Migranti, la doppia minaccia dell’Austria: “Barriere pure al confine ungherese”

bandiera Austria

Segnalazione di Raimondo Gatto

 

Sale la tensione per l’emergenza immigrazione. L’Austria alza la voce: “Alfano e Renzi sanno benissimo qual è la situazione”. E si prepara a chiudere il valico del Brennero. Ma Gentiloni avverte: “Un blocco al Brennero sarebbe grave” 

di Sergio Rame

 

Non c’è nessun progetto di “muri” al valico del Brennero, almeno per ora. In una intervista al Corriere della Sera la ministra austriaca dell’Interno Johanna Mikl-Leitner sottolinea che “la politica di gestione del valico tra Austria e Italia non ha nulla a che fare con il voto” e che quindi non alcuna “propaganda”.

 

Tuttavia, come precisa il ministro della Difesa Hanspeter Doskozil, in situazione di emergenza l’Austria potrebbe chiudere la frontiera. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, aspetta di capire le reali intenzioni dell’Austria prima di muoversi. “Se si tratta solo di parole e gesti simbolici penso che non ci saranno conseguenze sul terreno alla frontiera – ha avvertito – se invece ci saranno davvero muri sarebbe davvero molto grave”.

 

Al confine tra l’Italia e l’Austria l’emergenza si sta alzando di ora in ora.

Con l’arrivo della primavera hanno ripreso anche gli sbarchi dal Mediterraneo. Una nuova ondata di immigrati ha iniziato a riversarsi in Italia dalle coste libiche. “L’Ue ha un’unica strada – sottolinea Mikl-Leitner – ripartire le quote di profughi in ogni nazione”. Quanto all’Italia, l’Austria ha già mostrato i propri programmi al ministro dell’Interno Angelino Alfano la scorsa settimana. “Lui e Renzi – pungola il ministro austriaco – sanno benissimo qual è la situazione”. “Il mio governo farà di tutto per evitare misure drastiche al Brennero”. A un patto.

Che dei “nuovi” profughi dovrà occuparsi l’Italia. Sarà l’Italia a identificarli e a gestirli. “La nostra volontà di non ‘intervenire’ al Brennero ha assoluta necessità del supporto italiano – conclude Mikl-Leitner – noi austriaci abbiamo fatto il possibile per sostenere i richiedenti asilo:

adesso l’impegno dovrà concentrarsi sull’integrazione di chi ha ottenuto il diritto a restare”.

 

L’Austria è disposta a non costruire il muro al Brennero solo se il governo italiano sarà in grado di adottare politiche che fermino l’invasione.

Parlando durante una riunione di partito, lo Sphe, a Innsbruk, Doskozil ha ribadito che se l’Italia continuasse a far passare i profughi e non riprendesse indietro i respinti, con il Tirolo trasformato in una grande sala d’attesa, verrà chiesto al premier Matteo Renzi di “poter controllare noi anche sul suo territorio”. E, in caso di emergenza, saranno chiusi i confini. Il ministro ha inoltre avvertito: “Se L’Italia continuasse a far passare i migranti e la Germania dovessero continuare a monitorare il suo confine come fatto finora avremmo un serio problema in Tirolo, trasformato in una sala d’attesa”. Per l’Austria è arrivato il momento di “andare in offensiva”, ovvero “annunciare controlli di confini e creare le misure legislative”. Dal primo giugno in Austria scatterà, infatti, l’inasprimento del diritto d’asilo. “Al momento ci sono tra le 100 e le 150 nuove procedura di asilo giornaliere. All’inizio di quest’anno sono già state presentate tra le 16-17 mila richieste. Il tetto massimo annuale fissato dall’Austria è di 37.500 domande di asilo.

 

Ma l’Austria non si ferma al Brennero. Infatti, prosegue la sua azione di chiusura anche a est, nel Burgenland, al confine con l’Ungheria. Qui, come riferisce l’Apa citando fonti di polizia locale, è in preparazione la costruzione di una barriera ai passaggi di Moschendorf e Heiligenbrunn. Piani analoghi per una veloce reazione agli eventi sono previsti in altri due punti di passaggio del confine autro-ungherese. Preparativi intrapresi in vista dell’entrata in funzione di un campo profughi a Koermend, sul versante ungherese. Il campo di Koermend è una tendopoli con capacità di 350 posti letto. “Non sappiamo quando sarà operativa, pensiamo fra poco”, ha detto il responsabile di polizia Werner Fasching all’Apa. Ma l’esperienza dello scorso anno insegna che da quel campo i profughi proveranno a raggiungere il confine austriaco a piedi, ha aggiunto.

Per questo, il ministero dell’Interno ha predisposto la realizzazione dei due posti di controllo di frontiera e il loro monitoraggio. Le richieste di asilo che verranno presentate saranno valutate, chi invece non ha diritto alla procedura verrà respinto, ha fatto sapere Fasching.

 

IL GIORNALE.IT

 

 

 

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