L’ACEFALIA «CATTOLICA» COLTIVATA DAL SOGGETTIVISMO CLERICALE

Risultati immagini per il clericaleL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Inutile ripeterlo, lo sanno tutti i popoli e da sempre che c’è la necessità sociale di un capo. E ciò nel corso della storia ha assunto forme sacrali, involte in simbolismi d’ogni genero. Di tale necessità sociale si può assicurare l’origine divina, quando si sa che oltre l’ordine umano, il Signore ha voluto per la Sua Chiesa, società perfetta, un uomo semplice, Simone, un pescatore dotato del dono di comando, per rappresentarLo nei Suoi poteri. Un uomo rivestito dal potere divino per la suprema missione nella santa Chiesa della salvezza umana; mistero della Fede da perpetuarsi con il potere infallibile di Dio in terra, concesso a uomini fallibili.

Intorno all’importanza senza paragoni di questa somma Carica, si è dall’inizio, creata una singolare aureola di rispetto e devozione, addirittura col termine simbolico di «adorazione» del Vicario di Cristo ovvero del Pontefice. E parimenti, contro questo potere, si sono scagliate tutte le più diaboliche astuzie dell’inferno, che nel nostro tempo di estrema decadenza, colpisce proprio a partire dall’alto con i simulacri per un «papato conciliare».

Nel frattempo è avanzata nel mondo la mentalità soggettiva, figlia di una serie di «filosofie idealiste», fortemente sofistiche. Il risultato è che pure la visione di quanto era oggettivamente  sacro, come l’Autorità divina in terra, subì la decadenza soggettivistica: i capi potevano deviare dal vero e dalla continuità tradizionale, che risale a Gesù Cristo, e continuare ad essere visti come Suoi rappresentanti. Sono guida che confondono, chierici compromessi con menzogne, ma lo stesso visti come pontefici della Verità. Come mai? Perché soggettivamente considerati legittimi. La decadenze è storicamente tale che la veste passa a significare la carica; non più la carica a giustificare la veste, ma l’assurdo del suo contrario, suffragato dalla visione generale!

Questa visione soggettiva, inevitabilmente allontana dall’obiettiva Fede evangelica, favorendo una «fede» delle scelte personali di stampo protestante, di «libero esame» in materia di Religione, perciò di fede. Ecco che viene in mente il dubbio profetico di Nostro Signore per i tempi finali: “Quando il Figlio dell’Uomo tornerà sulla terra, troverà ancora la Fede?”

Nel vagliare i fatti e gl’inganni presenti che, minano la chiesa di Roncalli a Bergoglio, è possibile affermare che da qualche tempo questo vuoto di fede è crescente, senza alcun freno papale. Al contrario, anche se da Roma parte il dubbio che tale vuoto, per esempio di vocazioni sacerdotali e di conversioni, non per questo si leva il piede dall’acceleratore del Vaticano 2, che è privatamente la causa di tale vuoto.

Si tratta, Infatti, di un «disordine universale» guidato dall’altro contro il vero «ordine» terreno legato al Cristianesimo, che è il «sistema» dell’ordine possibile nella società umana, rivelato da Nostro Signore Gesù Cristo. Qui basterebbe vagliare se queste «autorità conciliari» hanno un minimo d’interesse a difendere quest’Ordine. Il vaglio è stato fatto pure da mgr Lefebvre, che ha concluso, riferendosi allora al card. Ratzinger: essi lo vogliono abbattere ecumenicamente! Seguono, invece, e non lo nascondono, l’ordine illuministico, convergente al nuovo ordine mondiale, dove lo stesso campo della religione è globalizzato… ecumenicamente!

Regna la confusione, eppure predomina il vezzo clericale che si deve accettare e anche imporre ai fedeli di accettare i «papi» passati dal convento, nel caso dai conclavi, ormai immersi nel marasma conciliare! E tutto diventa discutibile, meno l’inventata infallibilità del conclave. I cardinali non potrebbero sbagliarsi nella loro scelta!

Ecco il nuovo spirito di corpo di una classe clericale nel guado, che accantona, sia la priorità della Fede, a cui dovrebbe servire l’autorità, sia il Magistero dei Papi (vedi Paolo IV e San Pio V), che escludono l’assolutezza dei conclavi. Poiché il conclave, come tutto nella Chiesa è per la Fede e non il contrario, quando il mondo cattolico verifica che in esso è strato eletto un deviato che mette in atto un’apertura e mutazione della Dottrina, come è successo con il Vaticano 2, questo «papa eletto» va estromesso. Il fatto che non ci sia autorità o coraggio per farlo nel nostro tempo, non per questo lo rende valido; ecco il soggettivismo imperante.

E così siamo arrivati alla funesta successione di conclavi fasulli, con l’ultimo che sforna l’«episcopato romano» del farsesco Bergoglio! Può il cattolico, in questa paurosa crisi mentale che investe la Chiesa e dura da più di mezzo secolo, non sentire il dovere di testimoniare l’assenza dell’autorità apostolica che preserva e difende la Fede di fronte ai falsi pastori che cercano di cambiarla? Nel silenzio predominante, perduta la crisi che, più completa non si può, poiché quasi un’intera generazione riconosce come papi e pure “santi” chierici di un’altra «fede».

È vero che la piena testimonianza dei falsi pastori richiede la presenza di uno vero, se non si vuole inventare una Chiesa senza l’autorità del Vicario di Gesù Cristo, acefala! Ma ciò per dei sapienti di quest’ora è un circolo vizioso senza uscita! Perciò il Signore avrebbe istituito una Chiesa tanto imperfetta da meritarsi dei «papi conciliari»! Dicono, che il pericolo sta in un “conclavismo”, inteso come esercizio di un «decisionismo» di gruppo per creare una autorità religiosa universale dal nulla. Sì, ma per evitarlo un altro gruppo di consacrati istruiti nella manualistica tradizionale decide che si deve subire qualsiasi «papa» uscito dai conclavi a servizio dell’altra fede!

