Meditazione per la prima domenica di Quaresima

messa quaresimale

La Quaresima è il periodo della penitenza per tutti i Cristiani questa penitenza la Chiesa vuole che si concretizzi in vari modi con il digiuno, con l’elemosina e con la preghiera assidua per implorare la misericordia divina per i nostri peccati. Nostro Signore si sottopone alle tentazioni del demonio, per insegnarci a vincere le tentazioni appunto con il digiuno e la preghiera. Non soltanto la preghiera vocale, ma la preghiera interiore. La Santa Quaresima deve farci rientrare in noi, abbandonando ciò che di esteriore ci allontana da Dio. “Quante ricchezze spirituali ha l’uomo interiore e non le cerca” insegna Sant’Agostino, questo è il periodo opportuno per scavare dentro di noi e per abbandonare le cose del mondo e per dedicarci a Dio. Anticamente la Quaresima iniziava solo questa domenica i precedenti giorni furono aggiunti solo successivamente al tempo di Gregorio II per completare i ciclo dei quaranta giorni di digiuno che erano interrotti dalle domeniche in cui il digiuno era interrotto perché festivi.

Nella Santa Messa tutti gli onori sono tributati al Salmo 90, quello citato da Satana al Signore Nostro, è quasi un atto di riparazione per l’uso temerario che ne ha fatto il tentatore.

L’Introito, è preso dal Salmo 90 (versetti 15°e 16°) Il salmo 90 esprime bene i sentimenti dell’anima che ritorna a Dio per la penitenza, e pone la sua fiducia nel Signore che ha fatto promesse grandiose all’anima che a lui ricorre.

«Egli m’invocherà e io lo esaudirò; lo trarrò in salvo e lo farò onorato; lo sazierò con lunga vita. Chi sta sotto la protezione dell’Altissimo, dimora all’ombra dell’Onnipotente …».

L’Oremus fa comprendere come la purificazione delle energie umane per mezzo del digiuno e della penitenza, rende più forte lo spirito per continuare la battaglia per la nostra salvezza:

«O Dio che ogni anno purifichi la tua Chiesa coll’osservanza quaresimale, concedi alla tua famiglia che renda fruttuose con le buone opere quelle grazie che si sforza di ottenere con l’astinenza. . .».

L’Epistola è presa dalla seconda lettera di San Paolo Apostolo ai Corinti (VI,1, 10).

I Santi Padri e in particolare San Leone Magno fanno rilevare che la Quaresima è il tempo più accetto a Dio, come l’Apostolo Paolo mostra in questa Epistola ai Corinti, anche se non chiaramente indicato, è il tempo della conversione dell’uomo vecchio verso l’uomo nuovo è il cambiamento di vita. Fino a poco prima della seconda Guerra Mondiale la Quaresima era un corso di Esercizi Spirituali, chi non si ricorda i quaresimali di Don Bosco e di altri Santi?

San Paolo mostra in questo brano della sua seconda lettera ai Corinti un ampio piano di riforma interiore, che sarebbe una meditazione più pertinente al clero, l’abbandono delle cose materiali o perlomeno il distaccamento da loro. San Paolo mostra sia in senso negativo che positivo le avversità a cui noi siamo sottoposti ed il nostro comportamento quando siamo difronte al prossimo, ma le nostre ricchezze interiori devono essere di edificazione per il prossimo che ci circonda.

Il Graduale è preso dal Salmo 90 (versetti 11° e 12°) preannuncia l’ossequio degli Angeli che hanno verso il Salvatore quando Satana è stato allontanato. Il servizio degli Angeli a Nostro Signore è atto di vera adorazione, non di necessità perché il Redentore può avere ogni cosa senza bisogno dell’ausilio di qualcuno. La custodia della Chiesa e dei fedeli da parte degli Angeli è atto di vera dignità, che Gesù infatti ha ammesso quegli spiriti alla cooperazione con lui alla salvezza degli uomini.

«Ai suoi angeli ha dato per te ordini di custodirti in tutti i tuoi passi. Ti porteranno in palmo di mano, perché il tuo piede non inciampi nella pietra».

Il Tratto è sempre del Salmo 90 (versetti 1° – 7° e 11° – 16°) E’ con quello della domenica delle Palme il tratto più lungo, in quanto superstite dell’antica liturgia che costava ordinariamente di un intero salmo. E’ altresì il salmo che viene recitato nell’Ufficio di Compieta delle domeniche. E’ un canto alla bontà divina e alla sua confidenza, la delicatezza in cui viene indicata la missione del Messia, l’aiuto che egli avrà da Dio, la forza della sua natura divina che rafforza la sua natura umana incontaminata dal peccato. Trasposto in noi poveri peccatori che non dobbiamo vacillare nelle nostre tribolazioni, perché il Signore è al nostro fianco e nessuno potrà atterrarci, nessuno potrà toglierci la salvezza e saremo sazi della bontà di Dio.

