A Bologna parte il progetto per insegnare giornalismo agli immigrati. Un modo anche per “sensibilizzare” gli italiani
Gli italiani ne sentivano proprio la mancanza. Una televisione interamente gestita da immigrati, che parli di immigrati e magari convinca pure gli italiani che le migrazioni sono una buona cosa.
Il progetto si chiama “Temporary journalism”, un laboratorio di giornalismo studiato per seirichiedenti asilo debitamente selezionati. Hanno messo a disposizione le loro sedi sia la Trc che Telenettuno, due emittenti emiliane. L’obiettivo è quello di “realizzare servizi giornalistici” grazie allo scambio di informazioni tra migranti e giornalisti. Ad organizzare il tutto è la campagna “Bologna Cares!”, la cui responsabile – Elisabetta Degli Espositi Merli – ha detto all’Avvenire, ripresa da Libero, che “attraverso il piccolo schermo i richiedenti asilo entreranno in tutte le case, riuscendo così a farsi conoscere da ogni fascia di pubblico e abucare gli stereotipi. È un modo diretto per sensibilizzare la popolazione sul grande tema dell’accoglienza, tentando di vincere diffidenze e resistenze”.
Senza contare, ovviamente, che il progetto “Bologna Cares!” è interamente a carico deicontribuenti, facendo parte del sistema “Sprar” del Comune di Bologna, con la gentile collaborazione di Asp Città di Bologna, Consorzio Arcolaio, associazione Mondo Donna onlus e altre cooperative varie.
L’emilia penso che sia il luogo più cattocomunista del mondo , che bei frutti …
Invito tutti a dare uno sguardo su youtube su come stanno diventando le città della Syria ,Iraq Armenia ecc ecc.tutte le armi che circolano da chi sono fornite?Gente senza acqua , luce e cibo, non è ora che qualcuno la smetta di parlare di profughi e alzi la voce anzi urli e faccia smettere questo genocidio sistematico delle popolazioni?Io sono rimasta allibita dalle armi fonite.