Il chierico votato secondo il nuovo disordine canonico conciliare può essere uno in forte odore di eresia, ma insindacabile, come vuole Sarana. Eccoci a quanto merita la qualifica di fatale “conclavismo” distruttore del principio del vero conclave cattolico, che non può essere valido se non elegge un cattolico per ricevere il potere pontificio direttamente da Dio e non dal conclave. Così s’inventano la nuova eresia che attribuisce potere assoluto al conclave!

Tra un abbaglio e l’altro, rimane la vera urgenza per i figli della Chiesa dell’unione nella supplica al Signore perché susciti un Papa cattolico. Ma come ciò può accadere se si perpetua il dubbio sulla validità dei conclavi che hanno eletto modernisti e filo massoni? È la ragione perché la vita religiosa rimane nell’impasse dell’inganno di una falsa autorità – valida perché eletta in un «conclave canonico»! Falsi cristi, veri anticristi, trasgressori delle leggi e dei tempi, ma vere «autorità» da subire, senza via d’uscita!

Poiché l’assenza di autorità divina, è la peggiore disgrazia per la costruzione di una vera giustizia e dell’ordine nella società umana, viviamo il tempo del sommo inganno, il che indica la fine delle nazioni cristiane a causa del degrado umano (Lc 21, 24). Nostro Signore istituendo la Sua Chiesa, l’ha affidata agli uomini. Quindi non si può concludere senza menzionare l’azione necessaria per i cattolici che amano la Santa Madre Chiesa: testimoniare l’inganno affinché sia superato. La vera Chiesa ha il potere di eleggere sempre il Papa perché quest’autorità è di necessità assoluta, anche per la salvezza dei preti che pensano di potere farne a meno, con la scusa che tenendosi qualsiasi impostore, seguono il «principio» del male minore!

Si deve impetrare senza sosta l’aiuto divino per operare secondo le proprie limitate condizioni, ma per il ritorno del Papa cattolico, che manca. Questa necessità di un papa, più che di un vescovo, dovrebbe portare a miglior consiglio preti e fedeli di ogni gruppo. Nessuno si assicura Sacramenti, se manca il beneplacito della volontà del Signore. E questa è quella di essere degnamente s rappresentato nella Sua Chiesa. Chi disdegna questa Volontà è inevitabilmente, anche senza volerlo o pensarlo, complice e «una cum» con degli anticristi, che crede di poter stigmatizzare, ma in verità, onorandolo come vero titolare di un papato nefasto per la Fede, ma intoccabile! Non sia mai!

46 Risposte

  • Di fronte all’avanzata, apparentemente inarrestabile, della marea modernista, di una cosa rimango fermamente convinto : che la galassia tradizionalista non debba abbandonarsi a lotte intestine, ma debba rimanere unita e lottare come un sol uomo, se vuole vincere la battaglia contro il modernismo; altrimenti rimarremo n branco di cani sciolti, di cui l’armata delle tenebre avrà facilmente ragione, a meno di un tempestivo intervento dall’Alto.

  • Un branco di gruppi protestanti il cui parere proprio è insindacabile ed è l’assoluta verità infallibile? Peccato che i gruppi che hanno l’infallibilità sono vari, dai presumo rarissimi conciliari(tipo Burke, Sarah ecc. si contano sulle dita di UNA mano), passando ai fellayani (mi ripugna chiamarli lefevbriani per l’onore che porto a mons.Leefevbre) della FSSPIOX, all’IMBC, a Monastero o movimento cattolico, ai sedevacantisti (temo gli unici che ci hanno visto pienamente),ed ancora agli sparsi autonomi don Nitoglia, don Floriano…tralasciando i caduti….Conclavismo è quello dei modernisti che ci ha sfornato il duetto attuale, quei conclavi per chiunque vuole usare la ragione che Dio ci ha dato sono NULLI, in quanto formati da appartenenti allla Nuova religione e quindi NON CATTOLICI (il corpo elettore). Per i resistenti papisti totali o materiali questi appartenenti alla religione modernista sono validi elettori il che è ASSURDO. E loro si ritengono infallibili quando non riconoscono l’infallibilità di un Paolo IV e di un San Pio V? Il decisionismo dal basso dell’inferno per creare dei papi che Non sono = NULLA. Quello che mi spaventa nel suo articolo però è la frase che nessuno si assicura i Sacramenti senza il beneplacito del Signore.
    La giurisdizione supplita secondo lei chi ce l’ha ora?
    C’è chi la usa chiamando eretico il “capo” (ma ormai sono rientrati nei ranghi modernisti con piena comunione a bergoglio), chi la usa dicendo di non averla.
    Da chi andremo Signore Gesù, Tu solo hai parole di vita eterna: si sono smarriti i nostri pastori.
    Ancora una nota. I vescovi residenziali NON sono vescovi , i vescovi resistenti di un gruppo o dell’altro vogliono decidersi a unirsi? O aspettano che lo faccia solo il nemico rubando le pecore di cui Dio chiederà conto a loro?

