L’intervista di Adriano Scianca a Franco G. Freda per il Primato Nazionale – un anno dopo

FRANCO GIORGIO FREDA

Non possiamo essere d’accordo su tutto, soprattutto nella parte finale dell’intervista, ma molti degli spunti e delle analisi trattate sono utili alla riflessione e condivisibili. (n.d.r.)

Franco Freda è un uomo dalle mille vite. C’è la vita in “clausura”, c’è la milizia editoriale, c’è l’avventura politica del disciolto (dal ministero degli Interni) Fronte nazionale. In queste vite, gli è incidentalmente capitato di vedere in anticipo rispetto a tanti suoi contemporanei dinamiche catastrofiche che solo oggi si affermano platealmente in tutta la loro potenzialità devastante. Come ebbe a dirgli un pm in un famoso scambio processuale, “la preveggenza gliela riconosciamo. Infatti è un requisito della pericolosità”. Di tutto questo, Freda ha parlato con il Primato Nazionale.

Perdoni l’esordio scontato, ma il giornalismo subisce la dittatura della “notizia”. Quindi in apertura le chiedo: come ci si sente ad aver previsto da anni l’invasione immigratoria con libri, con azione politica e con attività editoriale (oggi a molti torna in mente Il campo dei santi da lei pubblicato anni fa)? 

Impotenti, mortificati nell’aver previsto e predetto senza avere né formato né trasformato uomini e situazioni. Quindi, nessun orgoglio, nessun autocompiacimento, ma orrore nel vedere questa terra, nostra (di noi di oggi, di ieri e dell’altro ieri), invasa e deturpata da sciami di estranei. Attraverso gli scritti apparsi sull’Antibancor, il periodico di studi di economia e finanza curato dal Fronte Nazionale, indovinammo pure che, in consonanza con la rovina del millenario edificio etnico europeo suscitata dalle invasioni allogene, l’oligarchia finanziaria – la consorteria degli ottantacinque bipedi più ricchi del mondo, che dispongono di una ricchezza equivalente a quella di oltre la metà della popolazione mondiale – avrebbe messo a punto un dispositivo di aggressione delle economie dei popoli europei. In altre parole, avevamo indovinato che l’oligarchia finanziaria avrebbe congegnato, e imposto, come contrappeso del sistema di uguaglianza-confusione etnica, un sistema di disuguaglianza esclusivamente economica. La lunga, catastrofica crisi delle economie europee, provocata dallo scoppio della ‘bolla’ finanziaria, dimostra, purtroppo, che il nostro pessimismo era ‘attivo’ e attuale.

  Continua a leggere l’intervista di Adriano Scianca su Il Primato Nazionale: http://www.ilprimatonazionale.it/cultura/silenzio-parla-freda-e-dice-la-sua-su-immigrazione-europa-e-gender-26407/#zRzLrfUXbtteUF62.99

5 Risposte

  • Ma cosa vi affascina di Freda? Il revival nostrano dello Stavrogin dei “Demoni”? Il catalizzatore iniziatico di forze iperuranee? La ricostituzione carismatica di un ordine e di una militanza? La minaccia da ventilare sui nemici di un attacco dinamitardo? La prossimità umana, biografica o geografica? Un simbolo per una levata di scudi? Il razzismo dello spirito? Un’alleanza tra Cristo e Beliar? Un’entratura avventurosa? Davvero non riesco a capire perché dei cattolici dovrebbero interessarsene se non a scopo cautelativo. Quindi? La butto là sui sintomi: il cristianesimo è davvero una religione etnica, come il giudaismo? (O, per dirne un’altra e risalire la storia, davvero Hitler poteva dirsi un “moderatore” [come già sostenne don Nitoglia, oggi occasionalmente collaboratore sia di FN che del Chritus Rex] dell’ala equilibrata del NSDAP?).

    Mi sbaglierò, ma l’impressione è che l’ascendenza teorica del “fredismo” passi (o tenti di passare) nelle fila cattoliche a causa della disperata ricerca, da parte di alcuni esponenti “forzanovisti” (o “ordo… futuristi”)[*], di rintracciare alcune delle matrici ideologiche cadute ai tempi di Terza Posizione (Fiore docet), non potendo servire alla bisogna quelle cattoliche in senso stretto qua e là ostentate… ad Albano e dintorni. Già all’epoca di TP ci si fermò al Codreanu che tanto piacque ad Evola, il Regno Sociale di Gesù Cristo sapeva troppo di papalino, evidentemente.

    Per in quadrare il personaggio Freda debbo infrangere un tabù: chi ha “realmente” messo le bombe? A dire di Freda lo “Zeitgeist”, se non proprio l’ “Idea”, ovviamente! [**] Cosa fu Giannettini? Un suo controinfiltrato, dice [***]. Per il resto al tempo se l’è cavata spaventando un elettricista e seducendo una contessa, divenendo così l’affabulatore fantastico di una qualche consorteria cavalleresca palestinese [****]; oggi più semplicemente è divenuto garantista…

    E a proposito del filo-atlantismo di Freda, rendo noto che oggi è addirittura confesso : “[…] non concordo a proposito della volontà degli americani di alimentare la degenerazione. In loro non c’è consapevolezza: gli americani sono quello, dei degenerati, sono le escrescenze dell’Europa. Ma di fronte all’Islam ricordiamoci che noi siamo, purtroppo, occidente, che siamo pure i sobborghi dell’occidente, che siamo america. Non facciamoci velare gli occhi dalla disperazione di una guerra persa (e di una vendetta mai consumata)”[*****].

