sodoma

Segnalazione di Gianni Toffali

 di Massimo Micaletti

Dunque Sodoma si è salvata. Lo apprendiamo da Mons. Galantino con poca sorpresa: basta guardarsi intorno, del resto, per togliersi ogni dubbio.

Forse davvero la condizione di buona parte dei vertici della Chiesa cattolica può essere ben rappresentata da questa uscita sciagurata, e dico “sciagurata” nel senso letterale del termine di “conseguente ad una sciagura”. La sciagura, ovviamente, è il modernismo dilagante che ha fatto sì che ormai troppi pastori ragionino con categorie illuministiche e certamente non cattoliche, sicché il gregge ne viene disorientato o orientato verso il male. E datosi che l’ignoranza su certi temi, in un Monsignore, è inverosimile, non resta che pensare alla mala fede.

Sodoma si è salvata, per il Segretario della CEI, ed in fin dei conti questo è un auspicio di molti cattolici, in talare e non. L’auspicio è che alla fine, in fin dei conti, ci si salvi tutti, e non per Amore ma per sentimentalismo, non per verità ma per tolleranza, non per merito ma per diritto.

Sodoma si è salvata, e che bello. Se Sodoma si è salvata, finalmente tanti cattolici potranno fare più facilmente il loro mestiere. Mestiere che per i cattolici illuministi sta diventando veramente difficile, perché vedete, per un pastore modernista ci sono tre tipi di peccato.

C’è il peccato facile, quello di cui si può parlare a voce alta, che si può additare e condannare persino in tv: la corruzione, la mafia, la maleducazione, lo spreco energetico. E che dire di chi abbandona i cani in autostrada? Contro queste gravissime mancanze, giù, mazzate, senza pietà: via a frustate i mercanti dal Tempio!

Poi c’è il peccato difficile, quello che sì, un cattolico illuminato può e deve nominare, ma sfumando, lasciando il campo libero alla coscienza, al che ne sai e via attenuando, divagando, sorvolando. Parliamo ad esempio dell’adulterio che sì, è una brutta cosa, ma in fin dei conti lo fanno tutti e poi potrebbe essere la nascita di un nuovo amore che aiuti a superare un matrimonio fallito. O della convivenza, che in linea di massima non va bene perché si sa che un cattolico deve avere la fissa del matrimonio e i preti sono pagati per ricordarcelo però poi, che ne sai, magari la vostra, proprio la vostra, è una di quelle convivenze di cui il Papa ha detto che c’è più santificazione che nel matrimonio quindi tranquilli, i conviventi vanno all’inferno (ho detto “inferno”? Scusate se ho urtato la vostra sensibilità! D’ora innanzi parleremo di “infelicità”).

Infine, ci sono i peccati innominabili, quelli che se solo ne parli finisci in galera e che ci fanno perdere tanti di quei punti. Forse perché non ci ricordiamo più nemmeno noi cattolici modernisti le ragioni per cui sono peccati: in fin dei conti, che male fanno? Che male fa, che so, la sodomia(per giunta, ora che sappiamo che Sodoma si è salvata)? Che male fa farsi le canne? Oppure sono cose troppo brutte, che fanno sentire male a nominarle e poi uno si mette a piangere enoi cattolici non possiamo far piangere nessuno. Perciò è poco bello ricordare a Messa che un aborto è la distruzione di un essere umano innocente, o magari è indelicato dire che l’utero in affitto è compravendita di bambini, o forse far notare che Beppino Englaro ha fatto morire la figlia indifesa è mancanza di carità. Lo sappiamo, poi la gente si sente accusata e diventa triste: e questo è gravissimo soprattutto per i giovani, i giovani non devono essere tristi.

Ma Sodoma si è salvata, perciò a che serve più parlare di quelle colpe così poco popolari, antistoriche, che poi colpe più non sono? Noi dobbiamo fare come l’Abramo di Galantino, ognuno di noi deve essere “uomo di preghiera, che non fa da accusatore implacabile, non parla contro ma parla a favore”. Capito? Suvvia, non parliamo contro quando preghiamo: parliamo a favore, per favore. O al più, contempliamo. Mi raccomando, se volete contemplare state in silenzio e datevi un tono: contemplate un albero, il mare, un cane. Non dopo pranzo ché l’abbiocco è dietro l’angolo. I Misteri non si contemplano, i Misteri non si sa cosa sono e comunque sono alla fine anche un po’ noiosi quindi pregare così è meno ispirante e si diventa inespressivi.

Sodoma si è salvata e che bellissimo e si è salvata dunque perché c’era Abramo. O magari no, magari si è salvata perché qualcuno ha gettato un ponte, un ponte tra diversi, un ponte tra lontani, un ponte tra lupi e agnelli, tra verità e menzogna, tra annuncio e blasfemia, tra testimonianza ed opportunismo. Su quel ponte ne passano di cose, di prelati, di cattolici, tutti felici di mettersi finalmente comodi e rinunciare a certi temi spinosi: l’importante è non essere corrotti, non essere mafiosi e non abbandonare i cani in autostrada.

Ma aspettate: e quella città che brucia laggiù in fondo? Se Sodoma si è salvata, non sarà mica Roma?

 Fonte: http://www.radiospada.org/2016/07/sodoma-si-e-salvata/