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Segnalazione di Raimondo Gatto

 

Heinz- Christian Strache apa726 L’Austria sta lentamente, ma inesorabilmente, scivolando verso destra, una destra che non è più quella storica, venata di nazismo e antisemitismo, ma una destra populista, alla Salvini, che nel nostro tempo si alimenta dell’insicurezza dei cittadini e delle inquietudini suscitate dai fenomeni migratori.

Il termometro di questo scivolamento a destra ci viene segnalato dall’autorevole settimanale “Profil”, che una volta al mese pubblica i risultati di un sondaggio commissionato all’istituto Unique research. L’ultimo, uscito questa settimana, vede il Partito liberalnazionale (Fpö) – quello un tempo guidato da Jörg Haider e negli ultimi 11 anni da Heinz-Christian Strache – al primo posto tra tutte le forze politiche in campo.  

Non è una novità: da nove mesi ormai l’Fpö in tutti i sondaggi a livello nazionale appare sempre al primo posto. La novità è che questa volta il distacco dagli altri partiti si è accentuato, al punto che, se domenica prossima si andasse al voto, ne uscirebbe un Parlamento in cui sarebbe impossibile formare un governo senza la partecipazione dell’Fpö. Anzi, con tutta probabilità, si formerebbe un governo a guida Fpö, con Strache cancelliere.  

Il “termometro” di questa settimana, infatti, attribuisce al Partito liberalnazionale il 32%, vale a dire un terzo dei suffragi, mentre all’Övp (Partito popolare) andrebbe il 24% e all’Spö il 23%. Balza immediatamente all’occhio che i due partiti storici, Övp ed Spö, che fino agli anni ’80 del secolo scorso coprivano da soli l’80 e talvolta addirittura il 90 per cento dell’arco politico, ora insieme non raggiungerebbero neppure la maggioranza del Parlamento. Non solo ormai è evaporata l’ipotesi di una “grosse Koalition”, come ai “bei tempi”, ma addirittura la possibilità matematica per i due partiti di governare insieme.  

Salvo, naturalmente, un coinvolgimento dei Verdi (che il sondaggio dà al 12%), ma con tutte le controindicazioni di una coalizione a tre, con forze politiche che su quasi tutti i temi la pensano in maniera diversa. Assomiglierebbe molto all’Unione dell’ultimo governo Prodi, di cui conosciamo i risultati.  

Con queste premesse, l’ingresso dell’Fpö al prossimo governo appare scontato. Anche perché dal sondaggio risulta che una tale ipotesi è vista con favore dal 57% degli elettori: in altre parole, anche molti di quelli che non votano Fpö gradirebbero una sua presenza nel governo. Naturalmente i sondaggi vanno presi con le molle e spesso non trovano poi conferma nel voto reale, ma quello pubblicato da “Profil” va preso seriamente in considerazione, perché conferma un trend che dura ormai da oltre mezzo anno. 

A Strache e ai suoi non è stato necessario battagliare molto per veder crescere i propri consensi. È bastato stare alla finestra e assistere alle difficoltà con cui Spö e Övp stavano affrontando la marea di profughi in arrivo dai Balcani. Ogni qualvolta la ministra degli Interni Johanna Mikl-Leitner si trovava nella necessità di aprire una caserma per ospitare alcune centinaia di nuovi migranti la colonnina di mercurio del “termometro” del suo gradimento precipitava, mentre schizzava verso l’alto quella dell’Fpö.

 

Che l’Övp nei sondaggi risulti di un punto sopra l’Spö (mentre di solito succedeva il contrario) è dovuto probabilmente alla linea più dura nei confronti degli stranieri seguita dal Partito popolare, a cui soltanto nelle ultime settimane si sono allineati anche i socialdemocratici, con la decisione di contingentare gli ingressi nel Paese e il numero delle richieste di asilo. Ma la correzione di rotta non è bastata a contenere il successo dell’Fpö.

 

Alle elezioni politiche mancano ancora due anni, ma già tra un mese gli austriaci saranno chiamati alle urne per eleggere il Capo dello Stato. La campagna elettorale incomincerà soltanto dopo Pasqua e di sicuro sarà contrassegnata anch’essa dalla questione profughi.

 

 

fonte. messaggero veneto.it del 24 marzo