LIBERTÀ DI COSCIENZA E PARRICIDIO

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IL «PARRICIDIO» DELLA VISIONE DI FATIMA SECONDO I PONTEFICI

 

La caduta dell’uomo dalla sfera soprannaturale al mondo naturale, attirato com’è di usare a bel piacere delle proprie libertà, è pericolo insito nel fondo dell’anima umana e dramma di tutti i tempi. Oggi, però, per discernere il senso delle presenti cadute epocali, coinvolgenti l’essere umano – davvero d’ordine apocalittico – si deve ricorrere alle sagge interpretazioni dei drammatici passi del Sacro Libro dell’Apocalisse.

Un’unica e notevole esegesi papale di questo Libro per i tempi moderni, indica nell’abuso della libertà la causa dei devastanti orrori morali del mondo. Si tratta di Papa Gregorio XVI nell’Enciclica «Mirari vos» (15.8.1832): «Tolto ogni freno che contenga nelle vie della verità gli uomini già volgentisi al precipizio per la natura inclinata al male, potremmo dire in verità essersi aperto il pozzo dell’abisso dal quale vide San Giovanni salire tal fumo che oscurato ne rimase il sole, uscendone innumerabili locuste a disertare la terra» (Apocalisse 9, 3).

 

È indicato qui lo scatenarsi di ogni libertà in terra, il cui esito culminante è la libertà di colpire la verità riguardante il culto di Dio da parte dell’uomo. Non più la verità dovrebbe guidare la vita personale e sociale, ma le scelte umane, pure d’aspetto religioso, che potrebbero dettare la verità! È il pensiero ispirato da quell’illuminismo naturalista, a un tempo gnostico e agnostico, infestante il mondo per indurre al relativismo ecumenista della nuova libertà religiosa! L’esegesi papale indicava l’abissale rovina a cui porta l’abuso della libertà, in generale, come denunciato più volte dal Magistero della Chiesa.

Eppure oggi, quanto era condannato dai Papi, viene giustificato dalla “libertà religiosa”del V2, proprio nel senso contrario al Magistero. E ciò in nome del potere pontificale; il Katéchon delle Scritture – ovvero il Pontefice istituito per contenere “nelle vie della verità gli uomini”.

Il testo sacro indica chi apre tale abisso; non certo i nemici, sempre presenti, ma giammai vincenti sulla Chiesa; indica l’astro (il vescovo), caduto dal Cielo in terra, che riceve la chiave di Pietro, istituita per vincolare alla Fede di Cristo e al Bene.

Oggi si accetta che questo potere possa togliere i freni alle false libertà che svincolano; che aprono il pozzo dell’abisso dichiarando il «diritto naturale» delle false libertà «religiose» del nostro tempo apocalittico. Così, dopo le grandi aperture conciliari, ogni utopia e falsità, è ammessa per deviare gli uomini dalle vie della verità! Un’opera di anticristi!

Tale potere, per occupare il Luogo Santo del Magistero cattolico, ha «tolto di mezzo» il Papa del vero potere pontificale, un «parricidio» simbolico, come è nella visione di Fatima.

Vediamo dove il Papa Pio XI usa proprio questo termine a proposito di «libertà di coscienza».

«Diciamo, Venerabili Fratelli, i sacrosanti ed inviolabili diritti delle anime e della Chiesa, ed è questa la riflessione e conclusione che più di ogni altra si impone, come è di ogni altra la più grave. Già più e più volte, come è notorio, Noi abbiamo espresso il pensiero Nostro, o meglio, della Chiesa Santa su così importanti ed essenziali argomenti, e non è a voi, Venerabili Fratelli, fedeli maestri in Israele, che occorra dire di più; ma non possiamo non aggiungere qualche cosa per questi cari popoli che stanno intorno a voi, che voi pascete e governate per divino mandato e che ormai quasi solo per mezzo vostro possono conoscere il pensiero del Padre comune delle anime loro.

