TORMENTATO CORSO DELL’IPOTESI TABÙ SUL PAPA ERETICO

c-mayerL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Con piacere segnalo la pubblicazione del libro «IPOTESI TEOLOGICA DI UN PAPA ERETICO» (Edizioni Solfanelli, 2016) dello studioso brasiliano Arnaldo Vidigal Xavier da Silveira, traduzione italiana della Iª parte del contenuto del lavoro accordato e seguito da Sua Ecc. Mons. Antonio de Castro Mayer (in foto).

Tale studio occupa una posizione di rilievo nella storia della Chiesa della nostra epoca per l’importanza del tema trattato in tempo opportuno (1970), pur da posizione isolata e controcorrente, ma, principalmente, per la parte essenziale che ha avuto in esso il preclaro Vescovo di Campos d’illustre memoria, Antonio de Castro Mayer.

A causa dell’amicizia filiale che mi lega all’illustre prelato, così come all’amicizia con l’Autore, sono stato in grado di aggiungere informazioni importanti sulla questione. Esse furono in parte pubblicate a suo tempo dal quindicinale  “sì sì no no”, del 30 giugno 1983.

Infatti, tale lavoro è stato scritto secondo lo stesso Mons. Castro Mayer: “a quattro mani”. Arnaldo si era recato alla Sede episcopale di Campos, dove ha redatto il lavoro seguito dal Presule che poi ha voluto mettere per scritto che la sua proprietà è del dott. Arnaldo Vidigal Xavier da Silveira, membro della TFP.

Qui seguirà quanto ho pubblicato allora sul sì sì no no, che non solo riguarda il corso del lavoro – inviato già nel 1970 a tutti i vescovi brasiliani – ma nel 1974, insieme a due altri lavori, a Paolo 6, che non ha mai risposto alle gravi questioni di Fede lì esposte.

Nel gennaio 1974 Sua Ecc.za Mons. Antonio De Castro Mayer, allora Vescovo di Campos (Brasile), inviava a Paolo VI, la lettera, che di seguito rendiamo nota.

Vi erano allegati tre studi dei quali il quindicinale pubblicò il secondo, sulla libertà religiosa.

«E’ una documentazione di tangibile attualità e di estremo interesse, ai fini della comprensione di un pontificato, le cui scelte disastrose gravano tuttora sulla Chiesa nelle loro amarissime conseguenze. Basta leggere poche righe per capire che gli scritti di Mons. De Castro Mayer non hanno niente in comune con gli appelli emotivi o le proteste avventate: è un successore degli Apostoli che cosciente della propria responsabilità si rivolge al successore di Pietro per esporgli gravissime obiezioni fondate su argomenti inoppugnabili. Si avverte che la devozione verso il Santo Padre quasi lo fa tremare, ma non lo trattiene per questo dall’esporre con serena fermezza il Suo dissenso da atti pontifici che compromettono le radici stesse della Fede cattolica, apostolica, romana.

La lettera di Sua Eccellenza Castro Mayer non ebbe mai altra risposta che questa, trasmessa il 22 marzo 1974, tramite il Nunzio Apostolico Carmine Rocco: «Le lettere dei 25 gennaio u. s. dirette all’Eminentissimo Card. Baggio e a Sua Santità Paolo VI, insieme con gli studi fatti da Vostra Eccellenza, sono pervenute a destinazione».

Sul contenuto degli studi scese il silenzio più impenetrabile: in questo modo semplicistico l’Autorità decaduta credeva di risolvere la scottante questione. Né la gravità delle obiezioni dottrinali né l’affanno di un Vescovo costretto a dissentire dal Papa per rimanere fedele a Cristo, alla Chiesa, alle anime, poterono indurre Paolo VI a lacerare quello schermo dietro il quale amava celare il suo vero volto.

Eppure, come risulta dalla lettera a Mons. Antonio De Castro Mayer era stato espressamente ordinato in nome del Santo Padre di manifestare in tutta libertà le ragioni del suo dissenso. ln realtà Paolo VI (o chi per lui) voleva soltanto accertare fin dove si sarebbe spinta la resistenza dell’allora Vescovo di Campos. Già negli anni settanta, allorché a quest’ultimo era stata attribuita una rigorosa analisi teologica sulla possibilità di un Papa eretico e sul nuovo Ordo Missae, il Secretario di Stato Card. Jean Villot e il Cãrd. Sebastiano Baggio erano intervenuti personalmente, non per chiarire questioni dottrinali ma per assillare il Vescovo dissenziente con raccomandazioni di «riserbo e discrezione che s’impongono».

Ora, nella lettera che accompagna i tre studi Mons. A. De Castro Mayer assicurava il suo “riserbo” e manifestava l’intenzione di non rendere pubblico il suo dissenso. Tanto bastava a Papa Montini e ai montiniani. Tutto il resto: l’integrità della Fede, la fedeltà alla Tradizione cattolica, la sofferenza di tutti coloro che, come Mons.Castro Mayer, si sentivano lacerati tra l’ubbidienza alla Chiesa e l’ubbidienza non dovuta, ma pretesa, ad un corso ecclesiale in rotta con la Fede e la Tradizione immutabili della Chiesa, tutto questo poco interessava a chi aveva messo il proprio io al posto di Dio.

