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(m.m.) Capisco le critiche sul ministro degli interni Angelino Alfano che difende Giuseppe Vegas in relazione al caso Consob. Ci stanno tutte. Come ci stanno tutte quelle sull’approccio al cloroformio del ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, che pure de facto, in sede di question time oggi, si è ben guardato dal dire alcunché su Vegas. Ed è altrettanto chiaro che l’Ncd, se la maggioranza democratica tocca Vegas, considerato vicino a Verdini e allo stesso Ncd, è pronto a far cadere il governo. Ma la cosa più grave che è emersa dal question time di oggi sono le parole ambigue con cui il ministro Padoan, a Montecitorio ha delineato la querelle sugli scenari probabilistici. Si tratta del cuore del problema e derubricarlo ad una questione di mera opportunità è cosa di una gravità inaudita. Soprattutto dopo i rovesci che hanno colpito, tra le altre, Veneto Banca, le popolari dell’Italia centrale e pure BpVi. Ma è possibile che nessuno si alzi urlando pretendendone le dimissioni? Va bene trattare veneti e italiani da sudditi. Ma coloro che sono stati colpiti da una sfilza di sfracelli finanziari, anche nell’operoso Veneto, stanno tutti i zitti? La lobby bancaria li annichilisce fino al punto di togliere loro anche il coraggio per un colossale sputo metaforico?

 

 

Fonte:

http://www.lasberla.net/index.php/2016/06/lambiguo-padoan-la-lobby-bancaria-e-i-timorosi-veneti/