L’ENIGMA «CONCLAVISTA» NELLA DEBÂCLE CATTOLICA

downloadIn premessa, “Christus Rex” comunica ai lettori che in questo articolo non vi è alcun intento polemico, ma viene espressa l’opinione dell’autore in maniera molto chiara e approfondita. Egli rigetta ogni forma di “conclavismo” che ha eletto “papi” (come già ha avuto modo di precisare in un commento all’Editoriale della scorsa settimana) né ritiene che noi abbiamo autorità di eleggerne uno. Questo articolo è motivo di riflessione sulla situazione del Papato. Nessuno abbia a sentirsi colpito perché intenzione, almeno la nostra, è ESCLUSIVAMENTE quella di dibattere rispettosamente per il Bene della Chiesa. Ogni contributo, pacato e costruttivo, in tal senso, è auspicabile e gradito.

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

  1. Poiché la questione della successione nella Sede di Pietro è alla base della crisi che sembra senza uscita per il cattolici odierni, cominciamo per vedere cosa si è fatto per evitare che già nel conclave per eleggere il successore di Paolo 6º, tutto continuasse con un altro «papa conciliare». In tal senso abbiamo la lettera di Mgr. Lefebvre a molti cardinali elettori.

Lettre de Mgr Lefebvre à plusieurs cardinaux

«Eminence Révérendissime,

«A nouveau la Providence vous appelle à rejoindre la salle du Conclave pour élire le futur successeur de Pierre. La situation de l’Eglise est telle que seul un Pape tel que saint Pie X peut arrêter l’autodestruction dont Elle souffre surtout depuis le Concile Vatican II. Poursuivre les orientations de ce Concile et des Réformes post-conciliaires, c’est étendre l’apostasie et mener l’Eglise vers sa ruine. On juge l’arbre à ses fruits, dit Notre Seigneur Lui-même. Or d’ici peu des diocèses nombreux vont se trouver dans une pénurie tragique de prêtres.

«Maintenir comme bases de l’activité de l’Eglise des documents comme ceux de la «Liberté Religieuse», de«L’Eglise dans le monde», et des «Religions non chrétiennes», et bien d’autres qui sont à l’origine des Réformes post-conciliaires, c’est admettre «la fumée de Satan» dans l’Eglise.

«La Réforme Liturgique en particulier et celle de la Sainte Messe spécialement atteint l’Eglise en ce qu’Elle a de plus essentiel et de plus cher : le Saint Sacrifice de Notre Sauveur, avec son infinie satisfaction.

«Un Pape digne de ce nom et vrai successeur de Pierre ne peut pas déclarer qu’Il se donnera à l’application du Concile et de ses Réformes. Il se met, par le fait même, en rupture avec tous ses prédécesseurs et avec le Concile de Trente en particulier.

«L’Eglise qui est essentiellement Tradition c’est-à-dire transmission fidèle du dépôt de la foi de génération en génération ne peut supporter une rupture comme celle de Vatican II sans s’autodétruire. Cette rupture n’a été possible que par la pression des groupes progressistes à l’intérieur d’un Concile  «pastoral», d’«aggiornamento».

«Seule la réaffirmation constante de la foi catholique peut être la source de l’unité. L’autorité du Souverain Pontife ne se justifie qu’à ce prix. Les circonstances dans lesquelles elle a été conférée à Pierre le manifestent avec clarté. Comment peut-on utiliser cette Autorité si vénérable au service d’un oecuménisme qui transforme les catholiques en protestants, en athées, ou en charismatiques?

«Nous vous supplions, Eminence, d’avoir ces pensées présentes à l’esprit lorsque vous devrez faire le choix du Successeur de Pierre. Nous prions l’Esprit Saint de vous donner Lumière et Force pour que le Règne de Notre Seigneur arrive. Daignez agréer, Eminence Révérendissime… in Xto et Maria.

NOTE : Le cardinal Karol Wojtyla, archevêque de Cracovie et futur Jean-Paul II, aurait été destinataire de cette lettre.

Inutile voler oggi fare l’analisi dei termini di questa Lettera; ci basta sapere che una «successione conciliare» era gravemente contestata da un Vescovo che raccoglieva dubbi e contestazioni di un grande numero di cattolici fedeli sulla mutazione, sia nella Dottrina, sia nella Liturgia.

In questo senso, molto era già stato testimoniato e scritto allora, con parecchie rotture, abbandoni e perfino espulsioni di marchio «conciliare».

Ci basti quella del dotto Rv. Padre Gesuita messicano Joaquín Saenz y Arriaga (fondatore della “Union Catolica Trento”). Come dottore in filosofia e teologia, faceva parte del gruppo che editò il libro “Complotto contro la Chiesa”, che fu presentato col pseudonimo di Maurice Pinay alla vigilia del Concilio in diverse lingue. Quando questo Vaticano 2 seguì la via opposta invertendo le vie della Chiesa e smontando le sue difese, egli rifiutò da subito tale insegnamento e scrisse nel 1966: “La nueva Iglesia Montiniana” a cui fanno seguito, “Cisma o Fé”?, “Escomulgado?” e nel marzo 1973, un documentato e voluminoso libro dal titolo: “Sede Vacante. Paulo VI no es legittimo Papa”.

