lupeMayol

Segnalazione di Raimondo Gatto

Nato il 21 gennaio 1873 a Parigi – e morto il  28 giugno 1955 à Paris, era un sacerdote cattolico francese. Fu elemosiniere militare della Légion des volontaires français (LVF) e poi  della  la Divisione  SS Charlemagne durante  la seconda guerra mondiale. Prelato di Sua Santità,  era  autorizzato  a portare il  titolo di « Monsignore ».

Nato in una famiglia  aristocratica di tradizioni  monarchiche , era  il settimo figlio  di Henri de Mayol de Lupé e di Elisa Caracciolo, di nobiltà  napoletana. Per tutta la vita ebbe un odio feroce contro i simboli della Repubblica ;  la bandiera tricolore e l’inno  « La Marseillaise ». Il giovane fece i suoi studi nel collegio presso l’abbazia benedettina nel Poitou, seguendo in questo,  le tradizioni di una famiglia contraria al giacobinismo. Fu ordinato sacerdote il 10 giugno del  1900 diventando « Cavaliere Ecclesiastico »  dell ’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Dopo la prima Guerra Mondiale a l’età di 41 anni, fu elemosiniere  militare nella prima divisione di cavalleria. Fatto  prigioniero  nel  1914, egli vi restò per due anni , infine evase ritornando  al fronte dove fu gravemente ferito nella battaglia della Somme del 1918. Fu citato tre volte neIl’ « Ordine dell’Esercito francese » ricevendo numerose decorazioni per il suo coraggio, tra cui la « Croix de Guerra » e la « medaglia degli evasi ». Egli era noto per il suo linguaggio schietto e la sua umanità rischiando la vità per portare l’assoluzione ai moribondi.

Fu destinato in Siria ed in Libano e venne creato Cavaliere della Legion d’Onore.

Lasciò l’esercito nel 1927 a causa di una malattia, ma resto attivo nella vita civile. Fondò il Bullettin de St. Mayol  che curò dal 1927 al 1936. organo della Pia Unione di San Mayol, con l’aiuto di suo cugino Barone Marcel d’Allemagne, gentiluomo d’onore di Saverio di Borbone Uomo seriamente cattolico, aristocratico, eroe della Grande Guerra, letterato e colto, Jean de Mayol de Luppé, fu contattato dal Ministero dell’Educazione Nazionale , per organizzare diverse missioni culturali. In tale contesto incontrò l’Ambasciatore di Francia in Germania, Andrè Francois Poncet, il maresciallo Lyautey ed il presidente Caillaux. Egli fu anche nominato elemosiniere della casata dei Borboni di Francia. Nel 1938, si recò al Congresso dell NSDAP tenuto a Norimberga.

Nel corso della guerra civile spagnola ottenne da Franco la grazia per alcuni nazionalisti baschi ; essi avevano appoggiato la Repubblica marxista, perchè timorosi che il « generalissimo » volesse instaurare uno stato centralista castigliano, eliminando le tradizionali autonomie della Biscaglia.

Nel 1939, a causa della sua età (aveva 66 anni), non venne mobilitato allo scoppio della seconda guerra mondiale. Nel 1941, il regime del Maresciallo Pétain, autorizzò la creazione della Légion des volontaires francaise (LVF) ; egli si presentò volontario diventandone « elemosiniere » e vestendo l’uniforme tedesca,

En 1939, à cause de son âge, il a alors 66 ans, on lui refuse sa mobilisation1. Lorsqu’en 1941, le régime de Vichy autorise la création de la Légion des volontaires français (LVF), il se porte volontaire et en devient l’aumônier1, portant l’uniforme allemand sur le front de l’Est. Sa notoriété lui vaudra, quand il est décoré de Croix de fer de deuxième classe en 1943, de faire la couverture d’une édition du journal de propagande nazie Signal1. Cette même année, il est fait aumônier général de cette unité1.

En juillet 1944, lorsqu’est créée la Division SS Charlemagne et que les derniers éléments de la LVF encore en vie y sont enrôlés, Jean de Mayol de Lupé fait le choix d’intégrer cette unité1. Lors de la cérémonie de prestation de serment, il célèbre la messe et dédie son homélie à « Notre très saint père le Pape et notre Führer Adolf Hitler ».

Alors que les troupes montent au front en Poméranie, trop vieux, il reste en Allemagne et s’installe à Munich1. A l’arrivée des Alliés en Allemagne en avril 1945, il trouve refuge dans un couvent local2. mais est arrêté un peu plus tard. Il est remis au gouvernement français et emprisonné à la prison de Fresnes. Condamné en 19472 à quinze ans de réclusion, la confiscation de ses biens et l’indignité nationale1, il bénéficie d’une mesure de grâce et obtient une libération conditionnelle de prison en 19511. Il se retire alors dans une maison religieuse à Versailles où il meurt en 19552 et est inhumé à Lupé dans la Loire.