FOA

di Marcello Foa 

Fonte: Marcello Foa

Era il 1914 e il magnate John D. Rockefeller per porre fine a un lungo sciopero in una delle sue società, la Colorado Fuel & Iron Company, assoldò alcuni agenti della Guardia del Colorado, che assaltarono gli stabilimenti uccidendo venti persone, tra cui due donne e undici bambini bruciati vivi nelle tende a cui i miliziani avevano dato fuoco.
Costretta a difendersi dalle accuse dei media, la compagnia petrolifera ingaggiò Ivy Lee, un pubblicista, considerato, assieme a Edward Bernays, uno dei padri delle teorie “spin”.
Lee avviò una capillare opera di controinformazione. L’incendio? Fu appiccato inavvertitamente dalle donne e dai bambini, che nel trambusto rovesciarono una stufa a gasolio durante il tentativo di fuga. Grazie a Lee, Rockefeller riuscì a difendere per molte settimane la propria reputazione di fronte all’opinione pubblica. Un’operazione esemplare, ma tutt’altro che trasparente e certo non fondata su informazioni accurate: quella versione dei fatti risultò poi falsa.
Di queste e altre tecniche utilizzate dagli spin doctor ho parlato nel mio saggio ‘Gli stregoni della notizia’ , che resta un saggio molto attuale nonostante siano passati alcuni anni dalla prima edizione.