Moon-Soros-SachsL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Si può chiamare – mondo postmoderno – quello successivo alla «rivoluzione» del ’68, così come – mondo postmodernista – quello che seguì l’infame rivoluzione conciliare degli anni Sessanta, che ha preceduto la prima. Si tratta di un mondo avviato all’abisso ormai senza freni e senza allarmi di pericoli; destino ogni giorno più evidente a causa della gravità delle crisi in ogni campo.

Il guaio, sul rilascio dei freni e sul silenziato allarme riguarda i vertici civili e religiosi di una società degenerata, incurante della profondità in cui tale operato ferisce l’anima umana. E poiché è tramite la coscienza – e solo essa – che si cade e si ci riprende da ogni crisi, si dovrebbe capire come fu condizionata la coscienza umana da entrambe le rivoluzioni del nostro tempo,

Cominciamo allora da quella sessantottina che stravolse la vita dell’Occidente e poi del mondo. Ci avviamo allora a quel piano del pensiero filosofico moderno accusato da Chesterton: «Oggi il criminale più pericoloso è il filosofo moderno, emancipatosi da ogni legge». A ciò lo scrittore francese Jean Madiran aggiunge che la nuova coscienza propugnata dalla rivoluzione conciliare del Vaticano 2 è per una coscienza emancipata “dalla legge di Dio, che è il Vangelo, e emancipata dalla legge naturale, che è nel Decalogo”(«L’eresia del XX secolo», Volpe, Roma, 1972).

Per la rivoluzione sessantottina il filosofo moderno che ci interessa qui è Herbert Marcuse, la cui opera perversa, che non è, in essenza, una filosofia, ma guida alla nuova mentalità anti-religiosa, imperversa sempre più.

Questo autore fu uno dei massimi esponenti della cosiddetta “Frankfurter Schule” (Scuola di Francoforte), formata con Horkheimer, Adorno, ecc. nel 1922 per «aggiornare» il marxismo. Ma poiché ciò non era opera benvista, prese poi il nome, divenuto celebre de “Istituto per la ricerca sociale”!

Appena prima della presa di potere di Hitler, l’ebreo Marcuse fugge verso gli Stati Uniti, dove ottenne la cittadinanza nel 1940. Li comparvero le sue opere principali: «Eros e civiltà» (pubblicato nel 1955) teoria critica (Kritische Theorie) o meglio, aggiornamento del «principio del piacere» di Freud alla nuova società opulenta, per la liberazione dall’oppressione del lavoro. Ecco le «ispirazioni» per i movimenti studenteschi degli anni sessanta nel mondo, principalmente negli USA e Germania. Segue nel 1964 «Der eindimensionale Mensch», «L’uomo a una dimensione», dove Marcuse, che si definisce marxista e hegeliano, critica il capitalismo, mirando alla nuova rivoluzione: l’immaginazione al potere!

Poiché tutte le ribellioni, organizzate in rivoluzioni, sono nel fin dei conti contro la Parola di Dio, vediamo contro quali si mette la ribellione filosofica attuale che avvia l’uomo verso una crisi terminale, nella condanna divina ad Adamo : “Poiché hai ascoltato la voce della tua donna, e hai mangiato dell’albero, di cui t’avevo comandato: – Non ne devi mangiare – maledetto sia il suolo del tuo lavoro; tra le fatiche ne trarrai il nutrimento, per tutti i giorni della tua vita; ti germoglierà triboli e spine, e tu mangerai l’erba dei campi. Col sudore della fronte ti procaccerai il pane, finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto; perché polvere sei e in polvere tornerai!”  (Gn 3, 17-19).

Si tratta del Peccato Originale per cui l’uomo è condannato alle fatiche della sopravivenza. Ora, le costituzioni moderne mirano a neutralizzare questa pena con assicurazioni sociali, oggi in bilico, che le escludano in vista di una utopica felicità in terra. Sono assicurazioni precarie, e per volta possono sembrare la nuova oppressione, di accontentare i lavoratori con delle briciole del banchetto capitalista nelle società opulente! Ecco che i libri di Marcuse diventano i grandi ispiratori, della ribellione studentesca. «Eros e Civiltà» mira a una rivoluzione globale con l’idea di una società del piacere «liberato» da vecchie repressioni (vedi religione). Anche confutando alcune tesi di Freud, espresse nell’opera “Totem e tabù”, il nostro capirà in seguito che le reazione giovanili alle accusate repressioni future sono contraddittorie senza un moto positivo. Allora, un po’ deluso, passa all’utopia seguente, del rovesciamento dell’ordine, anche del socialismo reale col potere dell’immaginazione; idea astratta, ma che fa presa tra gli studenti.

