Roma: dopo Rita Dalla Chiesa, Salvini propone Irene Pivetti

irene pivetti

Segnalazione Quelsi

Continua la ricerca del candidato sindaco a Roma per il centrodestra: dopo il no secco di Giorgia Meloni ad Alfio Marchini, lo scarso appoggio trovato da Bertolaso e il rifiuto di Rita Dalla Chiesa, Matteo Salvini propone un altro nome: è quello di Irene Pivetti, ex presidente della Camera, conduttrice tv e sorella di Veronica. Ne ha parlato Il Tempo.

Da quando gli è stato cassato Marchini da Giorgia Meloni ha iniziato a scalciare e adesso sembra aver preso “simpatia” per l’ex presidente della Camera Irene Pivetti. Matteo Salvini, sebbene sembra volere il centrodestra unito per le prossime amministrative di Roma manifesta mancanza di pazienza sul fatto di collaborare con Berlusconi e Meloni per trovare il candidato condiviso. Lo si è visto quando Meloni ha lanciato Rita Dalla Chiesa e lui si è chiuso a riccio disertando l’incontro da Berlusconi che non si capisce bene se sia stato rimandato di comune accordo o perché mancavo uno dei tre “commensali”. Salvini non rinuncia all’idea di Marchini ma al contempo dice di avere un altro candidato del quale non intende fare il nome. Durante la manifestazione del Sap a Montecitorio Salvini è tornato a parlare del caos amministrative. Basta con i “balletti”, ha detto. Il centrodestra scelga il candidato-sindaco a Roma con le primarie.

Nel giorno in cui Lega, Fdi e Fi registrano una nuova battuta d’arresto per la rinuncia di Dalla Chiesa a correre per il Campidoglio, Salvini spariglia il gioco: “A me i tavoli e gli incontri non mi appassionano – dice il segretario della Lega a chi gli chiede quando sarà il prossimo colloquio con i leader di Fi e Fdi – Oggi per me è una bellissima giornata perché, finalmente, il centrodestra ha un candidato-sindaco a Milano su cui contare”. “Noi siamo impegnati pancia terra a lavorare per Stefano Parisi. Quanto a Roma, la città non merita questo balletto, io mi siederò al prossimo tavolo quando ci sarà l’ultimo e definitivo nome per rilanciare la città. Un nome ce l’ho ma, a differenza degli altri, non lo voglio dire. Al limite se non si riesce a trovarlo intorno a un tavolo, si facciano le primarie. Ci sono 1-2-3-4 o 5 persone disponibili a scendere in campo? Allora facciamo scegliere i cittadini romani”. “Marchini? Bertolaso? Io non chiudo nessun discorso ma a me – ha concluso Salvini – serve un nome per cominciare a lavorare, di riunioni ne abbiamo fatte abbastanza”.

“Il nome della Pivetti me l’hanno fatto, non la vedevo da 15 anni ma mi piace come ipotesi e come candidatura. Vive e lavora a Roma da 15 anni, conosce l’amministrazione, è un mio parere personale che non è fondamentale”. Lo dice il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, parlando con i cronisti in piazza Montecitorio. Poi, aggiunge: “Un nome ce l’ho ma lo do prima agli interessati. La Matone non la conosco. C’è abbondanza di candidati: Marchini, Storace, Bertolaso, si parla della Pivetti. Se Marchini dice che si rifà al centrodestra e dice che è alternativo al Pd e ai Cinque stelle…”

Redazione | febbraio 11, 2016 alle 10:11 am | Etichette: pivettiromasalvinisindaco di roma | Categorie: ItaliaPolitica ed Economia | URL: http://wp.me/p3RTK9-b85

 

 

4 Risposte

  • La Pivetti era legata alla FSSPX, da Presidente della Camera affidò la nazione a Dio suscitando le ire dei laici democratici, poi però alla filologia (che era stata il terreno dei suoi studi) sostituì il ruolo della show-girl da oratorio, senza arte né parte, senza spessore, molliccia e ‘sentimentalmente’ pencolante.
    Bocciata! Meglio cento volte Meloni.

  • Meloni ha rinunciato perché sa che si brucerebbe, nel senso che a Roma molto probabilmente perderebbe. Il centro-destra, a Roma, non ha un candidato spendibile che abbia notevoli chances di vittoria. Questo è il dato, piuttosto sconcertante, nello squallido scenario politico attuale.

  • Concordo pienamente col commento di Dianoed aggiungerei anche qualcosa in più, di negativo…
    La scenografia pivettiana era da teatro, tipico della sorella e dei genitori , cui nulla si obietta o critica in capacità. Ma l’Irene fu prestata ad una Lega che sfondava dati i tempi amari, senza avere un capo colto e cattolico. Pivetti fa parte della raccolta a piene mani dei “cattolici” per dare un tono maggiormente improntato alla nazione italiana, ma non per un discorso realmente appoggiato al cattolicesimo. Salvini ne è pure lui esempio lampante. Il centro destra è allo sbando con una figura carismatica ormai sbiadita dai festini e processi (ingiusti, ma devastanti).Infatti si candidano improponibili personaggi non tanto per le loro qualità umane o tecniche di tutto rispetto, ma perchè ormai decotti od inabili alla politica per varie ragioni. Rita Dalla Chiesa è stata onesta ed umile a ritirarsi in tempo. Ha ragione Salvini a chiedere un’elezione popolare come fanno nella sinistra !

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