Olly Pike pic 2.jpg-pwrt3

Segnalazione Redazione BastaBugie

Distrutta l’idea di normalità, intesa come fine vero ed autentico di ogni creatura, i concetti di bene e male ormai si equivalgono

 

di Rodolfo de Mattei

Dal Regno Unito arriva la favola LGBT per bambini del “Principe Henry”, ideata dal giovanissimo attivista inglese Olly Pike, che racconta la storia di un amore gay dove il futuro monarca, sorprendendo genitori, amici e sudditi e infrangendo ogni tradizione millenaria, porterà sull’altare un affascinante ragazzo. Pike spiega sul suo sito web come l’intenzione sia quella di “educare” le nuove generazioni fin da piccoli al “diktat etico” che vuole rimuovere dalla società l’idea di eteronormatività, intesa come norma eterosessuale: “Il modo migliore per porre fine alle discriminazioni è quello di iniziare a parlarne con i più piccoli. Abbiamo il dovere di insegnare la tolleranza, l’amore e il rispetto. (…) E’ incredibile guardare indietro e osservare a che punto è arrivata la comunità LGBT in termini di accettazione, in quello che è una società molto ‘eteronormativa’. Da tutti i punti di vista questo è un enorme trionfo e possiamo solo ringraziare coloro che sono venuti prima di noi e coloro che sono ancora i difensori dei diritti LGBT”. NON CI DEVE ESSERE UN’IDEA DI “NORMALITA'” Il punto chiave, secondo il giovanissimo attivista gay, è cancellare l’idea stessa di “normalità”: “La cosa grande riguardo il mondo in cui viviamo è che le famiglie LGBT stanno diventando sempre più importanti e che la loro accettazione sta diventando ‘normale’. E ‘un testamento enorme, e bello di ciò che l’amore, la gentilezza e l’accettazione possono creare. Io sono però sempre pronto a ricordare alle persone che, sebbene ci sia ancora, non ci dovrebbe essere un concetto di ‘normale” (…) Non esiste un modo corretto per innamorarsi, per crescere una famiglia, di vivere una vita, ma c’è sicuramente più di un modo”. Il creatore della fiaba gay per bambini afferma dunque chiaramente come l’obiettivo del suo racconto sia quello di inculcare nella testa dei più piccoli, fin dall’infanzia, l’idea che un amore si equivale all’altro, “non ci dovrebbe essere un concetto di ‘normale”‘, in quanto quello che conta è il sentimento e la gentilezza. UN ITER LOGICO Distrutta l’idea di normalità, intesa come fine vero ed autentico di ogni creatura, i concetti di bene e male si equivalgono e si confondono tra loro. Il devastante messaggio che si vuole dare ai bambini è che non esiste un progetto umano autentico che vuole che l’uomo si senta attratto e s’innamori di una donna, ma che qualsiasi altro progetto soggettivo è parimenti valido. Non c’è un’unica strada giusta percorribile ma infinite strade, stradine e viuzze sulle quali è possibile avviarsi (anche a folle velocità contro mano) secondo il proprio “fiuto” e “orientamento” e i soggettivi e sempre mutevoli istinti. E’ logico ed evidente come tale esasperata visione relativista, che promuove e legittima un “girovagare” senza senso, o meglio senza “buon senso”, porterà le persone più fragili a “smarrire la bussola” e imboccare aberranti strade senza uscita come quella degli uomini-cane [leggi TRANS-GENDER SORPASSATO, E’ DI MODA IL TRANS-SPECIES, clicca qui, N.d.BB] o del bestialismo [leggi DOPO GLI UOMINI-CANE IN GRAN BRETAGNA, IN CANADA LEGITTIMATI GLI ATTI SESSUALI TRA UOMINI E ANIMALI, clicca qui, N.d.BB].

Titolo originale: Cosa hanno in comune la favola del Principe Henry, gli uomini-cane e il bestialismo?

Fonte: Osservatorio Gender, 18/06/2016

Pubblicato su BastaBugie n. 459