  • Ringrazio con ammirazione il Sig. Arai che ci ha dato con questo articolo un piccolo capolavoro di giornalismo cattolico e molto di più. Qui troviamo una sintesi breve, efficace e lucidissima di tutti i nodi principali del dramma ecclesiale che stiamo vivendo. Tra questi emerge quasi solitaria, ma impellente, la denuncia dell’eresia dell’infallibilità del conclave. E’ ora che tutti gli autentici tradizionalisti testimonino il grande inganno per superarlo. C’è una mentalità troppo legalistica, di stampo neppure cattolico che, forse inconsapevolmente, condiziona l’esplorazione dei problemi che affliggono la Chiesa. Si constatano gli errori, ci si lamenta degli abusi ma, per paura delle conseguenze non previste dai codici redatti in circostanze non paragonabili, si teme di risalire alle cause.
    La vertigine della rottura con la gerarchia ufficiale paralizza i vari don Tranquillo, Nitoglia, la Guarini, Pasqualucci, Di Pietro e lo stesso Ricossa nella palude delle contraddizioni e delle ambiguità: avrebbero tutti gli elementi per constatare la Sede Vacante (non per dichiarare!), guardando la realtà per quello che è, ma non osano, appellandosi alla incapacità di giudizio in foro interno. Veramente sono i fatti che parlano da sé, i famosi frutti guasti dell’albero cattivo, senza bisogno del foro interno, che neppure la formalità di un tribunale ecclesiastico potrebbe mai dichiarare. A noi basta il foro esterno, ma questi signori e signore sfuggono all’evidenza e restano a metà del guado. Credo che annegheranno nell’errore opposto a quello che vorrebbero evitare: l’adesione, più o meno servizievole e strumentale, alle iniziative del falso profeta e del falso cristo. In pratica: propongo di concentrarsi sullo studio delle manifestazioni esterne di questi ultimi sei (6) papi conciliari, a partire dal diario, o “Giornale dell’anima” di Angelo Roncalli, o da alcune sue lettere (a Bonaiuti) in cui si trovano non solo allusioni, ma addirittura dichiarazioni patenti di modernismo. Non ci si è fatto caso abbastanza, ma ci sono: o perché sono sfuggite dalla penna, o perché sono state lasciate apposta come indizio per chi poteva comprendere. Occorre che qualcuno di buona volontà se ne faccia carico e ne faccia un elenco ordinato, seguito dal commento e dalla denuncia alla cattolicità che vuole ascoltare. Non occorre perdere tempo alla ricerca di affiliazioni massoniche o rosacrociane, pure possibili, ma indimostrabili. La autodichiarazione di fede non cattolica emergente dai testi del diario è sufficiente in foro externo all’autore a farsi considerare scomunicato. Se uno è fuori dalla Chiesa come membro, tanto meno può esserne capo. Prendiamo atto una buona volta che la giurisdizione ecclesiastica è venuta a mancare. Essa è necessaria alla vita della Chiesa; viene direttamente da Dio e non dal conclave e passa dalla mediazione necessaria del papa al resto dei pastori. Quella straordinaria o quella supplita è limitata a pochissimi casi sacramentali di assoluta necessità, ma non può mai essere sistematicamente invocata per installare tribunali ecclesiastici ad actum, o per sancire organizzazioni o attività pastorali cementate da legami di obbedienza. Questi sono abusi e parodie sacrileghe di una autorità che non c’è più. Dice giustamente Arai che però bisogna ripristinarla, in quanto la vera Chiesa dei credenti può in ogni momento eleggere il Papa. Infatti non sta scritto da nessuna parte che la Sede Vacante non possa durare anche cento o cinquecento anni. Non per questo la Chiesa resterebbe indefettibile, perché rimarrebbe sospeso (e non abolito) solo l’esercizio del Papato, non la successione apostolica, che riguarda invece l’Ordine sacro nel grado dell’episcopato. Molti tradizionalisti che non vogliono fare il passo fatale confondono le acque su questo punto e fanno del terrorismo psicologico. Bisogna fare chiarezza e sgombrare il campo dagli equivoci. Infatti è vero che non si può vivere tranquilli di soli Sacramenti: la vita di fede è fatta anche di altro e senza il Pastore il gregge si disperde. Il Signore ci ha voluto come gregge, non come pecore solitarie, indipendenti e autoreferenti. Del resto anche la validità dei Sacramenti, di tutti i Sacramenti, Battesimo compreso, dipende dalla rettitudine d’intenzione del ministro, oltre che dalla materia e dalla forma. Se l’intenzione facesse riferimento (pur in buona fede) alla pseudochiesa deviata, ne consegue, a catena, che tutto il resto sarebbe tragicamente nullo. Certamente è quello che Satana sta cercando di fare: spegnere la vera Messa e i Sacramenti per distruggere la Chiesa, come dichiarò Leone XIII che ne ascoltò la sfida rivolta a Gesù durante una visione nel 1884. Credo che il terrore di una possibilità del genere, più realistica che mai ogni giorno di più, sia proprio quello che blocca anche i più rispettabili tradizionalisti ad andare in fondo alla questione. Così in vario modo si arrampicano sugli specchi. Bergoglio non va bene, però è sempre il papa… forse è solo materialiter, ma è sempre il papa, forse non ha l’autorità piena, ma se cambia, potrebbe averla… e assurdità varie e variopinte.

  • Se cambia non potrebbe MAI esssere papa, e papa mai lo furon manco materialmente, poi adesso ci sono anche 2 Pietro nientedimeno che.Manco materia per essere papa. Come dice Messori uno che è e uno che fa, che fortuna che abbiamo! La fortuna viene dal nemico ma la Provvidenza da Dio. Gesù e Maria erano i soli credenti, sulla Croce il primo convertito e subito dopo la morte il secondo, manco un Apostolo ancora convertito. Uno impiccato.
    Benedetto grazie anche a te, un chiarimento , forse c’è un errore non voluto in quel che hai scritto, cioè sarebbe “non per questo la Chiesa NON resterebbe indefettibile”.

  • Ho voluto dire: La Chiesa resterebbe indefettibile nonostante questo, cioè nonostante la Sede troppo a lungo Vacante. Spero sia più chiaro. Scusate la stanchezza e la fretta.

  • Grazie ancora Benedetto, è solo per non porgere il fianco ai nemici che sfruttano anche una virgola.

  • Poiché sono chiamato in causa preciso che ho già abbondantemente risposto nel merito agli argomenti dell’editoriale e dei commentatori su Sodalitium. Dopo di che, tre domande:
    1) “Agere Conta” condivide le accuse contro l’IMBC che leggo in questa pagina?
    2) Perché Daniele e i suoi seguaci non aderiscono a uno dei numerosi “Papi” eletti dai conclavi sedevacantisti che si sono già svolti?
    3) Cosa aspettano altrimenti a riunire essi stessi un Conclave? Cosa glielo impedisce?
    Attendo risposta.

  • Che cosa buffa! Sì, l’ho chiamato in causa in passato, senza risposta. Questa volta forse lo fu solo dai commenti. Eppure, s’inquadra da sé in pieno nel titolo. Non sono proprio accuse, sono costatazioni: – si è messo da sé in causa. Quindi, risponda piuttosto su quanto preciso che ho già abbondantemente risposto nel merito agli argomenti in questi editoriali sul così detto «conclavismo». Sarà possibile attendere una risposta… più seria?