E così furono giocate la semplicità, la devozione e la fiducia di un Vescovo, che non aveva ancora misurato la profondità dell’abisso in cui sembrava precipitata la suprema Autorità nella Chiesa. Solo gli anni e l’evidenza dei fatti lo avrebbero convinto che, in tempi come questi, il silenzio di chi ha responsabilità di anime è omissione colpevole e l’obbedienza incondizionata deplorevole complicità.

Segue la LETTERA del Vescovo A. De Castro Mayer a PAOLO VI

Beatissimo Padre, prostrato rispettosamente ai piedi di Vostra Santità, chiedo venia di sottomettere alla Vostra considerazione gli studi allegati alla presente lettera.

L’invio di questi studi e in ubbidienza all’ordine di Vostra Santità, trasmesso con lettera dell’Eminentissimo Cardinale Sebastiano Bacci all’Eminentissimo Cardinale Vicente Scherer, della qnale quest’ultimo mi ha messo al corrente a viva voce durante un nostro incontro a Rio de Janeiro il 24 settembre u. s.

Nell’ottobre scorso, ho avuto l’onore di scrivere a Vostra Santità affermando il mio filiale rispetto a tali ordini. Tra questi c’era quello per cui, nell’eventualità che «in coscienza io non fossi d’accordo con gli atti dell’attuale Magistero Ordinario della Chiesa», «manifestassi liberamente alla Santa Sede» il mio parere. E’ quel che faccio, con tutta la riverenza dovuta all’ Augusto Vicario di Gesù Cristo, consegnando a Vostra Santità i tre studi allegati.

Con ciò – si degni Vostra Santità notare – non faccio altro che un atto di ubbidienza alla Vostra veneranda determinazione. Gli apprezzamenti li espressi li ho concepiti durante atti di riflessione e di preghiera. Non è nelle mie intenzioni renderli pubblici, poiché sono certo che il mio riserbo sarà gradito a Vostra Santità.

Santo Padre, l’ubbidienza mi obbliga ora a comunicare a Vostra Santità pensieri che forse vi cagioneranno afflizione. Lo faccio però con l’animo in pace, poiché sono nella via della sincerità e dell’ubbidienza in cui conto di rimanere con la grazia di Dio. Però, se è tranquilla la mia coscienza, allo stesso tempo è triste il mio cuore.

Infatti tutta la mia vita di Sacerdote e di Vescovo è stata segnata dall’impegno di essere, entro il mio limitato campo di azione, per la mia devozione senza restrizioni e la mia ubbidienza senza riserve, motivo di grazia per i vari Papi sotto la cui autorità ho successivamente servito. lnvece, nella congiuntura presente, la devozione e l’ubbidienza mi portano a rattristare Vostra Santità…

Imploro da Vostra Santità compassione per l’ubbidienza di questo Vescovo ormai settuagenario e che vive in questo momento l’episodio più drammatico della propria esistenza. E chiedo a Vostra Santità almeno una particella di quella comprensione e benevolenza che tante volte avete manifestato non soltanto verso quelli che Vi stanno vicini, ma anche con persone estranee, e perfino nemiche del Gregge unico dell’unico Pastore.

Negli anni ha preso corpo nel mio spirito la convinzione che atti ufficiali di Vostra Santità non hanno quella consonanza, che con tutta l’ anima desideravo vedere, con gli atti dei Pontefici che Vi hanno preceduto.

Non si tratta chiaramente di atti garantiti dal carisma dell’infallibilità. Cosi, quella mia convinzione non scuote in niente la mia fede senza riserve nelle definizioni del Concilio Vaticano I. Timoroso di abusare del tempo prezioso del Vicario di Cristo, mi esimo da più ampie considerazioni e mi limito a sottomettere all’attenzione di Vostra Santità tre studi: -1 riguardo la «Octogesima Adveniens»; -2 riguardo la Libertà religiosa; – 3 sul nuvo «Ordo Missae» (di quest’ultimo è autore l’avvocato Arnaldo Vidigal Xavier da Silveira, al cui pensiero mi associo).

Sarà superfluo aggiungere che in questo momento, come in altri della mia vita, porterò a compimento, in tutta la misura ordinata dalle leggi della Chiesa, il sacro dovere dell’ubbidienza. E in questo spirito, con il cuore di figlio ardente e devotissimo del Papa e della Santa Chiesa, accoglierò qualsiasi parola di Vostra Santità riguardo a questo materiale. ln modo speciale supplico Vostra Santità di volermi comunicare: a) se trova qualche errore nella dottrina esposta nei tre studi allegati; b) se vede nella posizione assunta negli studi menzionati circa i documenti del Magistero Supremo qualcosa che discordi con la riverenza che ad essi è dovuta come Vescovo.