L’autore vi sosteneva, in base alla legge della Chiesa, che Paolo 6º (Montini) non era Papa legittimo ma antipapa, o perché al momento dell’elezione non era, per precedente eresia soggetto capace della carica o perché, eletto, ha perso il pontificato per eresia, approvando il «Concilio e la nuova messa».

In questo senso la lettera sopra di Mgr Lefebvre già sembra un avviso inutile.

Eppure, essa servì di ammonimento su quanto succederà negli anni seguenti del pontificato di Giovanni Paolo 2º, Karol Wojtyla, di Cracovia, che era uomo del Vaticano 2. Così, nel 1983, Mgr Marcel Lefebvre insieme a Monsignor Antonio de Castro Mayer, scrivono a questo «papa» quanto segue sotto in un riassunto della storia di tali documenti, tradotti in italiano.

«Lettera aperta al Papa – Manifesto Episcopale» (21 novembre 1983)

Nel novembre 1983, Mons. Lefebvre e Mons. Castro-Mayer inviarono a Giovanni Paolo una Lettera aperta con un dettagliato Manifesto Episcopale:

“La situazione della Chiesa, da venti anni, è tale che essa appare come una città occupata. Migliaia di sacerdoti e milioni di fedeli vivono nell’angoscia e nella perplessità a motivo della “autodemolizione della Chiesa” Gli errori contenuti nei documenti del Vaticano II, le riforme postconciliari, e particolarmente la Riforma liturgica, le false concezioni diffuse da documenti ufficiali, gli abusi di potere compiuti dalla gerarchia, li gettano nel turbamento e nel disagio. […] Tacere in queste circostanze significherebbe farsi complici di queste cattive opere (cfr. 2Gv 11) […] È con i sentimenti di S. Paolo di fronte a S. Pietro, allorché gli rimproverava di non seguire la “verità del Vangelo” (Gl 2, 11-14), che noi ci rivolgiamo a Voi”.

Non vi fu risposta. Cominciava a farsi evidente, o il disinteresse per le questioni riguardanti la fede, o allora, il che è peggio, la deliberata deviazione dalla verità del Vangelo. E la conferma è continuata a venire indirettamente dai fatti.

Un anno dopo il «Manifesto» dei due Vescovi, il Vaticano fece la mossa dolosa dell’Indulto per la Messa tradizionale; a condizione che gli interessati prendessero le distanze dai dissidenti del Vaticano 2, mentre Giovanni Paolo 2º appoggiava vecchie e nuove eresie, dalla protestante alla neocatecumenale, avendo perfino predicato nel tempio luterano di Roma, affermando che si dovrà “rifare il processo a Lutero in modo più oggettivo”, dando così ad intendere che la sentenza di Papa Leone X sulla questione di fede sia ingiusta e riformabile.

Si riceveva regolarmente in Vaticano esponenti massonici, come il B’nai B’rith, con cui conclusero rapporti di collaborazione … Ma ai due Vescovi si riservava solo animosità e disprezzo. Si delineava l’esistenza di un «altra chiesa»!

Ora, poiché le parole finali del Manifesto richiedevano una risposta mai venuta, un anno dopo, nel novembre 1984, Mons. de Castro Mayer, dopo il silenzio che cadde su tutte queste gravissime questioni, concesse il giorno 6 un’importante intervista  al noto «Jornal da Tarde» di S. Paolo, dichiarando che “il Vaticano 2, nei suoi documenti, come la dichiarazioni Dignitatis humanae, proclamava una eresia oggettiva per cui: “La Chiesa che aderisce formale e totalmente al Vaticano II con le sue eresie, non è né può essere la Chiesa di Gesù Cristo. Quelli che seguono o applicano tale dottrina dimostrano una pertinacia che normalmente configura l’eresia formale. Se ancora non li abbiamo accusati categoricamente di tale pertinacia fu per dirimere la minima possibilità d’ignoranza su questioni così gravi. Ma se può non essere ancora chiara la pertinacia nella forma di un’effettiva offesa alla Fede, questa pertinacia si manifesta nell’omissione di difenderla”. – E l’indulto per la Messa tradizionale? “Lo considero doloso, poiché pretende autorizzare, come se fosse illegale, quanto non richiede tale autorizzazione!”

Nel 1985 i due Vescovi, di fronte al pertinace silenzio del Vaticano su questioni così gravi per la Fede, prepararono un’ altra lettera al «Papa» per l’occasione del Sinodo per l’occasione del Sinodo dei vent’anni del Vaticano 2º, scrivendo insieme a Giovanni Paolo per dire che, “se il sinodo non tornava al magistero della Chiesa, ma ribadiva in materia di libertà religiosa tale errore, fonte di eresie: avremo il diritto di pensare che i membri del sinodo non professano più la fede cattolica … e Voi non sarete più il Buon Pastore.” Su tali gravissime parole Giovanni Paolo fece solo un ironico commento alla stampa; dimostrava così la sua pertinacia di fronte a quella vera e propria ammonizione che le era arrivata pubblicamente.

Inutile, ricordare che la «pastorale ecumenista» di Giovanni Paolo II continuò come prima, peggio di prima. Il 2 febbraio 86, in India, riceve in fronte da una sacerdotessa di Siva il segno del “tilak”. Poi, a Madras, le ceneri iniziatiche di sterco di vacca sacra, ecc. fino alla riunioni delle grandi religioni ad Assisi.

