Dal Veneto alla Cia si viaggia in scia (chimica)

cielo

di Marco Milioni

Un anno fa una tromba d’aria devastava Fontaniva, l’altro giorno Conegliano. Allora il vicesindaco parlò di complotti. E un’insospettabile voce americana dice che…

È passato un anno dalla tromba d’aria che nel 2015 colpì violentemente Fontaniva nel Padovano. Tredici mesi dopo una sorte simile tocca ad alcuni Comuni del Trevigiano. Tengono banco i soliti dibattiti sulla protezione civile, la richiesta dello stato di calamità, la celerità nella risposta delle singole amministrazioni locali. Marcello Mezzasalma, vicesindaco di Fontaniva, l’anno scorso spostò il dibattito su un binario insolito: addebitò al fenomeno delle cosiddette scie chimiche (che è visto come una sorta di carnevalata dalla maggioranza della comunità scientifica). Di più, Mezzasalma, che in passato è stato anche primo cittadino del paese, parlò di una macchinazione decisa da qualcuno a tavolino, tanto che intervistato dal Corriere Veneto disse papale papale: «È palese che ci sia qualcuno che orienti le cose, sia dal punto di vista economico, che climatico, che di gestione del pianeta. È tutto molto strano… È molto strana la questione delle scie chimiche». L’intervista poi scivolò veloce fino a lambire un eventuale coinvolgimento del gruppo Bilderberg.

L’argomento, nonostante le continue puntualizzazioni della comunità scientifica, appassiona molto. L’anno scorso Vvox aveva dato conto del parere del primo presidio del Nordest nato sulla scorta di queste teorie. Un presidio nato a Pordenone che si chiama Stop Scie chimichee che secondo i media locali avrebbe fatto anche una clamorosa marcia indietro da scatenare un salace botta e risposta condito da accuse di tradimento da chi invece ancora sostienela teoria. E ancora sempre Vvox nel maggio 2015 aveva dato voce alla comunità scientificaintervistando Marina Baldi, climatologa dell’IbiMet di Firenze, Istituto di Biometeorologia del Cnr. Quest’ultima pur sparando ad alzo zero su ogni teoria complottista affrontò l’argomento entrando più nello specifico rispetto agli esperimenti per ridurre la formazione della grandine. Una pratica però che «si è rivelata talmente poco efficace che è stata abbandonata».

Nel frattempo gli episodi si sono moltiplicati. Nel marzo di quest’anno a Perugia è scoppiatauna polemica furibonda dopo che il Comune ha concesso il patrocinio ad un convegno sulle scie (chemtrails in gergo anglosassone). E in questo scenario caleidoscopico in cui bufale, pezzi di realtà, paure e ragionamenti seri si mescolano senza soluzione di continuità è arrivato il carico da undici di Giulietto Chiesa. Il noto scrittore e giornalista piemontese esperto di geopolitica ha citato direttamente una intervista alla Pbs del direttore della Cia John Brennan.

In un intervento sul canale Youtube di Pandora Tv datato 25 luglio 2016, sempre Chiesa, che non entra nel merito del cosiddetto complotto delle chemtrails, parla però di rivelazione definitiva da parte dell’alto funzionario dell’intelligence Usa, secondo cui esisterebbe un programma di «irorazione nell’atmosfera di sostanze chimico-metalliche con lo scopo dichiarato di diminuire l’irraggiamento solare sulla terra. Brennan spiega – sottolinea Chiesa –  che tale pratica darebbe più tempo alla economia globale di effettuare la transazione da una economia» basata su fonti energetiche di origine fossile verso fonti rinnovabili. In altre parole si tratterebbe di una iniziativa tesa a diminuire gli effetti del cosiddetto effetto serra che le attività umane causerebbero sul nostro pianeta. Gli effetti e le cause di tale sconvolgimenti sono ampiamente condivisi dalla gran parte della comunità scientifica, sebbene non manchi chi non veda nei fattori umano-tecnologici, ma in fattori legati alle ere geologiche, gli elementi alla base del cosiddetto “climate change“.

Peraltro il giornalista, sempre citando il numero uno della Cia, rimarca che il costo di questo progetto (noto come Sai, ovvero Stratospheric aerosol injection), le cui finalità sottaciute potrebbero andare ben oltre un esperimento di ingegneria climatica (che è comunque un tema affrontato dalla comunità scientifica), ammonterebbe ad una decina di miliardi di dollari l’anno. Nello snocciolare gli elementi a sostegno del suo ragionamento Chiesa accusa senza mezzi termini la stampa mainstream di non volere approfondire in modo serio l’argomento. Ad ogni modo tra i passaggi dell’intervista alla Pbs (che è a metà strada tra una intervista e un intervento) Brennan spiega che nei 36 anni della sua permanenza nell’amministrazione americana «mai ha visto una quantità di drammatiche sfide che l’umanità sta fronteggiando in contemporanea». Alcuni di questi argomenti erano stati affrontati dal noto climatologo Luca Mercalli, che il 12 maggio era intervenuto durante un affollato dibattito ad Isola Vicentina.

Fonte: www.vvox.it

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