«Tu che stai sotto la protezione dell’Altissimo e dimori all’ombra dell’Onnipotente, dì al Signore: Tu sei il mio rifugio e la mia difesa, il mio Dio nel quale confido. Perché Egli ti libererà dal laccio dei cacciatori e dalla peste perniciosa. Con le tue penne ti proteggerà e sotto le ali di Lui troverai rifugio. Scudo e corazza è la tua fedeltà; non temerai il notturno spavento; né saetta volente nel giorno, né peste che serpeggia allo scuro, né il demone che fa strage nel meriggio. Mille ne cadano alla tua sinistra e diecimila alla tua destra: a te non si avvicinerà. Perché ai tuoi angeli ha dato per te ordini di custodirti in tutti i tuoi passi. Ti porteranno in palmo di mano, perché il tuo piede non inciampi nella pietra. Camminerai sull’aspide e sul basilisco, calpesterai il leone ed il dragone. Perché si è appoggiato a me lo libererò; lo proteggerò, perché ha riconosciuto il mio Nome. Egli m’invocherà ed Io lo esaudirò; sarò con lui nella tribolazione. Lo trarrò il salvo e lo farò onorato; lo sazierò con lunga vita e gli mostrerò la mia salvezza».

Il Vangelo è attinto dall’Evangelista San Matteo (VI, 1° – 11°) descrive la tentazione di Nostro Signore Gesù Cristo nel deserto dopo il digiuno di quaranta giorni, quando Satana volle accertarsi se veramente era Gesù il Messia. Molti su questo punto hanno dubitato e si sono chiesti perché il demonio, sapendo che Nostro Signore era Dio ha osato tentarlo. In primo luogo perché Nostro Signore, come ci mostra San Gregorio perché lui stesso ha permesso alla sua natura umana, per mostraci come vincere il tentatore, in secondo luogo perché la radice più profonda di questa tentazione sta nel fatto che Lucifero e i suoi seguaci leggendo nel pensiero divino e vedendo ciò che sarebbe successo, non si rassegnarono mai che potesse esserci l’Incarnazione del Verbo divino nella natura umana, di lì il “non serviam” come poteva, un puro spirito assoggettarsi ad una umana creatura seppur perfetta perché incontaminata.

Gesù nelle tentazioni ci mostra, anche le tre concupiscenze a cui è assoggettata l’umana natura e sulla quale il demonio pone la sua forza ed il metodo per vincerle. La sensualità la mostra con il pane che di per sé è una cosa buona, ma se diventa l’essenziale diventa male ed ecco la sua risposta “non di solo pane vive l’uomo”, l’orgoglio della vita ci è mostrato con la tentazione di buttarsi dal pinnacolo del Tempio, cosicché tutti avrebbero potuto ammirare che Egli si sarebbe librato nell’aria, la terza l’attaccamento alle cose terrene con la tentazione dell’adorazione a Satana per avere il possesso delle cose terrene, peccato in cui incorre sovente l’uomo che lo porta ad abbandonare Dio per preferire ricchezze e potere terreno. Bisogna capire che le tentazioni di Gesù furono tutte esteriori, perché la sua natura umana santissima non poteva per nulla essere toccata e tantomeno acconsentire ad esse.

L’Offertorio è tolto sempre dal Salmo 90 (versetti 4°e 5°) Il salmo mostra a noi poveri peccatori dove trovare sicurezza se riconosciamo la nostra miseria e cerchiamo l’aiuto nel Signore:

«Con le tue penne ti proteggerà e sotto le ali di Lui troverai rifugio. Scudo e corazza è la tua fedeltà».

La Secreta Oggi è la prima domenica di Quaresima la Chiesa, pertanto consacra per mezzo di quel Sacrificio perfetto e definitivo che santifica l’umanità che ha superato ogni altro atto cultuale che si è reso nel corso dei secoli. San Paolo nell’Epistola agli Ebrei ecco come si esprime: “avendo con una sola oblazione resi perfetti in sempiterno quei che furono santificati”.

«Ti immoliamo solennemente questo sacrificio, all’inizio della quaresima, supplicandoti, o Signore, che con la restrizione dei cibi corporali, noi ci asteniamo anche dai piaceri nocivi …».

Il Communio è identico all’antifona offertoriale:

«Con le tue penne ti proteggerà e sotto le ali di Lui troverai rifugio. Scudo e corazza è la tua fedeltà».

Nel Post Communio, si insinua il concetto delle antiche liturgie, la Quaresima da inizio all’olocausto che si consumerà il venerdì santo; è un periodo di rigenerazione di noi stessi che dobbiamo guardarci dentro per poi mutare la nostra vita in meglio, anche all’esterno, per poter emanare quel profumo di Cristo che inebria e trae alla salvezza eterna. I cristiani non potrebbero iniziare il digiuno con i più lieti auspici Gesù ci ha preceduti nel deserto per espiare i peccati dell’umanità e per insegnarci la via da seguire.

«La santa libazione del tuo sacramento, ci ristori, o Signore, e mondati dal vecchio disordine, ci renda consorti di questo mistero di salvezza . . .».

 

 

 

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