Neil Clark: l’esercito russo ha sorpreso il mondo

SPETZNAZ

Segnalazione di Federico Prati

Secondo il giornalista britannico, l’esercito russo in Siria ha dimostrato la la sua prontezza bellica e che Mosca dispone di un moderno equipaggiamento militare. Questo costringe gli USA e i suoi alleati a prendere in considerazione gli interessi della Russia sulla scena internazionale.

Il giornalista britannico Neil Clark ha scritto che le attività di Mosca in Siria hanno dimostrato al mondo di cosa è capace l’esercito russo. E ora gli USA, che prima consideravano la Russia solo una “potenza regionale”, devono fare i conti con i suoi interessi e attività.

«L’esercito russo, naturalmente, non non è una sciocchezza. E’ evidente che l’esercito russo non è in declino e non è una” tigre di carta». L’unico modo per la Russia di mostrarlo era proprio dare una dimostrazione di ciò che può fare. Ora abbiamo raggiunto la fase in cui gli USA sono costretti a chiedere alla Russia, un paese che era considerato solo una “potenza regionale», di non colpire il nord della Siria, dove si trovano le truppe speciali (americane).

Ecco una svolta» scrive nel suo articolo per RT. 

Secondo il giornalista, è molto strano che i politici e i media occidentali, allo stesso tempo sostengono che la Russia «è sul punto di cadere a pezzi» e che «è in procinto di conquistare il mondo». A titolo di esempio, Clarke riporta i commenti del presidente USA Barack Obama riguardo la potenza militare russa.

«Obama per tanto tempo ha detto che le azioni della Russia sono determinate dalla sua debolezza, tuttavia, il paese che giocava il ruolo di potenza regionale, è adesso una principale forza militare» scrive Clark.

Precedentemente, Obama, parlando della questione siriana, ha detto che «evidentemente, un gruppo di insorti non sono pronti a competere con la seconda potenza militare del mondo».

«L’intervento della Russia nel conflitto siriano ha cambiato le regole del gioco, e se qualcuno deve criticarla, è solo per il fatto che lei non è intervenuta prima» conclude Clark.

Precedentemente, Russia e USA hanno deciso di coordinare le loro attività in Siria, prima di ciò gli Stati Uniti si sono rifiutati di fornire informazioni sul luogo di dispiegamento dei suoi militari. Allo stesso tempo, il Pentagono ha continuato a sostenere che Mosca e Washington non condividono i dati per le operazioni in Medio Oriente.

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