«Dicevamo i sacrosanti ed inviolabili diritti delle anime e della Chiesa. Si tratta del diritto delle anime di procurarsi, il maggior bene spirituale sotto il magistero e l’opera formatrice della Chiesa, di tale magistero e di tale opera unica mandataria, divinamente costituita in quest’ordine soprannaturale fondato nel Sangue di Dio Redentore, necessario ed obbligatorio a tutti per partecipare alla divina Redenzione. Si tratta del diritto delle anime così formate di partecipare i tesori della Redenzione ad altre anime collaborando alla attività dell’Apostolato Gerarchico. È in considerazione di questo duplice diritto delle anime, che Ci dicevamo testé lieti e fieri di combattere la buona battaglia per la libertà delle coscienze, non già (come qualcuno forse inavvertitamente Ci ha fatto dire) per la libertà di coscienza, maniera di dire equivoca e troppo spesso abusata a significare la assoluta indipendenza della coscienza, cosa assurda in anima da Dio creata e redenta.

«Si tratta inoltre del diritto non meno inviolabile della Chiesa di adempiere l’imperativo divino mandato, di cui la investiva il divino Fondatore, di portare alle anime, a tutte le anime, tutti i tesori di verità e di bene, dottrinali e pratici, ch’Egli stesso aveva recato al mondo. « Euntes docete omnes gentes… docentes eos servare omnia quaecumque mandavi vobis » Andate ed istruite tutte le genti, insegnando loro ad osservare tutto quello che vi ho commesso [6]. E qual posto dovessero tenere la prima età e la giovinezza in questa assoluta universalità e totalità di mandato, lo mostra Egli stesso il divino Maestro, Creatore e Redentore delle anime, col suo esempio e con quelle parole particolarmente memorabili ed anche particolarmente formidabili: « Lasciate che i pargoli vengano a me e non vogliate impedirmeli »… «Questi piccoli che (quasi per un divino istinto) credono in Me; ai quali è riserbato il regno dei cieli; dei quali gli Angeli tutelari e difensori vedono sempre la faccia del Padre celeste; guai all’uomo che avrà scandalizzato uno di questi piccoli ». « Sinite parvulos venire ad me et nolite prohibere eos… qui in me credunt… istorum est enim regnum caelorum; quorum Angeli semper vident faciem Patris qui in caelis est; Vae! homini illi per quem unus ex pusillis istis scandalizatus fuerit » [7]. Or eccoci in presenza di tutto un insieme di autentiche affermazioni e di fatti non meno autentici, che mettono fuori di ogni dubbio il proposito — già in tanta parte eseguito — di monopolizzare interamente la gioventù, dalla primissima fanciullezza fino all’età adulta, a tutto ed esclusivo vantaggio di un partito, di un regime, sulla base di una ideologia che dichiaratamente si risolve in una vera e propria statolatria pagana non meno in pieno contrasto coi diritti naturali della famiglia che coi diritti soprannaturali della Chiesa. Proporsi e promuovere un tale monopolio, perseguitare in tale intento, come si veniva facendo da qualche tempo più o meno palesemente o copertamente, l’Azione Cattolica; colpire a tale scopo, come ultimamente si è fatto, le sue Associazioni giovanili equivale ad un vero e proprio impedire che la gioventù vada a Gesù Cristo, dacché è impedire che vada alla Chiesa, perché dov’è la Chiesa ivi è Gesù Cristo. E si arrivò fino a strapparla, con gesto violento dal seno dell’una e dell’Altro.

«La Chiesa di Gesù Cristo non ha mai contestato i diritti e i doveri dello Stato circa l’educazione dei cittadini e Noi stessi li abbiamo ricordati e proclamati nella recente Nostra Lettera Enciclica sulla educazione cristiana della gioventù; diritti e doveri incontestabili finché rimangono nei confini delle competenze proprie dello Stato; competenze che sono alla loro volta chiaramente fissate dalle finalità dello Stato; finalità certamente non soltanto corporee e materiali, ma di per se stesse necessariamente contenute nei limiti del naturale, del terreno, del temporaneo. Il divino universale mandato, del quale la Chiesa di Gesù Cristo è stata da Gesù Cristo stesso incomunicabilmente ed insurrogabilmente investita, si estende invece all’eterno, al celeste, al soprannaturale, quest’ordine di cose il quale da una parte è strettamente obbligatorio per ogni creatura consapevole, ed al quale dall’altra parte deve di natura sua subordinarsi e coordinarsi tutto il rimanente.