  • 1) “Agere Contra” non ravvisa accuse all’ IMBC in questo articolo. Le ravvisa, altresì, nei confronti della Tesi di Cassiciacum, nelle omelie (e non solo) come quella di ieri, da parte di un Vostro sacerdote “amico”. I militanti di “Christus Rex” vanno a Messa e si accostano ai Sacramenti anche dai sacerdoti IMBC, ne partecipano ai Pellegrinaggi perché sono sacerdoti validamente ordinati che celebrano “non una cum”. Come notorio da sempre “ChristusRrex” non aderisce alla Tesi di Cassiciacum.
    2) “Christus Rex” non ha mai aderito a posizioni sedevacantiste conclaviste che hanno eletto “papi”
    3) “Christus Rex” non ha l’autorità di riunire un Conclave.

  • Se le consacrazioni episcopali sono in-valide come possono essere vescovi e validi elettori? e quindi validi conclavi?
    Se sono eretici si sono separati dakl Corpo Mistico di cui non fanno più parte. Come possono votare qualcuno nel Corpo Mistico se loro non ne sono parte? Come può essere uno di loro votato Vicario del Capo del Corpo Mistico e del Corpo Mistico non esserne parte?
    Queste sono le risposte da risolvere per poter ancora accettare la tesi, che poteva essere valida qualora nel 1958 tutto sia avvenuto nel Corpo Mistico di Cristo. Ma allora cosa fu nel 1960 più chiaro?. La visione di Fatima parla della rimozione del katecon come dice Arai e perciò sarebbe stata più chiara verso il ’60. Io percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse.

  • Da quando il Signore, che è il vero Pastore della Sua Chiesa, permise che il pastore vicario fosse percosso e le pecore disperse, nella Chiesa domina il dubbio. Ciò a causa della mancanza di quell’unica voce capace di confermare la sua continuità pubblica nella Fede apostolica.
    Ecco l’estrema necessità della supplica al Signore affinché susciti un Papa, più che vescovi. Ossia, che pure la consacrazione di vescovi in tal emergenza sia ordinata in primis al RITORNO del Papa. Così non è stato e oggi abbiamo tanti vescovi che vivono alla giornata, nel senso che si adeguano alla presente acefalia, come se fosse la loro posizione naturale e permanente in una Chiesa senza Capo né unità. La soluzione, secondo il precedente storico do Costanza, è l’unione per un Concilio imperfetto (perché manca il Papa sicuro a convocarlo). Attualmente non vi è alcuna autorità «imperiale» per imporlo, eppure, l’altra condizione, dell’unione dei cattolici intorno ai consacrati fedeli alla giusta idea, potrebbe compensare la mancanza di tale «autorità imperiale». Non sarebbero tutti, ma basta che lo sappiano tutti i cattolici fedeli alla Chiesa di sempre. Non c’è da escludere che tale iniziativa possa partire perfino da un Istituto dedicato alla Madre di Dio, quando sarà libero dal guado dei propri dubbi. Comunque, tale santa impresa, richiede penitenza, penitenza, penitenza, in vista del Regno di Dio e della Sua Giustizia; il Vicario sarà suscitato per giunta!

  • La Madre del Buon Consiglio intervenga affinchè si abbia il coraggio di andare dove non vorresti andare ” e quando sarai vecchio ..un altro…ti condurrà ove non vuoi”. Ma è per amore di Gesù . Anche San Giuseppe supplichiamo, lui che è il padre terreno verginale di Dio. E della Sua Chiesa.

  • Comunque sodalitiun n.67 pag.21 nota 9. Don Ricossa pone l’interrogativo esatto. Vorremmo adesso la risposta conseguente….. perchè gli usurpatori non possono essere ciò che non sono se non per inganno totale …. e scandalo conseguente dei semplici.
    Troppo semplice dire che si faccia il conclave. Noi non siamo l’imperatore di Costanza. però possiamo sollecitare chi di dovere a decidersi ….

  • Caro Cattolico 2, l’imperatore? Ma oggi non c’è nemmeno chi abbia potere di governare il proprio pollaio. Si pensi a quest’europa della Merdel, i cui governi possono andare da un momento all’altro in guerra accanto alla canaglia di Erdogan, che in fondo mette la NATO a servizio dello stato islamico. Essi non vogliono la Russia nel Mediterraneo per meglio arrivare a Roma e ovunque. No, siamo all’ultima ora e c’è solo da ricordare che la condizione cattolica oggi richiede l’unione intorno ai consacrati fedeli alla giusta idea della necessità del Papa Cattolico, che consacri la Russia all’Immacolato Cuore di Maria. Il resto sono quelle penose chiacchiere… nemmeno serie; il contrario delle richieste mature penitenze!

  • Ritengo anch’io che siamo all’ultima ora…. e ci sono falsi profeti ovunque , sulle cattedre katolike e in giro che usano massonicamente i tempi finali, da MDM, conchiglia, allison, messaggi sacro cuore,enock…. una marea, altro segno dei tempi. Sullla UE inutile contare di certo e manco sulla katolikMerkel, katolica alla bergo.ratzi.montinironcalli… e quindi noi insistiamo su chi di dovere spetta fare in merito. Onde avere la Consacrazione….