Dichiarazione di Buenos Aires

Alla fine del 1986, dopo l’abominio d’Assisi, i due Vescovi si trovarono a Buenos Aires per pubblicare una dichiarazione che accusa la “rottura con la Chiesa”.

«In conseguenza alla visita di Giovanni Paolo 2º alla sinagoga e al congresso delle religioni ad Assisi Roma ci ha fatto chiedere se abbiamo l’intenzione di proclamare la nostra rottura con il Vaticano in occasione del congresso di Assisi. A noi sembra piuttosto che la domanda dovrebbe essere la seguente:

«Credete e avete l’intenzione di proclamare che il Congresso di Assisi consumi la rottura delle Autorità romane con la Chiesa Cattolica? Perché è proprio questo che preoccupa coloro che sono ancora cattolici. In effetti, è ben evidente che a partire dal Concilio Vaticano II il Papa e gli Episcopati si allontanano sempre più nettamente dai loro predecessori. Tutto ciò che è stato messo in opera dalla Chiesa nei secoli passati per difendere la fede, e tutto ciò che è stato compiuto dai missionari per diffonderla, fino al martirio, è considerato ormai errore di cui la Chiesa deve scusarsi e per cui dovrebbe farsi perdonare …Da qui il voltafaccia completo di Roma a partire dal Vaticano II che ci fa ripetere le parole rivolte da Nostro Signore a coloro che stavano per arrestarlo: Haec est hora vestra et potestas tenebrarum – Questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre (Lc XXII 52-53)… voltate le spalle ai loro predecessori e rompete con la Chiesa Cattolica, vi mettete al servizio dei distruttori della Cristianità e del Regno Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo… Il colmo di questa rottura con il magistero anteriore della Chiesa si è raggiunto ad Assisi, dopo la visita alla sinagoga. Il peccato pubblico contro l’unicità di Dio, contro il Verbo Incarnato e la Sua Chiesa, fa fremere d’orrore: Giovanni Paolo II che incoraggia le false religioni a pregare i loro falsi dei: scandalo incommensurabile e senza precedenti… noi che restiamo in modo indefettibile attaccati alla Chiesa Cattolica Romana di sempre, siamo obbligati a constatare che questa religione modernista e liberale della Roma moderna e conciliare si allontana sempre più da noi che professiamo la fede cattolica degli undici papi che hanno condannato questa falsa religione. La rottura non viene dunque da noi, ma da Paolo VI e da Giovanni Paolo II, che rompono con i loro predecessori … Noi consideriamo, dunque, come nullo tutto ciò che è stato ispirato da questo spirito di rinnegamento: tutte le riforme postconciliari e tutti gli atti di Roma che sono compiuti con questa empietà.  Buenos Aires, 2 dicembre 1986.

Seguirono alla fine del 1987 le parole scritte da Mgr Lefebvre ai futuri vescovi in altra forma: «in Vaticano ci sono degli anticristi». Sono parole che venivano come inevitabile conclusione dei documenti sopra. Questi testi rimarranno per sempre nella storia della Chiesa dei nostri tempi tenebrosi più che le tante prediche, omelie e scritti ormai nascosti o dimenticati. Peccato che del Vescovo Antonio de Castro Mayer si abbiano solo le parole di quanto già allora diceva pubblicamente durante le consacrazioni episcopali di Ecône, testimoniate da molti e dallo stesso P. Schmidberger: siamo senza papa, in Vaticano c’è un antipapa. Tutto ciò è nella mia «Lettera aperta ai dirigenti della FSSPX» che è stata pubblicata l’11 luglio 2014 su agerecontra … senza alcuna risposta.

Si deve sapere, però, che pure questa Fraternità, in un scritto teologico di msr Tissier de Mallerais, riconosce che la chiesa conciliare è un’altra Chiesa.

Il deleterio «conclavismo» dell’illusionismo clericale

A questo punto, vista la continuità dottrinale modernista conciliare promossa dai «papi conciliari» è evidente che i conclavi che li hanno eletto devono essere considerati nulli perché i loro eletti al momento dell’elezione non erano, per precedente eresia modernista, soggetti capaci per la continuità della carica o perché, eletti, persero il pontificato per eresia, promuovendo il Vaticano 2.  È il «CONCLAVISMO» MODERNISTA SPACCIATORE DI ANTICRISTI l’elemento di cui nessun cattolico può gloriarsi. Ciò detesto, allo stesso tempo che professo la Fede cattolica nella necessità assoluta del Papa, quindi del conclave per eleggerlo.

In questo senso, già prima della morte di Giovanni Paolo 2º, scrivevo ai dirigenti della FSSPX e altri, sull’opportunità di ripetere la lettera di Mgr Lefebvre ai cardinali elettori, ma ne traendo le conclusioni sul periodo di apostasia dilagante da Roma in tutto il mondo come conseguenza di «pontificati» almeno dubbi e responsabili della perdizione di una  infinità d’anime. Perciò si domandava ai chierici, a cui erano dirette le lettere, di considerare il momento di riconosciuta Sede vacante per lanciare l’allarme pubblico dei falsi pontificati conciliari. Risposte: zero. Sembra che siamo in un mondo chierici intontiti dall’illusione della legalità canonica di tutti i «conclavi» elettori di tali eresiarchi.

