LA «CHIAVE» DELLA GRANDE ALIENAZIONE EUROPEA

Risultati immagini per LA «CHIAVE» DELLA GRANDE ALIENAZIONE EUROPEAL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

A proposito di «segni dei tempi» per il nostro tempo, mentre un certo mondo, afflitto dai propri inquinamenti scruta i segni di un presunto riscaldamento globale, ignora un segno molto più grave poiché riguarda la propria sopravvivenza dell’uomo spirituale, come fu creato da Dio.

Ecco che tale ignoranza riguarda una vera alienazione mentale e morale, e di ciò si dovrebbe parlare. Essa diventa ogni giorno realmente tangibile. E come esempio eclatante abbiamo questa neo-europa che dopo aver alienato le sue radici cristiane si consegna ai voleri della Turchia. Tale nazione islamica  che nel passato provò più volte a invaderla militarmente, ora lo può fare legalmente poiché, dopo averla fino a ieri ricattato con un flusso migratorio esplosivo, ora sarà finanziata dalla stessa neoeuropa per rendere tale flusso migratorio sistematico. Naturalmente ciò si deve a una classe dirigente europea che classificare di burlesca è eufemismo. Sono piuttosto la controprova dell’ «involuzione» umana già indicata per altri settori, come quello religioso: dai papi Pio IX a Pio XII, agli antipapi da Roncalli a Bergoglio!

Qui passo la parola a Maurizio Blondet – che se ne intende – descrivendola con nomi e cognomi in «Gli “europeisti” stanno disgregando l’Europa» del 7 marzo 2016. scrive:

“E a chi l’Europa deve la sua frattura, catastrofe e caos? Facciamo i nomi: ai Barroso, ai Solana e Van Rompuy, ai Mario Monti, ai Padoa Schioppa. Gli europeisti ideologici più totali, che non avevano altra mira che la federazione, da tenere unita fino all’ultimo europeo. Il progetto di Jean Monnet essendo detestabile in sé, sono stati detestabili anche gli “europeisti” della generazione che l’ha costruita. Ma i Delors, i Giscard d’Estaing, gli Strauss, il Kohl, financo Mitterrand (rispetto ad Hollande), persino il nostro Prodi torreggiano come statisti e giganti intellettuali in confronto a Solana, Barroso, e Angela Merkel. Intanto, quelli, andavano avanti a piccoli passi,   secondo l’accorto consiglio di Monnet, di agire nell’ombra; non si facevano illusioni sulla illegittimità di quel che tramavano. Poi avevano qualche piano di sviluppo comunitario. Prodi – lui stesso lo ricorda troppo spesso – quando è stato presidente ha lanciato il progetto Galileo… Insomma, si ha un bel criticare la generazione di potere nata negli anni ’30. Oggi, si deve ammettere che la generazione di europeisti nati negli anni ’50 è peggio: presa l’eredità europeista, l’ha ridotta ad un caos a forza di ignoranza, di presunzione, di mancanza di idee e di cultura. Si è ridotti a rimpiangere Prodi e Chirac, come in Usa la generazione dei sessantenni della Israeli Lobby fa rimpiangere Kissinger.»

Tornando alle alienazioni epocali e ai segni dei tempi, si deve sempre guardare all’origine della storica decadenza umana; la prima fatale alienazione della Parola divina è stata quella dei primi padri che hanno ignorato la Parola divina sul pericolo di cogliere dall’albero del bene e del male, a favore del sussurro allettante del nemico velato sotto aspetto di serpente che istigava nel uomo l’orgoglio e ogni cupidigia per essere «come dèi»!

Tale ripudio esecrabile fu causa della condannata del genere umano alla vita e morte nella babele terrena. La Misericordia divina, però, provvide la discendenza dell’uomo della promessa di una Donna Immacolata dalla cui stirpe verrebbe il Messia Salvatore, Verbo di Dio incarnato, affinché l’uomo, tornando a sentire la Parola che salva, potesse tornare alla grazia d’essere figli di Dio ed erede di quel paradiso perduto per aver rigettato la Verità. Eppure, il Verbo divino incarnato fu rigettato dal Suo stesso popolo.