«La Chiesa di Gesù Cristo è certamente nei termini del suo mandato, non solo quando depone nelle anime i primi indispensabili princìpi ed elementi della vita soprannaturale, ma anche quando questa vita promuove e sviluppa secondo le opportunità e le capacità, e coi modi e mezzi da lei giudicati idonei, anche nell’intento di preparare illuminate e valide cooperazioni all’apostolato gerarchico. È di Gesù Cristo la solenne dichiarazione che Egli è venuto precisamente al fine che le anime abbiano non soltanto qualche inizio od elemento della vita soprannaturale, ma affinché l’abbiano nella maggiore abbondanza: « Ego veni ut vitam habeant et abundantius habeant ». E Gesù stesso ha posto i primi inizi dell’Azione Cattolica, Egli stesso scegliendo ed educando negli Apostoli e nei discepoli i collaboratori del suo divino apostolato, esempio immediatamente imitato dai primi santi Apostoli, come il sacro testo ne fa fede. È per conseguenza pretesa ingiustificabile ed inconciliabile col nome e colla professione di cattolici quella di semplici fedeli che vengono ad insegnare alla Chiesa ed al suo Capo ciò che basta e che deve bastare per la educazione e formazione cristiana dello anime e per salvare, promuovere nella società, principalmente nella gioventù, i princìpi della Fede e la loro piena efficienza nella vita.

«Alla ingiustificabile pretesa si associa la chiarissima rivelazione della assoluta incompetenza e della completa ignoranza delle materie in questione. Gli ultimi avvenimenti devono aver aperto a tutti gli occhi, mentre hanno dimostrato fino all’evidenza quello che in pochi anni si è venuto, non già salvando, ma disfacendo e distruggendo in fatto di religiosità vera, di educazione cristiana e civile. Voi sapete, Venerabili Fratelli, Vescovi d’Italia, per vostra esperienza pastorale che gravissimo ed esiziale errore sia il credere e far credere che l’opera della Chiesa svolta nell’Azione Cattolica sia surrogata e resa superflua dall’istruzione religiosa nelle scuole e dalla ecclesiastica assistenza alle associazioni giovanili del partito e del regime. L’una e l’altra sono certissimamente necessarie; senza di esse la scuola e le dette associazioni diventerebbero inevitabilmente e ben presto, per fatale necessità logica e psicologica, cose pagane. Necessarie adunque, ma non sufficienti: infatti con quella istruzione religiosa e con quella assistenza ecclesiastica la Chiesa di Gesù Cristo non può esplicare che un minimum della sua efficienza spirituale e soprannaturale, e questo in un terreno e in un ambiente non da essa dipendenti, preoccupati da molte altre materie di insegnamento e da tutt’altri esercizi, soggetti ad immediate autorità spesso poco o punto favorevoli e non rare volte esercitanti contrarie influenze con la parola e con l’esempio della vita.

Dicevamo che gli ultimi avvenimenti hanno finito di mostrare senza lasciare possibilità di dubbio quello che in pochi anni si è potuto non già salvare, ma perdere e distruggere in fatto di religiosità vera e di educazione, non diciamo cristiana, ma anche solo morale e civile.

Abbiamo infatti vista in azione una religiosità che si ribella alle disposizioni della superiore Autorità Religiosa e ne impone o ne incoraggia la inosservanza; una religiosità che diventa persecuzione e tentata distruzione di quello che il Supremo Capo della Religione notoriamente più apprezza ed ha a cuore; una religiosità che trascende e lascia trascendere ad insulti di parola e di fatto contro la Persona del Padre di tutti i fedeli fino a gridarlo abbasso ed a morte; veri imparaticci di parricidio. Simigliante religiosità non può in nessun modo conciliarsi con la dottrina e con la pratica cattolica, ma è piuttosto quanto può pensarsi di più contrario all’una ed all’altra.» Dalla Lettere enciclica di Pio XI «Non abbiamo bisogno» del 1931

 

Il supremo «parricidio» nella visione del Segreto di Fatima?

Per difendere l’Ordine cristiano – della Verità incarnata nel mondo – esiste la Chiesa e il Papa. Ma in quest’ora cruciale della storia, è tragicamente evidente che il Papa cattolico sia sparito e scomparsa, di conseguenza, la difesa della Chiesa e della Cristianità.

Sulla causa di quest’ondata assassina i Papi, da Gregorio XVI a Pio XI, non esitano a segnalare

la «libertà di coscienza» che addirittura riguarda l’«apertura del pozzo dell’abisso», a cui segue lo sterminio d’ogni vera autorità, nelle famiglie, nelle nazioni e nella Chiesa.