La critica al “socialismo reale” e alla “civiltà industriale” è una costante nella sua opera; ma deve evitare l’errore di Marx, che gli operai siano pronti a cambiare. No, vogliono assicurare il posto di lavoro e una posizione sociale con i piaceri tanto vituperati! Mica alleanze con gli studenti nella repressione al sistema! Ciò si vedrà nel 68’ francese, per esempio. Marcuse sul marxismo sovietico osserva come pure in Unione Sovietica il cambio nei rapporti di produzione sia stato seguito da una perdita di coscienza rivoluzionaria, finendo per diventare un’espressione, non meno di quella nel capitalismo, di una realtà repressiva. Dirà: “Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non-libera prevale nella civiltà industriale avanzata, col progresso tecnico”. Infatti, già diceva Aldous Huxley, autore dell’«Ammirabile mondo nuovo»: “La dittatura perfetta avrà l’aspetto della democrazia, una prigione senza mura dove i prigionieri non sogneranno nemmeno la fuga. Un sistema di schiavitù in cui, grazie al consumo e al divertimento, gli schiavi ameranno la loro schiavitù”.

Per Marcuse, nel modello sociale presente la vita dell’individuo si riduce al bisogno atavico di produrre e consumare, senza resistenza. Sarebbe il carattere basicamente repressivo dalla società industriale avanzata che in cui l’uomo è in realtà appiattito alla dimensione di consumatore, euforico e ottuso, la cui libertà è ridotta alla possibilità di scelta tra prodotti diversi. Ecco allora la sua suggestione, che l’ha reso maestro presso gli studenti del sessantotto; la grande importanza attribuita da lui all’immaginazione per rompere con le realtà della vita comune; un “grande rifiuto” al modello vigente, ricorrendo a qualsiasi immaginazione capace d’invertire le cose: “Immaginazione al potere” diventerà parola d’ordine studentesca nel sessantotto, per operare un’astratta liberazione che gli accomuni ai guerriglieri del terzo mondo; oggi alle primavere arabi, all’ISIS in nome delle minoranze emarginate o presse da idee religiose astruse! Sì, perché tutto ciò viene temprato, nella mentalità sessantottina perdurante, al concetto principale: della “liberazione dell’eros”, inteso come liberazione delle energie sessuale creative dell’uomo, dai condizionamenti della società chiusa e repressiva. Tutto verso quella società più aperta, di uomini liberi e solidali nel piacere, per cui «eros» starebbe anche per «vero» e «bello», in opposizione a concetti di dominio della vecchia società che ignorava la «fantasia» nel suo rigido ordine.

L’immaginazione per guidare la stessa natura umana

Abbiamo visto brevemente quali sono i sogni d’aspetto «filosofico», più letterari che altro (come Teilhard) per lo sganciamento dell’uomo dalla sua vera natura; come creato da Dio. Ma si è visto con l’adunata oceanica di questi giorni a Roma, che nemmeno sui temi della famiglia i novatori possono vantare una qualche maggioranza democratica. Come già spiegato da S.Pio X, i modernisti forzando i loro cambiamenti dimostrano che le maggioranza non le vogliono.

Eccoci alla nuova «cultura» della pura ribellione del pensiero soggettivo contro la condizione obiettiva dell’uomo che d’allora scatena una «liberazione»: separare il sesso dalla procreazione con la pillola e altri sistemi di contraccezione – poi, separare la procreazione dallo stesso sesso con l’inseminazione artificiale e uteri in affitto. Adesso in Gran Bretagna, la legge autorizza la manipolazione genetica degli esseri umani e la Human Fertilisation and Embryology Authority (Hfea) inglese ha dato il via libera a modificare geneticamente gli embrioni umani, provenienti da cliniche che utilizzano tecniche di fecondazione in vitro; scienziati vogliono disattivare alcuni geni di questi embrioni per vedere che cosa succede! Per ora, dicono, non intendono impiantare gli embrioni modificati in una donna! È la mentalità che vuole arrivare ai «cloni», come hanno fatto con la pecora Dolly! L’«immaginazione creativa» nel campo della vita!

