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di Federico Prati

Luciano e Mauro, primi «sposi» gay «Sarà Tosi ad unirci a fine estate»

Insieme da ben 37 anni, hanno prenotato la Casa di Giulietta. «Lo facciamo per essere un esempio»

VERONA «Non lo facciamo per noi. O meglio: non solo per noi. Noi abbiamo già tutto. Viviamo insieme da anni, condividiamo quello che abbiamo, stiamo bene così. Lo facciamo per essere un esempio». Luciano e Mauro, ecco i nomi dei primi «sposi» omosex a Verona, anche se di matrimonio in senso stretto non si può parlare. Ma ci sarà il rito, identico a quello civile, e ci sarà anche la location, una di quelle di Sposami a Verona, quasi certamente la Casa di Giulietta. C’è anche la data di massima: fine agosto, e gli slittamenti sembrano improbabili, data l’accelerazione del governo per rendere operativi i decreti attuativi della legge Cirinnà. C’è, infine, il celebrante: il sindaco Flavio Tosi. «Abbiamo saputo che ci tiene ad essere lui ad officiare la prima unione civile, e a noi sta benissimo». Anche se uno dei due sposi, Luciano Mazzucato, 63 anni, politicamente è un avversario, militando da anni nel Partito democratico, per il quale è consigliere in prima circoscrizione. «Per la cerimonia si era reso disponibile Vincenzo D’Arienzo (deputato del Pd, ndr), nostro caro amico, che non se la prenderà per questa “sostituzione”. – commenta la coppia -. È giusto che sia il primo cittadino, e c’è da dire che da qualche anno a questa parte, Tosi si è aperto molto su questi temi».

Fossero stati pigri, Luciano e Mauro, si sarebbero potuti accontentare di una trascrizione, essendo già regolarmente sposati in Portogallo dal 2012. «Invece no – è la risposta – vogliamo il servizio completo, con tanto di testimoni: per il sì avremo accanto Riccardo Olivieri, che consideriamo un nostro nipote, e Ornella Ghilardi, cugina di Mauro». Quello che è certo è che al grande passo (il secondo, ad essere pignoli) ci arrivano dopo un fidanzamento ben rodato. Luciano e Mauro stanno insieme dal 79, vale a dire 37 anni, quando il primo ne aveva ventisei, il secondo ventiquattro. Trovarne, coppie così longeve. «Per me essere omosessuale è sempre stata una cosa ovvia – spiega Mauro Bertoni, oggi sessantunenne, fino a qualche settimana fa titolare di un negozio di parrucchiere in città – non l’ho dovuto scoprire. E non ci è voluto molto a capire che la storia con Luciano sarebbe durata». Durante questi sette lustri abbondanti non si sono mai nascosti. «Certo, siamo sempre stati prudenti e non abbiamo mai sentito il bisogno di metterci in mostra. E in tutte questi anni le cose sono un po’ cambiate ». Fino alla legge sulle unioni civili. «Peccato non ci sia la stepchild adoption – notano – ma sono sicuro che ci arriveremo: non ha senso togliere un figlio ad una coppia che convive da anni, solo perché il padre biologico muore».

E le adozioni? «Non solo siamo favorevoli – è la risposta di Mauro – ma avremmo anche adottato, in passato, se avessimo potuto. Abbiamo risolto con dei figli surrogati – e indica ridendo uno delle sue due cagnoline, Greta – adesso al massimo possiamo fare gli zii, badare un po’ ai figli dei nostri amici. Ogni frutto ha la sua stagione». Difficoltà, certamente, ce ne sono state. «Stare insieme senza avere tutele legali, a parte qualche accordo tra di noi – notano – è stata un’ulteriore sfida». Le famiglie, dopo un’iniziale resistenza, hanno accettato tutto. «Quando mia madre cominciò a sospettare qualcosa – racconta Mauro – interpellò una fattucchiera di Borgo Milano, una tal Zita. Davanti ad una mia foto, le disse “sua figlio frequenta uomini anziani”. Tornò in lacrime. Io ribattei: “Mamma, va bene tutto, ma con i vecchi no”. Ci chiarimmo in questo modo». Finché il salone di Mauro non cominciò ad avere successo e con i soldi guadagnati riuscì a comprare una casa in Valpolicella per tutta la famiglia. Casa in cui accolse anche Luciano. «Nessuno ebbe nulla da ridire – è la conclusione – del resto, è triste dirlo, i soldi fanno la differenza. E se noi non siamo mai stati discriminati forse un po’ è anche merito della nostra situazione economica». Unendosi civilmente, Luciano e Mauro intendono provare a scardinare un ultimo luogo comune: «Che una coppia come la nostra può essere come tutte le altre. Che anche gli omosessuali possono ambire al “per sempre”. Non sembrano pensarlo i politici, dato che la Cirinnà non ha previsto il vincolo di fedeltà. Lo pensiamo noi, e speriamo di essere d’esempio».

Leggi: http://www.farecontosi.it/i-temi/famiglia-sociale-e-pensioni.html

Fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it/belluno/notizie/cronaca/2016/22-luglio-2016/luciano-mauro-primi-sposi-gay-sara-tosi-ad-unirci-fine-estate-240715530721.shtml