezze e miserie degli uomini, le cui funzioni vanno preservate: da quelle che li consentono di nutrirsi (da ciò le esigenze ambientali con le loro fonti di nutrizione), muoversi, riprodursi, fino a quelle che permettono di pensare. Non senza ragione Marcel DE CORTE lo ha accentuato nel suo “l’intelligenza in pericolo di morte” (L’intelligence en péril de mort) sulla modernità.

«Leon TROTSKY ha detto che “la famiglia non può essere abolita”, anche se, a suo avviso, “non la si stava sostituendo” (“La Révolution trahie”). Per alcuni, gli attuali concetti di “nuovi modelli familiari” e “matrimoni liberi” sono affluenti di quest’ affermazione ideologica (vedi Michel DE PENFENTENYO, (“Nos familles… demain”), in quanto sono concetti emessi sotto l’ammissione implicita di essere inarrestabili la “intentio lectoris” di tutta la storia e quindi consolidata sia dal decostruire il reale, quanto dal declinare la responsabilità verso la natura delle cose… »

L’Autore fa un’analisi sul matrimonio umano di «quest´animale coniugale», riassunta in due esposizioni: di ARISTOTELE e di… Wilhelm REICH. «Nel 1936, Wilhelm REICH ha pubblicato la più importante delle sue opere: “Die Sexualität im Kulturkampf” (conosciuta come “La rivoluzione sessuale”). Quest’autore, come si sa, è stato psicoanalista, discepolo di Freud, e marxista. A Reich si deve la pretesa che la felicità dell’uomo è nel piacere sessuale, di modo che ogni ostacolo alle sue pulsioni deve essere rimosso, poiché è ostacolo alla felicità.

Così, un effettivo “diritto alla felicità”, in modo Reichiano, implicherebbe la liberazione plenaria delle pulsioni, aliena alla sua rettifica morale; divenne esperimento obbligatorio del primo regime sovietico… Era la negazione rivoluzionaria di tutte le finalità e leggi sull’attività sessuale – la negazione di ogni finalismo e di ogni legge nell’attività sessuale (Romano AMERIO) – che porta, di fatto, all’abolizione del matrimonio» e non solo…

Questa citazione vale per discernere le basi – oggi evidenti – per la «decostruzione europea». Qui, però, passiamo a ciò che sembra oggi ai più tutt’altro campo e invece è proprio quello fondamentale: della direzione religiosa cattolica, che procede da Dio all’uomo spirituale, come è stato creato. Di questo nell’ambito della «chiesa conciliare», preoccupata d’accordarsi col mondo. non si parla come si dovrebbe da più di mezzo secolo. E il risultato è presto visto.

Ora, tutti questi dotti autori cattolici laici citati, oltre i Vescovi e sacerdoti, Dawson, Amerio,  De Corte, ecc. erano coscienti dell’origine del collasso dovuto alla nuova «autorità conciliare». Il nostro amico giudice aveva pure scritto negli anni Settanta/Ottanta un difesa della posizione di Mgr Lefebvre nei confronti di Paolo 6º. Tutti lavori ragionati e basati nei fatti. Ma tutto è rimasto nel piano teorico perché c’era di mezzo il tabu su una «autorità papale» che potrebbe pure essere un anticristo e non volere il bene della Chiesa e della Cristianità; in verità volerle mutate secondo le nuove idee moderniste, massoniche, globaliste e ecumeniste! Dove Bergoglio vede « vergogna! cosa vedono i cittadini del posto, per esempio a Calais? https://www.youtube.com/watch?v=eqnOPUuDk9w

A questo punto c’è da dire che, a questa Europa, a questa Cristianità, a questa Chiesa, non sono gli studi accademici sociologici, politici, teologici, che mancarono. No, all’Europa che sapeva della necessità dell’Impero per aver un comando unito, alla Cristianità che sapeva della necessità del Capo con poteri monarchici-divini per portare ovunque la Parola del Signore, quello che mancò è stata la voce innocente che non tace a causa dei tabù adulti e adulteri, voce che esclamasse: il re è nudo, o anzi non c’è più. E questo vale per il Papa Cattolico che è stato «tolto di mezzo» con tutto il suo seguito (Vedi 3º Segreto di Fatima, più chiaro nel 1960). La Profezia della morte simbolica del Papa con i suoi fedeli non è per il 1958, anno della morte dell’ultimo Papa, Pio XII, ma per la visione del Papato soppresso del 1960! Fino a quando? Fino alla giusta reazione di quel che resta del mondo cattolico, per supplicare a Dio il ritorno del Papa, vero Vicario della Voce di Gesù Cristo!

7 Risposte

  • E’ l’ex seminarista Piergiorgio Odifreddi, presidente dell’Unione Atei. Un matematico che, però, ha fatto male i conti.

  • Il Commendatore Odiffredi, dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana – nastrino con la croce al collo, rovina un po’ la mia tesi dei successori decadenti nella scaletta dell’involuzione umana. Sarebbe successore di chi? Voltaire? Bertrand Russel? Non credo, perché nella sua libertaria creatività negativa penso che li abbia superato. Allora devo correre ai ripari facendo presente la necessità – d’ordine proprio matematica – d’introdurre una scaletta di segno meno, in cui gli ultimi saranno i primi! E sarà insieme a tanta di quella raccomandata compagnia. Scusate…

  • Caro Daniele, è buona l’idea della scaletta di segno meno. Odifreddi, quando nei suoi ripetitivi libri deve citare una data, evita a.C. o d.C., laddove, che so: 200 a.C/150 d.C., scrive “-200/+ 150”. Evita di siglare con l’iniziale di “Cristo” senza accorgersi, il loico matematico, che i suoi numeri si riferiscono tuttavia a Cristo. Altro che “ecrasez l’infame”!, volteriano. Qui stiamo alla fiera dell’imbecillità paranoica.

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