Supplicando che Vostra Santità voglia concedere a me e alla mia Diocesi il prezioso beneficio della Benedizione Apostolica, sono di Vostra Santità figlio umile e ubbidiente

Antonio De Castro Mayer   +  Vescovo di Campos

*   *   *

Allora, la devozione e la fiducia del Vescovo verso la figura del Santo Padre furono giocate, non avendo egli ancora misurato l’abisso aperto in nome della suprema Autorità nella Chiesa. Ma negli anni seguenti, l’evidenza dei fatti contrari alla Fede, lo convinsero che la sua responsabilità richiedeva una forte testimonianza contro tale attacco e il silenzio con la scusa dell’obbedienza sarebbe deplorevole complicità.

Intendo, in seguito, tornare sul corso della resistenza crescente di questo prode presule, iniziata dal gravissimo sospetto di eresia da parte di chi occupava la Sede di Pietro, a causa della promozione del «novus ordo», la messa di Paolo 6, studiata nell’altra parte del libro in questione. Esso fu pubblicato nel frattempo in francese con il titolo: «LA NOUVELLE MESSE DE PAUL VI: Qu’en penser ?» (DPF, Chiré, 1975), dove la parte sull’ipotesi del Papa eretico era, invece, nella seconda metà.

Qui devo aggiungere, però, che se l’importanza del lavoro fu il tempismo con cui sollevò il cruciale problema, legandolo alle alterazioni applicate alla Santa Messa da Paolo 6, non parimenti si può concordare con l’ordine delle materie e le conclusioni a cui giunse. Infatti, esso segue un ordine d’idee che implica errori che si trascinano nelle questioni della Chiesa da lungo tempo. Anche di questo si tratterà in seguito, per cui si anticipa solo che le questioni già definite da Bolle papali e dal Diritto canonico, non devono far parte di ipotesi ancora da discutere. In questo senso, il lavoro in questione, nonostante la sua erudizione tradizionale, può indurre in gravi errori.

Ad ogni modo resta che essendo pubblicato nel infausto momento storico della comparsa del «NOM» di Paolo 6, fu praticamente il primo a sollevare il gravissimo problema, per cui era il caso di vagliare l’eresia in alta sede. Cercò di farlo con argomenti secondo grande teologi della Chiesa, ma trascurò leggi e definizioni apostoliche a riguardo; un vecchio problema d’ordine clericale, che fa prediligere le proprie tesi e ipotesi sulle vere questioni di fede. Risultato di tale scadimento religioso: siamo alla vigilia della più mostruosa guerra globale, in un mondo intriso da menzogne, immoralità e delitti conseguenti ai più loschi governi della storia, ma Roma non è da meno e resta, da più di mezzo secolo, occupata dai loro «compagni di merenda», occupati ad animare un’anticristiana democrazia da globalizzare. Vieni Signore Gesù!

(vedi: https://promariana.wordpress.com/2013/02/05/a-resistencia-de-dom-mayer-e-o-livro-do-dr-arnaldo/

53 Risposte

  • La configurazione di un Paolo VI eretico si ripropone oggi con Bergoglio. Alla trasformazione montiniana della Messa cattolica in “sinassi” dei fedeli e in “cena” protestante-con l’ammennicolo del saluto di pace in stile massonico – si affianca la teologìa prometeica bergogliana della “coscienza individuale” quale unico foro per la determinazione di bene e di male (intervista 2013 a Scalfari), alla faccia del decalogo; all’impegno missionario, comandato da Cristo si sostituisce la pastorale del cammino e dell’accompagnamento stante che, secondo Bergoglio, il “proselitismo è una sciocchezza”. Alla condanna della sodomia, sancita da VT, NT, Santi Padri e Dottori, si sostituisce l’affermazione di Bergoglio secondo cui “nelle coppie gay traspirano elementi pedagogici”. Basta questo per definire l’attuale “papa” come smaccato eretico.

  • penso sia ormai un argomento sul quale non è più possibile tacere, altrimenti si finisce per assecondare ogni stupidaggine, e questo ripugna sia alla Fede che alla ragione, Non vedo nessun valido motivo che si opponga a proporre una soluzione per uscire dal vicolo cieco nel quale si cacciata la pseudochiesa conciliare.

  • essendo questo un blog, e, vivendo il dramma dell’abbandono dei ministri della fede nella quale sono nata, mi sento autorizzata a dire ciò che penso.

    Esternare critiche a una autorità significa implicitamente riconoscerla come tale. Questo è ciò che manca ad un abusivo, ad un impostore: la legittimità!!

    Una volta ottenuta dai dotti e sostenuto dalla massa dei piccoli ignari, delle critiche se ne ….ride.

    Vagliare non ha la valenza del denunciare.