Sì, siamo alla manipolazione della vita, messa in mano a una mentalità scientista sperimentale, senza possibili assicurazioni da quelli della bioetica che s’interessano pure all’eutanasia, o «fine vita», per la soppressione dei malati, anziani e anche minorenni. In Olanda, prima classificata in materia di tale «progresso» ciò diventa legge! E che cosa ha da dire la chiesa conciliare a proposito, ignorando quanto insegnato prima dalla Chiesa durante secoli?

Bergoglio: la «Chiesa» non rivendica spazi privilegiati nella bioetica e invita il Comitato di bioetica ad approfondire i temi del degrado ambientale, della disabilità e degli standard da armonizzare. “L’umanità derubricata a zootecnia d’allevamento industriale, come suini e bovini, dietro l’apparenza di emancipazione” tuona il giornalista di «La Stampa». E Blondet parla di tale processo che “avanza assistito dalla tecnica e non può essere compreso senza parlare anche di aborto seriale, eutanasia (o fine vita, che è il nuovo nome della morte), medicina genetica, biochimica, infine di affarismo legato alle scoperte. Le nuove parole sono di per sé interessanti : fine vita, genere al posto di sesso. Qui c’è il nucleo di tutta la costruzione teorica. Secondo l’ideologia gender le differenze sessuali tra maschio e femmina sarebbero semplice morfologia modificabile e nella sostanza non avrebbero alcuna importanza. In base a questo punto di vista la distinzione maschile/femminile avrebbe una valenza eminentemente culturale. Gli uomini sarebbero tali solo perché educati da uomini, le donne sarebbero tali perché educate da donne. Una bomba atomica. Dobbiamo allora comprendere perché si voglia intervenire e rimodellare l’immagine stessa, e la percezione di sé dell’umanità e imporre una concezione della sessualità ideologica e avulsa da qualunque retaggio naturale. Un processo, che nelle sue forme estreme, pare destinato a sfociare nel modello di un uomo artificiale, riplasmato nella trasmutazione di tutti i valori.”

Siamo allora alla trasmutazione di tutti i valori, piuttosto principi, che ci furono rivelati e che sono in quella legge naturale che concerne la natura del genere umano, come creato da Dio, perciò Legge conforme alla ragione, “architrave di ogni ordine sociale che sia anche, ed innanzitutto, ordine dell’anima”. – Vi è certo una vera legge, la retta ragione conforme a natura, diffusa tra tutti, costante, eterna – (Marco Tullio Cicerone). E la voce di Roma?

Oggi è proprio dal Vaticano bergoglione che procede la prima «enciclica genocida» che mette l’idea di ambiente al di sopra della persona umana, con la consulenza di gnostici malthusiani, quale la trimurti abortista Ban Ki-Moon, George Soros e Jeffrey Sachs, quest’ultimo di casa nel nuovo Vaticano.

Altra Genesi

Non per caso l’ex presidente dello IOR, Gotti Tedeschi, contrario a queste influenze, dice che il diavolo è ora disoccupato; la gente va volentieri all’inferno. E qui tutti i cattolici dovrebbero prendere coscienza che viviamo il ribaltamento della Legge del Creatore, che ci ha fatto uomo o donna, “maschio e femmina li creò” per popolare la Terra. Se qualche legge civile lo contraddice, non è altro che simulacro di vera legge, che va perciò disubbidita e la sua falsità accusata, insieme ai falsi cristi e falsi capi che le promulgano.

Approfondendo la perversità presente alla luce della Bibbia, ci si accorge che si apre all’umanità la via di ritorno al vomito originale, causato da un tentatore. Ma con un’aggravante apocalittica: la tentazione di far accettare ogni rivoluzione progressista, viene proprio dalla Cattedra della Verità, occupata da uomini in veste di pastori, che sarebbero consacrati per confermare la Redenzione della Caduta Originale. Come potrebbero questi, giustificare la volontà di potere e la sete di dominio sulla natura, di uomini al posto di Dio, senza svelarsi complici del tentatore di sempre? Ecco l’abominio della desolazione nel Luogo Santo per esaltare l’uomo come dio (II Ts); per mutare il tempo e la Legge (Dn 7, 25).

hippies e libertà