  • sulla massoneria di roncalli c’è anche Magaldi orahttp://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2015/05/don-curzio-nitoglia-superlogge-lobbie.html

  • Nel rispetto delle posizioni, che qui vengono ospitate, apprezziamo che i toni si siano pacati e ci auguriamo che anche in futuro ci si attenga solo ad argomentare, come stile che possa caratterizzare il nostro sito e chi vi commenta. Ritenendo che sia oggetto di preghiere e fervente volontà di tutti i Cattolici, chierici e laici, che vi sia il Papa, ossia la misura prossima della Fede e ritenendo giusto che i laici si stringano attorno ai chierici rimasti Cattolici (purché degni, ovviamente) si pone una domanda. Possono i vescovi non residenziali indire un Conclave? A quanto emerge dal Codex sembrerebbe di no. Ovviamente l’Imperatore non c’è. Passateci la battuta: noi al massimo abbiamo Renzi…

  • a voi fa comodo che siano pacati … sempre all’insegna di “botte piena e moglie ubriaca”

  • Non ho voluto intervenire sinora perché l’ha già fatto egregiamente lo staff al completo di Christus Rex.
    Aggiungo che la pacatezza delle posizioni non può incidere sulla loro sostanza.
    Quanto ai vescovi residenziali, si direbbe infatti che siano esclusi dall’indizione di un conclave. Non saprei dire però se anche in caso di necessità… Certo, c’è un fatto: personale ecclesiastico cattolico ce n’è, è ovvio, altrimenti non ci sarebbe la Chiesa (cosa impossibile, come si sa), ma nessuno appare in grado di costituire un gruppo che professi la religione cattolica e nel contempo abbia l’autorità necessaria oltre la giurisdizione speciale. Mi si consenta di notare che la tesi non risolve in alcun modo, a mio avviso, questo problema. Infatti papi formaliter, almeno da Paolo VI in poi, non ce ne sono stati, ahinoi! Non resta che la via del concilio imperfetto ma evitando come il fumo negli occhi – ed è ovvio – la deriva eretica del conclavismo. E lasciatemi dire che appare necessaria l’opera della Divina Provvidenza (c’è qualcosa di male?) onde indicarci la strada maestra per risolvere il problema in apparente mancanza di mezzi. Alrimenti don Francesco avrebbe formalmente ragione nel dire che i “papi” eletti da (pseudo)concili imperfetti avrebbero i numeri per richiedere il proprio riconoscimento. L’autorevolezza e soprattutto l’autorità del concilio imperfetto devono essere garantite. Perché dunque, visto che a noi pare che l’unica strada percorribile sia questa, non dovremmo sperare in una “validazione” da parte della Provvidenza? O pensiamo che non sia in grado? O pensiamo come deisti che escludono l’intervento di Dio nel mondo (a Sua volontà, naturalmente, mica ad nutum fidelium, è chiaro!!!)? Niente para-millenarismi, per carità, ma preghiera e forma mentis cattolica integrale. W il Papa cattolico!

  • Cari amici, il cattolico va caratterizzato come quello che crede essere centrale oggetto di preghiere e fervente volontà che si senta sempre in terra la Voce di Gesù Cristo, per mezzo del Suo Vicario, il Papa. Ciò è misura prossima della Fede in qualsiasi tempo. Eppure, questa Voce di salvezza manca da quando in Suo Nome risuonano le contraddizioni dottrinali e liturgiche del Vaticano 2 e dei suoi promotori «papali». Passati più di mezzo secolo di tale abominazione nella Sede santa, ai cattolici resta soltanto quanto trasmesso dalla Chiesa fino a Pio XII e i rari vescovi e preti che contro ogni pressioni provano a vivere e far seguire la vera Tradizione.
    Per compensare tale vacanza, vi furono alcuni tentativi affinché i laici si stringessero attorno ai chierici rimasti cattolici (purché degni, ovviamente), ma essi stessi si sono lasciati dividere dalla tragedia del Papa mancante. Si pone ora la domanda: possono i vescovi cattolici rimasti, quasi tutti irregolari, indire un concilio imperfetto sostitutivo di un conclave? «A quanto emerge dal Codex sembrerebbe di no». Ma potevano i termini prescritti essere seguiti, per esempio, nel «Concilio di Costanza»? Ovviamente no. Quindi, se non c’è più nessun Imperatore e nemmeno resta la precedente Cristianità dove si possa ricorrere a una autorità definita della Chiesa, resta solo alla Chiesa militante di proporre al Potere divino, nel modo più consono alle norme passate, un Capo di fronte a Dio stesso. Sì, poiché anche nei tempi regolari della Chiesa il potere del suo capo è venuto immediatamente, non dai Cardinali, né da nessun altro se non dal Signore stesso. Quindi, è direttamente alla Sua Misericordia che ci si deve appellare per avere questo capo inviato. Esso è di necessità assoluta e deve perciò essere proposto nel miglior modo, pubblico e universale, al Divino Vaglio. E quando, finalmente, sarà così proposto un «Papa cum degnitate», egli potrà avere la sua azione riconosciuta da un gran segnale della Grazia divina. Ora, salla Profezia data per il nostro tempo, ormai centenaria, sappiamo che quest’azione sarà la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria della Russia, per la sua conversione e un tempo di pace.
    Così sia, per le anime coscienti che tutto ciò richiede un impegno particolare, secondo il proprio stato, per ogni vero cattolico. È di questo impegno che si dovrà assolutamente parlare.

  • Sì, Antonio, tale prospettiva potrebbe essere plausibile … ma il problema rimane, a mio avviso: non possiamo contare su una ‘nuova Rivelazione’ di carattere pubblico (la prima e unica, conclusasi con la morte dell’ultimo Apostolo…) NSGC è ovviamente liberissimo di imporre una soluzione ‘inaspettata’, ma non può contraddirsi – la ‘rinascita’ deve poggiare sulle spalle di un legittimo successore di St. Pietro (APOSTOLICITA’). Cfr. Mons. Sanborn (2002), “Explanation of the Thesis of Bp. G. Des Lauriers. Ringrazio molto la redazione per aver promosso e mantenuto la pacatezza dei toni, che consente a noi laici di comprendere con più chiarezza … AMDG