    Capisco il dramma dei presuli che per primi hanno dovuto affrontare la situazione creatasi con il CV2 ( sebbene, conoscendo la storia dei movimenti -biblico,ecumenico,liturgico…che agitavano la Chiesa per lo meno dai decenni precedenti, non avrebbero dovuto trovarsi impreparati).

    Ma, adesso, dopo più di mezzo secolo, -come giustamente detto a fine articolo- che Roma è occupata dai compagni di merende del potere globale e globalista non c’è più tempo da perdere.

    Coloro che hanno autorità per agire sono pochi ormai!! Vieni Signore Gesù!

  • “esternare critiche a un’autorità significa riconoscerla come tale” e qui sta l’errore per alcuni voluto e per altri subito …coscientemente o inconscientemente?
    E’ ancora possibile pensare “inconscientemente” al livello di eresia pubblica formale manifesta a cui si è giunti?

  • Già nell’articolo IL «MYSTERIUM INIQUITATIS» CHE ERESSE L’«ALTRA ROMA», di gennaio scorso, dicevo che il gran colpo di Satana è stato trovare sciagurati «chierici» per minare l’autorità legittima del Papato da dentro la Chiesa. L’hanno fatto ignorando il contenuto della Bolla cum ex. L’esito del «colpo» è giunto al presente, anche con questo studio di stampo «controrivoluzionario»… che continua a «fare scuola» (e manca il Vescovo per rettificarlo), poggiandosi su un errore micidiale: che la presenza del papa eretico ma legittimo sia questione discutibile! Eppure la bolla già accusava quelli che «poggiandosi oltre il lecito nella propria prudenza, insorgono contro la disciplina della vera ortodossia e pervertendo il modo di comprendere le Sacre Scritture e per mezzo di fittizie invenzioni (tesi e ipotesi), tentano di scindere l’unità della Chiesa Cattolica e la tunica inconsutile del Signore».

  • signore Cattolico 2,
    chiesaepostconcilio fa da sponda al motuproprio. L’eretico è bergoglio. I papi precedenti nel CV2 presentano qua e là dei bachi. Il concilio quindi è da nettare come si fa con le mele un po’ guaste.

    I frutti del silenzio si possono constatare ugualmente, senza farcene informare da C&p.

  • Adesso, dopo più di mezzo secolo che Roma è occupata dai compagni del potere globalista atrocemente anticristiano, è vero, non ci sarebbe più tempo da perdere. Sarebbe ora che ogni cattolico facesse quello che può affinché la Chiesa tornasse ad avere un Papa. Eppure, tra i pochi rimasti, non vi è neppure la ferma certezza cattolica che la Sede sia vacante e ci sia da invocare il Signore Gesù! Tuttora tesi e ipotesi sulla tremenda realtà presente offuscano con apparenze fittizie la fede di molti. Sembra evidente che la prima certezza da stabilire, ancora, è che l’«autorità cattolica» di un papa eretico sia una di quelle invenzioni fittizie più disonoranti… perché diabolica.

  • Gentile Sig.Arai,
    penso che : tuttora tesi e ipotesi sulla tremenda realtà presente ,rimandino, dilazionino l’atto della denuncia. Per questo preghiamo il Signore Gesù.

  • sig.Miri. Siamo tutti cattolici, anche chiesa e post-concilio. Le assicuro che nel marasma attuale capire chi ha ragione è difficile e quindi questi giudizi tout court ormai lasciano il tempo che trovano. L’unica certezza è il non una cum, ma questi bisticci (siano pure amichevoli ma sempre bisticci sono) tra cattolici personalmente li trovo scandalosi. Non son io a dover giudicare dell’intento onesto di chi accetta l’una cum, quando si litiga pure “amichevolmente” tra non una cum . Affermando peraltro lo stesso principio assurdo (contro Papa Paolo IV) sia i tesisti che la fraternità : abbiamo un papa che è ingiudicabile pur non facente parte della Chiesa in quanto eretico. Il sunto della tesi e del papa eretico è lo stesso. L’unico vantaggio(grande) è il non una cum dei tesisti, che però contraddicono con ciò quanto affermano, in quanto di fatto giudicano il papa che è superiore a loro e, dicono loro, ingiudicabile. Se erro sarò felice di ricredermi.

  • Inoltre ho inserito questo link perché necessitano preghiere di riparazione per questa messa nera pubblica autorizzata dalle autorità, di cui segnala il card.Burke. Questo è un frutto anche dei litigi fra cattolici , invece di unire le forze per arrivare ad una soluzione . Solo questo, il ritorno del Katecon con la maiuscola, potrà impedire tali orrori.

  • È pensiero cattolico che, verificata l’eresia deliberata in atti che appaiono come magistero della Chiesa, i suoi autori vanno subito accusati dell’eresia con le conseguenze prescritte dal Diritto canonico: perdita ipso facto della carica. Rimandare, dilazionare l’atto della denuncia a causa di tesi o ipotesi è, però, tuttora il malanno clericale che favorisce gli anticristi in Vaticano e impedisce il ritorno del Katéchon del Signore.

