L’ultima puntata di Report é tornata sullo scandalo delle due ex popolari venete. Richiamando un diritto-dovere del giornalismo: prendere posizione

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La mancata raccomandazione della Consob, guidata da Giuseppe Vegas, alla banche (fra cui BpVi) di utilizzare gli scenari probabilistici nei prospetti ai clienti, con tanto di lettera del 2011 a sua firma. Il caso del vicepresidente di Veneto Banca, Giovanni Schiavon, rivelato da La Stampa, di aver ricevuto oggetti in regalo ai tempi di Consoli, nonché sul figlio collaboratore di uno studio legale (Schiavon è stato presidente del Tribunale di Treviso fino al 2012, quando si è dimesso da magistrato: il Csm aveva aperto un procedimento di trasferimento per incompatibilità ambientale di tipo parentale con il figlio avvocato in città). Il ruolo di commissario di Alitalia dell’attuale presidente di Veneto Banca, Stefano Ambrosini, che pur rivendicando un’azione di responsabilità verso gli ex vertici, non ne ha portato avanti una del precedente commissario Augusto Fantozzi che aveva chiesto la restituzione alla compagnia aerea pagamenti per centinaia di milioni di euro, di cui 94 a Veneto Banca. L’incompatibilità per legge di Carlotta De Franceschi, oggi nel cda di Veneto Banca, in quanto ex consulente del governo Renzi proprio sulla riforma delle popolari. Sono i temi toccati nell’ultima puntata, andata in onda domenica 5 giugno, della trasmissione Report di Milena Gabanelli. Che ha concluso (prendendosi il plauso di Aldo Grasso sul Corriere della Sera di oggi) chiedendo apertis verbis le dimissioni di Vegas (che ha risposto oggi con una nota ufficiale).

Secondo Grasso, il giornalismo deve esporsi, deve prendere posizione, deve assumere un punto di vista. Siamo d’accordo con lui. Vvox aveva chiesto e richiesto, nel 2015, le dimissioni di Gianni Zonin dalla presidenza della Banca Popolare di Vicenza, e ora le abbiamo chieste e le chiediamo dalla Fondazione Roi: le aveva gentilmente offerte, non le ha più rassegnate, pare lo faccia questa settimana. Attendiamo. Il travicello e transitorio vertice di Veneto Banca, nuovo di zecca, rivela crepe che dovrebbero far reagire i suoi componenti con disciplina e onore, per citare la Costituzione riguardo gli amministratori pubblici. Che almeno spieghino e si spieghino diffusamente ed estesamente, oltre a dare il positivo segnale, fresco di giornata, di tagliarsi lo stipendio. Ma mentre questi ultimi sono lì da poco, e resteranno ancora per poco, quel che ci aspettiamo, che si aspettano i 220 mila azionisti delle due disastrate ex popolari, é che almeno chi le ha gestite negli anni passati, e per una certa parte le gestisce ancor oggi (si pensi agli ultimi giapponesi dell’era Zonin asserragliati nel cda della BpVi), chieda scusa – e, quanti fra loro indagati, se ritenuti colpevoli dalla magistratura, che paghino. E’ il minimo, proprio il minimo. Ma chiedere scusa, si sa, é la cosa più difficile del mondo. Disciplina e onore: dove sono finite?

 

 

 

Fonte: http://www.vvox.it/2016/06/07/gabanelli-bpvi-vb-la-disciplina-lonore/