Quale si pensa che debba essere la posizione cattolica oggi? Nella totale mancanza di una vera autorità oggi, e data l’importanza assoluta di un Papa cattolico che possa cancellare gli effetti del «tempo» di Bergoglio, è da proporre da ora che tutti i veri cattolici si concentrino su questo scopo, che è senza alcun dubbio quello della Chiesa cattolica ridotta a un resto fedele all’Unico suo Capo.

Ma non fu il Signore stesso a volerSi rappresentato nel mondo da un Vicario fedele che confermi la Sua Chiesa affinché essa non sia confusa con le varie «altre» che sono pronte a conciliazioni con le varie sinagoghe di Satana?

Il questo senso, la parola d’ordine è che i cattolici si stringano attorno ai chierici rimasti fedeli a questo mandato divino per supplicare la presenza del Vicario del Signore Signore stesso, alla Sua Misericordia solo ci si deve appellare per avere questo capo proposto in modo pubblico e universale nel modo migliore al Suo divino vaglio. Se lo sarà, allora finalmente un Papa potrà avere la sua azione riconosciuta con un segnale della Grazia divina. Dalla Profezia data per il nostro tempo, ormai centenaria, si sa che questo atto sarà la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria. Così sia.

81 Risposte

  • ottime, pacate ed inflessibili le argomentazioni di Alessandro … non certo primitive come le mie “clericalate”, però purtroppo devo ricordare al corretto Alessandro quella storiella del “sangue e delle rape”, la canzone di Bobby Solo “Non c’è più niente da fare” ed in ultima analisi tutto il film “L’Armata Brancaleone” con Gassman, ottimo interprete della figura del “condottiero lusitano” alias Omnia Fumus Ignis

  • Caro amico Ale, che penso sia Alessandro, io credo che le giuste conclusioni a cui lei è giunto o giungerà – seguendo la Fede – lo autorizzino ad attribuire patenti di non cattolicità alle idee che si presentano in senso contrario a quelle che non sono proprio sue né dei preti suoi amici, ma insegnate sempre dalla Chiesa. È questo lo scopo dell’articolo: ripetere con la dottrina papale che un conclave che ha eletto uno infetto occultamente da eresie è nullo. Sull’eresia occulta si poteva discutere fino a quando essa non è diventata «dottrina» velenosa suffragata dai «papi conciliari» e che sta rovinando non solo la Chiesa ma la vita civile del mondo. Ciò hanno denunciato i due Vescovi, accusati di atteggiamento arrogante in forza delle proprie convinzioni che bollano come non cattolico quanto se ne discosta. Ciò nonostante il comportamento delle migliaia di altri presuli che hanno abbassato la testa al «volere del papa». La prego di tener presente che quest’articolo versa sulla TRAPPOLA «CONCLAVISTA» NELLA DEBÂCLE CATTOLICA, come ha ben inteso l’amico Cattolico 2. Io non vi conosco di persona, come invece conosco bene gli amici preti dell’IMBC, eppure vi ritengo amici come loro a causa della nostra comunione nel santo Sacrificio della Messa di Nostro Signore. Proprio per questo non vi voglio veder caduti nella perfida trappola del «conclave assoluto», che ha portato a Bergoglio e al guado della cloaca ecumenista conciliare. Se lei crede che la «tesi» in questione possa tenersi in piedi senza questo «assoluto» contrario alla Fede, la consiglio di domandare ai tesisti e dopo fare un suo retto giudizio in coscienza. Di ciò si nutre la mente e il cuore dei veri cattolici. Un saluto amico.

  • Sono d’accordo con lei quasi su tutta la linea. Riguardo all’inopportunità di distribuire patenti di cattolicità io mi riferivo agli amici dell’IMBC che, per vie traverse, giungono ad una conclusione comune: il rigetto delle “autorità” conciliari. Per quanto concerne il resto, penso che il tempo e la confidenza in Dio e nella Sua e nostra Santissima Madre aiuteranno tutti noi a dipanare i dubbi e le incomprensioni reciproche. Del resto i tempi in cui viviamo sono molto difficili e ciò che importa e che più persone possibile prendano atto dell’esistenza di una falsa chiesa e se ne allontanino al fine di poter conservare intatta la Fede Cattolica e ricevere validamente e degnamente i Santi Sacramenti. Affidiamoci ai Sacri Cuori di Gesù e Maria, tuttò ciò è stato permesso da Dio ed Egli non manchera di guidare e sostenere quanti ancora lo cercano con cuore sincero. Mi rammarico delle precedenti incomprensioni e mi scuso di nuovo se le mie parole sono parse offensive. Le rinnovo, caro amico, i miei complimenti per il suo libro su “Fatima” e per tutto il suo apprezzato lavoro al servizio della Chiesa. La ricordo nella preghiera e chiedo di fare altrettanto con me. Fraterni saluti, Ale/Alessandro (non mi ero accorto)

  • Non vorrei essere stato frainteso.
    Io credo che un conclave possa eleggere un vero Papa, e che questo sia il modo canonico di risolvere la questione. Allo stato, tuttavia, parlando STORICAMENTE e non in senso metafisico, non vedo né elettori né eligendi (a questo mi riferisco, Arai, quando dico che non individuo “materia prima”).
    E’ proprio per questo che invoco la Divina Provvidenza affinché ci indichi in che modo procedere, senza escludere un Suo intervento diretto (non mi direte mica che sia impossibile? o che Dio stesso sia schiavo del diritto canonico?). In tal modo le posizioni 1) e 2) individuate nell’ultimo post di “staff Christus Rex” potrebbero trovare una composizione cattolica.