  • Non ho ancora avuto il tempo di leggere e studiare l’Editoriale dell’ultimo numero di Sodalitium, per cui mi riservo di obiettare a don Ricossa in un secondo momento. Osservo però che, senza cedere alla sua ironia sul conclave, non vi è alcuna fretta di convocarlo ad ogni costo. E’ vero che la Chiesa per la sua costituzione divina ha assolutamente bisogno del successore di Pietro, ma non è detto che il conclave, di diritto ecclesiastico, storicamente relativamente recente, sia l’unica possibilità di designarlo. In antico era il popolo cattolico di Roma, poi solo il clero, poi una sola parte del clero, infine i soli cardinali diaconi, presbiteri e vescovi. Le procedure canoniche valgono per i tempi normali, ma quando le circostanze speciali non offrono più la materia prima per l’operazione (mi si passi la parola), la palla torna al centro. Per spiegarmi meglio, anticipo ora una delle tante critiche che si debbono muovere alla tesi di Cassiciacum e a don Ricossa che la sostiene pervicacemente. Successivamente aggiungerò altri argomenti.
    La prima critica alla tesi che non funziona è che dà per scontata la validità dei precedenti conclavi, compresi quelli da cui sarebbero usciti materialmente papi Roncalli e Montini. Costoro non godrebbero formalmente dell’autorità somma non possedendo alcuni requisiti: sostanzialmente quello dell’integrità della fede cattolica. L’errore consiste nel fatto che anche gli stessi cardinali elettori, per la maggioranza, non avevano già allora la fede cattolica. Essi rientrano in una tipologia neppure prevista dalle norme canoniche. Essi si sono sbagliati, non per ignoranza delle qualità dirimenti dell’eletto, ma proprio perché le condividevano ed hanno imposto al resto dell’assemblea elettiva il loro disegno. Ciò poteva non essere legittimamente sospettabile al tempo dell’illustre domenicano ideatore della tesi, ma oggi, alla luce di molti altri dati, non è più sostenibile. Tali conclavi sono dunque nulli a partire almeno da questa ragione. La conferma di ciò discende dal fatto che nel tempo anche i successivi cardinali sono stati creati in numero sempre più determinante in virtù delle imprescindibili qualità moderniste. Il modernismo (totale o moderato), assieme all’adesione obbediente al Vaticano II, è anzi diventato la qualità necessaria per la nomina e l’avanzamento nella carriera episcopale. Sarebbe ridicolo, anzi, sperare che un domani i cardinali, selezionati appositamente per lo scopo tutto massonico e satanico di traghettare la Chiesa cattolica alla nuova religione universale del falso profeta (perché è lì che tende il senso della storia, che molti tradizionalisti hanno inspiegabilmente dimenticato), possano risvegliarsi dall’apostasia e risanare la Chiesa cacciando l’usurpatore da loro stessi eletto. Arrivati ad un così avanzato stato di infezione ereticale (e spesso apostatica) della gerarchia, mi permetto di osservare che non ha nemmeno senso parlare di concilio imperfetto, o cose simili, essendo sparita del tutto la giurisdizione ordinaria e mancando un’autorità che necessariamente operi il discernimento di chi, per provata fede cattolica, abbia il diritto di eleggere il successore di Pietro. Ogni soluzione prospettata, per quanto onesta e ragionevole, sarebbe meramente suggerita dalla prudenza della carne e, perciò, contestabile. Occorre pregare soltanto e attendere con l’esercizio della Speranza soprannaturale, che sia il Cristo stesso, Salvatore della sua Sposa, a spazzare via con la scopa delle terribili purificazioni materiali e col ventilabro del discernimento spirituale ogni infedeltà ed errore dei suoi sacerdoti e dei suoi fedeli. Il fatto che il vicolo cieco in cui si trova la Chiesa attualmente non sia previsto dalle leggi ecclesiastiche, né (apparentemente) dalle Sacre Scritture, sta a significare, a mio parere, che il Salvatore ha riservato per sé la soluzione della Sede Vacante. A noi deve bastare la fede nel “Non praevalebunt” senza bloccare con le nostre “pandette” ogni considerazione in un senso o in un altro. L’unico indizio di uscita dalla crisi, in linea con questa riflessione, l’ho trovato negli scritti della Beata Anna Maria Taigi (1769-1837), là dove, descritti i flagelli della grande tribolazione, dello sterminio degli empi dopo i tre giorni di tenebra e dell’assenza del Papa, dice che i vescovi superstiti si interrogheranno su come fare per eleggere il successore di Pietro. Allora, dice la Taigi, appariranno loro i santi apostoli Pietro e Paolo indicando il successore. Nessuno è tenuto a credere a questa profezia, ma la qualità di essa e l’autorità formidabile della Beata rende ragionevole credere che solo un intervento miracoloso potrà dirimere la questione. Chi non conosce la straordinaria figura della Taigi potrà reperire qualche lacerto di informazione (purtroppo decontestualizzato) su internet: le sue profezie fedelmente avveratesi su Pio IX, sullo Zar di Russia e molte altre vicende sono sbalorditive. I più zelanti potranno forse trovare ancora in qualche biblioteca (meglio se ecclesiastica) il libro biografico scritto su di lei dal Cardinal Saletto, che fu il postulatore della sua causa di beatificazione. Alla prossima.

  • Aggiungo e ripeto per il Sig. Colombara che l’APOSTOLICITA’ della Chiesa non consiste nella successione di Pietro, come purtroppo anche alcuni vescovi ripetono, ma nella successione apostolica. L’apostolicità, che viene citata nel Simbolo niceno-costantinopolitano, è sempre stata interpretata come ho detto anche dalla Chiesa d’Oriente, ortodossa, copta, ecc, che tuttoggi lo recita non certo pensando al Papa!!! Dirò anzi che, strettamente parlando, in riferimento all’etimologia, apostolicità significa “missionarietà”. E’ ancora più evidente che tutti gli apostoli e i loro successori, non solo e non esclusivamente Pietro, dal giorno dell’Ascensione sono stati “inviati” a evangelizzare la terra. E’ anche evidente, lo dico come corollario, che l’attuale chiesa di Bergoglio non è apostolica, perché non evangelizza più, né tantomeno vuole convertire qualcuno. Sintomo questo della mancanza di “visibilità” dell’attuale chiesa romana.

