di Nicola Pasqualato*

Mentre per un adulto, le “organizzazioni umanitarie”, ricevono circa 35 euro/giorno, per un minorenne ricevono 80/96 euro/ giorno. Una indennità di accompagnamento (legge 104/92 art. 3 comma 3) per un autistico grave è di 512,34 euro al mese che al giorno sono 17 euro. I disabili gravi bisogna accudirli e sorvegliarli in casa ogni minuto, dedicare costantemente almeno un familiare (che ovviamente è costretto ad abbandonare il suo lavoro). Bisogna fare attenzione a calci sputi, cacche sul pavimento, botte e notti in bianco, mentre i “non accompagnati” sono sani ed autonomi. Io non noto nessuna differenza di trattamento economico, nè sociale, fra “non aventi diritto” e le famiglie italiane con disabili gravi in casa, altrimenti sarei un razzista.

Ci chiediamo quanto più capaci delle famiglia italiane possano essere queste “organizzazioni umanitarie” se, per accudire completamente un minorenne sano abbiano la necessità di spendere quasi 3000 euro al mese. Le famiglie italiane accudiscono i loro figli con molto meno, anzi molte famiglie campano per intero con soli 1000 euro al mese. Ed allora? Chi ci dice davvero come stanno le cose? Chi dichiara il numero reale dei “non aventi diritto” a carico delle nostre casse comunali e nazionali? I “benpensanti” ci dicono che non dobbiamo creare contrapposizioni, perché, ci spiegano, questo creerebbe astio, odio, xenofobia ingiustificata ed, in una espressione, la “guerra fra i poveri”. Ma ecco perché nessun giornalista si azzarda ad occuparsi di questa sperequazione. Queste ingiustizie non devono essere conosciute. La psico-polizia del Politicamente Corretto ha stabilito, per altro da decenni, che la disabilità psichica grave (assieme a centinaia di migliaia di anziani abbandonati in casa), debba essere nascosta e chiusa in casa nell’abbandono assoluto delle famiglie. Chi si azzarda ad occuparsi dell’argomento viene defenestrato dopo essere stato condannato e giustiziato come xenofobo. Anzi, fra i giornalisti sopravvive solo chi sa applicare “deontologicamente” l’auto censura (magari quando il padrone gestisce qualche “organizzazione umanitaria”). Anche la RAI rinunciò a raccontare una storia di autismo “felice” nel suo sciocco 2 aprile 2016 in televisione. Infatti, dopo che non riuscì a trovare un solo caso di disabilità psichica felice, insabbiò il progetto ripiegando con storielle superficiali per non mostrare la tragedia italiana della disabilità psichica grave nascosta in casa come la parte sotto l’acqua di un iceberg.

Fonte: https://nicolapasqualato.blogspot.it/2016/08/attenzione-post-altamente-scorretto.html?m=1

Nicola Pasqualato, trevigiano, ha tenuto una splendida conferenza sul gender nelle scuole assieme alla moglie presso “Traditio” a Verona il 5/06/2016. E’ divenuto nostro amico e simpatizzante. Con questo primo articolo, collabora con Agerecontra.it