Ma ecco che nel nostro tempo, due mila anni dopo, il Verbo, rigettato allora dagli ebrei, è rigettato pure dalle nazioni d’Europa, determinando il tempo della loro scadenza (v. «La visione evangelica dell’ora presente in Luca 21, 24».

Se quel esecrabile rigetto, dopo l’originale, fu la seconda grande alienazione della storia, ora tale rigetto neo-europoide perfino delle radici cristiane dell’Europa, si profila come la terza abissale alienazione di tutta la storia.

Per scendere tanto in basso fu necessario arrivare agli anni ’60 del secolo XX, dopo secoli di gloriose testimonianze della Parola divina nel mondo e dell’edificazione dell’insuperabile civiltà cristiana. Fu l’esito del secolare lavorio demolitore di quel ordine cristiano di cui si scusano ora i rivoluzionari tanto civili quanto religiosi; sono quelli che passarono a signoreggiare nel mondo col loro «nuovo ordine» per il caos.

L’inizio del gran disordine mondiale per distruggere l’Ordine cristiano universale, che è cattolico, raggiunse apici d’orrore nelle due terrificanti guerre mondiali e nella letale rivoluzione russa. Erano prodotti della falsa cultura moderna, risalente ad apparenti opposte ideologie materialiste, socialiste e capitaliste, che infettano tuttora la testa di scadenti dirigenti europei come Hollande e Schulz, occupati piuttosto con la politica di difesa della più losca libertà di stampa iconoclasta e atea.

Come si vede, i segni della decadenza dei tempi non mancano. Riusciamo però a capire cosa indicano? Non sarà che ora segna la scadenza di un ciclo della storia della Chiesa di Dio in mezzo alle nazioni? Queste, assorte nei problemi di mutamenti climatici spesso indipendenti dagli uomini (o in parte dipendente proprio dalla mentalità nutrita da legami materialistici), l’intelligenza umana rimane alienata dalle sue ragioni vitali.

Potrebbe, però, tale mentalità moderna seminare tanta desolazione mentale e morale se non fosse gravata da gravi errori religiosi? Non si doveva vigilare affinché i falsi segni del mondo non scostassero da quanto resta d’integro e puro nella Religione? Affinché non si confondessero i segni veri con quei “portenti e prodigi menzogneri” previsti da Gesù per la fine dei tempi? Per confondere tutto non bastano le bergoglionate?

Siamo così al primo quadro della visione qui proposta, poiché si può essere certi che anche il nostro tempo, più carico di guai che tutti gli altri, ha ricevuto un gran segno proporzionato a tanto male. Si tratta del segno visto da una moltitudine esattamente nel giorno e ora segnata e svelando la sua dimensione cosmica. Era il miracolo del sole, il segno dato a Fatima, in vista delle grandi guerre e della terribile rivoluzione comunista in Russia; segno per l’ora cruciale dei tempi apocalittici finali.

Ecco il cruciale enigma di questi tempi di decadenza allucinante: il vero Segno di Dio ignorato e scartato alla stessa stregua dell’alienazione della Sua Parola!

Ma possono essere i veri segni della Divina Provvidenza impunemente scartabili? Nessuno s’inganni: la questione è universale, Se il segno per i nostri tempi non fu debitamente rispettato dai chierici della Chiesa a cui fu affidato il Messaggio di cui era portatore, si apriva la sinistra via indicata da chi è iniziato ai falsi segni che indicano i sentieri abissali delle sette create per sconvolgere i tempi e le leggi (Dn 7, 25). Questa profetica preoccupazione non sembra aver perturbato ma allettato i sogni utopistici di Angelo Giuseppe Roncalli, infiltrato modernista in carriera.

Ora, poiché la storia umana si dimostra narrazione di un’alienante ribellione cresciuta e moltiplicatasi nel senso delle rivoluzioni dell’Anticristo, questo fatto appare come il tema cruciale dell’Apocalisse e dei segni Mariani. Infatti, già lo era sette decadi prima dell’apparizioni di Fatima in quella di La Salette, che l’ha preparata con lo spaventoso avviso: «Roma perderà la fede e diverrà la sede dell’Anticristo».