  • @arai, è ovvio poichè il Katéchon del Signore non poterebbe mai agire per ciò che è suo senza un totale ripristino della vera dottrina. morale, legge canonica, ecc. Se perdura la confusione su questi punti non si spiana la strada al suo ritorno.

  • Purtroppo ci sono troppi tradizionalisti o presunti tali che stanno frenando il risveglio delle menti intorpidite , nel prendere atto dell’avere un’eretico sul Trono di Pietro .
    Qui bisogna pregare perché ci sia dato un gruppo di principi della Chiesa coraggiosi che prenda posizione in campo aperto .

  • signor Cattolico 2,
    Lei parla di litigi fra cattolici.
    in realtà si tratta di litigi fra diversamente cristiani.

  • Sig.Miri. Fino a quando non ci sarà questa famosa dichiarazione pubblica (già avvenuta in vari modi dai msg Lefevbre,Castro Mayer ed altri col rifiuto netto del CVII, ma in particolar modo di msg Thuc ,dich.di Monaco: una di queste ammonizioni è quella citata nell’articolo “non hanno questa assonanza..ecc.”. Il tutto stranamente passato sotto silenzio per cui si può dire che il silenzio diventa l’arma per zittire i dissensi ), dichiarazione pubblica che permetta a tutto il mondo di sapere, fino allora saremo anche materialmente diversamente cristiani ma di fatto formalmente tutti cattolici, piaccia o non piaccia. Se si vuole distinguere si deve gridare dai tetti la verità e fare uno “scandalo” doveroso in questo caso.

  • Ai tesisti. Leggevo or ora che S.Bonaventura riferendosi all’Assunta, parla di composto di anima e corpo per avere una persona. Un composto non è una sua parte (es. acciaio non è né ferro né carbonio) e quindi il Papato è un composto di materia e forma, per cui una sua parte soltanto resta solo una parte diversa , cioè la materia resta materia senza alcunché del papato, come il ferro resta ferro e il carbonio resta carbonio.

  • Infatti è errore elementare separare materia da forma riguardo a un’entità. Può valere solo in questioni come peccato o eresia, che non sono entità. Altrimenti, può valere come figura di linguaggio se usato per quello che si crede, per esempio nel caso di un matrimonio «putativo». Arrivare a una «figura papale», che non sia nessuna entità, ma da ritenere legittima… di figura è arrivato a ben altra!

  • Vorrei sviscerare a fondo la tesi, attendo repliche se utili. Premesso quanto sopra esposto, in particolare quanto sottolinea Arai, l’ente in quanto persona giuridica e pubblica si compone di materia e forma inseparabili per avere QUELL’entità come Papa. Ora mi si obietta il problema della visibilità e della designazione. Riguardo alla seconda esemplifico coi sacramenti che pure sono composti di materia e forma. Si prenda il matrimonio, l’ordine, il battesimo…l’eucaristia…la materia sola non fa il sacramento neppure se designata. Le particole designate dai superiori secondo i previsti crismi (azzimo di farina di frumento fatte preparare appositamente dalle suore di clausura, designate dal vescovo a essere consacrate) non ricevendo la forma, restano solo particole e possono anche essere consumate come cibo qualsiasi. L’acqua del battesimo pur essendo anche benedetta resta acqua benedetta del battistero ma non fa un battezzato di per sé. Così un designato dal conclave (che sia pur valido, il che ormai manco è) resta una materia e soltanto materia, come pur i tesisti ammettono: non ha ricevuto l’Autorità Divina, non è Papa e quindi non va obbedito. Non una cum conseguente. (Al proposito si rileva l’incongruenza del ritenerlo in sede successiva non giudicabile in quanto papa, dopo che peraltro lo si è giudicato “non papa” per non obbedirlo). Passo alla visibilità della Chiesa: la Chiesa vive in ogni suo battezzato fedele a Cristo e NON vive in un apostata eretico che non è con Cristo. La Chiesa è con chi è con Cristo, cioè. Tra la morte di un papa e il successore la Chiesa resta visibile, si dice dai tesisti nel corpo elettore dei cardinali, ma ciò non è di diritto divino, inoltre non esistono ormai cardinali(per cui in base al loro ragionamento non è visibile ora) , la Chiesa affronta da sempre situazioni nuove e se così non fosse stato sarebbe estinta. La visibilità della Chiesa resta MA con chi è fedele a Cristo, non può essere con chi non è unito a Lui. Altro punto dei tesisti: la giurisdizione l’hanno conservata gli apostati che peraltro non hanno ricevuto sacramenti validi, come a dire che Gesù è con loro e non coi fedeli a Lui. Sarebbe assurdo. Altro punto ancora della tesi, il giorno che si convertono acquistano tutto come in un matrimonio nullo nel momento in cui la nullità decade. Anche qui si distingue: se c’è la mala fede dei coniugi all’atto del matrimonio , il matrimonio è come mai avvenuto e persino i figli passano da legittimi a naturali. In analogia quindi la mala fede del designato al papato rende nullo, come mai avvenuto, nulla la giurisdizione MAI ricevuta e che MAI potrà acquistarsi dagli stessi. I “figli modernisti” sono naturali e non “legittimi”. La giurisdizione si acquista all’atto se c’è la buona fede, cioè la persona in mala fede MAI acquista giurisdizione. In ultimo si distingue tra giurisdizione radicale-attitudinale e attuale, intendendo con la prima quella connessa IMPRESCINDIBILMENTE con la consacrazione episcopale e con la seconda attuale l’incarico di una diocesi da parte del Papa. Premesso che di norma le consacrazioni dei vescovi avvengono tramite il mandato papale e che, in considerazione dell’impossibilità materiale per un vescovo di occuparsi di tutto il mondo, viene delimitato con la giurisdizione attuale il campo di lavoro dello stesso dal Papa, si evidenzia che allo stato attuale non esiste la normalità per cui subentra lo stato di eccezionalità e considerando la necessità del fine -bene della Chiesa sparsa nel mondo, subentra la giurisdizione universale del vescovo, giurisdizione cioè non delimitata in assenza di papa. Ciò che vale è la validità della consacrazione, il che si può dire dei resistenti e non degli abusivamente considerati dai tesisti come residenziali, i quali sono nulli in maggioranza assoluta(consacrazioni non valide). Quindi se anche i modernisti si convertissero sarebbe come nel caso degli anglicani che hanno dovuto essere ri-consacrati. I Vescovi ricevono il loro mandato dal Papa, ma attualmente lo ricevono tramite i Papi precedenti che furono validamente Papi, in quanto il primo Vescovo (es.Lefevbre, Castro Mayer, Thuc..) fu consacrato Vescovo tramite il Papa Pio XII. Attendo smentite per la ricerca della verità che è solo una.