Dopo secoli di rivoluzioni nate per compiere la trasgressione primordiale riguardo la scienza assoluta del bene e del male, eccoci all’enigma terminale dell’astro caduto dal cielo in terra e che ha avuto la chiave che teneva chiuso il pozzo dell’abisso, per aprirlo!

Si tratta della stirpe clericale modernista e massonica formata per ribaltare la dottrina cattolica nel senso di quella «libertà di coscienza» dell’illuminismo rivoluzionario. Essa si è insediata in Vaticano con l’elezione di Angelo Roncalli, eletto «papa buono», per iniziare la mutazione della coscienza della Chiesa. Ecco il lavorio del Vaticano 2, che ha edificato una nuova chiesa capace di canonizzare Giovanni 23 e Giovanni Paolo 2º, messi come esempi della magna mutazione.

Da allora avanzò un mare aperto d’idee per alterare la nozione stessa di libertà e di colpa, che ribaltò la continuità del Magistero papale improntato sulla redenzione dalla caduta originale.

Per restaurare la degradata natura umana il Redentore soffrì la Passione da cui nacque la Sua Chiesa. Col suo Magistero, di cui le encicliche sopra, la Chiesa affrontò il ricorrente oscuramento operato mediante il falso concetto di libertà di coscienza, micidiale per la vita personale e sociale, denunciando e condannando idee erratiche ed eretiche: dall’infida gnosi alla «religiosità» modernista, invocando riparazione a simile mali che uccidono le anime.

Infatti, il processo secolare d’adulterazioni dei termini della «libertà delle coscienze» di fronte alla Verità in «libertà di coscienza» autonoma, include un ateismo ecumenista, aperto a ogni idea religiosa. È il processo che infettò tanti uomini di Chiesa e raggiunse in questi tempi la devastazione sociale e religiosa inquadrabile nel passo fatale del libro dell’Apocalisse.

La visione del «Terzo Segreto di Fatima» è incompleta?

Doveva essa rivelare che le idee di Giovanni 23, di segno massonico e modernista, dopo aver operato aperture al mondo che impone tale «libertà di coscienza», porta all’apostasia? Ciò era a grave danno della libertà delle coscienze che aspirano al «bene universale», rivelato e conosciuto nella Fede. Ma per i modernisti sono i «bisogni della vita presente, secondo i tempi», a dover determinare l’idea del «bene» che suscita una «fede»; un cristianesimo aggiornato al piano di riconciliazione per una religiosità nuova, «più universale»!

Opera di anticristi in veste papale, ma chi gli accetta può capire la Profezia di Fatima?

È vero che la Profezia di Fatima sembra incompleta di tutto quanto è successo dopo il 1958, più chiaro nel 1960, e sempre più chiaro ai cattolici che hanno preservato la fede nonostante le manovre ecumeniste conciliari. Per capire che esse plagiarono tutta una gerarchia e imposto contraddizioni a suor Lucia, guidando all’apostasia, non c’era bisogno di una profezia. Bastava sapere che il Katéchon era sato «tolto di Mezzo».

Ora viene la notizia: “il teologo tedesco padre Ingo Döllinger, sacerdote dal 1954 e amico personale di Benedetto 16, ha permesso a Maike Hickson di pubblicare una confidenza di Ratzinger durante una conversazione sul Terzo segreto: «“C’è di più di quello che abbiamo pubblicato”… La parte pubblicata è autentica; “la parte inedita parla di “un cattivo Concilio e di una cattiva Messa” che sarebbero arrivati in un futuro prossimo».

I pensieri segreti che trafiggono l’Immacolato Cuore di Maria (Lc 2, 25-35) si confermano e si riassumono nel piano per mutare le coscienze, aggiornandole alla mentalità odierna.

Così oggi, la mentalità dominante è intrisa negli errori di quanto fu mutato nella Chiesa, ad iniziare dal «papa buono». Dovrebbe ciò continuare ad essere «segreto» o è ormai decifrabile da tutti a causa dell’ambiguità apparsa dal primo momento e continuato nel Vaticano 2?

Ciò non ha forse prodotto le più perfide iniziative contrarie alla Fede fondate sull’idea gnostica e condannata del modernismo, travestita da «bene» per l’umanità? Giovanni 23 non lo ha promosso senza esitare, ricorrendo alla sua «ispirazione celeste» per convocare il Vaticano 2 e eseguire il piano massonico della «libertà di coscienza ecumenista»?