Riguardava dunque l’apostasia, il Papato e quello che incarna l’avversione finale a tutto quanto porta il Nome di Dio per l’elevazione del culto dell’uomo (II Ts 2,) ma la cui scalata di degradazione era ostacolata da chi aveva il potere per frenarlo. L’ostacolo, il katéchon delle Scritture, è nella legge divina rivelata e gestita da entità centrate in quell’ordine naturale, contraria al caos. Esso pertanto poteva essere identificabile sia con l’Impero romano, come poi con la Chiesa e il suo Pontefice.

Si trattava del freno per impedire la libertà del disordine e dell’iniquità alienante dal senso spirituale a favore di quello materiale, per le anime come per le nazioni, in seguito a quell’«alienazione originale» della Parola di Dio della Rivelazione.

Per capire meglio il contrasto tra i segni utopici e la resistenza a quello divino del sole, che avalla il «Segreto di Fatima», aiuta segnalare la solerzia dei capi religiosi, che delle apparizioni mariane curano le adunate e gli introiti, ma offuscando il loro messaggio. La Vergine Madre sarebbe apparsa solo per chiedere preghiera e penitenza, con ciò ha fatto la sua parte, come diceva di Gesù il Grande Inquisitore di Dostojevskij: In seguito spetta ai grandi sacerdoti guidare il popolo, secondo i «segni dei tempi» svelati magari dalle logge per le necessità del progresso. Ecco l’idea del Vaticano 2 che ha svuotato le chiese e rinforzato le sette dei falsi segni. Gesù avrebbe interpellato i conciliari ecologisti: «Sapete distinguere dunque l’aspetto del cielo e non riuscite a distinguere i segni dei tempi?» (Mt 16, 4).

Riconoscere il segno del Cielo in un’apparizione della Regina dei Profeti, ma, ritenerlo superfluo o inopportuno è indicativo di un’alienazione religiosa! Significa censurare il disegno divino a favore delle proprie elucubrazioni. Ecco il quadro dell’apostasia che imperversa per la rovina del mondo: il deviante Vaticano 2 ordinato dalle logge a Giovanni 23, che sarà ricordato per aver aperto la Chiesa a nuovi avventurosi «destini». Mentre censurava un segno del Cielo. Ed ecco la gravissima «caduta» religiosa in un periodo già gravato da quell’impressionante accumulo di mali dei nostri tempi; si mirava alla mutazione del Papato e della Chiesa per sostituire l’Ordine cristiano con un nuovo ordine ecumenista massonico? L’hanno compiuto dall’interno gli stessi chierici in carriera!

I grandi segni, come quello di Fatima, pur simbolici e enigmatici, sono illuminanti alla luce della Fede. Il libro dell’Apocalisse, racchiudendo la storia umana, contiene visioni e segni cifrati su ogni tempo. Se furono segnalati, è perché dovevano servire a far capire quanto apparirebbe velato, ma era soggetto d’intendimento nel corso di eventi futuri. Ora, lefatali alienazioni umane riguardano sempre la libertà di rigettare la Parola divina a causa dell’istigazione alla «dignità» d’essere «come dèi»

La caduta dell’uomo dalla sfera soprannaturale al mondo naturale, attirato com’è di usare a bel piacere delle proprie libertà, è pericolo insito nel fondo dell’anima umana e dramma di tutti i tempi. Oggi, però, per discernere il senso delle presenti cadute epocali, coinvolgenti l’essere umano – davvero d’ordine apocalittico – si deve ricorrere alle sagge interpretazioni dei drammatici passi del Sacro Libro dell’Apocalisse.

Un’unica e notevole esegesi papale di questo Libro per i tempi moderni, indica nell’ abuso della libertà la causa dei devastanti orrori morali del mondo. Si tratta di Papa Gregorio XVI nell’Enciclica «Mirari vos» (15.8.1832): «Tolto ogni freno che contenga nelle vie della verità gli uomini già volgentisi al precipizio per la natura inclinata al male, potremmo dire in verità essersi aperto il pozzo dell’abisso dal quale vide San Giovanni salire tal fumo che oscurato ne rimase il sole, uscendone innumerabili locuste a disertare la terra» (Apocalisse 9, 3).