    Niente male come abracadabra. Ma Fate pure, ognuno si rinconosce tra i suoi.

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    [*] http://ordinefuturo.net/2015/05/19/lopera-di-franco-giorgio-freda/

    [**] http://www.lastampa.it/2009/12/13/italia/cronache/freda-io-colpevole-ho-attuato-il-mio-credo-dp3qHqTzrTHQQH7KheOd7H/pagina.html

    [***] http://ugomariatassinari.it/wp-content/uploads/Freda-rivoluzionario-o-uomo-dordine.pdf

    [****] N. Rao, Trilogia della celtica, pp. 399 e sgg.; 473 e sgg.

    [*****] http://www.ereticamente.net/2015/11/ereticamente-intervista-franco-giorgio-freda-a-cura-di-maurizio-rossi-e-luca-valentini.html

  • Il manicheismo è tipico atteggiamento settario di certo tradizionalismo. Parlare di Freda e del suo pensiero infrange, oggi, un grosso tabù. Nel parlare di lui si può non essere d’accordo e, molte volte, si deve essere contrari ad alcune sue idee per essere Cattolici. Non si può non riconoscergli lungimiranza sulla questione immigrazione. Ma parlare di una persona che ha qualcosa da dire non significa aderire in toto al suo pensiero.
    Don Curzio Nitoglia non collabora con Christus Rex. E’ stato invitato a Reggio Emilia da una terza persona, così come il nostro Responsabile, a parlare di Piano Kalergi. Vede come è facile strumentalizzare da manichei?

  • Vede, usare i termini a vanvera non aiuta a nulla, dà del “manicheo” a me e non a Freda, che tanto male dice e ha detto (lasciando stare il fatto) contro N. S. Gesù (ricalcando tra l’altro le orme di Evola)? Forse la stupirò se le dico che uno dei tratti emergenti del pensiero e della tradizione iniziatica è proprio l’ecumenismo? Le strumentalizzazioni non c’entrano, basta scorrere le edizioni di radiospada, ma immagino sarebbe per lei indifferente Arai e Nitoglia pubblicassero per i tipi della Lindau o magari per quelli della fsspx (non che la cosa mi sorprenderebbe più di tanto). Se è da settari non essere ecumenista (magari di “tradizione”) mi dia pure del settario, coi cristiani i nemici di Cristo hanno fatto lo stesso.

  • Noi manco sappiamo chi lei sia, dal momento che non si firma. Abbiamo risposto anche noi che su molte cose un Cattolico non deve seguire Freda. Ma che non c’è nulla di male nel sentire la sua opinione su alcuni argomenti. Sulla questione immigrazione, ribadiamo, è stato molto lungimirante. Più di altri. Le fa fastidio? La urta? E’ un problema suo. Lei parla con gente, qui, che è storicamente anti-ecumenista. I Cristiani riconoscono bene mentalità e prassi manichee e settarie. Poi i fatti parlano più delle parole. Tenere una conferenza sull’immigrazione con Arai o con don Nitoglia sarebbe “ecumenismo di tradizione”? Non ci pare proprio. Le poniamo un interrogativo, quindi: quando alcuni sacerdoti tradizionalisti intervenivano su Radio Padania, ove erano numerose le trasmissioni laiciste, pagane o comunque a-cattoliche, erano ecumenisti? Secondo noi no. Ecco, neppure noi…

  • Non penso l’anonimato sia un problema, quando se ne può avere ragione, ma l’abusarne. Voi stessi ne concedete facoltà (concedendovela – a meno che lei, che non conosco, si chiami davvero “Staff”). Giudichi se l’ho fatto, e mi metta alla porta se lo crede: ho posto solo delle domande e rispondere è cortesia, non sia lei inutilmente scortese… A me pare almeno curioso che si cerchino lumi in materia di immigrazione tra uno degli ultimi nemici della Chiesa, quando p. es. ancora la voce dell’Angelico ne scandisce – stavolta a lume di fede – natura, limiti e fisionomia con una lungimiranza di sette secoli. Credo che ciò che vi (le) importi in questa materia sia piuttosto altro, di natura più politica… ma con tutto il rispetto per il prof. Miglio (r.i.p.) la Lega Nord non mi ha mai dato fiducia, constato che il tempo mi ha dato invece ragione… Diciamo che anche tornare a discorrere del 6 punto della Carta di Verona confermerebbe solo di nuovo i sospetti… Parla di fatti; ebbene, se ha pratica con il mondo e la storia, saprà che dichiararsi in pari coi principi, quando si è smentiti proprio dai fatti chiamati a testimonio, è qualcosa di più che un peccato occasionale o ricorrente, piuttosto un sintomo. Infine, la ragione del mio intervenire è qui data dal riconoscere da parte mia la vacanza della Sede Apostolica, e nel sapervi consentanei. Ragionare a lume di verità, dovrebbe permettere di giungere a soluzioni comuni, ma mi chiedo se davvero si voglia rimanere in pari coi principi (una volta ammessi), o non rimanga altro che rattristarsi della deriva degli amici di ieri, tirando – a Dio piacendo – per la nostra. (Ma questo sarebbe in realtà più un espediente retorico che un problema, giacché la decisione per quanto mi riguarda è già stata presa e ha consistenza celeste. Personalmente bado solo di non cadere, augurandole amichevolmente altrettanto). Tutto qui.

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