A partire dal suo tempo si operò per la mutazione della “coscienza della Chiesa” coi devastanti esiti che la storia registra non solo nella stessa Chiesa, ma nel mondo. Si voleva mutare la coscienza umana in vista di un mondo dove la Cristianità si accorderebbe al libertà delle credenze e delle ideologie, giustificando pure l’ateismo.

La mancanza della Voce del vero Vicario di Cristo contro queste empie inversioni clericali causa la rovina del mondo attuale; la lunga «vacanza» iniziata nella Chiesa, col «parricidio simbolico» della visione del «Segreto», più chiaro nel 1960, l’evento tremendo confermato dal «Segreto». Ciò corrispondeva alla caduta di Roma cattolica nelle mani dei poteri massoni a causa dell’elezione del massone Giovanni 23 al Soglio di Pietro: il «parricidio simbolico» del Papato.

Se ciò è confermato pure nelle sue conseguenze con un’altra parte tenuta tuttora segreta, non indica niente che non sia già registrato nella storia della Chiesa di questi tempi. Cioè, tali effetti si rifanno comunque a quest’evento tremendo al centro della visione del «Segreto».

Senza riconoscere la parte essenziale della Profezia di Fatima, come si potrà capire qualsiasi altra parte, tenuta eventualmente nascosta?

Solo la parte centrale del Segreto, conosciuta nel 2000, fa conoscere anche la causa del nascondimento di una possibile parte omessa che descriva le conseguenza del parricidio: il tradimento d’ordine apocalittico (Ap 13). In altre parole: che ci sia una parte tenuta segreta, ma negata sull’apostasia, è credibile; ma essa non farebbe altro che provare le conseguenza del «parricidio simbolico» della Voce che, fino al tempo di Giovanni 23, era d’ostacolo ad ogni menzogna e falsità, come queste ordite contro la verità della Profezia di Fatima.

21 Risposte

  • Stando al teologo Dollinger, B XVI sapeva della nequizia del Concilio e della Messa di Paolo VI. E, nonostante ciò, ha tirato fuori dal cilindro della dialettica la sterile formula “Ermeneutica della continuità”, carabattola che nulla significa se non fumisteria retorica paludata da sottile e sofistica intelligenza. Un mentire sapendo di mentire e di smentire la Vergine Santissima. Già prima di dimettersi da papa, si era dimesso dalla Verità. Questo sarebbe il teologo “raffinato” che, però, per ben due volte fu bocciato all’esame di licentia docendi dal grande Heinrich Schmauss.

  • Parole sante, sig.Luciano. Basterebbero queste sue quattro righe a demolire il wishful thinking dei “conservatori benpensanti” pro Badoglietto in sedicesimo. Ma tanto non ascoltano.

  • Su http://www.ansa.it c’è l’articolo su Ratzinger: Dice che su Fatima è stato pubblicato tutto e che lui non avrebbe mai parlato di Fatima con Doellinger! Quanta viltà!

  • Infatti ha perseguitato Fatima in ogni modo stando alle testimonianze del rev.Kramer.

  • Ratzinger oltre chè essere astuto mentitore e diefensore fin dal Concilio, delle “innovazioni” “necessarie” è pure un vile che nasconde le sue parole. O fu mentitore Dollinger o Ratzinger. Propendo per Ratzinger dal momento che sia lui sia il compagno di distruzione ,Woityla, in più di un’occasione smentirono i loro detti pubblici riguardo a Fatima.
    Ma ormai ogni indignazione è inutile visto che,oltre i segni nella Chiesa, vi sono segni inequivocabili nelle nazioni europee (matrimonio gay) ad indicare che ogni assalto da altri popoli è lecito e normale secondo la Storia umana ! Mai nei secoli, alcuna nazione aveva osato andare contro la Legge Naturale scritta in ogni uomo secondo l’ordinamento divino ! Ora che questo pozzo è aperto i primi popli vicini che saranno la mano della Vendetta Divina, sono gli islamici che non hanno alcuna forma di matrimonio gay nei loro ordinamenti.
    Non credo che tutto sia fermato dalla Russia e dalla Cina ,ancora comunista, che non hanno matrimonio gay ,nemmeno queste !
    La devastazione europea avverrà quanto prima e solo dopo le due nazioni ancora con diritto naturale potranno intervenire. Ma per l’Europa sarà troppo tardi. Pregare è quantorimane per tutti noiper evitare almeno una dolorosa morte.