È indicato qui lo scatenarsi di ogni libertà in terra, il cui esito culminante è la libertà di colpire la verità riguardante il culto di Dio da parte dell’uomo. Non più la verità dovrebbe guidare la vita personale e sociale, ma le scelte umane, pure d’aspetto religioso, che potrebbe dettare la verità! È il pensiero ispirato da quell’illuminismo naturalista e agnostico infestante il mondo per indurre al relativismo ecumenista della nuova libertà religiosa! L’esegesi papale indicava l’abissale rovina a cui porta l’abuso della libertà, in generale, come denunciato più volte dal Magistero della Chiesa.

Eppure oggi, quanto era condannato dai Papi, è giustificato dalla “libertà religiosa” proprio nel senso contrario al Magistero, e in nome del potere pontificale delle chiavi; il Katéchon ([1]) delle Scritture – ovvero il potere del Pontefice, istituito per contenere “nelle vie della verità gli uomini”, oggi appare come quello dalla grande apertura!

Il testo sacro indica chi apre tale abisso; non certo i nemici, sempre presenti, ma giammai vincenti sulla Chiesa; indica l’astro (il vescovo), caduto dal Cielo in terra, che riceve la chiave di (Pietro). Il termine «chiave» ha un senso molto importante per chiarire gli enigmi della fede cattolica: è dato da Dio per vincolare alla Fede di Cristo. Eppure, oggi si accetta che questo potere possa togliere i freni alle false libertà che svincolano; che aprono il pozzo dell’abisso dichiarando il «diritto naturale» delle false libertà «religiose» del nostro tempo apocalittico.

È un fatto che nei nostri tempi proprio chi disponeva materialmente del potere della «chiave», la usò per la fatale apertura del pozzo di questi abissi d’iniquità. L’ha potuto fare perché prima era stato «levato di mezzo» (cf. II Ts 2,7) chi si opponeva a tali abominazioni anticristiche. Eccone il segno nella visione profetica del «Terzo Segreto» di Fatima, più chiaro nel 1960 quando Giovanni 23 già aveva usato la chiave per aprire il «pozzo abissale» del Vaticano 2 allo stesso tempo che censurava la Profezia di Fatima rinviata ai labirinti del Vaticano.

Di fronte a tale perfida «alienazione» epocale in alto loco, la fatale grande alienazione europea è solo il seguito. Infatti: «la manifestazione dell’iniquo avviene per opera di Satana, con ogni potere di prodigi di menzogna, con tutte le seduzioni dell’iniquità per quelli che si perdono, perché non hanno accolto l’amore della verità per essere salvi. Ecco che Dio manda loro un operato (conclave) d’inganno, affinché credano alla falsità (habemus papam), di modo che siano condannati quanti non hanno accolto la verità ma si sono compiaciuti dell’ingiustizia». (II Ts 2, 9-12) E ora, perfino il nuovo presidente del Portogallo inaugura il suo mandato in moschea, con altre 18 «denominazioni religiose», tra cui il culto della dea Shiva! Così farà contento Bergoglio e il gran mondo nemico di Fatima e della Fede!

Trattasi dell’iniqua opera conciliare e dei loro «anticristi» in Vaticano, che un certo mondo clericale vuole perpetuare perché nei loro manuali risultano come «canonici»; l’abominazione della desolazione «canonizzata» per la perdizione di moltitudini! Che la nostra testimonianza cattolica non manchi affinché si possa supplicare: Pietà Signore!

 

[1] – Il Katéchon: l’ostacolo che sarà tolto alla fine secondo San Paolo (II Ts) per San Tommaso dipende dall’unione e sottomissione alla Chiesa Romana, sede e centro della fede cattolica. Finchè la società rimarrà fedele e sottomessa all’Impero spirituale romano, trasformazione dell’antico impero temporale romano, l’Anticristo non potrà comparire. Questa è la barriera e l’ostacolo. Per grazia di Dio, accanto a quest’ostacolo d’ordine civile, vi è l’incaricato di custodirlo, vegliando sui principi delle società; questo custode è il Papa, Vicario di Gesù Cristo.  Finché il custode vigilante (vescovo) sarà riconosciuto, rispettato, ubbidito, l’ostacolo sussisterà, la società rimarrà fedele all’impero spirituale romano della fede cattolica. Quando tale custode, il Papa, viene tolto di mezzo, con lui sparisce l’ostacolo della Chiesa e l’Anticristo compare.