  • Concordo con Arai e questo è ciò che desideriamo… e vediamo anche che Dio ha voluto che don Ricossa e IMBC siano tra i chierici fedeli , ma, dato che non ci forniscono risposte in base a cui dobbiamo aspettare (noi o chi per noi) altri 100 anni per una soluzione del problema dell’ora presente, ritenendo valida ancora oggi la tesi (ha una giuridizione quella che si dice residenziale se non fa parte della Chiesa? Dio nel caso darebbe Autorità a chi NON FA parte della Chiesa? Non è eresia questo? del tipo conciliare, i lumi ovunque , nel modernismo persino come nel buddismo?), dato che Dio vuole che lavoriamo per il Suo Regno come LUI lo volle (con un Papa mf, con l’Autorità), anche se dovesse arrivare la Parusia domani dobbiamo lavorare per il papato oggi. Perchè siamo cattolici e non acefali, non eretici, non scismatici. Acefali (senza Autorità) eretici e scismatici sono loro che si sono seduti sulla cattedra che fu di Mosè e poi di Pietro. E ciò implica che dobbiamo confrontarci con coloro che son rimasti integri tra le macerie del crollo della chiesa apparentemente ufficiale , protestante (peggiore dei tempi di Lutero e Calvino)neomoderna. Non nutro fiducia in Fellay ed è in comunione con Bergoglio. Quindi inutile rivolgersi a loro. Resta solo la coraggiosa IMBC e i sedevacantisti, poi Dio chiamerà i salvati anche dalla FSSPIOX, dai modernisti, ma sarà dopo…ora si deve prendere il toro per le corna anche se non piace. Neanche a noi piace ma si deve fare perchè amiamo Gesù , amiamo Maria, amiamo la Chiesa, amiamo il Papato. Chiediamo a tutti i santi, alle anime purganti , a Maria SS e San Giuseppe di intercedere per la Chiesa di Cristo per i meriti principali ed unici di Ns Signore Gesù Cristo.

  • Ringrazio i commentatori tutti (eccetto silvano) per l’arricchimento reciproco. Come scrive Benedetto il conclave è isituzione recente…ed aggiungo Gesù elegge e nomina Pietro tra i 12 (di cui 1 traditore), Pietro nomina successore Lino…(nessun conclave) poi il popolo, il clero, i vecovi , cardinali…ora ritorniamo in emergenza catacombale. Bello il paragone dell’infezione ..mi fa venire in mente un cadavere (là ov’è il cadavere del grande corpo là si raduneranno gli avvoltoi) che marcisce gradualmente , proprio come avvenuto ed ora è putrefatto, solo i vermi ci camminano sopra e dentro. Conoscevo la profezia della Taigi sui 3 gg di buio ma non sui vescovi che si interrogano…. la Emmerich (mi pare lei o S.Ildegarda) dice che quando tutto sembrerà perduto Dio interverrà e la Chiesa tornerà più bella. Poi ci sono le profezie sul nuovo Papa..
    ma le profezie vanno intese non materialmente ma metaforicamente, quindi resta da capire cos’è l’intervento di Pietro e Paolo. Chi sono i 2 testimoni del tempo attuale? Siamo nella grande tribolazione e Maria incinta (visione sempre della Emmerich oltre che nella Sacra Scrittura) sta per partorire nuovamente il Bambino , nel Regno di Cristo. I segni, le profezie, i Santi ci dicono che siamo prossimi ma dobbiamo aiutarci, agire sinergicamente in vista del Regno, combattere da cattolici, e non farci la guerra tra cattolici, combattere i modernisti con la preghiera il digiuno e l’azione. non esistono scuse per rinchiudersi nei propri ghetti dove se si chiudono gli occhi si sta pure bene.

  • se non era per Qualcuno che, con due paroline, vi ha fatto abbassare la cresta, eravate ancora qui a vedere chi aveva l’aureola più grande …

  • La qualità di questi commenti – di cui in modo buffo, il meno serio fu di un prete intelligente, ma ancora fissato, esigono un articolo. Per ora mi limito a rispondere alla questione, per la cui gravità sembra che solo l’intervento divino diretto possa risolvere. Certo è che l’intervento del caso, come penso lo diceva la beata Taigi e qui lo dice Cattolico, e penso lo intenda anche Diano, dovrebbe essere in forma d’ispirazione. Ciò in risposta a preghiere e penitenzem anche attraverso S. Pietro e S. Paolo: ispirazione all’azione dei chierici fedeli che insieme ai laici capiscono che il Signore ha già affidato il corso della Chiesa all’azione prudente degli uomini. A presto, se Dio lo vuole.

  • Federico, la legittimità della successione è anch’essa, come tutto, nelle mani di Dio. Dio non si contraddice, è ovvio, nondimeno può indicarci un ‘procedimento’ che, senza contraddire la dottrina, risolva il problema (e alla risoluzione siamo già avviati).
    Pensi che a Dio ciò sia impossibile?
    Io mi riferivo alla prassi, non alla dottrina.
    Sono cattolico, e so bene che la DOTTRINA – PER VOLONTà IRREFORMABILE DI dIO (E L’HA DECISO lUI, NON NOI), è immutabile. Ma Dio è superiore a S. Vincenzo di Lerino, e – senza contraddirsi – può farci superare scogli umanamente (e quindi solo APPARENTEMENTE) insuperabili.

  • paralizza i vari don Tranquillo, Nitoglia, la Guarini, Pasqualucci, Di Pietro e lo stesso Ricossa nella palude delle contraddizioni e delle ambiguità

    La qualità di questi commenti – di cui in modo buffo, il meno serio fu di un prete intelligente, ma ancora fissato, esigono un articolo

    avete un concetto di stile e rispetto alquanto bizzarro …

  • Forse un giorno dovrò raccontare, a gente seria, come tra i miei impegni a favore della fede che la Chiesa deve avere un Papa, c’è stato da mia parte ferma opposizione a quanti, esacerbando questa necessità, hanno ordito dei pseudo conclavi. Racconterò allora quello di St Jovit, in Canada, di quello del P. Pulvermarcher in America, di quello finito nelle catacombe romane. Gli amici conoscono la mia opposizioni. Altri, ex amici, pensano che calunniandomi portano acqua alla giustificazione della loro acefalia. Certo è che considerare ciò solo “poco serio” è una mia gentilezza, proprio in senso contrario alla mancanza di rispetto, piuttosto subita… ma da perdonare un giorno al pertinace DFR.