  • Per essere chiari: io aderisco alla “tesi” di Cassiciacum ed era mia intenzione scrivere “NON per vie traverse”, proprio per il fatto che sono convinto oltre che della opportunità anche della totale obiettività, chiarezza e trasparenza delle conclusioni cui giunge l’IMBC. Ribadisco assoluto rispetto e benevlenza per le altre coraggiose posizioni, posizioni tutte che in ogni caso non sono oggetto di Fede!

  • Caro Matteo, non dire che ti sembra che vi siano due argomentazioni di fondo sospese. Quella mia è nell’articolo e nelle abbondanti risposte ai commenti seri fatti ad esso. Quelle altre sono pubblicate e vanno oltre, come ha ben spiegato Fra Leone, allo stesso pensiero sulla «successione materialiter» di Mgr Guérard. Non c’è nulla, né ci sarà, di segreto da parte mia. Se ti pare che io abbia proposto altre “modalità operative” oltre al rifiuto di un futuro conclave per perpetuare la perfida «dottrina conciliare», hai inteso più di quanto io possa dire, cioè che la Chiesa può sempre eleggere il suo Papa. Ho già parlato, sì, del tempo per il quale i cattolici si devono tenere pronti alla testimonianza di rifiuto, sia di quella perfida dottrina, sia del conclave che elegga un suo continuatore. Non basterà questa posizione per sapere quanti – coerenti alle proprie accuse al Vaticano 2 – ne verranno fuori allora, riconoscendo che la lettera è per lo spirito e non il contrario?
    Ecco che le 2 posizioni si potrebbero riassumere nella risposta ad una semplice domanda su chi rifiuta o accetta il futuro «conclave conciliare». LA QUESTIONE È POSTA: Con chi, già da oggi, chierico o laico, sa di dover rifiutarlo, si potrà allora collaborare nell’approfondire l’enorme problema, altrimenti sarebbe condirlo in salsa silvanatica, o peggio. “Se l’obiettivo è cercare unità d’intenti per l’elezione di un Papa, capendo che non si sta parlando di bruscolini”… sì, testimoniare da ora che il “conclavismo” che ha eletto pseudo-papi come ad esempio Lino I, è veramente un bruscolino in paragone al «conclavismo» che ha eletto Bergoglio, non ti pare? E perciò, in questo paragone, che è quello del presente e passati articoli, non vedi concentrato il «vulnus» ovvero la differenza a cui alludi? Come Diano, prima di tutto quanto possa cogitare, invoco la Divina Provvidenza affinché ci indichi in che modo procedere. Ti prego, allora, Matteo, di coinvolgere don Ricossa in una risposta, magari con il prossimo editoriale. Grazie.

  • Caro Arai, “Christus Rex” è dell’idea dell’ultimo commento qui postato da Antonio Diano: “Allo stato, tuttavia, parlando STORICAMENTE e non in senso metafisico, non vedo né elettori né eligendi (a questo mi riferisco, Arai, quando dico che non individuo “materia prima”). E’ proprio per questo che invoco la Divina Provvidenza affinché ci indichi in che modo procedere, senza escludere un Suo intervento diretto (non mi direte mica che sia impossibile? o che Dio stesso sia schiavo del diritto canonico?). In tal modo le posizioni 1) e 2) individuate nell’ultimo post di “staff Christus Rex” potrebbero trovare una composizione cattolica”.
    Tu stesso in un commento hai parlato di un tempo in cui parlerai delle “modalità operative”. Pensiamo che potrebbe essere arrivato. Le domande di fondo che ci poniamo sono: CHI eleggerebbe il legittimo Papa? Dio? I vescovi “non una cum’?, i preti “non una cum”? I laici “non una cum”? E’ vero che i vescovi non residenziali non possono riunirsi in Conclave ed eleggere il legittimo Pontefice? Quali sono le basi magisteriali di un eventuale risposta negativa a questo? Basta una risposta a questi quesiti, non un ulteriore editoriale su questo argomento. Per quanto riguarda i “conclavi conciliari” noi abbiamo sempre affermato che, vista la drastica riduzione della visibilità della Chiesa, essi sono con ogni probabilità invalidi (in attesa di un’Autorità legittima che li condanni solennemente assieme agli usurpatori del Trono che fu di Pietro) come fanno tutti i sedevacantisti simpliciter. Non abbiamo dubbi che tra l’ “elezione” di Lino II e quella di Bergoglio sia ben più grave la seconda. Ma se fosse vero che vescovi non residenziali con sacerdoti e laici “non una cum” possono eleggere il Papa, allora perché non accettare Lino I? Sono domande che ci poniamo in perfetta buona fede, lealtà ed onestà, cui ci piacerebbe avere risposte perché sono molto importanti.