18 Risposte

  • Quale segno più tangibile del clima di criminalità che quotidianamente insanguina le cronache del mondo? A Roma, durante un’orgia sodomitica e violenta viene ucciso un giovane che vi partecipa, per il solo piacere, confessano gli assassini, di provare una scossa particolare. Tv e giornali, opinionisti e psichiatri parlano di nichilismo e di caduta dei valori. Molto più semplice signori miei: è satanismo contro cui non c’è, per il momento, kathecon che tenga. Papi e cardinali sono troppo presi a discutere di riscaldamento globale. E’ l’avverarsi delle profezie di La Salette e di Fatima.

  • Analisi perfetta sulle 3 grandi rivolte a Dio, con la terza di cui ci godiamo i marci frutti sempre peggiori. Aggancio esattissimo all’Ap., fu Roncalli a ricevere la chiave dell’abisso, il falso katecon caduto dall’alto della Sua carica ricevuta da Dio.
    L’assalto finale a Cristo e alla Sua Chiesa studiato nei minimi particolari e su tutti i fronti, con infiltrazione . Falsi segni per eclissare i veri segni. Che Ratzinger serva ad adempiere anche la Emmerick? Il giochetto ultimo?

  • Be, l’articolo di Blondet “filoratzingeriano” specifica soltanto il motivo della rinuncia di Ratzinger. Comunque, fosse vero, e se ne può dubitare con difficoltà, preferirei un papa che denuncia le pressioni, piuttosto che uno che timidamente e zitto-zitto, si ritira…Forse perchè non si sentiva abbastanza “papa”…
    Ciò va ad avvallare ancor più le tesi di Arai che collegano molto bene nella Storia, i rifiuti dell’uomo a Dio.

  • La rinuncia di Ratzinger non è che sarà stata studiata a tavolino? Doveva far ritornare i dissidenti tutti sotto le ali del vaticano? Blondet scrive tante cose esatte, non mi piacque quando sponsorizzò la pseudo profeta maria della divina misericordia dicendo che non la conosceva peraltro, ed ora resto sulla difensiva.Riguardo agli anticristi “canonici” esistono 3 possibilità: 1)andare avanti senza badare a nulla vivendo santamente il più che si può 2) idem come 1 se l’Imbc riesce a sciogliere i nodi avanzateli : opera di misericordia spirituale 3)cercare di vivere santamente attivandosi per la verità come si può e quindi diverrebbe urgente definire quale sia ora la visibilità della Chiesa.

  • Il retto pensiero cattolico e perciò la filosofia valida per la Religione è quella che converge verso «certezze»; non può essere altrimenti nella Religione della Verità. Questo pensiero non va visto come teorico, ma come obiettivo. Lo dico ora in riferimento al presente infido rifiuto dei seguaci delle eresie liberiste e ecumeniste a Dio, che appare come la terza grande alienazione della Storia nell’inganno conciliare; sì perché ciò implica un rifiuto obiettivo (anche se velato) dell’unica Fede rivelata – quella della Chiesa cattolica – a favore delle credenze di tante sette. La certezza è fondata nella gravità estrema dei fatti pubblici aggravati specialmente da due abominazioni senza precedenti storici: che tale promozione ecumenista sia fatta in nome dell’autorità della Chiesa in rottura col suo Magistero; che avvenga annacquando il primo rifiuto storico – originale – e giustificando il secondo – ebreo. Quindi, la CERTEZZA che queste «autorità istallate» siano false e vadano esse sì ripudiate pubblicamente per amore alla Verità. Nel ripudio dei falsi cristi, che infatti rifiutano tacitamente Dio, per l’inganno e la perdizione di moltitudini, i veri fedeli saranno riconosciuti; rendendo visibile la Chiesa militante.