  • pertinace agg. [dal lat. pertĭnax -acis, comp. di per-1 (che indica insistenza) e tĕnax -acis «tenace»]. –
    1. Che dà prova di grande costanza e tenacia nel proprio modo di pensare e di agire: essere p. nei propositi, nel perseguire i proprî fini; e Libertade affretto Più ognor deluso e p. amante (Foscolo).
    2. Ostinato, irriducibile, accanito: la p. oppressione ed i quotidiani arresti (F. De Sanctis); in partic., spec. nel linguaggio della morale cattolica, di chi persiste ostinatamente nel male, nel peccato, nell’errore. Meno com. con sign. più generico, insistente, persistente: una pioggia, una febbre pertinace. ◆ Avv. pertinaceménte, con pertinacia, con ostinazione: lottare pertinacemente; sostenere pertinacemente le proprie idee.

  • http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/19/massoneria-libro-shock-gran-maestro-magaldi-i-potenti-nelle-logge/1220062/
    don Nitoglia è irricuperabile,
    speriamo che almeno don Ricossa provi a rispondere a quella domanda che ha posto nella nota di sodalitium, senza rispondersi che qualche cosa in qualche modo è seduto là. E provi a rispondere a tante domande, se riesce a essere convincente crederemo alla tesi.
    comunque Magaldi dice che se un giudice glielo chiede fornisce le prove di Roncalli (a noi interessa ciò), non si trova un giudice che lofa?
    Grazie per quanto ci racconterà, Arai.

  • Nonostante la discutibilità del personaggio Magaldi, questa notizia ha probabilità di essere vera al 50%. L’avevo notata e presa in considerazione a suo tempo. Magaldi però è molto furbo e sa fare il suo interesse. La notizia è ghiotta, ma è blindata con astuta sicurezza. Infatti: quale giudice mai e per quale vantaggio oserebbe esporsi a ritorsioni certe e vendette massoniche indagando su personaggi del genere se fosse vera la loro appartenenza alle logge? Ma anche se fosse una bufala, quale meccanismo dovrebbe indurre un magistrato ad aprire l’inchiesta su di un defunto? Ovvero quale aspirante suicida oserebbe denunciare qualcuno vivente in odore di massoneria? Si è costretti a credere a scatola chiusa, ma così facendo non si possono presentare prove e la gente vuole prove, non chiacchere. Ergo: questa strada, benché suggestiva, non porta da nessuna parte. Come volevasi dimostrare.

  • @ la moderazione ha chiesto pacatezza, stile e rispetto. Si tratta di questioni importanti e non di chiacchiere da bar. Occorre non essere preda delle passioni più o meno regolate. L’unico qui, che, come al solito, non si attiene a questo tipo di atteggiamento, è lei. Un vero peccato.

  • Certo è che considerare ciò solo “poco serio” è una mia gentilezza, proprio in senso contrario alla mancanza di rispetto, piuttosto subita… ma da perdonare un giorno al pertinace DFR.

    non fate le “verginelle”, le vestali del bon ton …

  • Caro Silvano, è lecito e normale che qualcuno come lei non sia d’accordo con queste opinioni. Bene, ma perché allora invece di guardare la pagliuzza altrui e di punzecchiare continuamente non porta argomenti seri alla discussione? Ciò che emerge dalle sue parole è un vuoto spirituale e culturale piuttosto preoccupante, perché lei, credendo di ferire gli altri, fa del male solo a sé stesso. Veda di rifletterci sopra e di cambiare atteggiamento con proposte più positive. Altrimenti, se non vuole collaborare portando opinioni diverse, cambi sito.

  • @Benedetto lei ha perfettamente ragione. Lo zelo amaro e la ricerca della polemica sterile sono frutti del più becero servilismo clericalista, che si fonda su a-criticità, ignoranza e, spesso mala fede, che sono difetti che si trovano in vari bulletti da tastiera, che generalmente sono i microfonini di sacrestie ove odono gli umori e ove corrono a riferire. Sono soggetti sempre esistiti. Non dobbiamo stupirci.

  • La vertigine della rottura con la gerarchia ufficiale paralizza i vari don Tranquillo, Nitoglia, la Guarini, Pasqualucci, Di Pietro e lo stesso Ricossa nella palude delle contraddizioni e delle ambiguità:

    questa è la “proposta più positiva” di tal Benedetto (così si firma) … e lo “staff” dietro … “Medaglia, medaglia ( quanti poveri microfonini acefali c’erano a Modena, … qualche microfonino si è presentato di pomeriggio … )

  • pertinace infatti è chi continua a ripetere una azione o idea sia nel bene o nel male. Nessuna offesa in ciò salvo che si sia convinti che la propria idea sia male. La massoneria logicamente dice ciò che non teme di dire ma Dio è più grande di essa. Ho letto che Magaldi ha scritto che darà le prove di ciò che afferma a chi gliele chiederà, e che le stesse sono conservate in studi legali a New York Londra Parigi. GLi interessati massoni non lo faranno, un giudice che lo faccia non si troverà ma se noi come colpiti dalla notizia in primis in quanto cattolici e quindi parte in causa, “Chiesa offesa” dalla notizia o dal Roncalli le esigessim? Il diritto ce l’abbiamo per sbrogliare una volta per tutte la matassa. Microfonini o infiltrati…dall’ultimo commento direi che si potrebbe dire infiltrato che vede sfuggirgli la preda? Sono costoro che bloccano nelle paludi i vari don tranquillo nitoglia Guarini pasqualucci di pietro ricossa .. sembrerebbe così…

  • @cattolico2. La sua proposta sulla notizia di Magaldi è interessante: Non so però se sia veramente valida sul piano legale. Provi a riformularla nei commenti del nuovo editoriale di oggi. Vediamo se vi sono altri interessati. Quanto al cosiddetto Silvano direi di lasciare perdere e non rispondergli più qualunque cosa dica. I lettori intelligenti sapranno valutare da sé. Anche nell’ultimo commento si è dimostrato incapace di presentare uno straccio diargomento. Soltanto gli riesce – come ai pappagalli- di ripetere le ultime parole degli altri. E’ un caso disperato di infantilismo.

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