  • Concordo nel modo più assoluto; soltanto i Vescovi che hanno conservato la Fede hanno le giuste condizioni per agire onde poter risolvere una situazione che non ha precedenti.

  • @cattolico 2 – Ecco una lodevole iniziativa per la ricerca di una verità cruciale, che è solo una.
    Naturalmente ogni punto va affrontato con tutta attenzione e tempo. Così, riguardo a «un designato dal conclave (che sia pur valido, il che ormai manco è) resta una materia e soltanto materia, come pur i tesisti ammettono: non ha ricevuto l’Autorità Divina, non è Papa e quindi non va obbedito.»
    La legge della Chiesa vuole che ogni lucido maschio cattolico possa essere valido designato dal conclave. Sono, però, condizioni che vanno verificate. Non basta essere nemmeno cardinale. San Pio V dubitò della validità del festeggiato cardinale Morone. Ora, il cardinale Ottaviani aveva un dossier per dubitare della validità del card. Roncalli, ma si fidò! Che non fosse cattolico si è conosciuto solo in seguito per le sue azioni e opere. Dunque al conclave era ancora ritenuto valido designato materiale; teoricamente non più di altri milioni di cattolici. La differenza – nessuno la può negare – era la circostanza solenne del conclave che, avendo le condizioni sopra di diritto divino, avrebbe l’assistenza dello Spirito Santo. Ora, Roncalli poteva ingannare i colleghi sulla sua fede modernista e massonica, ma Dio conosce il fondo dei cuori ed è Il solo a conferire immediatamente l’Autorità Divina al prescelto dagli uomini. Se lo avesse fatto con Roncalli avrebbe avvallato le sue intenzioni di mutare la Chiesa, come infatti è avvenuto in conseguenza dell’elezione di tale ‘candidato materiale’.
    Tale «tesi» vuole che Dio lo abbia fatto, ma col successore Montini solo a metà, con l’artifizio di «papa materiliter» sì, l’Autorità no, almeno finché esso non rientrasse nelle condizioni prescritte di fede cattolica (per essere eletto)! E così via per i successori! Con siffatti ragionamenti uno dovrebbe concludere che non è tanto il «papa materiliter» a non voler fare il bene della Chiesa, quanto Dio stesso che conoscendo tutto l’ha non solo permesso, ma avvallato concedendo la Sua Autorità al deviato. Pensiero empio! Sì, perché il male della Chiesa è seguito inesorabile questi conclavi spuri, da ritenere nulli secondo il mandato apostolico dei veri Papi. Ecco la certezza da applicare alla situazione attuale.

  • Il paragone appropriato con gli anglicani a quanto pare non l’ho colto solo io
    http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2016/08/al-posto-dellantico-altare.html
    Giusto analizzare punto per punto. Attendo spiegazioni dai tesisti. Sarò felice di ricredermi se fosse il caso,al fine di parlare la stessa lingua per il bene fine della Chiesa. ” Dio lo vuole”. Riprendo 2 suoi punti Arai nell’ultimo comma ove si evince ottimamente la contraddizione: non ha ricevuto Autorità da Dio (non una cum) ma ha ricevuto Autorità (giurisdizione) da Dio . Secondo punto: “..l’A.no, almeno finchè esso non rientrasse nelle condizioni prescritte di fede cattolica (per essere eletto)! ” . Assurdo affermare infatti che era ELEGGIBILE un apostata. Non lo era a priori, quindi non poteva essere designato, quindi nulla la designazione.
    Ed il discorso per il Papa vale anche per i cardinali, di conseguenza vale quanto scritto da Raimondo.