  • .. ….. intanto ci si deve attivare….. E’ vero che i vescovi non residenziali (ma ci sono ancora dei residenziali ???…. forse pochissimi) non possono riunirsi in Conclave ed eleggere il legittimo Pontefice? allora perchè non accettare Lino I? Ecco il nodo centrale da risolvere con chi cerca sinceramente la verità. Sono quelli che diranno no ad un ulteriore conclave farlocco (vaticano perchè purtroppo quelli sono i dannosi) disposti ad attivarsi da ora. Perchè non valutare con tutti e decidere la linea?Tutti invitati e poi.. nessuno è obbligato se non davanti a Dio a cercare una soluzione.Dio non ha bisogno di numeri anzi di solito preferisce i numeri irrisori considerata la Sua Onnipotenza ma esige il cuore sincero e la Verità nella Carità.

  • Caro Matteo, le mie risposte non pretendono essere conformi alla lettera ma allo spirito per cui essa è redatta ovvero la preservazione e difesa della Fede. A questo punto è chiaro che, riguardo ai chierici che possono eleggere un Papa non si può contare con quasi nessuno di quelli che sembrano oggi rappresentare la Chiesa, perché costituiscono l’altra chiesa conciliare, che continuerà ad eleggere i suoi capi. Ma che dire di quanti negano che tra l’ “elezione” di Lino II e quella di Bergoglio sia ben più grave la seconda? Se lo negano, allora saranno pronti ad accettare un bergoglio 2º pur «materialiter». Con ciò vedono la Chiesa come bloccata da questi «conclavi conciliari»; sarebbe la loro risposta come è stata fino al presente la posizione dell’IMBC in funzione della loro tesi. Vedi il problema? Negano che vescovi non residenziali con sacerdoti e laici “non una cum” possano eleggere il Papa. Mi domandi, allora perché non accettare Lino II? La risposta che avevo per loro e il loro conclave allora rimane la stessa: perché l’elezione di un Papa cattolico oggi ha solo senso, non secondo una discussione sulla lettera, anche di tipo storico come Costanza, ma sullo spirito per cui essa è discussa e redatta ovvero la pubblica preservazione e difesa della Fede. Hai notizia che quella «elezione» abbia avuto questo senso universale per la Chiesa? No, era previsto solo l’effetto contrario. Ora, un eletto oggi dovrebbe avere la carica eroica di proclamare la nullità del Vaticano 2 e dintorni, al livello dell’autorità. Dirai che don Ricossa e compagni lo fanno. Sì, ma non al livello della vera autorità pontificale, perché la loro tesi stabilisce che i Bergoglio e solo loro, hanno avuto e hanno tuttora il possesso della Sede di Pietro, che è quella della Verità. Perciò nel presente loro si tolgono fuori da quella possibilità rimasta di vescovi (non residenziali) con sacerdoti e laici “non una cum” che possano eleggere il Papa; sono autobloccati e bloccanti a causa dei termini della tesi. Perciò mi chiedo ancora: continueranno ad esserlo quando sarà in vista un nuovo «conclave conciliare»? Io spero di no, perché è già troppo! Ma qui solo la Provvidenza potrà suscitare la forza e la virtù perché questi si ricredano. Non sarà un peccatore come me a convincere nemmeno dell’ovvio i virtuosi. Eppure, ripeto che la Chiesa potrà sempre eleggere il suo Papa, anche se rimarrà all’ultimo consacrato, anche pentito, ma in perfetta buona fede, lealtà ed onestà verso il mandato di Nostro Signore! Dio non ha bisogno di numeri né di palazzi, anzi preferisce i «resti» lasciati al lastrico – considerata la Sua Onnipotenza – ma esige il cuore sincero e la Verità nella Carità. Ecco, cosa penso e sento da cattolico e se scrivo e sarò pubblicato, sarà per ripeterlo come tema più importante da leggere e meditare.

  • Il problema non è il clericalismo, ma il settarismo, la Tesi è un dogma, quindi, non si discute, considerando che la Tesi attuale si sta sempre più allontanando dal pensiero autentico di Guerard des Lauriers (non mia opinione, ma dei primi discepoli del teologo domenicano) che i più qui manco hanno conosciuto. Il clericalismo subentra quando qualcuno che non indossa l’abito sacerdotale osa contestare la Tesi, pensiero completamente estraneo al suo ideatore, che la considerava semplicemente una tesi e non un dogma.

  • Per molti va bene così tanto un “papa” c’è seppur un eletto materiale od un occupante potenzialmente papa, ognuno può governare i suoi fedeli il suo piccolo gregge a suo piacimento, ordine e disordine del “guru” di turno!