  • Cattolico2, hai ragione a dubitare dei “profeti” odierni, quali Blondet! La prudenza verso questi divulgatori di notizie, i quali sono strani cattolici esoterici, non è mai troppa. Spesso leggo articoli dello stesso e trovo informazioni concordanti che non si trovano in altre parti. Spesso segnalo certi articoli, ma mi guardo bene dal considerare Blondet come oracolo di verità, Penso stia facendo una sua strada di ricerca che lo porta vicino alla Verità,ma di cui non ne ha possesso anche se lo proclama. Certe sue analisi cristiane e cattoliche le condivido e sono commoventi certi suoi interventi. Ma c’è dietro una “disperazione” e pessimismo di fondo che mi mettono sospetto. Del resto mostra tutte le sue carenze dottrinali e, forse di fede, quando parla proprio di tematiche cattoliche.In Arai, evidentemente credente, si sente, nelle sue analisi pur tragiche, la voce della speranza ultima che si avvale di quanto detto dalla Madonna a Fatima. Io condivido le analisi e la speranza.

  • Mi sento di concordare con Mardunolbo laddove egli dubita essere stato il blocco dei bancomat – come scrive Blondet – la causa delle dimissioni. Ratzinger tenne in trono GP II, consumato dal parakinson, quale alter Christus che non deve e non può scendere dalla croce. Una volta eletto papa chiese preghiere perché non fuggisse davanti ai lupi, ma il primo guaito d’un cagnolo se la filò, configurando la terribile visione della beata Emmerick = i due papi. Ratzinger è stato l’apripista a Bergoglio, scientemente, dimostrato dal discorso che tenne, una settimana dopo le dimissioni, al clero romano, vantandosi, ad esempio d’aver costituito con la “banda del Reno” il fronte della modernità ecclesiale.

  • Beh, tutte quelle accuse di coperture di preti pedofili, non mi sembrano il guaito di un cagnolino.
    Stavano anche cercando, inutilmente, un pretesto per arrestarlo.

  • Grazie Luciano Pranzetti dell’informazione riguardo Ratzinger. Non conoscevo il particolare del suo vanto sulla “banda del Reno”, che la dice lunga sulle sue idee moderniste giovanili, mai rinnegate, anzi rinforzate nella vecchiaia ! Che pena di vecchio ! Del resto ricordo su youtube un video di anni fa in cui Ratzinger scattava come una vipera al sentir chiedere che ne “facessero” di un pedofilo acclarato. Infatti lui fu costretto dai media ad accogliere, in Irlanda, i violentati dai pedofili, Ricordo benissimo la vicenda e ricordo il silenzio tombale di lui sullo scandalo crescente.Alla fine fu costretto a “cedere” ed accogliere questi poveretti. Dopo poco scoppiò il caso di suo fratello che operava nella stessa chiesa dove furono commessi abusi, e sul quale si prospettò un’indagine per conoscere qualcosa dei fatti.Questo era ed è Ratzinger aldilà delle pietose bugie ed invenzioni che ora si vogliono propinare per “confrontarlo” con Bergoglio !

  • La rottura operata contro il Magistero unico della Chiesa che resta una: ora abbiamo 2 magisteri opposti, 2 riti , 2 diritti: “l’abominazione della desolazione canonizzata per la perdizione delle moltitudini”, anche ciò rientra nel mistero d’inganno che Dio permette per la perversità dei cuori. Non esiste altra spiegazione logica. Molto interessante l’aggancio che Arai pone tra le 3 grandi alienazioni dell’uomo da Dio, l’aggancio al primo peccato originale (infatti da una decina di anni almeno i preti l’hanno abolito pubblicamente) e l’aggancio al secondo grande peccato-deicidio del sinedrio ebraico( ora osannato come lecito dallo stesso Ratzinger per il quale è più che giustificata l’attesa messianica giudaica, per cui non crede al primo Messia o meglio è apostata). Ora il concilio v.II come somma e cloaca di tutte le eresie fa proprie le prime 2 grandi ribellioni nell’ultimo finale profetizzato. Nel ripudio dei falsi cristi ( la cui approvazione materiale o formale vale per la perdizione delle moltitudini) la visibilità della Chiesa
    emerge. Vero ma è sparsa nel mondo, una certamente, ma assalita in ogni suo membro dal contesto pagano o eretico. La definizione della visibilità dovrebbe essere pubblica?

  • Bergoglio sponsorizza Kasp- per i suoi assalti all’ortodossìa, Ratzinger, oltre che nel suo “Introduzione al Cristianesimo – ed. Queriniana – esaltò, nel 2009, Teilhard de Chardin proponendolo quale patrono delle Università Pontificie. E c’è qualcuno che ne ancora il simbolo della Tradizione, come se la fumosa ed insignificante “ermeneutica della continuità” ne sia la prova.