  • https://promariana.wordpress.com/2016/07/25/ e questo Luciano la pensa anche lui così.
    Il primato del Papa ossia la sua autorità suprema di giurisdizione…. conferma di giurisdizione immediata anche per i vescovi…https://it.wikipedia.org/wiki/Pastor_Aeternus
    Quindi affermare che la linea Montini….Ratzinger Bergoglio con i vescovi residenziali (in massa eretici modernisti o complici di fatto )gode di “diritto” di giurisdizione (che viene da Dio) significa ??????

  • Questo sito è stato usato ampiamente per parlare della Tesi e ha dato ampio spazio a tutto l’argomento.
    Continuare a ripetere sempre le stesse cose, che portano solo ad una inutile polemica con i tesisti non è producente di alcunché.

  • Agli amici e interessati che hanno preso atto della notifica per cui «questo sito è stato usato ampiamente per parlare della Tesi e ha dato ampio spazio a tutto l’argomento… che continuare a ripetere sempre le stesse cose, che portano solo ad una inutile polemica con i tesisti non è producente di alcunché… ma sia una inutile e sterile polemica lusitana», suggeriamo di rivolgersi al sito http://www.promariana.wordpress.com dove troveranno la lettera italiana di Luciano.

  • Noi uomini siamo cosìhttp://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2016/08/come-fa-carriera-il-figliuolo.html#more

  • Da ‘tesista’, ringrazio la redazione ‘totalista’ per l’opportuno intervento. Aggiungo: esiste vasta e notissima ‘letteratura tesista’ in cui possono essere trovate tutte le risposte alle varie obiezioni e perplessità che la posizione teologica elaborata da Mons. M. G. des Lauriers ha sollevato nel corso degli anni; non è necessario essere ‘tesisti’ per poter definirsi cattolici; la sterile polemica non aiuta minimamente a comprendere con chiarezza i ben più gravi problemi contemporanei; ringrazio molto pure coloro che hanno cortesemente segnalato altri siti web in cui gli eventuali interessanti potranno proseguire, spero in maniera esclusiva, l’interminabile ‘disputa’.

  • @ “la sterile polemica non aiuta minimamente a comprendere con chiarezza i ben più gravi problemi contemporanei» (?) Più sterile che scartare una Bolla apostolica per inventarsi un «papa materialiter» che, come Bergoglio ora, è da ritenersi anticristo inamovibile, di successione obbligatoria? Ci saranno «ben più gravi problemi contemporanei»? Per i cattolici? Quali? se è ancora concesso chiedere.

  • Il grave problema è la mancanza del Papa. Lo abbiamo scritto all’infinito. Come, però, faceva notare lo Staff, si dimostra veramente inutile continuare a battibeccare con i tesisti e un sito non è la sede ideale per discutere. Certe tematiche importanti e delicate si discutono di persona. Nessuno, però, può dire che Agerecontra non abbia dato spazio ampio al dibattito su questo tema. Anzi ritengo che questo sia il sito cattolico che più di ogni altro ha dato risalto a tale discussione nel corso di almeno un anno intero. Ora chi legge ha tutti gli argomenti. Et de hoc satis.

  • Un sofisma certamente per quanto mi riesce capire, pericoloso quanto il motu proprio di Ratzinger, che ritarda il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Inoltre, sempre per quel poco che capisco, è uno scisma da quella che si ritiene valida chiesa gerarchica con potere di giurisdizione, né + né – della fraternità. In buona fede spero, anche se non comprendo l’ostinazione in essa. Vorrei sbagliarmi ma le risposte che ricevo non mi chiariscono. Concordo con Arai. Posso chiudermi nel problema della salvezza della mia anima ed ignorare i problemi della Chiesa mia Madre? Anche se sono nessuno personalmente.

  • Questo sito ed il Circolo “Christus Rex” trattano da 10 anni dei problemi della Chiesa. E’ sotto gli occhi di tutti. A questo argomento ha dato tantissimo spazio.
    “Christus Rex” non ritiene eretici coloro che aderiscono alla Tesi di Cassiciacum, sebbene ritenga che il Magistero Perenne, di cui la Bolla di Paolo IV fa parte ed il Codex del 1917 (can. 188) oltre all’evidenza siano più che esaustivi per constatare la Sede Vacante e la drastica riduzione della visibilità della Chiesa. “Christus Rex” ritiene indispensabile non essere in comunione (UNA CUM) con i “Sedenti” conciliari perché professano una religione che non è cattolica. “Christus Rex” assiste anche alle S. Messe dei sacerdoti IMBC perché celebrate da preti validamente ordinati, in stato di necessità, che celebrano omettendo l’ “una cum”, che li porrebbe, altrimenti, in comunione coi modernisti. Non lo farebbe se li ritenesse eretici.