  • Credo che Mardunoldo abbia ragione in pieno. Non resta che attendere e intanto pregare: prima per salvare la fede e poi, la pelle.

  • Islam castigo di Dio? Verità sacrosanta che si manifesta anche nel recente ragionamento di Bergoglio alla rivista Le Croix, secondo cui: “l’idea di conquista è inerente all’anima dell’Islam. Si potrebbe interpretare con la stessa idea di conquista la fine del Vangelo di Matteo dove Gesù invia i suoi discepoli in tutte le nazioni”. Capito il masochismo?

  • «Quando il tempo delle nazioni scade» (http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=10148
    anche in buon governo sparisce. L’apostasia è il “fine del tempo” delle nazioni scristianizzate predetta da Gesù (Lc 21, 24). Infatti, oggi, i governi osando andare contro la Legge Naturale e Divina, seguendo la libertà religiosa e la laicità dello Stato, giustificate dai capi conciliari, sono suicidi. E la «civiltà occidentale», avvelenata dalla dottrina del modernismo sociale, del laicismo liberale e massonico, secondo il Vaticano 2, è senza difese, anzi è messa in mano ai suoi peggiori nemici. Ecco il frutto del lungo lavorio iniziato con l’elezione di G23 e reso macroscopico da Bergoglio. Per vedere l’apostasia non c’è bisogno di altri segreti, basta sentire quel che dice quest’ultimo, trovando l’applauso di moltitudini e dei gerarchi conciliari. Ma ciò non è tutto, perché riconoscere che questi «papi», della gran menzogna masochista conciliare, fautori di questa resa senza uscita della Cristianità, abbiano potere ratificato da Dio, su quale fede si fonda? Che cosa nell’apostasia generale, invocante il flagello islamico, è più generale di tale inganno inaudito? Se le profezie mariane – come credo – aiutano a far vedere eventi oscuri come questo, niente può ritrarlo meglio che il «parricidio simbolico» della Voce che, fino al tempo prima di Giovanni 23, era d’ostacolo ad ogni menzogna, falsità e resa.

  • A pag.297 Arai /L’eclisse del pensiero cattolico, cita parecchie resistenze alle innovazioni moderniste oltre alla lettera aperta a GPII di M Lefebvre e Castro-Mayer dell”83 nonchè a pag.299 la lettera degli stessi 2 prelati sempre a GPII. Queste mi paiono chiare ammonizioni (si ricorda persino l’ammonizione di Paolo a Pietro).

  • Oggi la notizia che persino la regina Elisabetta, nella sua vecchiaia, capsce dai segninel mondo che ,questa finta pace non durerà a lungo. Oggi 100 morti amazzati dall’Isis con auto bombe ed un generale Usa che segretamente è arrivato in Siria per accordarsi con ribelli vari per riconquistare Raqqa dall’Isis. Una protervia incredibile, tipica degli Usa che ritengono di governare il mondocn la forza o con l’economia, senza considerare le sovranità nazionali…Prepariamoci tutti e preghiamo ,come ho già detto, per una fine meno dolorosa possibile. I siriani sono più forti di noi, noi siamo abituati alle mollezze italiane da decenni, troppi decenni, ed i giovani italiani sono completamente sprovveduti !

  • Gnetil Cattolico2, grazie del collegamento al sito, che ho letto e mi ha indignato ancora una volta per le cerimoniose frasi di tal Regoli (don?) che si potrebbero ben definire,dati i tempi, “salamelecchi” inutili riguardoal “papa emerito”, “svolta storica” ed altre baggianate del genere impermeate dello spirto modernista che fa l’Uomo artefice di sè stesso e costruttore della sua dottrina, non più Custode della Dottrina che viene da Dio.
    Il “papato” di Ratzinger (uno dei finti papi post-conciliari) è stato contrassegnato sempre dagli elementi dottrinale personali che lo hanno contraddistinto dalla sua giovinezza:incapacità a comprendere la filosofia tradizionale e ricerca di sempre nuova dottrina e filosofia omologata ai tempi.
    La sua abdicazione finale doveva essere esercitata da subito visto lo sgomento che lo prese alla votazione favorevole a lui ! Ma volle comunque “provare”; non c’è altro termine ads indicare il suo tentativo di fare il papa. Altri furono orgogliosi di esserlo ma questi due ultimi ascesi indegnamente, come gli altri post-conciliari, si vergognano della loro carica e fanno di tutto per annichilirla invece di rifiutarla da subito come sarebbe loro dovere da persone di dignità.

