HERR CASTAGNA

di Sabino De Bonis

“Susciteremo un’atmosfera spirituale, un ambiente morale in cui nasca e di cui si nutra e cresca l’uomo eroe. Quest’ambiente dovremo isolarlo dal resto del mondo, erigendo barriere spirituali il più elevate possibili. Difenderlo da tutti i venti pericolosi della viltà, della corruzione, della dissolutezza – da tutte le passioni, che seppelliscono le nazioni e uccidono gli individui.” Corneliu Zelea Codreanu

 

Il relativismo imperante, l’edonismo, il materialismo imposto per legge sono solo le avvisaglie di un tentativo ancora più subdolo: l’imbestiamento dell’uomo.

Attraverso lo psichismo freudiano si vuole raggiungere l’annichilimento definitivo del valore insito nell’uomo europeo: la creatività.

Se fino a ieri quello che vogliono propinarci era circoscritto a territori limitati oggi la concatenazione degli eventi è di portata mondiale, di conseguenza le voci di contrasto sono sempre più lontane e isolate. E’  necessario un programma organico della reazione.

La situazione attuale fa pensare ad una nave governata da stolti. Oramai la nave è in un mare tempestoso e l’unico modo di impedire a questi stolti di arrecare altri danni è strappargli le mani dal timone. Per fare questo bisogna mettere da parte deleteri particolarismi, una coordinazione di intenti e di azione consentirà alla nave di seguire una rotta sicura.

Per nave si intende la plurimillenaria civiltà europea; lo stesso senso di unità europea è stato invertito tramite la tecnocrazia talmudico-progressista per scongiurare un’autentica Europa dei popoli, le cui radici non sono nei mercati internazionali, bensì nella sua cultura, nella sua storia attraverso le sue peculiari componenti etniche.

Noi abbiamo il dovere di riprenderci quello che è nostro, che era dei nostri padri e che tramanderemo ai nostri figli.

Un ordine spirituale e morale deve essere propiziatorio, non disgiunto da un ordine geopolitico del continente, in questo hanno un ruolo primario le nazioni affacciate sul Mediterraneo, in particolare l’Italia poiché le insinuanti macchinazioni del “mercante cosmopolita” e il farneticante tentativo islamista del califfato ordiscono ancora una volta sotto la “fortezza Europa”. Una delle porte principali della fortezza è l’Italia e noi dobbiamo difenderla.

L’incontro riguardo la decadenza in cui versa la nostra terra è l’inizio di un ciclo di conferenze a cadenza fissa al fine di concentrare l’attenzione sulle questioni di base che stanno portando all’ indebolimento delle genti europee, sul piano animico, sociale e politico. Il video della serata con don Curzio Nitoglia che ha parlato del “piano Kalergi” e Matteo Castagna che ha parlato dell'”accoglienza business” sarà presto pronto. Una serata di gran successo, sia per l’afflusso di pubblico che ha riempito la sala dell’Hotel Reggio Emilia, sia per il livello degli interventi, particolarmente apprezzati.

Il secondo incontro dovrà essere incentrato sulla questione dell’usura bancaria ed in particolare sul ruolo della banca centrale europea. Anche in questa sede il tema sarà trattato proponendo un’alternativa al sistema monetario attuale che è fallimentare per i popoli ma funzionale per le diverse lobby massoniche da cui è stato architettato.

Una terza conferenza prenderà in esame la presenza delle basi NATO e le deleterie conseguenze geopolitiche che queste comportano.

La quarta conferenza riguarderà la vita quotidiana presente e futura dei nostri figli: tema centrale sarà l’aberrazione gender e le devastanti conseguenze psichiche che si vogliono ottenere tramite questa sorta di esperimento sociale distruttivo. Il coinvolgimento di individui competenti nel settore scolastico sarà essenziale per lo studio di una soluzione alternativa a questo ennesimo raggiro.

L’intero ciclo d’incontri ha lo scopo di ottenere una sensibilizzazione delle coscienze per organizzare una manifestazione di piazza a livello nazionale a difesa della famiglia. Il nucleo familiare, grazie al suo ruolo primario nell’educazione, è l’unico elemento che può arrogarsi il diritto di formare lo Stato. Non esistono surrogati, per quanto satanicamente congeniati, in grado di sostituire la famiglia, pilastro fondante dello Stato.

Quanto è stato scritto è solo un punto di partenza, se il sodalizio riuscirà a creare delle basi solide si potrà delineare la possibilità di un progetto che riguarda il campo agricolo e relativa attivazione di un circuito lavorativo, quindi un aiuto concreto per quanto concerne la crisi di un settore vitale della nazione supportando tra l’altro la conservazione del retaggio tradizionale contadino.

Noi vogliamo una rinascita europea per gli europei, al fine di conseguire tale obbiettivo è necessario un sodalizio di anime ed intelligenze ma questo non sarebbe sufficiente se ad esso non si unisse il sentimento del popolo: non bisogna fare confusione tra popolo e massa. La massa è quel numero indefinito di figure che vediamo aggirarsi nel contesto cittadino, un prodotto, un surrogato dell’uomo che il cosmopolitismo vuole come entità sradicata, “l’uomo sfuggente” a cui va bene tutto e quindi diviene intercambiabile con altri surrogati (il cittadino della rivoluzione francese).

Il popolo ha una radice forte che affonda nella terra, per questo è essenziale la concezione di contadinato. Non essendo degli utopisti sappiamo benissimo che la stessa figura dell’agricoltore attuale ha bisogno di una rettificazione morale ma, sino a quando qualcuno non darà un’alternativa sia di valori che economica, le potenzialità del settore agricolo non potranno essere sviluppate in quanto le pesanti catene del mercato continueranno ad imporre l’industrializzazione della terra. In un futuro non molto lontano la distorsione economico-sociale messa in atto porterà alla perdita di sovranità del suolo, spesso tramandato per generazioni, a favore di allogeni extra-europei che rappresentano il perfetto surrogato di cui le grosse lobby massonico-finanziarie hanno bisogno.

La soluzione affinché questo non accada è l’avvento di una dirittura morale che dovrà pervadere il concetto stesso di economia e scambio di merci, il lucro sui prodotti della terra dovrà lasciare il passo ad uno sviluppo sano dei rapporti tra singolo agricoltore e corporazione (struttura su cui per ora è prematuro dilungarsi) per il raggiungimento dell’indipendenza autarchica, prima nazionale, in seguito europea.

Autarchia non significa solo indipendenza materiale dalle costrizioni capitaliste. Autarchia significa interiorizzare un concetto di vita etico. Autarchia significa indipendenza spirituale rispetto al materialismo.