  • La questione è grave, ma la materia è meno complessa di quanto potrebbe sembrare.
    Le mie posizioni (accolte da ChR) le ho espresse.
    Ad Arai dico solo, pur stimandolo molto (e lui lo sa) e pur dichiarandomi, come lui (e come ChR), non tesista: se la non adesione (anche materialiter) al prossimo conclave del bergolio 2 potesse fare in toto la differenza costringendo i non aderenti (materialiter compreso) a fare un altro conclave, resterebbe, a me pare, del tutto irrisolta la questione dell’autorità di chi lo indice.
    Allora sì che sarebbe di gran momento la domanda di don Francesco: perché non aderire a Lino II, Martino VI o uno dei 22 (più o meno) “papi” “eletti” da un conclave non conciliare ed estraneo alle ultime successioni materialiter (che io, come detto, non difendo)? Questo, a mio modestissimo avviso, è il problema che sta dietro la tua posizione, rispettabilissima ma, su questo punto, temo difficlmente assumibile.
    Con affetto in Ch et M

  • Chiedo invece a fra’ Leone un chiarimento autorevole e canonicamente fondato, quindi ben specifico, riguardo alla residenzialità dei vescovi.
    Se essa non è necessaria per indire un Conclave (prescindendo ora dagli altri problemi connessi), PERCHE’, in virtù di che cosa, al contrario di quanto si dice, può non esserlo (scil. necessaria)? Non cofligge irraparabilmente questo con il CJC?

  • Caro Diano, Il mio articolo e commenti, riguardanti la «nostra posizione» per così dire di Sede vacante non tesista, seguono piuttosto ragioni valide per tutti e non delle scelte soltanto personali, ciò perché è più importante testimoniare fatti che far sapere come reagisco ad essi. Ora, la ragione è quella per cui ero e sono contrario a un «conclavismo d’accatto» (mancanza di universalità cattolica, diversa da quel falso «principio» canonico tesista del conclave assoluto), e per conseguenza, contrario ai vari Lino II, Martino VI, Pio XIII (22 più o meno? Forse lo saprà meglio don Ricossa, che usa questi dati a me estranei). Al contrario, la domanda sulla non disponibilità di adesione (anche materialiter?) al prossimo conclave del bergolio 2, è più semplice – riguarda la difesa della Fede di fronte a chi vanterà «autorità» per corromperla. Certo, la soluzione di un altro «conclave» in quel momento è del tutto irrisolta ora e non solo a causa della questione dell’autorità di chi lo indice, ma perché i due campi contrapposti non sono ancora nemmeno definiti. Questi interrogativi che poni lo confermano e non solo per te. Qui è il Signore ad insegnarci la prudenza (Lc 14, 28-31).

  • Mi fa piacere, Arai caro, leggere questa tua precisazione. Allora sembri darmi ragione, anzi, scusami e scusi il lettore, non a “me” (io non sono nessuno), ma al ragionamento cattolico (che io mi auguro di esprimere).
    Ancora non capisco tuttavia il rapporto tra la resistenza (ora e dopo il bergoglio 2 ci sarà sempre sino al ritorno del Papa!) e il novello Papa legittimo che però, allo stato, non può essere eletto da un conclave, lo ammetti tu stesso!! La “difesa delle Fede”, come c’è ora, ci sarà – Deo adiuvante – anche dopo un bergoglio 2, e lo stesso vale per il riconoscimento dell’assoluta non autorità degli pseudo-papi conciliari. I “due campi contrapposti” sono incerti per quanto riguarda l’adesione di singoli o membri del populus, non certo per il “contenuto dottrinale” dei 2 campi medesimi: l’uno è Dio, l’altro satanasso. Il primo s’incarna nella Chiesa cattolica, il secondo nella contro-chiesa conciliare. Questo lo sappiamo già, e lo diciamo e lo diremo chiaramente: in questo senso i “due campi” mi sembrano perfettamente definiti.

  • Ragazzi, occhio ai lapsus calami (sub specie digitorum). Non confondiamo il ridicolo (pseudo)Lino II con S. Lino [I] Papa, il successore di S. Pietro.
    Hai visto mai che una svista si diffonda causando danni? Ergo, scusate, occhio alla digitazione… [para-sinestesia non voluta]

  • Se i campi sembrano più definiti riguardo al Vaticano 2, non lo sono, però, riguardo alla sua autorità. Questa è quella da veder definita al più presto, in rapporto al ritorno del Papa cattolico. Preghiamo a San Lino, Papa e martire, di aiutare la Chiesa e venire fuori di queste sacche.

  • Sr. ARAI:

    Agradecemos ao Espírito Santo por este artigo e outros que V. Sa. escreveu. Somente um Papa sacramentalmente valido tem as chaves para efetuar a consagração da Rússia ao Sagrado Coração e ao Imaculado Coração, portanto estamos fazendo o que escreveu: rezando para que a Divina Providencia nos envie este Papa, sem o qual tudo é inútil. Com a eleição de um Papa válido, o resto virá por sí. Salve Maria Puríssima!
    Emilio Scherrer, Brasil

  • Sr. ARAI:

    Agradecemos ao Espírito Santo por este artigo e outros que V. Sa. bem escreveu. Sómente um Papa sacramentalmente válido tem as chaves para efetuar a consagração da Rússia ao Sagrado Coração e ao Imaculado Coração, portanto estamos fazendo o que escreveu: rezando para que a Providencia nos envie este Papa, sem o qual tudo é inútil. Através dele a Providencia resolverá todos os problemas da Santa Igreja. Salve Maria Puríssima!

    Emilio Scherrer, Brasil.