  • La “svolta storica” del “papa emerito” e simili, è proprio ben definita da questi termini: “permeate dello spirito modernista che fa l’Uomo artefice di sé stesso e costruttore della sua dottrina, non più Custode della Dottrina che viene da Dio”. Infatti, in lui prevale la propria libertà di coscienza che altera la Fede di cui si pretende custode. Basta leggere il suo ultimo scritto, da «papa pensionato» riassunto così da Sandro Magister: «…Ratzinger ha preso spunto per mettere a fuoco le questioni capitali del pensiero cristiano d’oggi, a partire da ciò che egli definisce “drastici capovolgimenti della nostra fede” e “profonde evoluzioni del dogma”, con le drammatiche “crisi” che ne conseguono. Senza esitare a liquidare come “del tutto errata” alla luce della teologia trinitaria una tesi che ha modellato per secoli la predicazione della Chiesa, quella secondo cui “il Cristo doveva morire in croce per riparare l’offesa infinita che era stata fatta a Dio e così restaurare l’ordine infranto”. Ancora è da commentare lo «spirito» di questa sparata incredibile, alla luce di quanto ha detto ad Auschwitz; dov’era Dio per permettere questo?

  • A Arai : da decenni spiegan nei corsi parrocchiali che non era necessaria la Croce , quello che conta è la risurrezione (ci ha insegnato che siamo dei risorti TUTTI senza distinzione di fedi) e quindi sotto l’influsso della nuova chiesa misericordina conciliare. In tv ho anche sentito tempo fa recitare il rosario con l’ave che dice..Gesù risorto per noi…. da suore. Esiste solo il dogma del CVII , gli altri aboliti iniziando da Trinità e doppia natura di Cristo (biblista di gran fama spretato sposato). A Mardunolbo: Non è che stì pseudo papi dovevano rinunciare, loro sono parte vera della nuova chiesa conciliare che ha scoperto l’acqua calda che manco Gesù aveva capito. Loro sono REALMENTE una NUOVA RELIOGIONE che nulla ha a che fare con il Cattolicesimo neanche materialmente: è stato fatto con l’imbroglio ma anche qui è stato accolto a braccia aperte e quindi è voluto dai nuovi proseliti e convertiti conciliari. E’ evidente che ORMAI non si può dubitare su una loro giurisdizione valida e su un papato materiale: cose che forse sono esistite all’inizio ma ora non più e ciò molto molto molto visibilmente. La vera Chiesa non ha NULLA a che fare con loro.Nulla da aspettarsi da loro MANCO se si convertissero pentiti. E quindi si dovrebbe valutare la situazione unendo le forse CATTOLICHE residue (poche ma Gesù ha scelto il poco per confondere i potenti).

  • correggo….e quindi sono tutti sotto l’influsso (che ormai non è influsso ma scelta consapevole) della nuova chiesa….

  • Condivido le preoccupazioni di Cattolico 2, però non bisogna esagerare nel vedere eresie dappertutto. Farcire il rosario con tanti intercalari è certamente inopportuno e forse occasione di sbandate, ma il concetto espresso da quel “risorto per noi” non è sbagliato. Sant’Agostino, nelle “Enarrationes in psalmos (102), sermo 2” dice espressamente: “resurrexit propter iustificationem nostram”.

  • Non è eresia ma fa parte del gioco apostata. Cioè superare la necessità di co-espiare (come ci ricorda SPaolo), delle rinunce, penitenze, virtù… tanto siamo tutti salvati e tutti risorti a far festa. Al funerale”lo stesso Spirito che ha fatto risorgere Gesù ha fatto risorgere …(nome defunto)”. Alla Via Crucis di quest’ultima Pasqua ” ..perchè con la Tua Risurrezione hai redento il mondo”. Fa parte di una modalità studiata a tavolino : carpe diem godendo al massimo chè poi risorgeremo comunque come Gesù. Non è proprio la dottrina di 2000 anni.

  • @Cattolico 2. Forse ha ragione. Si enfatizza la Risurrezione per fare dimenticare che la redenzione passa attraverso la Passione di Cristo con la partecipazione della nostra penitenza. In effetti la frase completa di Sant’Agostino suonava così: “Mortuus est semel propter delicta nostra et resurrexit propter iustificationem nostram”.

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