  • Bene, se oltre alla superiore perspicacia dottrinale ed integrità morale dispone dunque dell’autorità necessaria, proceda pure con il processo canonico, e liberi la Chiesa dai ‘tesisti’. Per quanto riguarda il sottoscritto, autorizzo la redazione a trasmettere i miei dati personali per la dovuta notifica.
    Ha dell’altro prezioso tempo a disposizione? In caso di risposta affermativa, potrebbe gentilmente chiamare al banco degli imputati anche i modernisti che occupano da qualche decennio la Sede Apostolica e le varie diocesi locali?
    Se si trovasse, anche momentaneamente, a corto dell’indispensabile giurisdizione per poter porre in essere tali desideratissime misure, potrebbe forse voler riconsiderare i commenti #29 e #33 che, vista la sua sfortunata possibile privazione, troverebbero piena giustificazione, assieme a un suo indiretto avvaloramento di uno dei pilastri della Tesi.
    Ringraziando, saluto.

  • @ Federico Colombera, come mai se la prende in tono così personale. Da cattolico ho segnalato e segnalerò quando è doveroso fare riguardo a quel che è senz’altro eretico – e avevo detto prima perché. Era l’occasione per contestare. Quanto a giudicare persone, il mio accenno ripete solo quanto esprime la Legge sull’ostinazione di chi sposa l’eresia, che capisce però! Ma chi ha giudicato il suo comprendonio a proposito? Dalla sua risposta? Essa è solo intessuta da ironie fuori posto e aliene al tema. Comunque dimostrano una fedeltà di ferro! Peccato che sia per tale tesi e non per la legge della Chiesa; infatti sono incompatibili! Saluto scusandomi della franchezza.

  • Lei, da cattolico, ritiene legittimo scrivere per (e si accontenta di collaborare con) un sito gestito da una redazione che non ritiene la Tesi sia eretica (“Christus Rex” non ritiene eretici coloro che aderiscono alla Tesi di Cassiciacum / “Christus Rex” assiste anche alle S. Messe dei sacerdoti IMBC perché celebrate da preti validamente ordinati […] Non lo farebbe se li ritenesse eretici / si dimostra veramente inutile continuare a battibeccare con i tesisti / Continuare a ripetere sempre le stesse cose, che portano solo ad una inutile polemica con i tesisti non è producente di alcunché, # 29, 38 e 40) e non caccia collaboratori ‘eretici’ (dimostrano una fedeltà di ferro, #42) come il sottoscritto (scomunicato latae sententiae, se non vado errato…).
    In attesa d’essere convocato a processo (#41), contatterò il mio confessore per capire se posso adottare il suo stesso approccio e iniziare a collaborare con la cattiva stampa eretica…ah già, mannaggia, anche il mio direttore spirituale è un ‘tesista eretico’! Beh, poco male, percorreremo assieme il cammino verso il tribunale!
    Secondo me, col talento a sua disposizione, può certamente fare di meglio!
    *** http://www.promariana.wordpress.com***

  • Sempre più patetico! Ma quando mi ha risposto su quanto continuo a ripetere senza fine? Dice che è veramente inutile continuare a battibeccare… e spara. Si calmi; è l’inizio del ragionare, anche da tesista sfegatato. Non credo che ci sia anima pensante a volerla processare e non è producente di alcunché blaterare in modo così scombosto. Per cortesia a se stesso, stop; senta almeno questo richiamo, senza dover appellarsi al confessore. Buona notte.

  • Per chiudere questi tormentosi connenti devo ripetere qui la precisazione sull’uso ter termine eresia oggi, fatta nel commento all’articolo di Michel de Sainte Pierre.

  • Per chiudere questi tormentosi commenti devo ripetere qui la precisazione sull’uso del termine ERESIA oggi, fatta nel commento all’articolo di Michel de Sainte-Pierre.
    Quando oggi si usa il termine eresia, il riferimento è a un numero di cattolici così ampio – trascinato dalla coda del demonio – che si deve individuare quale sia la più ingannevole e micidiale attualmente. La Profezia di Fatima lo indica nell’eresia sul Papa assente, che a costo di mille storture nella fede si vuol far vedere presente, e con ciò lo STATUS QUO del «papa eretico, ma legittimo». Penso che, come me e altri, in questo sito si professi che Bergoglio vada semplicemente cacciato. Da chi? È un altro conto, di soluzione d’ordine metafisico, che però non inficia, ma può solo confermare la doverosa testimonianza cattolica.

  • … e come tale, deleteria per i cervelli pertinaci e per le anime in generale.

    questa “pugnalata alle spalle” mod. Bruto non è passata inosservata … e non finirà “in cavalleria” …

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