“Brexit”: i lamenti dell’élite democratica

Condividi su:

BREXITX

di Antonio Serena 

 

Fonte: Liberaopinione

Il voto sull’uscita dei britannici dall’ Unione Europea, oltre che una risoluzione politica, ha rappresentato anche una verifica dello stato di salute culturale (e mentale) del vecchio continente e di chi attualmente lo gestisce in maniera illegale. I poteri forti della Finanza, quelli che hanno piazzato i loro tirapiedi (nominati) nei governi degli Stati, ma anche in giornali, Tv, istituti demoscopici e altri strumenti di distrazione di massa, dopo aver fallito in maniera eclatante le loro previsioni di voto, o, peggio, dopo aver scientemente influenzato con le loro bugie il voto dei cittadini (il giorno precedente il referendum i voti del “remain” erano dati in vantaggio di 8 punti ), si sono detti meravigliati del responso delle urne. La faccia di Enrico Mentana che commentava su “La 7” lo spoglio in notturna e l’arrivo dei voti dai vari distretti inglesi è stata una sintesi di comicità da far invidia ai Fratelli Marx. In quella e in altre trasmissioni televisive successive si è sentito di tutto:  che il voto rappresentava una catastrofe, che i laburisti non avevano saputo controllare i loro elettori, che  la domanda più cliccata in internet in Inghilterra nei giorni precedenti il voto era: “Che cos’è la UE?” e che quindi gli inglesi erano a dir poco degli sprovveduti, che gli anziani col loro voto avevano ipotecato il domani dei giovani, che le proiezioni degli exit-pool erano state falsate dalle bugie degli elettori (quindi ignoranti e bugiardi), che già all’indomani delle elezioni molti si erano pentiti di aver votato per “Brexit” e che quindi bisognava ripetere le elezioni.

In casi come questi certe “teste d’uovo” che quotidianamente dagli schermi ci impartiscono lezioni di democrazia dovrebbero, specie se giornalisti o inviati speciali, provare ad abbandonare la loro abituale saccenza cercando, sempre se sono in buona fede, di capire e interpretare i fenomeni ed evitando di fare, come si suol dire, la figura del pinguino.

E’ infatti ridicolo affermare che l’elettore inglese che ha votato “brexit” è un ignorante che non sapeva quel che faceva e un minuto dopo ribadire che, se si votasse oggi, nella maggior parte dei paesi della UE si avrebbero risultati analoghi. E’ dunque il nostro un continente abitato da ignoranti? O non è forse che la gente, specie i ceti popolari (quelli che hanno votato in massa la Brexit), non ne possa più di sacrifici per salvare le banche, di giovani disoccupati, di pensioni rapinate, di conti correnti azzerati da volgari ladri camuffati da banchieri, di invasioni incontrollate da parte di migranti fuggenti (nella migliore delle ipotesi) da guerre create dai signori della grossa finanza?

Sentite cosa ha scritto il bocconiano rampante Stefano Feltri, ex collaboratore di Lilli Gruber e vicedirettore de “Il Fatto quotidiano”: “Gli elettori inglesi hanno votato contro gli immigrati, contro la globalizzazione, contro le élite, contro i burocrati, per l’impero e per la sicurezza perduta. Si possono trovare mille ragioni per criticare l’Unione europea, nessuna razionale per sostenere che dopo la Brexit l’economia della Gran Bretagna sarà più prospera, la sua società più coesa, le frontiere più sicure…Si può chiedere un maggiore ricorso al voto popolare soltanto se gli elettori prendono sul serio il proprio compito, se danno un voto consapevole, faticoso. In caso contrario la democrazia diretta diventa circonvenzione di incapace”. E quindi – ovvio no – va abolita o limitata ai soli capaci, all’ élite.

Quando una democrazia, per bocca dei suoi zelanti servitori, dà dell’ignorante all’elettore si qualifica per quel che è: una dittatura camuffata, quale appunto è quella dell’Unione Europea e degli utili idioti che la sostengono.

 

3 Risposte

  • E’ tipico di questi “voltairiani” e “illuministi” non accettare gli esiti di una consultazione popolare quando il risultato va contro di loro. Basti vedere cosa hanno detto sulla Crimea.
    Albino

  • Il Brexit ha generato il panico in quanto ha
    dimostrato la sconfitta del costrutto massonico chiamato anche U.E. avvenuto sotto l’egida della CIA.
    Stanno fecendo di tutto i corotti europoidi di
    stanza a Bruxelles, per non perdere quegli stracci di consensi rimastigli, solo per oppurtunismo, e ripetono come un mantra già obsoleto che bisogna risolvere i probelmi dell U.E. mentre il VERO PROBLEMA SONO LORO!! Una U.E. sotto la guida? della Germania (Merkel ora ha contro la fortissima Confindustria tedesca causa le Sanctions- 217 miliardi di perdite) e della Francia, (a stracci con massiccie dimostrazioni di massa). La premier polacca Szydlo ha già
    affermato che non ci sta e altri Paesi dell’ Est a seguire, hanno nel DNA ancora il ricordo della dittatura comunista dal titolo: “Abbiamo
    già dato”. Lo squallido spettacolo di questi
    figuri pronti a tutto pur di non perdere quello
    che ‘si sono presi’ fa venire la nausea.
    Ma con l’U.E. che salta, e salterà, farà la stessa fine il bastardissimo piano della Pan
    Europa e forse possiamo riprenderci quello
    che è nostro prima che ci venga rubato del tutto.

  • Stasera ho visto su un canale tedesco molto
    seguito un riassunto dell’incontro a un ennesimo vertice a Bruxelles: c’ era anche Farage, il Capo dell ‘UKIP britannica e il maggiore fautore del Brexit con Boris Johnson. E’ apparso Junker stravolto dalla rabbia che l’ho ha apostrofato in questi termini: “Cosa fa lei, questa è l’ultima volta che applaude qui” tutto dopo averlo baciato all’inizio. Un po’ come Giuda, no ? Per la verità Farage che piaccia o no, (aveva ricordato agli astanti che non avevano mai fatto un lavoro vero) aveva tutto il diritto di esere presente alla riunione indetta di urgenza ( e adesso cosa faremo?) in quanto l’Inghilterra E’ ancora nell’U.E. e pare non abbia tanta fretta di uscirne. Cameron vuole lasciare al suo successore l’eventuale applicazione dell’articolo 50 del trattato di Lisbona che definisce la procedura per lasciare volontariamente l’Unione, redatto
    con le solite ambiguità di cui il Trattato è pieno, tranne quando parla in modo chiaro della reintroduzione della pena di morte. Al saldo adesso tutti sono contro tutti, chi vuole
    come la Merkel, arrivare a una conclusione
    rapida, chi invece preferisce tergiversare, in attesa di vedere come la farsa si evolve.
    Pro domo sua, obviously.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *