Report: Flavio Tosi rinviato a giudizio

ignavo Tosi

Si aprirà tra cinque mesi, il 23 novembre, il processo che vedrà imputato il sindaco di Verona per calunnia e diffamazione nei confronti del giornalista di Report Sigfrido Ranucci. A rinviarlo a giudizio il gup scaligero nell’udienza preliminare svoltasi questa mattina.

I fatti ruotano attorno all’inchiesta “L’arena” trasmessa su Rai3 il 7 aprile 2014. Tosi aveva fatto registrare di nascosto Ranucci mentre stava svolgendo il suo lavoro, e avanzato querela ancora prima che la puntata fosse trasmessa, sostenendo in conferenza stampa che Report stesse “costruendo, costruendo nel senso di montare qualcosa di non vero, una serie di notizie, cercando di averle, di comprarle, anche in maniera illecita, nel senso utilizzando in maniera illecita fondi della Rai, e utilizzando quindi una trasmissione di Stato per appunto, distruggere politicamente e personalmente il sottoscritto”. La querela di Tosi contro la trasmissione è stata invece archiviata lo scorso febbraio, stessa sorte toccata ad altri 13 fascicoli aperti in relazione alla stessa puntata.

A giudizio, per il solo reato di calunnia, andrà anche l’ex leghista Sergio Borsato, l’uomo che registrò la conversazione con Ranucci.

“Credo che sia corretto attendere la fase processuale prima di commentare”, dice l’avvocato Luca Tirapelle, legale di Report nelle vicende giudiziarie veronesi. “Sicuramente – aggiunge – l’imputazione coatta decisa dal giudice ha trovato pieno riscontro nell’udienza preliminare, ma ogni altra valutazione è prematura. Comunque sia, Sigfrido Ranucci ha già anticipato che eventuali risarcimenti danni a suo favore saranno interamente devoluti in beneficenza”.

Così invece Tosi, portando a esempio le difformi sentenze di una vicenda giudiziaria che ha riguardato l’attuale presidente della multiutility comunale: “Il presidente di Agsm recentemente è stato condannato in primo grado a Verona per un reato che non aveva commesso ed è stato quindi assolto dai giudici della Corte d’Appello di Venezia per non averlo commesso. Venturi aveva osato criticare la sentenza di primo grado e si è preso una querela dai magistrati che lo avevano condannato in primo grado dovendo poi pagare unrisarcimento per chiudere la questione. Questa di oggi sembra la fotocopia di quella situazione: per due volte due pubblici ministeri chiedono l’archiviazione, per due volte due altri magistrati mi mandano a processo. Io dovrò pagare le spese legali anchese verrò assolto; i magistrati che magari avranno sbagliato non pagheranno nulla e in compenso io ho una querela, dallo stesso magistrato citato prima, per aver criticato la sua decisione. Viva la giustizia.”

Qui sopra, una clip dalla puntata Report del 03/04/2016, in cui si ripercorre brevemente la vicenda.

 

 

 

 

Fonte: http://www.report.rai.it/dl/Report/extra/ContentItem-3bd68b43-5345-484e-b753-f085cb0ff852.html

 

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