  • La Chiesa di Cristo è UNA SANTA CATTOLICA APOSTOLICA. Pietro da Gerusalemme (1′ sede) si sposta ad Antiochia (seconda sede) e poi a Roma muore (sede ultima).Una e cattolica, quindi universale deve essere l’annuncio per ri-trovarci tutti nell’unica Chiesa onde pregare e valutare la situazione. Forse è venuto il tempo di uscire dalle catacombe e di proclamare la lieta notizia pubblicamente, quindi tramite i mass media:tutti i cristiani in tutto il mondo devono sconoscere il mistero d’iniquità ed uscire dall’inganno principale e dai secondari. Se è Volontà di Dio tutti gli uomini di buona volontà nel mondo aderiranno ( i santi come li chiama S.Paolo). Allora si troverà la soluzione in Dio per la successione apostolica ed in primis del papato.Santa e apostolica . Sarà evidente l’ursurpazione della sede romana a tutti. Sarà accettata da un minimo resto. La soluzione sarà una santa cattolica apostolica .

  • Ao amigo Emilio e ao Cattolico, unidos nesse desejo ardente de «per ri-trovarci tutti nell’unica Chiesa onde pregare e valutare la situazione. Forse è venuto il tempo di uscire dalle catacombe e di proclamare la lieta notizia pubblicamente per uscire dall’inganno principale».
    Lembro que Nossa Senhora em suas profecias de La Salette e de Fátima prevê o ataque e o retorno do Papa. Então, por fim, ele efetuará a consagração da Rússia ao Sagrado Coração junto ao Imaculado Coração. Porque a Providencia Divina quer resolver os desastres humano por meio dessa consagração ao Imaculado Coração de Maria Puríssima, não há como duvidar que na hora certa suscitará o Papa Católico para restaurar a Sua Igreja.

  • Mi limito in questo dibattito ad aggiungere una battuta circa l’assoluta necessità della tesi, che personalmente – con tutto il rispetto per coloro che l’accolgono (e anche, per la verità, qualcosa di più) – non condivido. Senza polemiche sterili. Battuta: insomma, per conservare l’indefettibilità della Chiesa non basta Iddio Onnipotente, servo del diritto canonico e dei teologi, ma vanno benissimo gli eretici pseudo-papi conciliari. Insomma Ratzinger e Bergoglio sono la garanzia della successione apostolica e dell’indefettibilità della Chiesa. Inoltre Dio non saprebbe ricucire la continuità apostolica operando soprannaturalmente (forse non ne è capace?) affinché ad es. i periodi di vacanza della sede occupata da eretici siano su tal punto “coperti” tra l’ultimo Papa legittimo e il suo legittimo successore: non si chiede certo a Dio, quindi, di fare l’impossibile o l’irrazionale, ma il sovrarazionale divino, correggendo la cesura materiale della successione da cesura a continuità.
    Non siamo eretici né demoni tentatori nel deserto. L’impossibile non è da Dio e ciò è perfezione, non limitazione. Punto.
    Ma attenzione: l’ipotesi è solo tale, ma chi negherebbe (giacché non appare affatto impossibile, né in assoluto contrasto con la dottrina) che Dio potesse attuarla? In caso contrario, dovremmo ringraziare la Divina Provvidenza che ci ha dato Paolo VI, Ratzinger, Bergoglio… per difendere – indirettamente? – la Chiesa nello stesso tempo in cui tentano di distruggerla. Oportet et haereses esse: ne ha fatta di strada il versetto paolino!
    Un paradosso o una pazzia? Invito a riflettere, naturalmente NON sulla base d’un rigetto emozionale (sarebbe da imbecilli, non da sedevacantisti), ma della logica e della dottrina. Con calma, ma con rigore.

  • Molto opportuno, caro Diano, questo tuo indiretto suggerimento per definire la tesi: uno sforzo umano per presumere di conservare l’indefettibilità della Chiesa introducendo nella successione apostolica l’ «oportet et haereses esse» di San Paolo! Il disegno di Dio per la Chiesa che, per essere preservata ricorre alla presenza e magistero di eretici! Geniale!

  • Anche se venisse Gesù Nostro Signore in persona per confermare un papa non eletto canonicamente come vogliono i tesisti lo direbbero legittimo, direbbero che è un prodigio satanico.

  • Proprio così Fra Leone, e quest’attitudine di sufficienza si è vista pure riguardo alla Profezia di Fatima, dove si svelò la solerzia dei capi religiosi, che delle apparizioni mariane curano le adunate e gli introiti, ma offuscandone i Messaggi. La Vergine Madre sarebbe apparsa solo per chiedere preghiera e penitenza; con ciò ha fatto la sua parte, come diceva di Gesù il Grande Inquisitore di Dostojevskij. In seguito spetta ai grandi sacerdoti guidare il popolo, secondo i «segni dei tempi» svelati magari dalla sociologia e dalla «maturità» moderna, secondo le necessità dei tempi. Non fu proprio questa la piattaforma di lancio del Vaticano 2, svuotando le chiese e colmando le sette? Quali erano allora i veri segni dei tempi? Gesù li avrebbe interpellati: «Sapete dunque distinguere l’aspetto del cielo e non riuscite a distinguere i segni dei tempi?» (Mt 16, 4). Nel nostro caso, il disastro spirituale che segue l’assenza del Papa cattolico?

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