  • Quello che Ratzinger rappresenta per tanti cattolici è avvolto da un’atmosfera di arcano, proprio perché la stessa mentalità che lo condiziona è diffusa e impegna il mondo moderno. È il caso d’intellettuali tormentati come Blondet e Socci, amatori d’intelligenze raffinate, come il loro maestro Giussani. Nessuno li nega questa qualità… ma notando che il principale sempre manca. Tipico di Ratzinger è d’essere capace d’accusare fortemente il relativismo, proprio lui artefice del più truce relativismo ecumenista! Lo stesso si dica di quell’astrusa ermeneutica della continuità” da pifferaio mancato. Chi l’ha definito bene con una breve frase è stato Mgr Lefebvre: non ha nozione di cosa sia la verità. Non è perciò diverso da Bergoglio et similia, se non per quell’aspetto più composto, tanto apprezzato dal mondo intellettuale.
    Come abbiamo sentito oggi alla Santa Messa: “Chi è da Dio ascolta le parole di Dio”… ama la Verità una. Un ecumenista concliare che divide la verità, da spartire con altre credenze, non la ama, almeno quanto ama le proprie elucubrazioni. Ecco la chiave d’ogni alienazione dalla Fede.

  • Verissimo che Ratzinger accusò il “relativismo” !
    Verissimo, che proprio lui fu il relativista per eccellenza, quello che con salto mortale triplo organizzò la frase ad effetto: “ermeneutica della continuità” per giustificare le ambigue frasi conciliari e farle corrispondere alla tradizione cattolica. Fu proprio il “cervello” della devastazione conciliare e mai si pentì di ciò !

  • Cari amici: visto che abbiam preso l’argomento Ratzinger, diciamola tutta. Il così detto “grande e fine teologo” fu, all’esame per l’abilitazione all’insegnamento della teologìa, bocciato dal grande Einrich Schmaus perché la tesi risultava “non rispondente a criteri di rigore scientifico”. Ripresentata, fu di nuovo rinviata perché “fosse corretta” in quanto sospetta di modenismo. E poi: al CVII, insieme a Congar, Schillebeeckx, Kung e Rahner, si oppose alla mozione, presentata dal Coetus, di dichiarare Maria Vergine “Mediatice di tutte le grazie”.Questo è l’emerito.

  • Il mio timore è che Ratzinger, dopo esser stato un pericolosissimo velenosissimo sofista per raggirare i cattolici tradizionalisti-molto più di Bergoglio , abbia ancora una parte da giocare per raggirarci meglio.A ciò fa pensare il duetto in bianco con emerito che tace ed acconsente per il fine a cui egli stesso lavorò e volle.

  • Ogni “papa” postconciliare fece il suo lavoro per bene; ognuno col suo metodo, ma tutti con la stessa finalità che si constata molto bene ora ! Aggiungasi la velocità inusuale con cui alcuni sono stati fatti “santi” per cementare le eresie loro e conciliari nelle menti dei cattolici, ed il quadro diventa ancor più chiaro…Una strategia di deviazione per arrivare sottilmente a dichiarazioni eretiche conclamate fatte dal Bergoglio. Montini demolì la messa ma si meravigliò del fumo di satana entrato nella chiesa. Le astuzie di Ratzinger nel fare due passi avanti verso il modernismo ed uno indietro per contentare i “tradizionalisti” , hanno ceduto davanti alla valanga sorridente dell’incantatore Bergoglio. Roncalli fu il primo a presentarsi ai media con etichetta di buono e caro ai bambini. Il maestro per eccellenza, in apparizioni mediatiche, fu Woityla, colui che non infastidì mai il Partito Comunista Polacco(che lo lasciò scalare la gerarchia). Ratzinger non riuscì a tanto, lavorava in sordina facendosi credere filosofo (sì del “tubinga”); ora si può manovrare allo scoperto, con Bergoglio, senza grandi rivolte di fedeli ! O il prossimo sarà ancora peggio di questo usurpatore ultimo, oppure la Mano del Signore porrà fine, come vuole Lui, a questa apostasia e avremo ancora un vero papa.

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